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La
Disn
Esame di Stato
Jessica Boschiroli
Anno scolastico
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2012/2013
Indice
Letteratura ……………………………………….. 2
Storia ............................................................. 10
Geografia …………………………………………... 15
Cittadinanza e Costituzione …………………22
Scienze ……………………………………………25
S.M.S. …………………………………………….. 33
Arte ………………………………………………...36
Tecnologia …………………………………………44
Musica ……………………………………………...49
Inglese …………………………………………….. 52
Spagnolo …………………………………………55
Bibliografia………………………………………….64
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Letteratura: La Bella e la Bestia e Paolo e Francesca
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Galeotto fu il libro e chi lo scrisse
Ma dimmi: al tempo d'i dolci sospiri,
a che e come concedette Amore
che conosceste i dubbiosi disiri?».
E quella a me: «Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria; e ciò sa 'l tuo dottore.
Ma s'a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò come colui che piange e dice.
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso JESSICA BOSCHIROLI
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante». ~ 6 ~
Biografia dei due personaggi
Le notizie riguardanti la vicenda tra i due amanti non sono molto sicure. Si sa per certo, però, che Francesca, figlia di Guido da Polenta, andò in sposa a Gian Ciotto (cioè zoppo) Malatesta, signore di Rimini, per ragioni politiche, in quanto mettere pace tra le due famiglie, dopo numerose lotte.
Francesca, però, si innamorò del cognato Paolo, fatto avvenuto tra il 1283 e il 1286. I due cognati si trovavano nella stessa stanza intenti a leggere il libro narrante l'amore di Lancillotto e Ginevra. Quella lettura spinse i cognati ad incontrare gli sguardi l'uno dell'altro.
Quando Paolo e Francesca arrivarono al punto della storia in cui Lancillotto e Ginevra si baciarono, anche loro dichiararono il loro amore. Dante, nei suoi versi, condanna questo amore, ma non lo considera volgare.
La figura di Francesca è quella di una donna fragile, che ancor oggi non può e non sa rinnegare il suo amore nei confronti di Paolo. Francesca viene descritta come una donna raffinata, gentile, che sa cogliere l'affetto pietoso che Dante, all'interno dei versi, nutre nei suoi confronti.
Inoltre viene descritta come una donna che, pur essendo travolta da una bufera, desidera la pace.
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Le parole di Francesca
Dalle parole pronunciate da Francesca, emerge la figura della donna gentile, cresciuta in un ambiente cortese, che mantiene le qualità del suo animo anche nella tragica eternità della dannazione. Il suo animo, infatti, è gentile quando pronuncia i versi:
O animal grazioso e benigno...
Se fosse amico il re dell'universo...
Di quel che udire e parlar vi piace.
Il suo animo, invece, prova risentimento, pensando ai momenti felici, quando dice:
Siede la terra dove nata fui...
Per aver pace co seguaci suoi...
Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice ne la miseria...
Noi leggiavamo un giorno per diletto...
Le parole della protagonista, poi, assumono una sfumatura più drammatica, in forte contrasto con il suo profilo dolce. Da queste parole emerge la forte violenza del mondo infernale, in cui lei è immersa.
Esprime l'ombra della violenza quando dice:
Noi che tignemmo il mondo di sanguigno...
E il modo ancor m'offende
Delinea invece il sottofondo infernale nei versi:
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Poi ch'hai pietà del nostro mal perverso che come vedi, ancor non m'abbandona.
Caina attende chi a vita ci spense... questi che mai da me non fia diviso.
Insieme anche nella dannazione
Paolo e Francesca non si separano mai. Solo la donna parla al poeta, ma l'amato condivide ogni sua parola. Dante percepisce il legame e l'indivisibilità fra i due.
La critica del secolo scrisse che Dante, pur essendo costretto a condannare i due amanti secondo il principio cristiano, facesse ricadere su di loro la sua ammirazione. Si dice infatti che, sia per questo motivo, che non li separa nella bufera infernale.
La critica moderna, però, definisce la scelta di Dante una vera e propria pena in quanto Francesca prova dolore e sofferenza vedendo soffrire Paolo accanto a lei.
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Commento dei versi
Due anime, in particolare, colpiscono Dante per il loro volo aggraziato e lieve, per il loro procedere uniti, assieme Virgilio invita l’allievo a chiamarle in nome dell’amore che le unisce e queste accorrono come «colombe dal disio chiamate».
L’atmosfera dolce e sobria persiste in tutta la narrazione. In questo canto Francesca accenna i ricordi a Ravenna, la sua città natale e spiega com’è nato il suo amore per Paolo, finito per mano del marito Gian Ciotto.
