La dimensione onirica nel Novecento
Balossi Stefano
Scuola Salesiani Don Bosco
A.S. 2011-12
Indice
0. Introduzione
1. Sigmund Freud
1.1 Profilo biografico.
1.2 Dall’autobiografia: il sogno.
1.3 L’Interpretazione dei sogni e le due topiche della psicoanalisi.
2. Il sogno nella letteratura
2.1 Luigi Pirandello
2.1.1 Profilo biografico.
2.1.2 Dall’Umorismo: la poetica.
2.1.3 Il berretto a sonagli.
2.2 Italo Svevo
2.2.1 Profilo biografico.
2.2.2 La poetica.
2.2.3 La coscienza di Zeno.
2.3 James Joyce
2.3.1 Profilo biografico.
2.3.2 Ulysses.
3. Il sogno nell’arte
3.1 Salvador Dalì
3.1.1 Profilo biografico.
3.1.2 Sogno provocato dal volo di un’ape attorno a una melograna un attimo prima del risveglio.
3.1.3 La disintegrazione della persistenza della memoria.
4. Il sogno nel cinema
4.1 David Lynch
4.1.1 Profilo biografico.
4.1.2 Tematiche.
4.1.3 Interpretazione di Mulholland Drive.
5. L’indeterminato nella scienza
5.1 La dimensione onirica nella scienza.
6. Conclusione
Bibliografia
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0. Introduzione
“E discendono ancor lungo il ruscello luminosi nella luce dorata. La vita, che cos’è
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se non un sogno?”
In questa area di progetto affronteremo il tema del sogno considerando il ruolo che esso ha assunto nella storia della letteratura, dell’arte, della scienza e del cinema specialmente nel corso del Novecento e in particolare in seguito all’invenzione dell’inconscio freudiano.
Il sogno ha suscitato nell’uomo grande interesse e curiosità fin dall’antichità; esso può costituire una fonte di ispirazione per progetti di ogni genere, incrementare l’immaginazione, la fantasia e rappresentare anche un modo per evadere dalla realtà, rifugiandosi in un mondo parallelo distante da preoccupazioni e affanni caratterizzanti la vita reale.
Abbiamo scelto questo argomento perché troviamo affascinante il mistero che accompagna ogni sogno, il suo significato nascosto che rappresenta uno sguardo per capire meglio se stessi anche in rapporto alla situazione storico-sociale che si vive.
Sigmund Freud sostiene che lo studio dei sogni possa essere considerato come il metodo più sicuro per indagare sui processi psichici profondi e quindi afferma che noi siamo ciò che sogniamo.
Il sogno è infatti la produzione psichica che ha luogo durante il sonno ed è caratterizzata da emozioni, percezioni e pensieri relativi a persone, situazioni o oggetti generalmente vissuti dal sognatore come reali e solo più raramente accompagnati dalla consapevolezza della loro irrealtà.
Ogni individuo passa un terzo della propria vita dormendo, stato che non è prerogativa della specie umana sebbene l’uomo sia il solo a porsene un interrogativo. In effetti, sin dai tempi antichi l’essere umano ha cominciato a chiedersi quale fosse il significato del sonno, dando risposte diverse nel corso dei tempi e ancor oggi molteplici. Esistono due correnti di opinione
1 C. L., Alice nel paese delle meraviglie, 1865.
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molto diffuse sul sonno. C’è chi vive la fase del sonno come una paralisi di tutte le attività e considera quindi il dormire come tempo irrimediabilmente perso. Queste persone adottano, nel migliore dei casi, un atteggiamento di rassegnazione e accettano tale periodo di inattività come un momento necessario per il recupero delle forze. Per chi invece crede di aver trovato un senso al fatto di dover dormire, il sonno costituisce un terreno sconosciuto e affascinante: è infatti sorprendente che la mente, durante il sonno, possa lavorare ed immaginare senza alcun intervento della volontà.
Per i primi, il fatto di dormire presuppone una disattivazione in quasi tutto l’organismo, una sospensione di ogni attività, compresa quella della coscienza, mentre per gli altri costituisce un’esperienza affascinante e misteriosa, la possibilità di addentrarsi in un mondo immaginario, fantastico, ma anche realissimo che informa sul presente e sul futuro con un linguaggio oscuro e di difficile, ma non impossibile interpretazione o meglio, per dirla analiticamente, decifratura.
