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La diversità

Elena Veneziani

5 TSS serale

Anno scolastico

2012/2013

La diversità è colore, cultura, ricchezza, scambio, crescita, necessità, fa parte della storia di ogni uomo.

Istituto Statale di Istruzione Superiore Secondaria

I.S.I.S.S.

“Pietro Giordani”

Indice

1. Premessa

2. La diversità nel mondo

3. La diversità nell’uomo

4. I bambini superdotati

5. Il genio d’America suicida a 14 anni

6. Ero come lui, ora sono felice con una modella

7. Che cos’è l’intelligenza?

8. Il QI

9. I test di intelligenza

10. Fattori innati o fattori socio-culturali?

11. Le intelligenze multiple

12. La profezia che si auto avvera

13. Lo sviluppo umano

14. “Il fu Mattia Pascal” di Pirandello

15. L’identità di gruppo

16. La teoria dei bisogni di Maslow

17. Il festival delle abilità differenti

18. I BES

19. Conclusione

20. Bibliografia e sitografia 2

Premessa

Il termine “diversità” può essere collegato a molteplici interpretazioni e riferito a molti ambiti e aspetti.

La diversità è una componente intrinseca alla natura dell'uomo. Ognuno è portatore di una propria diversità poiché possiede delle caratteristiche che lo rendono differente dagli altri, unico, irripetibile, speciale e con una propria sfera emotiva e un determinato cammino di crescita.

La diversità è un dato ineluttabile della vita, inteso come valore e ricchezza, per lo scambio e la crescita umana, ma anche come difficoltà perché “l'altro” diverso da noi, chiunque esso sia, mette in gioco e in discussione il nostro modo di vedere, di pensare, di agire, creando inevitabilmente un confronto con la nostra vita.

E perciò spesso la diversità appare come un pericolo, una minaccia, una barriera che si oppone tra i simili e “gli altri”.

Ho scelto di approfondire il tema della “diversità” cercando di capire e comprendere tutte le sue sfumature, tutte le particolarità.

Addentrandomi sempre di più nell’argomento, mi sono resa conto che questa tematica pone diverse problematiche.

Nonostante tutto, voglio trasmettere con questa tesina quello che ho studiato, ricercato e approfondito nel tentativo di conoscere, rispettare, accettare, e valorizzare le “diversità”.

Diversità perciò come concetto negativo e positivo assieme, a seconda del senso e del valore che ognuno di noi, nelle varie situazioni, dà al termine; diversità come necessità inevitabile della nostra vita, come valore e ricchezza per lo scambio e la crescita umana ma anche come difficoltà cui andiamo incontro nel momento in cui per primi ci si sente diversi o esclusi.

La diversità è “differenza”, quindi, le nostre individuali differenze, le quali sono tutto ciò che caratterizza la nostra unicità e sono ciò che ci permette di distinguerci e di essere distinti dagli altri, sono necessarie per la formazione dell’identità personale.

La nostra specificità è formata da tutte le caratteristiche che la compongono (fisiche, psicologiche, caratteriali, di scelte, di gusti, di preferenze,…).

È proprio la combinazione di un grande numero di specificità che caratterizza ciascuno di noi e ne fa un essere unico e irripetibile.

Ciascuno di noi è diverso da un suo simile, in quanto portatore di differenze personali.

Ho scelto quindi di trattare questo tema, sottolineando che il termine “diversità” non sempre riconduce a qualcosa di negativo: ho inteso con esso tutto ciò che non è riconducibile a una definizione scontata, che anzi, spesso, significa speciale.

Speciale perché ci sono tante persone o cose al mondo che aspettano di poter emergere o di essere scoperte perché, come ha scritto Dryden:

"Nella follia c’è un piacere che solo i pazzi conoscono".

Ognuno di noi porta in sé come nucleo del proprio essere una unicità produttiva e se diviene consapevole di tale unicità, intorno a lui compare lo splendore dell’insolito

Friedrich Nietzsche

La diversità nel mondo

Tutta la storia della vita sulla Terra ci insegna che la “diversità” è un valore fondamentale.