L'amor cortese
Alle note biografiche di Francesca, condensate in soli tre versi, seguono le tre celeberrime terzine che iniziano con il termine Amor, usato come soggetto grammaticale, il vocabolo Amor pare assumere il significato di un’entità soprannaturale.
Le terzine sono costruite con una sapiente retorica poiché risultano praticamente speculari. L’insistenza del narratore sulle giustificazioni teoriche dell’Amore non è casuale: Dante in prima persona le aveva conosciute da giovane e le aveva persino decantate nei sonetti.
Queste teorie sull’amor cortese disdegnavano
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l’amore vincolato da leggi o da contratti e preferivano ad esso l’amore adulterino, fuori dai vincoli coniugali, perché espressione dei sentimenti veri, nobili e genuini degli amanti.
«Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende, In questi versi viene espressa la passione
prese costui de la bella persona tra Paolo e Francesca
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.
Amor, ch'a nullo amato amar perdona, In questi versi viene espressa la fatalità
mi prese del costui piacer sì forte, dell’amore tra i due amanti
che, come vedi, ancor non m'abbandona. In questi versi viene espresso il senso di
Amor condusse noi ad una morte. vendetta nei confronti della morte, dell’inferno e nei confronti di Gian Ciotto
Caina attende chi a vita ci spense.»
Queste parole da lor ci fuor porte. ~ 11 ~
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Storia: Pocahontas e la conquista della Virginia
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La scoperta dell’America
La prima a muoversi fu l’Inghilterra, con il navigatore genovese Giovanni Caboto, che credeva erroneamente che la maggior parte delle spezie dell’Asia provenissero dalla parte «settentrionale» di quel continente.
Il progetto consisteva nella ricerca di una rotta per l’India più breve di quella di Colombo, navigando. Verso la fine degli anni Novanta del Quattrocento, su incarico del re inglese Enrico VII, compì due viaggi verso le coste della Groenlandia, del Labrador e di Terranova, ma non trovò il passaggio che cercava e dovette rientrare in Inghilterra, dove morì poco dopo.
La campagna francese volta alla conquista di un impero oltremare cominciò quando il re Francesco I, agli inizi del Cinquecento, dichiarò la sua intenzione di contestare la divisione del mondo tra le potenze iberiche prevista dal Trattato di Tordesillas.
Anche il sovrano francese cercava una via alternativa per l’Asia e nel 1524 finanziò una prima spedizione al comando del navigatore fiorentino Giovanni da Verrazzano per la ricerca del mitico «passaggio a nordovest».
Verrazzano si rese presto conto che quel passaggio, coperto dai ghiacci, era impraticabile, ma riuscì a rivendicare alla Francia il territorio di Terranova.
Più tardi, negli anni ’30 e ’40 del Cinquecento, ripresero le spedizioni francesi con Jacques Cartier che scoprì il fiume San Lorenzo e lo risalì inoltrandosi nelle regioni degli attuali Québec e Montreal, ma i tentativi di stabile colonizzazione fallirono tutti.
Sempre nel corso del Cinquecento si ebbero anche i primi tentativi degli spagnoli di esplorare e di creare insediamenti nell’America del Nord.
Il 27 marzo 1513, il navigatore spagnolo Juan Ponce de Leon scopre una terra fiorita al nord delle Antille: è il primo europeo ad ammettere piede sul suolo dei futuri Stati Uniti.
Questo vecchio compagno di Colombo crede di essere giunto in un’isola leggendaria, dove si troverebbe una «fonte della giovinezza».
Poiché è il giorno di Pasqua, egli le dà il nome di «Pascua Florida».
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Nei decenni successivi, dopo aver esplorato le coste della Florida risalendo dal golfo del Messico ed aver scoperto che non si tratta di un’isola, gli spagnoli vi fondarono nel 1565 San Agustín, prima città nordamericana.
Soltanto molto più tardi, gli Spagnoli inizieranno la colonizzazione del Texas e della California.
Soltanto nella prima metà del Seicento cominciarono ad essere realizzati insediamenti stabili di coloni inglesi e francesi nell’America del Nord.
Nel Nuovo mondo questa campagna riguardò regioni più temperate di quelle dei primi viaggi di Caboto, che esplorò le terre che poi, in onore di Elisabetta, furono chiamate «Virginia».
Dall’inizio del Seicento Elisabetta I e poi Giacomo I abbracciarono il modello nascente della compagnia commerciale per imprese volte a sostenere l’impegno finanziario della colonizzazione.
Grazie ai progetti commerciali avviati dalle grandi compagnie di mercanti di Londra e di Plymouth, che nel 1606 fondarono la prima Virginia Company, si ebbe il primo insediamento stabile in Virginia, alla foce del fiume James.
