Estratto del documento

Argomento a scelta del candidato

Monti Walter

5° Anno-Classe A

Quinquennio Liceo Scientifico

Indirizzo Biologico “Progetto Brocca”

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Filosofia: Thomas Hobbes – Leviatano, ovvero la materia, la forma e il potere di uno Stato ecclesiastico e civile (1651)

Aggregazione

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Da sempre ci si chiede cosa mandi avanti il mondo, cosa spinge l’uomo e gli esseri viventi in generale a muoversi, a cercare, ad agire, ad inventare, a scoprire… Insomma, cosa li spinga a migliorarsi continuamente in un processo di perfezionamento sempre presente e con potenzialità pressoché infinite.

Questo argomento ha toccato anche me nel profondo, stuzzicando enormemente la mia curiosità, e le mie ricerche mi hanno portato a pensare che tutto questo processo sia spinto da nient’altro che dalle continue competizioni e aggregazioni degli esseri viventi tra loro, come due motori paralleli e ugualmente potenti di un mondo ibrido ma in perfetto equilibrio.

Per avvalorare la mia teoria, in questo saggio, ho esposto il pensiero:

  • Del filosofo britannico Thomas Hobbes contenuto nel libro “Leviatano, ovvero la materia, la forma e il potere di uno Stato ecclesiastico e civile”.
  • Dello scienziato inglese Charles Robert Darwin, con la teoria evoluzionistica proposta ne “L’origine della specie”.
  • Del letterato futurista italiano Filippo Tommaso Marinetti dichiarato in “Manifesto del Futurismo”.
  • Dello scrittore e giornalista giapponese Koushun Takami dedotto dal suo libro “Battle Royale”.
  • Di molteplici ricerche sul comportamento sociale dei batteri, soprattutto di Pseudomonas aeruginosa e la loro comunicazione tramite “Quorum sensing”.
  • Ed infine il mio contributo grazie a ragionamenti personali e vari esperimenti di laboratorio di ricerca e conferma.

Spero che queste mie riflessioni, avvalorate dai risultati delle ricerche di laboratorio, possano essere condivise ed essere utili a formulare una risposta.

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Competizione e aggregazione

Come per ogni cosa della quale si vuole discutere bisogna prima essere certi che tutti abbiano presente il significato dell’argomento, quindi mi appresto a dare una spiegazione dei concetti di “Competizione” ed “Aggregazione”.

La Competizione o sinnècrosi è definita come un’interazione di tipo belligerante tra uno o più esseri viventi per il possesso di una risorsa che sono in grado di utilizzare. In ecologia è considerato uno dei fattori più importanti a livello di comunità ecologica in quanto è il primo fattore di contatto tra i diversi esseri viventi che quindi li mette in relazione tra loro e con l’ambiente circostante creando diversi equilibri ecologici in base al tipo di risorsa ricercata e all’esito delle varie competizioni.

L’Aggregazione è definita come un’interazione di tipo pacifico tra uno o più esseri viventi che dato un obiettivo comune si organizzano per riuscire ad ottenere assieme ciò che ai singoli sarebbe precluso o molto difficile da raggiungere. In biologia è paragonabile al concetto di simbiosi, suddiviso però in mutualismo quando tutti i viventi coinvolti ottengono un vantaggio e in commensalismo quando alcuni viventi traggono vantaggio da altri che invece non vengono particolarmente influenzati da questa relazione.

L’aggregazione però non la concepisco come mera cooperazione tra gli individui perché essa è finalizzata ad un obiettivo che conclusosi non porta nessun’altro vantaggio, mentre l’aggregazione è una decisione, volontaria in alcuni casi ma puramente istintiva per il resto, di vivere ed agire assieme e all’unisono creando armonia nelle azioni compiute.

Questi due concetti assieme quindi, dal punto di vista scientifico biologico, stanno alla base di tutte le relazioni che i viventi possono intrattenere per perseguire i loro scopi e sopravvivere alle diverse situazioni e ambienti che si trovano davanti.

Accettato ciò si può benissimo dire che questi modi di reagire siano innati e imprescindibili, visto che ciò accade per gli esseri più semplici come per i più complessi, dalle singole cellule batteriche procariotiche fino alle complesse strutture anatomiche e sociali umane.

Questo ragionamento porta infine a chiedersi la motivazione di questi innati istinti, la loro derivazione e in che modo essi agiscano, influenzino, cambino e regolino ogni singola azione, comportamento, fisionomia e biosintesi di sostanze dei viventi.