Abbiamo scelto come titolo del nostro progetto “la dimensione onirica”, cioè un “altrove”, un luogo che esiste dentro a ognuno di noi e che ri-vela una potenzialità folle di costruire una sorta di universo parallelo, in cui non esistono limiti né di tempo, né di spazio; una dimensione nella quale tutto appare possibile pur essendo impossibile, vero pur sembrando menzogna; una dimensione in cui l’essere umano supera la sua incompiutezza e può diventare quello che ha sempre desiderato essere.
Questa capacità è un dono che permette al soggetto di comprendersi nella sua divisione, di vivere due vite nello stesso tempo e in due dimensioni diverse, quella onirica e quella reale; è anche una invenzione che, specie a partire dalla psicoanalisi freudiana, ha interessato gran parte della produzione artistica, letteraria e scientifica del Novecento aprendo nuove vie alla ricerca e generando nuove scoperte che restituiscono un nuovo volto all’umano.
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1. Sigmund Freud
Il sogno ha sempre suscitato interesse nell’uomo, in particolare gli antichi ritenevano che i sogni fossero una sorta di messaggio criptico, enigmatico da interpretare; talvolta si poteva trattare anche di rivelazioni da parte delle divinità che cercavano di dare consigli, avvertimenti o utili indicazioni all’uomo; nel Medioevo invece si era soliti attribuire caratteristiche magiche e profetiche, che davano origine ai cosiddetti sogni premonitori. Tuttavia il primo studio sistematico sull’argomento risale agli inizi del Novecento quando Sigmund Freud pubblica l’opera L’interpretazione dei sogni.
1.1 Profilo biografico
Sigmund Freud nasce a Freiberg in Moravia, nel 1856, all’epoca dell’Impero Austro-Ungarico, da genitori ebrei che si trasferiscono a Vienna nel 1860. Laureatosi in medicina nel 1881, intraprende studi di anatomia del sistema nervoso, ma più avanti per ragioni economiche è costretto ad abbandonare la ricerca scientifica e ad intraprendere la professione medica, dedicandosi alla psichiatria e studiando fenomeni isterici e procedimenti per capire l’ipnosi.
È molto attratto dalle idee di Charcot che pensa che l’isteria dipenda da alterazioni psicologiche che possono essere curate attraverso la suggestione e l’ipnosi. Torna a Vienna dove, lavorando sulle isteriche e sui casi clinici, perviene alla scoperta dell’inconscio e quindi all’invenzione della teoria psicoanalitica.
Nel 1933 a Berlino i nazisti bruciano le sue opere e Freud, come esule, si trasferisce a Londra dove muore nel 1939 di cancro alla mascella, dopo aver rifiutato qualsiasi tipo di analgesico per mantenere la sua mente vigile e attenta.
1.2 Dall’Autobiografia: il sogno
Con l’aiuto del procedimento della libera associazione e della corrispondente arte interpretativa, Freud giunge ad una conclusione innovativa e di fondamentale importanza riguardo al significato della psicoanalisi: le formazioni dell’inconscio particolarmente analizzate si concentrano nel sogno, del quale, attraverso la psicoanalisi, è ora possibile dimostrare l’esistenza di un significato. Nonostante fin dall’antichità si pensasse molto seriamente al sogno come una “premonizione” simbolica dell’avvenire, nella modernità questo fenomeno aveva perso molta credibilità e molto valore, ed era stato associato alla superstizione. Freud dunque rivaluta fermamente la dimensione onirica; grazie alle associazioni fornite dal sognatore egli può risalire ad una prestazione psichica della quale il sogno risulta essere una traduzione fedele. La preoccupazione di Freud riguarda la scoperta dei motivi che portano alla formazione onirica, e alle condizioni nelle quali essa si effettua, oltre alla necessità di far luce sulla distinzione tra i pensieri onirici sensati e il sogno stesso, spesso privo di senso.
Attraverso l’analisi dei pensieri onirici Freud viene a conoscenza di un elemento che si differenzia, che il sognatore non conosce ed addirittura rinnega fermamente, un elemento quindi estraneo alla vita vigile, mentre gli altri possono essere perfettamente compresi. Questo impulso è la vera forza motrice del sogno, la quale si avvale dei residui diurni per fornire l’energia necessaria alla produzione; il sogno così realizzato rappresenta un appagamento del desiderio, una situazione di soddisfacimento in relazione a tale impulso.