La ricchezza della vita, infatti, è dovuta alla sua diversità: diversità di enzimi, di cellule, di piante, di organismi, di animali.

Anche per la storia delle idee è stato così.

La diversità delle culture, delle filosofie, dei modelli, delle strategie e delle invenzioni ha permesso la nascita e lo sviluppo delle varie civiltà.

Piero Angela

Un buon punto di partenza per approcciare il tema sulla diversità potrebbe essere quello di chiederci che cos'è la diversità, qual è il suo significato, la sua funzione e il suo valore.

Per farlo, basta guardarsi intorno, e vedere qual è lo spazio che la diversità occupa nella nostra vita.

Vediamo subito che è uno spazio esorbitante, e che noi viviamo immersi nella diversità.

Al punto che finiamo per non notarla più.

[…] Consideriamo ad esempio le automobili, e accorgiamoci di quante marche esistono attualmente, di quanti modelli, e per ogni modello quante possibilità di motorizzazioni e di allestimenti diversi.

Ma lo stesso discorso vale anche per gli orologi, i mobili, le scarpe, o se vogliamo i vestiti, con tutto l’infinito campo della moda, oppure il numero di film prodotti ogni anno, o il numero di libri e giornali pubblicati.

E una visita a uno qualsiasi dei moderni centri commerciali basterebbe a fugare ogni eventuale dubbio in merito.

[…] Ma oltre a questa enorme diversificazione indotta in buona parte dai meccanismi della società dei consumi, e quindi in un certo senso artificiale, vi è poi tutta l’enorme sfera della variabilità fisica e biologica, con i milioni di specie animali e vegetali esistenti, con le migliaia di profumi individuati, con le infinite tonalità cromatiche distinte dai computer, e le innumerevoli variazioni e tonalità sonore presenti nella musica.

[…] Vi è infine la diversità nella sfera culturale, con le centinaia di lingue e dialetti parlati sul nostro pianeta, con le diverse e svariatissime tradizioni di costumi, o artistiche, filosofiche, religiose, ecc…

Insomma, con tutti gli elementi delle varie culture e civiltà che sono attualmente presenti sul pianeta, e anche con quelle che si sono susseguite nel tempo, perché la diversità ha una sua dimensione temporale, oltre che spaziale.

Che cos’è infatti la storia se non il susseguirsi di una serie di avvenimenti?

E gli avvenimenti non sono forse l’introduzione di un fattore di cambiamento, cioè di diversità, all’interno di un continuum temporale?

Nell'idea dell'armonia e del consenso universale, c'è un odore davvero spiacevole di tendenze totalitarie, rendere tutti uniformi, rendere tutti uguali.

Alla fine questa è un'idea mortale, perché se davvero ci fosse armonia e consenso, che bisogno ci sarebbe di tante persone sulla terra?

Ne basterebbe una: lui o lei avrebbe tutta la saggezza, tutto ciò che è necessario, il bello, il buono, il saggio, la verità.

Penso che si debba essere sia realisti che morali.

Probabilmente dobbiamo riconsiderare come incurabile la diversità del modo di essere umani.

Zigmunt Bauman

[…]Se guardiamo infatti a come la vita si è sviluppata sul nostro pianeta, vediamo che lo ha fatto attraverso un processo di continua e progressiva differenziazione.

Ai suoi albori esistevano soltanto distese sconfinate di terre deserte e di oceani vuoti.

In questi oceani hanno cominciato a formarsi accidentalmente la prime molecole organiche, le prime proteine, le prime cellule.

Poi hanno cominciato a svilupparsi gli organismi unicellulari, i procarioti, che hanno popolato gli oceani e nel corso di miliardi di anni arricchito di ossigeno l’atmosfera così da permettere il passaggio delle forme vitali dall’acqua alla terraferma, e quindi il progressivo sviluppo su quest’ultima di tutte le infinite specie vegetali e animali che ora la abitano, uomo compreso.

E così ora la terra pullula di vita, e pullula di varietà.