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Thomas Hobbes e il Leviatano

Per rispondere a tutte le domande poste finora bisogna avere un approccio critico e chiarificatore, ma che non entri nella questione in modo troppo diretto e brutale; per questo in prima battuta ho deciso di avvalermi del metodo filosofico, il migliore per una prima spiegazione, e in particolare del pensiero elaborato da Thomas Hobbes nel “Leviatano” per il suo ideale razionalistico e la sua chiarezza espositiva.

Biografia

Thomas Hobbes nasce a Westport in Inghilterra il 5 aprile 1588, da giovane frequenta un istituto privato a Westport dove viene avviato allo studio di latino e greco. Più tardi entra all’università Magdalen Hall di Oxford dove apprende la logica e approfondisce il latino e il greco e laureato nel 1608 diventa precettore nella famiglia Cavendish, cosa che lo porterà a viaggiare per l’Europa col primogenito della famiglia. Finita la sua mansione si trasferisce a Parigi e grazie ai suoi successivi viaggi incontra personalità come Paolo Sarpi, Galileo Galilei, Marin Mersenne, Cartesio e Pierre Gassendi che lo influenzarono molto nel suo pensiero.

Da qui scrive “Elementi di legge naturale e politica” nel 1640, comincia gli “Elementa philosophiae” con “De Cive” nel 1642, continuato con “De Corpore” ne 1655 e finito con “De Homine” nel 1658, ed anche ciò che è considerato il suo capolavoro “Il Leviatano, ossia la materia, la forma e il potere di uno Stato ecclesiastico e civile” nel 1651. Dopo la sua pubblicazione passò i successivi anni a doversi difendere da accuse di eresia, tensioni e polemiche anche con altri pensatori e scienziati che lo portarono ad una vecchiaia rigida e solitaria. Muore infine a Londra il 4 dicembre 1679.

“Il Leviatano, ossia la materia, la forma e il potere di uno Stato ecclesiastico e civile”: è il libro più famoso di Hobbes, pubblicato nel 1651 è diviso in 18 capitoli, suddivisi a loro volta in 2 sezioni. La prima parte è raggruppata sotto il titolo di “L’uomo”, comprende i primi 16 capitoli e come suggerisce prende in esame la natura umana e descrive i vari comportamenti con un carattere fisico-biologico e per tanto soggetti a leggi ben definite, è infatti a questo punto che descrive lo “stato di natura dell’uomo” e di conseguenza il “diritto di natura” e le “leggi di natura” a cui è sottoposto. La seconda parte invece è raggruppata sotto il titolo “Lo Stato”, comprende gli ultimi 2 capitoli e prende in esame la nascita e l’organizzazione dello stato come “contratto sociale” tra gli uomini e le caratteristiche che il sovrano di questo stato dovrebbe avere.

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Secondo Hobbes il principio fisiologico che spinge l’uomo ad una qualsiasi azione è l’autoconservazione e sotto questo impulso sarebbe in grado di fare qualsiasi cosa. Però la natura ha fatto gli uomini tutti uguali in facoltà fisiche e mentali in quanto sono tutti mortali allo stesso modo e anche il più forte può essere infine sopraffatto, ed è da questa uguaglianza di capacità che nasce anche un’uguaglianza di possibilità di raggiungere i propri scopi. Questo è chiamato lo stato di natura dell’uomo ed in questa situazione ognuno ha la massima libertà di metodi e mezzi per raggiungere i propri fini e sono quindi tutti titolari di diritti della stessa qualità e intensità che gli concedono un potere illimitato su un qualsiasi oggetto, ma tutti questi poteri illimitati non fanno altro che creare automaticamente una condizione conflittuale. Allo stato di natura si crea una condizione di guerra di tutti contro tutti nella quale ognuno cerca di sopraffare gli altri per accaparrarsi l’oggetto conteso, è la condizione descritta come Homo homini lupus (l’uomo è lupo per gli altri uomini), nella quale non esiste giusto o sbagliato ma solo utile o inutile, si ha la facoltà di fare ciò che si vuole nella più totale libertà e dato che non vi è legge non vi è nemmeno ingiustizia.

Ma è proprio in questo clima competitivo che l’uomo comincia a ragionare e la paura della morte, l’istinto di autoconservazione appunto, lo induce a sottoscrivere delle clausole di pace, ovvero le leggi di natura, che lo obblighino a preservare la vita. Le leggi di natura, in tutto 19, si basano sul diritto di natura cioè sul fatto che ogni individuo ha la libertà di fare tutto ciò che è necessario per conservare la sua vita, anche agire a danno di qualcuno che ci minaccia, ed è proprio per non dover applicare fino in fondo questo diritto che si sono istituite le leggi di natura. La prima legge è quella fondamentale e obbliga a “Cercare e perseguire la pace”, poi per procedimento logico derivano le altre e dettano dei comportamenti che garantiscono il rispetto della prima legge, difatti la seconda afferma che “si deve essere disposti a rinunciare al diritto su tutto e ci si deve accontentare di avere tanta libertà verso gli altri quanta noi ne concediamo agli altri verso noi stessi”.