Il processo non sarebbe realizzabile se l’Io non si sottomettesse al desiderio di dormire, ritirando ogni interesse all’esistenza e abbassando il dispendio di energia dedicata alla produzione di rimozioni, dando così possibilità all’impulso inconscio di farsi avanti mediante il sogno nella coscienza. La resistenza dell’Io, spiega Freud tuttavia, non viene abolita completamente durante il sonno, ma solo attenuata, ed è per questo motivo che abbiamo la formazione si crea una “censura onirica”, la quale deforma il sogno e ne nasconde, ne cela, il significato.
Il sogno è costruito come un sintomo nevrotico essendo compromesso tra pretese di un moto pulsionale e di una forza censurante, sogno e sintomo hanno però la stessa genesi, e dunque necessitano della stessa interpretazione.
La funzione del sogno, per Freud, e quella di respingere gli stimoli che svegliano il soggetto, esistono però delle situazioni durante le quali il moto pulsionale è messo in crisi, ed il sogno fallisce, nel caso in cui il sogno diventi troppo nitido a causa di pericolo pulsionale incombente, ci si sveglia angosciati, nel caso in cui invece lo stimolo esterno sia troppo forte si ha un semplice sono di risveglio.
Freud chiama lavoro onirico il processo di formazione del sogno a partire da un materiale ideativo preconscio, nota la presenza di un simbolismo che continua l’attività mentale del giorno prima o che si riduce alla funzione di appagamento del desiderio e rivela che la dimensione onirica ha accesso al materiale dimenticato infantile. Riguardo la componente sessuale del sogno Freud nega la presenza costante di forze motrici di natura sessuale e indica come autrici di un potenziale impulso anche altri bisogni fondamentali, tanto che anche l’adulto si ritrova a sognare, talvolta, come un bambino.
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1.3 L’interpretazione dei sogni e le due topiche della psicoanalisi
L’Interpretazione dei sogni (Die Traumdeutung) rappresenta una delle opere più importanti di Sigmund Freud e più significative dell’intero Novecento. Tale opera fornisce un contributo rivoluzionario alla psicologia, dato che all’epoca l’attività onirica veniva relegata ai margini della psicologia o addirittura gli veniva negata una qualsiasi validità psichica.
Contenuto manifesto e contenuto latente
Freud vede nei fenomeni onirici “la via regia che porta alla conoscenza dell’inconscio nella vita
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psichica”. Infatti ritiene che i sogni siano “l’appagamento (camuffato) di un desiderio
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(rimosso)”. Per motivare tale tesi, Freud distingue all’interno dei sogni un contenuto manifesto e un contenuto latente. Il contenuto manifesto rappresenta la scena onirica così come è, ovvero come viene vissuta e raccontata dal soggetto. Gli elementi che compongono il sogno sono simbolici, e devono essere analizzati analiticamente per cogliere il significato profondo del sogno stesso. Il contenuto latente è il contenuto mascherato dagli elementi simbolici, quindi dal contenuto manifesto.
Freud compie questa distinzione per sottolineare il fenomeno della censura compiuto sui desideri inaccettabili del soggetto. In poche parole, il contenuto manifesto è la forma elaborata e travestita (censura) in cui si presentano i desideri latenti del soggetto (desideri inaccettabili).
In conclusione, l’analisi dei sogni porta a cogliere i messaggi segreti dell’Es, altrimenti censurati e non interpretabili.
Leggi regolatrici del sogno
La censura onirica si avvale di meccanismi che regolano la formazione di un contenuto manifesto. Capendo come si formano i sogni, si è in grado, usando i medesimi meccanismi, di decifrare il contenuto latente. Tali leggi sono:
- Condensazione. È il collegamento tra elementi che nella veglia sarebbero scollegati. Per esempio un personaggio del sogno può condensare caratteristiche di più personaggi, il che vuol dire che il contenuto manifesto costituisce una versione molto condensata del contenuto latente.
- Spostamento. È l’attribuzione di un elemento ad un altro elemento.
- Drammatizzazione. I contenuti latenti del sogno sono rappresentati nel contenuto manifesto tramite azioni o situazioni.
2 F. S., L’interpretazione dei sogni, Bollati Boringhieri, Torino 2002.
3 F. S., L’interpretazione dei sogni, Bollati Boringhieri, Torino 2002.
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- Simbolizzazione. È un elemento accettabile dalla coscienza ma che nasconde un contenuto inaccettabile.