La piccola colonia riuscì a superare il conflitto con i nativi grazie al matrimonio tra il capo dei coloni John Rolfe con la figlia del capo algonchino, Pocahontas.
Rolfe scoprì anche la risorsa che avrebbe garantito la sopravvivenza non solo di Jamestown, ma di tutta la futura colonia inglese della Virginia: il tabacco, la cui coltura era praticata estesamente dagli indiani.
Grazie poi alla campagna di relazioni pubbliche promossa da Walter Raleigh e al tour inglese di Rolfe e Pocahontas nel 1617, il tabacco americano divenne di moda e l’esportazione verso la Gran Bretagna aumentò velocemente.
Per agevolare l’espansione della produzione di tabacco in vere e proprie piantagioni, dal 1620 fu importata dall’Angola manodopera africana.
Iniziava così la tratta dei neri anche verso l’America del Nord, che poi si ampliò sempre più, in particolare a partire dalla fine del Seicento, quando l’Inghilterra prese il controllo della tratta degli schiavi e ne aumentò il volume.
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Nel corso del Settecento, ed in larga misura per effetto delle guerre europee, ma anche come conseguenza della differente spinta all’emigrazione, molto più forte in Gran Bretagna in confronto alla Francia, la distribuzione delle colonie cambia in maniera significativa.
Nel 1763, dopo gli accordi di pace che concludono la guerra dei Sette anni, l’intera vasta regione meridionale chiamata Louisiana passa alla Spagna, mentre la Florida e tutto il Canada francese passano alla Gran Bretagna.
L’area coloniale inglese è la più importante e prospera. Essa può essere divisa in tre parti:
- New England, a nord, cuore della prima colonizzazione inglese, che raggruppa quattro colonie popolate di coloni inglesi di religione puritana, che praticano l’agricoltura, le attività artigianali e commerciali, la lavorazione ed esportazione di pelli e legnami e la pesca.
- Le cinque colonie del sud: Maryland, Virginia, Carolina del Nord, Carolina del Sud e la Georgia. Più estese delle colonie del nord, esse sono essenzialmente agricole e formate da comunità prevalentemente anglicane. La forma principale di coltivazione del suolo è la piantagione coltivata per mezzo di schiavi importati dall’Africa.
- Le quattro colonie dell’area cosiddetta del «Medio-Atlantico»: New York, New Jersey, Delaware, Pennsylvania. Sono colonie ad economia mista, agricola e
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manifatturiera. In questa zona il popolamento è più diversificato. Qui vivevano già coloni olandesi, francesi ed inglesi.
Contrariamente al New England, dove la popolazione cresce essenzialmente per movimento naturale, queste colonie vedono un costante arrivo di immigrati, attratti dalle politiche di libertà religiosa e dalla possibilità di ottenere gratuitamente terre in proprietà.
Geografia: il Re Leone, i climi e la Savana
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Il re leone, i climi e la savana
Il clima della Terra dipende dall'energia del Sole, essa infatti arriva perpendicolarmente all'Equatore, riscaldandolo maggiormente rispetto ai Poli.
L'intensità dell'energia solare delinea 3 fasce climatiche:
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Introduzione Disney, un mondo d'incanto tesina
Questa tesina di terza media prende in analisi il mondo Disney. Collegamenti tesina terza media: in Italiano La Bella e la Bestia e Paolo e Francesca, in Storia Pocahontas e la conquista della Virginia, in Geografia Il re Leone, i climi, l'Africa e la Savana, in Cittadinanza e Costituzione Aladin e l'articolo 2 della Costituzione, in Scienze Mago Merlino, l'alchimia e le basi della chimica, in Arte il fumetto, in Tecnologia la sala di registrazione, in Inglese Mary Poppins, Emmeline Pankhurst e le suffragette, in Spagnolo Il Gobbo di Notre Dame e i gitani, in Scienze motorie High School Musical e il basket, in Musica la musica e il cinema.
Collegamenti
Disney, un mondo d'incanto tesina
Italiano - La Bella e la Bestia e Paolo e Francesca.
Storia - Pocahontas e la conquista della Virginia.
Geografia - Il re Leone, i climi, l'Africa e la Savana.
Cittadinanza e Costituzione - Aladin e l'articolo 2 della Costituzione.
Scienze - Mago Merlino, l'alchimia e le basi della chimica.
Arte - Il fumetto.
Tecnologia - La sala di registrazione.
Inglese - Mary Poppins, Emmeline Pankhurst e le suffragette.
Spagnolo - Il Gobbo di Notre Dame e i gitani.
Scienze motorie - High School Musical e il basket.
Musica - La musica e il cinema.