Indice
- 1ª pagina: introduzione del sale nelle materie
- 2ª pagina: alimentazione: il sale nell’alimentazione e non solo!
- 3ª pagina: cucina: cucinare e conservare con il sale
- 4ª pagina: inglese: Food Preservation
- 5ª pagina: diritto: la Gabella: l’imposta del sale
- 6ª pagina: storia: Gandhi: la marcia del sale
- 7ª pagina: italiano: le saline siciliane —> Verismo
- 8ª pagina: obiettivo finale —> apertura di “un’Antica Drogheria”
- 9ª pagina: i sei sali del mondo!
- 10ª pagina: menu
- 11ª pagina: fitografia
Il sale della vita
Nel Neolitico, 10.000 anni fa, il sale entrò a far parte dell’alimentazione umana principalmente come conservante. Solo in epoche successive, infatti, si determinò quel cambiamento del “gusto” che lo rese indispensabile come “sapore” e lo introdusse nella preparazione e nella cottura dei cibi.
Il sale divenne, quindi, un bene di prima necessità che poteva venire estratto in forma solida dai depositi di salgemma o ricavato attraverso la cristallizzazione di acqua salata. Il controllo della sua produzione costituì un obiettivo primario per le comunità più antiche che si arricchirono con tale commercio, paragonabile in periodi più recenti a quello delle spezie e della seta.
Il sale non venne impiegato solo per il commercio alimentare, perché per molti anni fu un elemento di estremo valore, definito dagli antichi oro bianco. Durante l’Impero Romano i mercenari venivano pagati con il sale.
L’antica espressione “salario”, che si utilizza ancora oggi, indica appunto la paga dei soldati. Gli vennero applicate persino imposte che determinarono proteste, arrivando anche all’organizzazione della marcia del sale guidata da Gandhi. Questo perché impoveriva ancora di più la vita dell’umile popolo.
Ho scelto di approfondire questo argomento sotto diverse sfaccettature, toccando le varie materie di indirizzo, perché mi sono resa conto che il sale
Non è solo un esaltatore del cibo, ma è da sempre anche simbolo di vita, felicità e di salute
Dividere il sale con altre persone significava un tempo essere disposti a condividere anche la propria fortuna. Con il sale si sigillavano le alleanze e i matrimoni. Il sale simboleggia l’amicizia: fino all’era moderna si è conservata l’usanza di accogliere l’ospite con sale, pane e vino, per unire lo spirito (il sale), l’anima (il vino) e il corpo (il pane). Un antico proverbio dice: “Non si conosce una persona se non si è condiviso con lei uno staio di sale!”.
Nei miti e leggende il sale ha la capacità di proteggere, di purificare e guarire.
Il sale, dunque, condizionò profondamente lo sviluppo delle società antiche; la sua centralità nella vita dell’uomo è largamente testimoniata nella letteratura, nella mitologia e nelle religioni. Valga per tutti un passo del Discorso della Montagna in cui Gesù, rivolgendosi agli Apostoli, dice: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse sapore, con che cosa lo si potrà rendere salato?” (Matteo 5,13).
Il sale nell’alimentazione e non solo!
Per natura, l’essere umano è attratto dal sapore salato.
Il risultato? Consumiamo troppo sale, pari a circa 10 g al giorno, contro i 4-5 g raccomandati, in genere senza nemmeno rendercene conto, dato che nell’industria alimentare si esagera regolarmente con questa sostanza nella preparazione dei prodotti.
Questo consumo eccessivo è pericoloso per la salute, ma anche per la linea perché il sale stimola l’appetito: più una pietanza è salata, più si ha voglia di continuare a mangiare e quindi, anche se indirettamente, è responsabile dell’aumento di peso.