È quindi evidente che, anche se non possiamo identificare tout court la vita con la varietà, possiamo però senz’altro dire che lo sviluppo della vita coincide con lo sviluppo della differenziazione, in maniera direttamente proporzionale.

[…]Questo vale per la vita del pianeta come per la vita del feto, che in nove mesi si sviluppa evolvendosi dall’unicità della cellula uovo all’infinita varietà di cellule che compongono il corpo umano.

Non c’è evoluzione senza differenziazione, senza aumento della varietà, o della diversità.

[…]E questo ci riporta a un altro elemento fondamentale che è frutto della diversità, e che merita di essere sottolineato: la bellezza.

Una componente della bellezza della Gioconda di Leonardo sta proprio nel fatto di essere unica, vale a dire diversa.

Diversa da ogni altro ritratto di donna mai fatto.

E questo è vero in fondo per ogni opera d’arte, il fatto cioè di essere irripetibile.

Se anche si vuole provare a riprodurla, non si avrà infatti che una misera copia, cioè qualcosa di formalmente perfetto, ma morto, privo di vita.

A questo punto potremmo però chiederci se tutta questa diversità rappresenti un valore o un disvalore.

Che cosa stia a significare.

Se serve a qualcosa, o ci sia per caso.

Per toglierci ogni dubbio in merito, basta fare un piccolo sforzo di immaginazione, e provare a immaginare per un attimo come sarebbe la vita sulla terra se la diversità non ci fosse.

Tutti saremmo ad esempio vestiti sempre con gli stessi abiti dello stesso colore, stesse scarpe e taglio dei capelli, viaggeremmo tutti con lo stesso mezzo, diciamo un’auto, naturalmente dello stesso modello, colore e numero di targa, con gli stessi identici accessori e lo stesso preciso chilometraggio!

Avremmo tutti gli stessi occhiali, lo stesso colore degli occhi e dei capelli, lo stesso sguardo, le stesse otturazioni, ecc.

Ma soprattutto avremmo tutti lo stesso Q.I., e non solo, la penseremmo anche nello stesso modo, avremmo gli stessi ideali, idee, aspirazioni, gusti, sentimenti e fantasie, ecc..

Chiediamoci come mai un’ipotesi del genere ci fa subito correre un brivido lungo la schiena.

Forse perché capiamo, come hanno raccontato tanti scrittori di fantascienza, che in questo modo avremmo un mondo di clonati in un mondo robotizzato.

Vittorio Viglienghi, formatore dell'istituto internazionale di Psicosintesi educativa

La diversità nell’uomo

La diversità è dunque una ricchezza necessaria.

La bellezza del mondo viene dalla sua varietà e anche per l’uomo non è diverso.

Le diversità sono tante:

  • Diversità fisiche;
  • Diversità psicologiche, cognitive, affettive, modi diversi di pensare, di comportarsi, ideologie diverse …;
  • Diversità sociali, legate alla nascita, alle possibilità, all’istruzione, ecc.;
  • Diversità di cultura: di religione, di lingua, di razza, di etnia, di tradizioni, di costumi, di origine…;
  • Diversità dovute a disabilità fisiche, mentali, sensoriali o multiple;
  • Diversità fra le generazioni;
  • Diversità di genere e orientamento sessuale.

La lista potrebbe essere ben più lunga, ma non voglio qui allargare troppo il campo.

Compreso il valore delle differenze ho individuato qualche caso per capire meglio da dove viene la diversità, quando viene vista come una ricchezza e quando, invece, una sua interpretazione distorta la trasforma in discriminazione.

I bambini superdotati

Un caso particolare di diversità (spesso trascurato) è quello di bambini che hanno le capacità di realizzare un certo numero di attività o di prestazioni.

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Sintesi

Psicologia

I bambini superdotati, l'intelligenza, il Q.I., le intelligenze multiple di Gardner, la teoria dei bisogni di Maslow, la psicologia del ciclo di vita di Erikson e la psicologia dell'arco di vita di Baltes, l'identità personale e l'identità di gruppo, la profezia che si autoavvera di Rosenthal.

Italiano

La perdita d'identità di Pirandello: Il fu Mattia Pascal

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