Musica e cultura
Nel mio percorso ho voluto analizzare il rapporto tra la musica e cultura.
È già noto il valore culturale e il potere positivo della musica, ma non sempre si coglie la stretta relazione che può esserci tra la musica, che si potrebbe dire essere un'arte dionisiaca e la cultura nozionistica che potremmo definire apollinea. Il mio percorso si basa dunque sul punto di incontro tra la razionalità e l'irrazionalità.
Ho deciso di chiamare la mia tesina "Cave Musicam" perché spesso la musica può diventare un pericolo per le istituzioni e le imprese. Ne sono esempio la canzone "Chi non lavora non fa l'amore" di Celentano, che fu male interpretata come una canzone contro i lavoratori che scioperavano, dato che nel periodo degli anni '70 ci furono molti scioperi, e anche l'evento "Woodstock", che le televisioni volevano far passare come un violento raduno. Al contrario, invece, un giornalista decise di andare di persona e riportare la verità: in quel periodo infatti, anche a causa della guerra in Vietnam, si cercava e si voleva solo la pace. Da qui appunto il movimento Hippie e la nascita di slogan importanti come ad esempio "Fate l'amore e non la guerra".
Nietzsche e la musica
Inizierò parlando del rapporto di Nietzsche con la musica:
Si è mai notato che la musica rende libero lo spirito? Mette ali al pensiero? E che si diventa tanto più filosofi quanto più si diventa musicisti?
Che la musica abbia avuto un ruolo insostituibile nello spirito della civiltà tedesca è cosa evidente. Non deve perciò stupire il fatto che un illustre esponente di questa civiltà, Friedrich Nietzsche, si sia occupato di musica non solo da un punto di vista filosofico, bensì anche pratico, non certo al livello dei grandi compositori a lui contemporanei, ma senz'altro con una competenza più che dilettantistica.
Il pensiero di Nietzsche è caratterizzato da un bifrontismo di amore e odio. Il suo pensiero si ripercuote anche nella visione della musica, in cui si alternano sentimenti contrastanti e passaggi repentini da fiducia a sconforto, da entusiasmo ad avversione.
Nel "Richard Wagner a Bayreuth" (1876) si delinea nel pensiero di Nietzsche la speranza e la fede di far eroicamente rivivere la cultura per mezzo della musica e del mito. Già in questo scritto si nota in Nietzsche un certo disagio a calarsi nel ruolo panegirista di Wagner, tant'è che nella prefazione del secondo volume di "Umano, troppo umano" il filosofo ammonisce "Cave musicam". Per Nietzsche, che gradualmente si distacca e si congeda dal suo passato, la musica romantica inizia a diventare un "mostruoso pericolo", non compatibile con l'istinto dell'uomo sano: concezione espressa esplicitamente nelle "Opinioni e sentenze diverse" e ne "Il viandante e le sue ombre", testi proposti come "dottrina di salute", come cura contro il pessimismo romantico che deve lasciare invece il posto ad un pessimismo valoroso. Nietzsche considera la musica tedesca una "corruttrice di nervi di prim'ordine" e la musica di Wagner rappresenta proprio l'ostilità dei tedeschi per l'illuminismo, una musica di "gloria improvvisa", ma senza futuro. È la fine del sogno della rinascita della cultura tragica dallo spirito della musica e della filosofia tedesca, la musica diventa arte nostalgica, rivolta al passato non al futuro, è un "canto di cigno", "l'ultima delle piante", nata nell'autunno di ogni civiltà, linguaggio di una età che scompare, ma mai espressione del presente.
Wagner è per Nietzsche artista moderno per eccellenza, senza natura, senza coltura, senza istinto. Ma Wagner ha saputo, con acutissima perspicacia, scoprire i bisogni, le necessità interiori, dell'anima de' suoi tempi. Wagner è un ciarlatano che ha suonato insieme tutte le campane: la brutalità, l'idiozia, l'artificio sono le sue armi. Il retore dell'arte massiccia, africanamente fantasioso, preziosamente orientale, informe, scompositore dello stile, col suo coraggio ha saputo teorizzare i propri difetti.
Wagner, narcotizzatore misterioso, sbigottisce come un sogno cupo, come un incubo, le anime malate. Gli istinti nichilisti, la fatica, la morte sono glorificati dal Maestro che ha reso musicalmente l'antipotenza e l'antivolontà. Wagner è il decadente per eccellenza, quello che Nietzsche, nella "Volontà di potenza", definirà "un grande punto interrogativo del nostro secolo". La musica secondo Nietzsche è stata privata del suo carattere affermativo e trasfiguratore del mondo per diventare una vera e propria musica di decadenza e non più il flauto di Dioniso: in essa non è più insita una volontà di vivere che si estrinseca in ogni istante, bensì predominano i temi cupi di chi rifiuta la vita. Ed ecco che tutto "Il caso Wagner" non è altro che un enorme "problema musicale", come lo definisce Nietzsche stesso in "Ecce homo": e Nietzsche si proclama pronto a muover guerra contro Wagner, il suo grande amico del passato, schierando in campo i "pezzi più grossi della mia artiglieria".
