La danza del
Carillo n
C'è qualcosa di straordinario nella musica dei
carillon, metafora della vita che quasi mai
attende che la musica finisca per fermarsi.
-Anonimo- Barbera Chiara
Classe 5 DA a.s. 2013/2014
A
Istituto d'Arte Soleri-Bertoni
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Indice:
Introduzione
- Mappa concettuale
- Storia del carillon:
- Le origini
- Carillon “sans timbre ni marteau”
L'anatomia del carillon
- Smontaggio e analisi dei componenti
- Funzioni: sostegno di base, regolazione della durata della melodia, limitazione della velocità degli ingranaggi, produzione del suono, rotazione elemento decorativo (ballerina)
Tipologie di carillon
- Fùrin-il carillon del vento
- Il carillon cinese
- Il carillon di Chiara De Maria
- Carillon di stoffa
- Giostra carillon
- Carillon a cilindri intercambiabili
- Carillon a disco
- Carillon ad organetto
- Carillon con automi
- Scatole musicali
- Carillon con ballerina
In arte...
- Edgar Degas: il pittore delle ballerine
Libri...
- ... e film
- Bibliografia e sitologia
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Introduzione
Ho scelto come argomento della tesina i carillon, e in particolare i carillon con ballerina, perché questi oggetti, tanto particolari quanto comuni, mi hanno sempre affascinata.
I carillon hanno origini molto antiche, e i cilindri, dei loro meccanismi, contengono melodie di tutti i tipi, dalle più classiche alle più moderne, il cui suono malinconico sembra persistere nell'aria anche dopo che la carica si è esaurita.
Purtroppo i carillon non sono più considerati delle piccole opere d'arte e stanno lentamente scomparendo.
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Mappa concettuale: tipi di carillon
Anatomia
Carillon
Nell'arte
Nella storia
Edgar Degas
Carillon di campane
Carillon sans
Timbre ni marteau opere
Antoine Favre
Vita 5
Storia del carillon
Le origini
Le origini di questo particolare strumento di musica meccanica vanno ricercate nel periodo medievale, infatti, il carillon era un sistema di campane a battaglio esterno, inventato e sviluppato nell'Europa del nord, e in particolare nella zona delle Fiandre.
I carillon (di campane) si trovavano nei campanili delle chiese maggiori e nelle torri civiche; erano un insieme di quattro
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campane (Quatrinio) collegate tramite un sistema di funi ad una tastiera, i cui tasti erano così grandi da dover essere pigiati con i pugni.
A partire dal XV secolo il numero di campane aumenta, rendendo di conseguenza possibile la composizione di melodie più complesse.
Il XV secolo fu il periodo di maggiore sviluppo dei carillon di campane, in particolare in Belgio e in Olanda.
Con il passare degli anni il sistema di campane diventa sempre più complesso, fino ad arrivare al XVII secolo, quando nascono le prime torri campanarie con meccanismo
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automatico a cilindro, collegato all'orologio della torre in modo da produrre la melodia allo scoccare dell'ora, svolgendo l'importante compito di scandire la vita delle città.
1. Quatrinio: deriva dal termine latino “Quadrilio”, dal quale probabilmente deriva il termine Carillon.
2. Cilindro: è posto dietro all'orologio delle torri, e presenta, su tutta la superficie, delle sporgenze poste ad intervalli regolari. Il cilindro, ruotando su se stesso, aziona un sistema di leve collegate alle campane, facendole suonare.
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Carillon “sans timbre ni marteau”
Antoine Favre, carillon sans timbre ni marteau
Il 15 Febbraio 1796, l'orologiaio ginevrino Antoine Favre si presentò davanti al Comitato di Meccanica di Ginevra per presentare la sua invenzione: il “carillon sans timbre ni marteau” (carillon senza campane né martelli), cioè un antenato del carillon ora conosciuto che consisteva in un piccolo meccanismo a cilindro (simile a quello utilizzato per le campane) che ruotando faceva vibrare una serie di piccole lame, producendo delle melodie dal timbro metallico.
Inizialmente l'invenzione non ebbe molto successo, ma a partire dal 1802, grazie al mecenate Isac Piguet, Favre poté perfezionare la propria invenzione inserendo il
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meccanismo all'interno di piccole scatole, di tabacchiere o di scrigni decorati.
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Il carillon divenne presto famoso in Francia con il nome di boite a musique.
1. Tabacchiere: piccole scatole in corno, conchiglia o metallo, contenenti tabacco da fiuto
2. Boite a musique: in italiano “scatola musicale”, in inglese “music box”
3. Automi: figure in miniatura, umane o di animali, che si muovono grazie a dei complicati meccanismi ad orologeria.
4. Brani musicali: il numero di melodie, su un singolo cilindro, dipende per lo più dalla grandezza del cilindro stesso. Un carillon può contenere dalle 4 alle 8 melodie.
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Reso ancora più piccolo per poter essere collocato su gioielli alla moda, sigilli, corone
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di orologi da polso, su anelli e nella costruzione di automi.
Sotto queste forme, verso la fine del 1800, il carillon conobbe il suo primo successo commerciale.
Per ridurre il volume del meccanismo ed essere montato su oggetti come orologi da polso o anelli, Favre sostituì il cilindro con un disco, che, oltre ad avere il vantaggio di essere meno ingombrante, può essere inciso su entrambi i lati, permettendo così l'esecuzione di più melodie. 4
I cilindri o i dischi possono contenere un numero limitato di brani musicali, per questo alcuni carillon hanno il disco/cilindro intercambiabile.
Nel 1862 l'azienda di sviluppo musicale Paillard inventò un carillon di dimensioni considerevoli (era grande come un tavolino da thè), che cambiava automaticamente il cilindro/disco, moltiplicando così il numero di melodie. All'interno del coperchio del carillon era posto un foglio, chiamato “carte d'airs”, che elencava i brani suonati dallo strumento.
Locandina pubblicitaria del carillon dell'azienda di sviluppo musicale Paillard
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