“CYBERLAND:
UN MONDO INFORMATICO” SUZAN SULEIMAN 5 C
°
Esame di Stato per l’Indirizzo Programmatori Mercurio
A.s. 2011/2012
Cyberland: un
mondo informatico
A cura di:
Suzan Suleiman 5°C
Indirizzo Programmatori
Mercurio
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Esame di Stato per l’Indirizzo Programmatori Mercurio
A.s. 2011/2012 INDICE
CAPITOLO 1
INTRODUZIONE ALLA
CRIMINALITA’INFORMATICA………………………………….............................................pag.04
CAPITOLO 2
GLI HACKERS E LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA………………………………………….pag.07
CAPITOLO 3
LE NUOVE FRONTIERE
DEL MANAGEMENT BANCARIO: LA BANCA ON-LINE……………………………………..pag.15
CAPITOLO 4
I RISCHI DELLA
RETE……………………………………………………………………………………...............................pag.22
CAPITOLO 5
IL COMMERCIO ELETTRONICO……………………………………………………………………….pag.28
CAPITOLO 6
L’APPLICAZIONE DELL’ANALISI A PROBLEMI DI
ECONOMIA………………………………………………………………………………………………………pag.34
CAPITOLO 7
LA GUERRA FREDDA E LO SPIONAGGIO…………………………....................................pag.43
CAPITOLO 8
LA CORRENTE NEOREALISTA: FRA LETTERATURA
E CINEMA………………………………………………………………………………………………………..pag.56
CAPITOLO 9
CYBER CRIMES………………………………………………………………………………………………..pag.64
BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA…………………………………………………………………………pag.68
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A.s. 2011/2012 Istituto Statale di Istruzione Tecnica
“Ugo Bassi - Pietro Burgatti”
Esame di Stato per l'Indirizzo Mercurio
Classe 5°
Sezione C
A.s. 2011/2012
SUZAN SULEIMAN
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INTRODUZIONE
ALLA
CRIMINALITA’
INFORMATICA
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La globalizzazione delle comunicazioni ed il superamento dei tradizionali
vincoli di spazio e tempo ci mostrano una realtà digitalizzata che è, nello
stesso tempo, sia motivo di sviluppo, sia causa di debolezze strutturali con
possibili ripercussioni negative sulla sicurezza pubblica.
Lo studio del crimine informatico è un settore della Criminologia, dove si
profilano rapidi cambiamenti di scenario e dove sembra manifestarsi con più
insistenza l’esigenza di percorsi conoscitivi nuovi.
Questo settore delinquenziale è legato all’influenza delle nuove tecnologie
informatiche e telematiche sul sistema sociale e alle conseguenti
contromisure.
La cultura, le abitudini, la psicologia dei singoli individui e delle
organizzazioni si trova, a seguito di tale diffusione, “costrette” a una sorta di
ristrutturazione mentale che condurrà probabilmente entro breve tempo a
vere e proprie mutazioni comportamentali stabili.
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L’avvento di Internet e dell’informatica ha così indotto delle modifiche di
alcune forme criminali, già da tempo radicate nel tessuto sociale, quali:
• furti di informazioni spionaggio;
e
• truffe frodi;
e
• prostituzione;
• traffici vari (armi, droga);
• molestie, minacce;
• pedofilia (adescamento, pornografia);
• criminalità organizzata (riciclaggio, comunicazioni);
• terrorismo.
L’uso delle tecnologie dell’informazione, oltre ad abbattere eventuali barriere
di natura psicologica, come detto fino ad ora, si è rivelato un catalizzatore per
attività delittuose: è evidente, infatti, come organizzazioni criminali e
terroristiche abbiano tratto giovamento dalle possibilità offerte dalla rete per
migliorare la loro efficienza operativa. Ed infine la rete stessa, data
l’interconnessione e l’interdipendenza dei vari utenti che si avvalgono di
sistemi informatizzati per la loro attività, costituisce uno strumento offensivo
efficace per colpire gli obiettivi di volta in volta individuati
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GLI HACKERS E LA
CRIMINALITA’
ORGANIZZATA
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Gli hackers
Negli anni Trenta troviamo i primi hackers: due ragazze svedesi, figlie di un
sovrintendente di una stazione di polizia, che si divertivano ad intromettersi
nelle comunicazioni internazionali. «Hacker» è un termine difficilmente
traducibile che identifica un
appassionato fino al fanatismo della
pratica informatica, che conosce alla
perfezione le attrezzature di cui
dispone, al punto che è capace di fare
letteralmente "tutto", dalle cose più
fantasiose alle più pericolose.