- Rappresentazione per l’opposto. Il contenuto manifesto è l’opposto del contenuto latente.
Ciò che ricordiamo di un sogno rappresenta in realtà l’opposto del nostro desiderio.
Secondo Freud la psiche è un’unità complessa costituita da un certo numero di sistemi, dotati di funzioni diverse e disposti in un certo ordine gli uni rispetto agli altri.
La prima topica
La prima topica psicologica, studio dei topoi, ovvero luoghi della psiche, viene elaborata da Freud nel capitolo VII del saggio e distingue tre sistemi: il conscio, il preconscio e l’inconscio.
Nell’inconscio vi sono processi e contenuti latenti in quanto scivolati sotto una rimozione originaria, e quindi attivamente respinti dalla coscienza.
Nel preconscio vi sono processi che possono diventare consci con uno sforzo dell’attenzione. Il conscio invece è ciò che è cosciente.
La seconda topica
Nella seconda topica, elaborata da Freud a partire dal 1920, egli distingue tre istanze: l’Es, il Super-Io e l’Io.
L’Es, che in tedesco indica il pronome neutro della terza persona singolare, è “il polo pulsionale
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della personalità”, che costituisce la matrice originaria della nostra psiche. È una forza impersonale e caotica. Per tali caratteristiche, l’Es non conosce né il bene, né il male, né la
4 F. S., Al di là del principio di piacere, Bollati Boringhieri, 1986.
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moralità, ma risponde soltanto al proprio piacere.
Il Super-Io è l’insieme delle proibizioni indotte nell’uomo nei primi anni della sua vita, che lo accompagneranno inconsapevolmente per il resto dei suoi giorni, rappresenta il successore delle figure genitoriali ed educatrici.
L’Io si trova a fare i conti con le esigenze dell’Es, del Super-Io e del mondo esterno. Il rapporto tra l’Io e i suoi padroni rappresenta un criterio di discriminazione tra “normalità” e “nevrosi”.
Nell’individuo “normale”, l’Io riesce bene a soddisfare i piacere dell’Es e a tener conto di quelle restrizioni impartite dal Super-Io. Se però l’Es risultasse avere il sopravvento sul Super-Io troppo debole, l’Io è portato a condurre comportamenti asociali o proibiti, delinquenza, perversione. Se invece il Super-Io risultasse troppo severo e rigido, i desideri e piacere dell’Es diventerebbero inconsci e si manifesterebbero allora mediante sintomi nevrotici.
Bisogna tener conto che se l’Es si identifica con l’inconscio, non per forza Io e Super-Io devono coincidere totalmente con il sistema conscio-preconscio, ma partecipano anch’essi, per certi aspetti, del sistema inconscio.
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2. Il sogno nella letteratura
2.1 Luigi Pirandello
2.1.1 Profilo biografico
Luigi Pirandello nasce nel 1867 presso Agrigento da una famiglia molto benestante, conduce studi classici e nel 1892 si trasferisce a Roma per frequentare l’università, dopo aver avuto problemi nei rapporti con un professore conclude gli studi in Germania laureandosi in lettere classiche, Filologia, tesi sull’evoluzione del dialetto di Agrigento, all’Università di Bonn. Successivamente torna in Italia ed insegna a Roma, i suoi primi componimenti poetici sono di scarso livello, ma dopo l’incontro con Apuana si concentra sulla narrativa scrivendo novelle e romanzi. Si sposa nel 1894 con Maria Antonietta Portulano, in seguito la famiglia subisce un forte crollo economico e sociale a causa dell’allagamento della miniera di zolfo del 1903, a questo punto per Pirandello la scrittura e l’insegnamento diventano un lavoro necessario e non più una passione personale; inoltre, a causa di questo dissesto economico, la moglie impazzisce e deve essere seguita in manicomio dal marito.
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Percorso interdisciplinare
- Filosofia - Sigmund Freud: biografia, autobiografia, Interpretazione dei sogni, le due topiche.
- Letteratura - Pirandello: bio, la poetica, Il berretto a sonagli; Svevo: bio, poetica, La coscienza di Zeno.
- Inglese - Joyce: bio, l’Ulisse.
- Arte - Dalì: bio, 2 opere.
- Cinema - Lynch: bio, tematiche, Mulholland Drive.
- Scienza - La dimensione onirica nella scienza.