Nietzsche era particolarmente affascinato dalla musica in quanto forma artistica, per di più tipicamente dionisiaca, ed egli arriva più volte a sostenere che l'arte sia più importante della verità (anche perché, in fin dei conti, che cosa è la verità?). Il grande pensatore tedesco dice di disprezzare in Wagner l'eccessivo spirito religioso e l'antisemitismo sfrenato: e qui abbiamo la conferma decisiva dell'errata interpretazione nazista del pensiero nietzscheano che, indebitamente, lo ha sempre fatto passare per antisemita.
Ma la critica aspra e polemica mossa al musicista tedesco non trova le sue radici in complessi edifici argomentativi, quanto piuttosto nel mettere in luce i danni arrecati da Wagner alla cultura tedesca: sì, perché "Wagner non è un sillogismo, ma una malattia", che se non trattata con la giusta terapia può infettare l'intero mondo tedesco ed europeo. Ed ecco allora che troviamo Nietzsche nei panni di medico indaffarato a trovare un rimedio a questa malattia di nome "Wagner".
Wagner secondo Nietzsche ha tutte le istanze dell'uomo moderno: il sovreccitamento e l'esaltazione, la pomposità delle rappresentazioni, il teatro rivolto alle masse, all' "armento". E strettamente congiunto alla decadenza wagneriana è l'idealismo stesso che caratterizza il musicista tedesco, il cercare in modo esasperato la redenzione dell'uomo (anche dalla donna!), la conoscenza. Wagner è poi imbevuto del pessimismo di Schopenhauer, da cui Nietzsche si è saggiamente distaccato.
La musica romantica
Molti aforismi di "Umano, troppo umano" dimostrano il rigetto di Nietzsche nei confronti della musica romantica. Afferma che "di per sé la musica non è né profonda né significativa, non parla della volontà", "La musica non è un linguaggio universale fuori del tempo". La contraddizione di Nietzsche si nota nella sua tendenza alla reversibilità dell'irrevocabile passato e del futuro promesso, la disposizione ad ascoltare, dal passato, i preludi di una possibile musica futura: in fondo Nietzsche, non coltivando più illusioni e soffrendo del destino della musica, ricerca una nuova musica: la musica dell'avvenire e dell'eternità.
Il pensiero di Nietzsche appare più chiaro nella distinzione che elabora tra la musica di Beethoven e quella di Mozart: la prima gli appare come “una contemplazione profondamente commossa”, come “musica sopra la musica”, la seconda è invece una musica che trova ispirazione “guardando la vita, meridionale”. La musica di Mozart è un ritorno al passato, all'infanzia, una musica l'animatissima vita in cui si mescola la beatitudine del bambino e contemporaneamente la perdita dell'infanzia, è musica dall'uniformità ritmica e puerilità armonica, che richiama i “semplicissimi melismi del meridione”, un fantasma del passato proiettato al futuro.
La felicità che incute nell'animo umano la musica mozartiana durerà più a lungo della musica di Beethoven, che rappresenta “quel crepuscolare chiarore una eterna errabonda speranza”.
di un eterno perdimento e di
Nietzsche, rinnegando la musica del Nord e del germanesimo, dà voce ad un altro e segreto se stesso. Si prepara ad una trasformazione musicale che vede il suo apice nel Zarathustra, libro che si può considerare come “tutto musica”, ma che già trova il suo prologo nella “Gaia scienza”, in cui il filosofo confessa la “sua sete di musica”: la metamorfosi si compie nella primavera del 1881 con la “fenice musica” che vola su di lui “con piumaggio più leggero e più luminoso di quanto mai si era visto”.
L'assistere alla Carmen di Bizet rappresenta l'ulteriore elemento per indirizzarlo verso una musica che sia l'antipode di quella di Wagner, per il quale ha nutrito un grande amore e in seguito una ostile estraneità, tant'è che ne “Il caso Wagner” sostiene che la musica mediterranea di Beethoven sta a quella romantica come la salute alla malattia, come la serenità fatalistica, simbolo di forza, alla decadence, simbolo di arte seduttiva e menzognera.
Ma la denigrazione di Nietzsche per Wagner trova la sua giustificazione nel fatto che in effetti egli trova nell'opera wagneriana, ed in particolar modo nel Parsifal, quella parte della sua natura che cerca di combattere, tant'è che la critica del Parsifal diventa esplicazione della sua lotta contro se stesso: in una lettera all'amico Gast manifesta l'entusiasmo provato a Montecarlo nell'ascolto del preludio, in cui ammira “la suprema consapevolezza e precisione psicologica di ciò che si vuol dire, esprimere, comunicare”.