Intorno alla definizione si è creata una
sorta di mito al punto che non vi è
uniformità di vedute circa la sua
genesi. Secondo alcuni autori, infatti,
l'espressione originale inglese era
hacker»
«system (intaccatore di
sistemi), ma negli ambienti
informatici si iniziò ad usare solo la seconda parte dell'espressione, dandogli
una connotazione non negativa, per indicare i virtuosi del computer.
Uno dei maggiori conoscitori del mondo hacker, Bruce Sterling, ha affermato
che il termine hacker indica "l'esplorazione intellettuale a ruota libera dei vari
sistemi informatici, o la decisione di rendere l'accesso ai computer e alle
informazioni quanto più libera e aperta possibile".
Il vero problema che si pone riguardo al termine hacker è quello relativo al
suo ambito di applicazione. La maggioranza degli studiosi del fenomeno (e
degli stessi autori di atti di pirateria informatica) è del parere che il termine
andrebbe riferito a chi esercita la propria abilità informatica per soddisfare il
bisogno di confrontarsi con i sistemi informatici e le protezioni.
Bruce Sterling preciso, inoltre, che i sistemi devono essere penetrati per
ottenere la conoscenza degli stessi da un punto di vista funzionale, e non per
danneggiarli. 8
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L'attività di pirateria informatica, sempre secondo questo punto di vista, deve
seguire talune regole precise, tra la quale:
• non danneggiare i sistemi, ossia non alterare file di sistema, se non
quelli che devono essere mutati al fine di evitare l'identificazione
dell'agente e quelli che serviranno per avere accesso al sistema in
futuro;
• evitare di comunicare in maniera palese le proprie intenzioni ed attività
utilizzando i classici sistemi di comunicazione informatica, poiché ogni
informazioni può essere monitorata. Peggio se l'autore omette di
adottare le evidenti misure di sicurezza necessarie al fine di evitare
l'identificazione personale (uso del proprio nome, o numero di telefono
ecc.).
• avere un atteggiamento "paranoico" riguardo le misure di sicurezza da
adottare al fine di evitare di essere riconosciuti in qualsiasi modo.
Il mondo degli hackers
In un’opera del 1995 alcuni pirati informatici hanno dato di sé la seguente
descrizione:
siamo i pirati, hackers, terroristi poetici, criptoanarchici,
«noi
sabotatori dei media. Siamo il mostro che si aggira tra i servizi
online offerti da Berlusconi o da Bill Clinton».
Da ciò appare chiara che la caratteristica che più appare presente nella
psicologia degli hacker è il sentimento d'onnipotenza che nasce dal rapporto
con il computer.
J.Weizenbaum, in particolar modo, ha rappresentato questa situazione
notando come il computer permetta la creazioni di universi paralleli del tutto
sottomessi alla nostra volontà. Soprattutto sulla base dei processi celebrati
negli USA e in Germania, è stato possibile individuare alcuni tratti
caratterizzanti degli hacker.
Si tratta di persone d'età compresa fra i ventiquattro e i trentatré anni, giovani
istruiti, educati, di razza bianca, curati, quasi esclusivamente di sesso
maschile. 9
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Il computer criminal è, almeno nell'ambiente americano secondo una ricerca
svolta da Parker, uno studioso statunitense, un individuo sveglio, impaziente,
molto motivato, audace, avventuroso e soprattutto disposto ad accettare la
sfida tecnologica. Spesso agisce più per affermare le sue capacità che per sete
di denaro.
Riguardo al loro atteggiamento nei confronti del crimine, secondo Parker, essi
Robin Hood
appaiono affetti dalla sindrome di " ": il criminale tende a
distinguere fra il bene e il male fatto ad una persona e quello fatto ad
un'organizzazione. Il primo è considerato immorale, il secondo accettabile se
non encomiabile in talune situazioni.
Allora, quali sono i fattori che, effettivamente, spingono l'agente
a diventare hacker?