Il sale è cloruro di sodio ed è necessario al funzionamento dell’organismo. In particolare, è grazie al bilancio di potassio/sodio che si realizza l’equilibrio idrico del corpo. La sua funzione è quella di stimolare il nostro corpo a trattenere sufficiente acqua per una corretta circolazione sanguigna e per impedire la disidratazione. Inoltre, il sodio permette la trasmissione degli impulsi nervosi. Solo quando fa molto caldo o si pratica dello sport può essere giustificato un surplus di sale.
Abbondanti sudorazioni significano perdita di liquidi, di sodio e di altri minerali che è necessario reintegrare.
In questi casi è efficace dissetarsi con i cosiddetti “integratori”, bevande che sono ricche non solo di sale da cucina, ma anche di altri sali minerali, come il potassio e il magnesio, e di sostanze zuccherine.
D’altronde, il sale è essenziale per il piacere gustativo, poiché serve a valorizzare il sapore degli alimenti. Senza sale i piatti sembrano insipidi.
Assumere troppo sale, più di 4-5 g al giorno, è però nocivo per la salute.
Il sodio in eccesso viene espulso con l’urina, ma quando questo meccanismo non funziona correttamente rischia di danneggiare il funzionamento dei reni con l’aumento del deposito di calcio. Il sale fa male inoltre a tutte quelle persone che soffrono di ipertensione perché in alcuni soggetti, che hanno un difetto genetico nel metabolismo e più nello specifico nella gestione dei liquidi e del sodio, esso viene trattenuto nei reni. E siccome ogni molecola di cloruro di sodio si lega a due molecole di acqua, ecco allora che il sodio entra in circolo e aumenta il volume del plasma sanguigno e, quindi, la salita della pressione. Ma non è tutto, perché il sale sarebbe dannoso anche per altri tipi di problemi fisici: danni oculari, renali, ictus e infarti.
C’è chi sospetta perfino che il consumo eccessivo di sale possa aumentare il rischio di cancro allo stomaco.
Occorre ridurre il suo consumo per un’adeguata prevenzione.
Serve a ben poco, però, evitare di salare la bistecca o l’insalata.
La maggior parte del sale che assumiamo è infatti nascosto nei cibi. Non solo nei formaggi, negli alimenti in scatola o negli insaccati, come si può facilmente intuire, ma perfino nei dolci industriali come biscotti, brioche; nel pane, anche in quello toscano, che pure ne contiene meno; nei crackers; nei grissini.
Per ridurre davvero il sale in maniera significativa, quindi, bisogna cambiare modo di mangiare: invece di pane o grissini, meglio mangiare pasta o patate; evitare l’uso del dado che arriva a contenere fino al 50% di sale e, per insaporire gli alimenti, preferire le erbe aromatiche o dei “falsi sali”, dei miscugli di sale e spezie spesso arricchite con vitamine e sali minerali; preferire un carpaccio di carne o di pesce alla bresaola o al prosciutto.
Inoltre, è meglio ricorrere al sale con un ridotto quantitativo di sodio e, se si vive in una zona lontana dal mare, al sale iodato, al quale cioè è stato aggiunto dello iodio, una sostanza indispensabile per la sintesi di alcuni ormoni, come per il corretto funzionamento della ghiandola tiroidea, per evitare così l’insorgenza di malattie tiroidee.
In generale, poi, meglio scegliere il sale marino integrale piuttosto che quello normale da cucina: mentre infatti quest’ultimo, più raffinato, contiene fino al 97% di cloruro di sodio, il sale marino ne ha di meno. E poi, nel processo di raffinazione vengono aggiunti degli sbiancanti che non fanno certo bene alla salute.
Un consiglio che è sempre valido è quello di mangiare il più possibile alimenti freschi, poveri di sodio ma ricchi di potassio, un elemento che contrasta gli effetti negativi del sodio.
Il sale, però, non è conosciuto solo come un elemento da trovare sulla tavola, ma anche in altri ambiti della vita.
La terapia del sale
Il considerevole aumento delle malattie allergiche dovute a reazioni di terapia farmacologica nel trattamento delle malattie respiratorie ha ritenuto necessario lo sviluppo di metodi alternativi: l’haloterapia.