È un rapporto di odio-amore, tanto che anche la critica si tramuta in apologia, l'invettiva e l'accusa in innalzamento, non diminuzione dell'avversario: “per me attaccare è un segno di benevolenza, a volte di gratitudine. Legando il mio nome a una persona, a una cosa, io le faccio onore, la distinguo”.
Il valore della musica
Nietzsche ha sempre guardato al mondo con occhi cinici, disprezzando in particolar modo le infrastrutture limitanti e ipocrite create dall'uomo, come lo Stato, e la ricerca ostinata di trovare un senso in modo illogico.
Ma la sua frase Senza la musica la vita sarebbe un errore mostra tutto il suo apprezzamento per quest'arte vera e rivelatrice: le dà così tanta importanza perché, secondo lui, è l'unica capace di mostrare pienamente i sentimenti umani, prescindendo da astrazioni razionali o psicologiche, dischiudendo, dunque, la sua vera natura di essere insofferente.
È espressione del dionisiaco, cioè dell'irrazionalità, dell'illogico, della verità; contrariamente all'apollineo, proprio delle sculture artistiche, di ogni forma d'arte che rappresenta con cose concrete quella che noi definiamo realtà, e anche della poesia: non fanno altro che far rifuggire l'uomo in spazi della mente che non esistono, nella falsità delle immagini che essi suscitano.
La musica in conclusione è stata adorata quasi come una divinità da Nietzsche. Si lasciò cullare dal suo suono sublime, soprattutto quando la pazzia aveva preso il sopravvento: si dice che a Jena, pochi giorni prima della morte, improvvisò furiosamente, come se fosse posseduto da chissà quale demone, composizioni al pianoforte.
Inoltre la frase introduttiva potrebbe essere una modifica del pensiero di Aristofane, infatti questo diceva che fossero le parole a mettere le ali allo spirito; Nietzsche infatti scrisse in "Al di là del bene e del male" che Aristofane e Petronio non dovessero essere neanche tradotti in quanto esagerazione del sarcasmo.
Nietzsche e Oscar Wilde
Nietzsche had often used irony, as we can see in one of his masterpieces "Zarathustra". For this reason I tried to bound together Nietzsche and topic that I'm going to talk about: that is Oscar Wilde in his masterpiece Dorian Gray, introduced by the song "Born to be Wild". Even if at the beginning I found a link only in the irony that is in the similarity of the two words "Wilde" and "wilde", when reading the lyrics I realized that it was exactly the description of Dorian Gray, that, as we know, is the main character in the namesake work.
Basil Hallward captured by the beautiful Dorian Gray's image wants to make him a paint, so he invites him in his studio. Basil doesn't want the paint to be put in a public place, because in it there was too much of him, so Dorian Gray, as I'm talking about the relationship between music, but even art, and culture, answers him back that it's impossible that there is too much of him in the paint because it is about an Adonis and Basil had an intellectual expression and in the search of art that Wilde was looking for "beauty ends where an intellectual expression begins".
Of course, in fact, when a person thinks, consequentially wrinkles his forehead. Dorian Gray doesn't like the fact that he is going to become old and ugly while the picture will be beautiful for ever and the canvas magically realizes his dream of eternal beauty taking his sins and his oldness away.
"He sought to elaborate some new scheme of life that would have its reasoned philosophy and its ordered principles, and find in the spiritualizing of the senses its highest realization"
Dorian Gray saw in life the first and the greatest of the arts, so he sought beauty in pleasure.
In this work we can find even the Greek "kaloi kai agatoi" as everybody thinks that because he has a beautiful appearance, he has also a beautiful personality as we can see when Wilde describes Dorian's death: "He had often told the girl whom he had lured to love him that he was poor, and she had believed him. He had told her once that he was wicked, and she had laughed at him and answered that wicked people were always very old and very ugly. What a laugh she had!--just like a thrush singing. And how pretty she had been in her cotton dresses and her large hats! She knew nothing, but she had everything that he had lost."
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Collegamenti interdisciplinari
- Filosofia: Nietzsche – Canzone Wagner – Prelude
- Inglese: Oscar Wilde – Dorian Gray; Canzone: Born to be Wild
- Latino: Suicidio di Petronio – Tacito; Canzone: Suicide is Painless – Manson
- Italiano: Manzoni – Promessi Sposi; Gli Atroci – Arrivano gli Untori + confronto con peste di Tucidide
- Greco: Simposio – Canzone: Ricostruzione musiche nel simposio
- Storia: Posizione italiana nella prima guerra mondiale; Canzone: Gli Atroci – Guerrieri del metallo + Il Piave mormorava
- Fisica: Leggi di Ohm e amplificatori; Canzone: G3 Smoke on the Water
- Scienze: Effetto Doppler – Canzone Live (Lacuna Coil)
- Matematica: Probabilità – Canzone Probabilmente Johnny Dorelli
- Arte: Kandinskij e l'Astrattismo – Canzone Jazz