1. il fortissimo desiderio di vendetta che matura, ad esempio, nel lavoratore
che sia stato licenziato o che sia semplicemente scontento. La pericolosità
dell'azione sarà proporzionale alle conoscenze tecniche ed organizzative
maturate dal soggetto, che avrà la possibilità di inserire nel sistema
eventuali comandi non autorizzati;
2. il desiderio di una affermazione personale, da raggiungere attraverso la
realizzazione di atti clamorosi sia come effetti sia come risonanza
nell'ambiente informatico o dei mass-media;
3. il senso di sfida che spinge gli hacker a non desistere fino al
raggiungimento del proprio obiettivo, in una gara di abilità con gli
operatori e con le misure di sicurezza;
4. la necessità di superare difficoltà finanziare, arricchendosi con l’uso delle
proprie conoscenze tecniche, la fantasia e l'abilità. logica":
Una delle tecniche maggiormente utilizzate è quella della "bomba
un programma segreto o di difficile individualizzazione, inserito o compreso
in un altro programma, che si attiva autonomamente al verificarsi di
determinate condizioni. 10
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La tipologia di hackers
In base alla loro abilità tecnica e alle motivazioni che li spingono, vi sono varie
specie di hacker. Una prima distinzione possibile è fra:
• Cracker : secondo alcuni indica i penetratori di più alto livello, che
utilizzano mezzi sofisticati, all'avanguardia, unendo alla potenza dello
strumento informatico una notevole abilità ed esperienza. Secondo altri,
invece, indica una sottocategoria di hacker: quelli che penetrano i
sistemi non per conoscerne il funzionamento o il contenuto, ma per
danneggiarli in qualunque modo, cancellando dati, prelevando
materiale per poi utilizzarlo per fini illegali, immettendo virus
informatici e quant'altro;
• Hacker : per coloro che considerano i cracker come i criminali più
astuti e capaci, rappresentano i penetratori di livello medio. Invece, per
coloro i quali considerano i cracker come i penetratori «maligni»,
rispecchiano l'iconografia tradizionale del computer criminal, una sorta
di cavaliere interessato allo strumento informatico da un punto di vista
«socio-culturale», scollegato da qualsiasi ottica di profitto diretto o
indiretto, al limite bramoso esclusivamente di accrescere la leggenda
attorno alle proprie gesta.
Entrambe le classificazioni riportate ravvisano poi una terza categoria di
rodents,
criminali informatici, i niente più che novellini, inesperti e poco
attrezzati, poco pericolosi e per nulla interessanti.
In base al tipo di comportamento attuato, i criminali informatici si possono
distinguere, poi, in:
• Hacker esperti : coloro che violano i sistemi mediante indagini
sistematiche ed hanno come obiettivo quello di infrangere i sistemi di
sicurezza e curiosare negli schedari, soddisfatti di aver raggiunto il loro
scopo;
• Swapper
: si dedicano allo scambio d’informazioni operando in seguito
sulla base di queste. Il loro fine principale è quello di ammassare il
maggior numero d’informazioni possibile, indipendente dalla natura di
queste, con l'intento di acquisirne sempre di più nelle relazioni di
scambio con gli altri soggetti. L'informazione diventa, quindi, "moneta"
utilizzabile per ottenere altre informazioni.
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A.s. 2011/2012 vandali elettronici,
Vi sono, infine, i che rappresentano una minoranza
spesso osteggiata dalla «maggioranza buona». La loro caratteristica è quella
di essere estremamente vendicativi e inclini alla ritorsioni.
Si può chiaramente notare che, qualunque classificazione si adotti, le
caratteristiche tipiche dei vari gruppi sono simili. I fattori motivazionali che
spingono i criminali informatici, in qualsiasi modo s’identifichino, sono gli
stessi per tutti gli autori: raccolta di informazioni, conoscenza dei sistema,
volontà di danneggiare gli altri, volontà di trarre profitto, la sfida.
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La criminalità organizzata
Per comprendere appieno l'interesse che le organizzazioni criminali hanno
cominciato a rivolgere all'informatica, si rifletta sul fatto che nel decennio
1982-1992 la criminalità si è dotata di una struttura di supporto con impiego
di computer e di reti di trasmissione telematica.
nome Anonymous s’ispira all'anonimato sotto il quale gli
"Il utenti pubblicavano immagini e commenti su Internet."
La mafia si è «anch'essa terziarizzata, entrando nella logica economica della
società dell'informazione. Svolge la propria attività illecita utilizzando il
trasferimento elettronico dei fondi, del cambio di valuta... ha dunque assunto
una nuova fisionomia informatizzata».
In Europa vi sono crescenti investimenti delle organizzazioni criminali
internazionali nelle attività di criminalità informatica.
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Negli Stati Uniti, in particolare, la denuncia dell'interesse che la criminalità
organizzata sta rivolgendo al mondo dell'informatica è stata lanciata già da
alcuni anni. In California, infatti, il computer crime è divenuto fra le attività
più redditizie.
L'informatica serve anche per penetrare nell'area dell'industria dei computer,
accedere ai sistemi e
per acquisire il controllo di organizzazioni bancarie, per
per riciclare denaro "sporco". In genere i furti di materiale informatico
hardware nelle aziende sono stati episodici, ma negli ultimi tempi si sono
intensificati. Sono aumentate di conseguenza, le opportunità di acquistare
illecitamente o a prezzi molto bassi personal computer e componenti. Anche
la criminalità organizzata ha cominciato a minacciare le aziende attraverso
l'inserimento di virus nel sistema informatico.
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- Informatica: Gli hackers e la criminalità organizzata
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