Conosciuta anche come terapia del sale, è un trattamento alternativo che consiste nell’esposizione e nel conseguente assorbimento di particelle di cloruro di sodio, allo scopo di ottenere un beneficio per la salute.
La terapia del sale si avvale di microclimi saturi di cloruro di sodio, artificiali o naturali, come grotte salmastre e miniere di salgemma. Il trattamento haloterapeutico ha dimostrato vantaggi sostanziali per le infezioni a carico delle vie respiratorie, in particolare può essere utile in caso di infezioni virali, tosse, raffreddori allergici, asma, sinusiti, bronchiti ecc.
L’haloterapia può essere indicata come trattamento di medicina naturale complementare per i benefici che può apportare, i professionisti infatti incoraggiano i pazienti a non interrompere l’uso della terapia medica convenzionale perché non deve sostituire la terapia farmacologica, soprattutto in caso di patologie croniche.
I primi trattamenti con sale sono stati effettuati durante il Medioevo, quando i monaci curavano i malati nelle caverne di sale.
Nella metà dell’800 si notò che i lavoratori delle miniere di sale solo raramente soffrivano di malattie polmonari.
Durante la seconda guerra mondiale, le miniere di sale in Germania furono utilizzate come rifugi antiaerei.
Durante i bombardamenti, spesso la popolazione dovette rimanere nelle miniere per periodi prolungati, il che favorì, per i soggetti asmatici, un effetto positivo sulla loro respirazione.
Nel corso degli ultimi venti anni, sono stati costruiti negli ospedali dell’Europa dell’Est centinaia di cosiddette stanze di sale e i loro relativi impianti di trattamento. Originariamente queste stanze erano state costruite con mattoni; oggi le stesse sono costituite da elementi prefabbricati, rivestiti con pannelli di sale per coprire il soffitto e le pareti, mentre lo stesso è sparso sul pavimento.
Lo studio scientifico di tali camere è iniziato in Finlandia nel 2003.
In alcune di queste stanze vengono inseriti anche dei giochi per essere così rese più adatte anche ai bambini che si curano divertendosi.
Altri utilizzi del sale
L’impiego del sale come cura non è l’unico utilizzo del sale, diversamente da quello in cucina, perché ne esistono altri molto più curiosi, come:
- Il cioccolato al latte salato viene prodotto a Forlì, aggiungendo all’impasto un pizzico di sale di Cervia in grani.
- Per evitare che le candele colino basta immergerle in una soluzione di acqua e sale e asciugarle prima di accenderle.
- Per staccare la fuliggine dalla canna fumaria e dare al fuoco un bel colore giallo, gettando una manciata di sale nel camino.
- Per togliere dall’interno dell’acquario i depositi di calcio.
- In inverno, per evitare la formazione di ghiaccio sulle strade, si getta sale misto a sabbia.
- Per deodorare le scarpe di tela, mettere al loro interno un po’ di sale: assorbe l’umidità e i cattivi odori.
- Per togliere una macchia di vino da una tovaglia. Una volta asciugata con uno straccio, la si ricopre con del sale, che assorbirà il vino. Una volta secco, la si lava come al solito.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Introduzione colori del sale, tesina
La seguente tesina maturità istituto professionale per i servizi alberghieri, della ristorazione e turistici tratta del sale. Gli argomenti che permette di sviluppare la tesina sono: alimentazione: il sale nell'alimentazione e terapeutico, cucina: cottura e conservazione con il sale, inglese: food preservation, storia: Gandhi-la marcia del sale, italiano: le saline siciliane, il verismo.
Collegamenti colori del sale, tesina
- Alimentazione: il sale nell'alimentazione e terapeutico
- Cucina: cottura e conservazione con il sale
- Inglese: food preservation
- Storia: Gandhi-la marcia del sale
- Italiano: le saline siciliane, il verismo