Le altre leggi concernono sempre a comportamenti da tenere nelle relazioni con gli altri e si basano sul fatto che quindi tutti dovrebbero rinunciare al loro potere assoluto dello stato di natura a favore del concetto “non fare agli altri ciò che non vuoi venga fatto a te”.

Appurato questo si entra nella seconda parte del libro, quella riguardante lo Stato, la sua nascita e la sua struttura e organizzazione.

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Stabilite le leggi di natura e la loro azione sorge spontanea la domanda di come farle rispettare, dato che allo stato di natura nessuno deciderebbe di perdere il proprio potere. È a questo punto che si rende necessario un contratto sociale di tutti gli uomini nel quale decidano di trasferire tutto il loro potere nelle mani di un solo uomo o di una sola assemblea di uomini, in modo che tutte le volontà vengano ridotte ad una sola ed è proprio questa moltitudine unita in una sola persona che si chiama Stato.

Lo stato quindi non è un fenomeno naturale ma un’aggregazione dettata dalla ragione su impulso dell’istinto di sopravvivenza che impara che l’unione fa la forza (visibile anche nell’immagine della copertina del libro riportata a fianco).

Lo Stato è quindi la forza che costringe l’uomo ad essere socievole dato che è l’unico avente il potere per farlo. È in questo modo che si genera il Leviatano, interpretato dal detentore dei poteri assoluti concessigli, al quale sono affidate tutte le mansioni di pace e difesa degli altri uomini che hanno rinunciato a tutti i diritti tranne quelli all’integrità fisica e alla vita, cioè la base del patto sociale. Di conseguenza se il sovrano è lo Stato, i principi dello Stato stesso coincidono con i diritti e le facoltà del sovrano, egli può quindi: stabilire le leggi, amministrare la giustizia, decidere la pace e la guerra, scegliere cosa far insegnare e così via… I diritti del sovrano non sono bilanciati da obblighi legislativi, in quanto lui stesso crea le leggi perché ne ha il potere, decide il bene e il male e non può essere accusato di ingiustizia, ma da semplici doveri morali dettati dal patto irrevocabile stabilito con gli altri uomini. Il principale dovere morale è garantire la sicurezza e solo nel caso lui sia insolvente in questa mansione o addirittura ne minacci l’incolumità allora il patto decade e i sudditi non sono più costretti ad obbedire al sovrano, sia esso in forma monarchica (la più accreditata da Hobbes perché garantisce l’unità della condotta politica), aristocratica o democratica.

Quindi in questo contesto la naturale competizione porta all’aggregazione dell’uomo in strutture organizzate, più forti del singolo e in grado di tenerlo al sicuro. Perciò i due istinti sono funzionali l’uno all’altro in una stretta relazione di dipendenza dettata dal fatto che uno è la miglior risoluzione dei problemi causati dall’altro.

Avendo compreso questa struttura puramente ideale e filosofica si può procedere all’analisi degli effetti dell’impulso di autoconservazione su soggetti studiati da vicino e la migliore deduzione di questo processo l’ha avuta Charles Robert Darwin descritta nell’opera “L’origine della specie” sotto il nome di evoluzionismo biologico e selezione naturale che gli permisero di sconvolgere la teoria creazionistica cristiana.

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Biografia

Charles Robert Darwin nasce a Shrewsbury in Inghilterra il 12 febbraio 1809, da scolaro lesse il libro The Natural History of Selburne.

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Sintesi

Filosofia

Thomas Hobbes – Leviatano, ovvero la materia, la forma e il potere di uno Stato ecclesiastico e civile (1651) - Lo stato di natura – La nascita dello Stato – Il Diritto / Charles Robert Darwin – L’origine della specie (1859)

Letteratura

Futurismo – Filippo Tommaso Marinetti - Manifesto del Futurismo (20/02/1909) / Koushun Takami – Battle Royale (1999)

Microbiologia

Prova sperimentale - Competizione e aggregazione dei batteri Pseudomonas aeruginosa

Biochimica

Azione di Piocianina e Pioverdina, prodotti chiave dei P. aeruginosa

Chimica

Separazione, essiccamento e spettrofotometria di Piocianina e Pioverdina

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