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Istituto Statale “Marco Belli”

Indirizzo Linguistico – Indirizzo Scienze Sociali

Piazza Marconi, 10 - 30026 Portogruaro (VE)

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Esame di Stato a.s. 2013/2014

Classe 5^ A – Indirizzo Scienze Sociali

Quadro dell’architetto

Teresa Calvano

Titolo: Il cioccolato

Studente: Fulgenzio Elisa 1

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Obiettivi

  • Ripercorrere la scoperta della pianta del cioccolato e riconoscere i primi utilizzi delle fave
  • Trovare gli elementi chimici e psichici che portano l’individuo ad una dipendenza verso il cioccolato
  • Spiegare il ruolo del sistema nervoso
  • Descrivere alcuni disturbi alimentari, ed illustrare gli effetti del piacere che l’uomo prova assumendo l’alimento desiderato
  • Esporre l’autore Gabriele D’Annunzio con l’interpretazione del suo romanzo “Il Piacere”

Contenuti del lavoro

  • Breve storia delle fave di cacao e dei suoi utilizzi
  • Dipendenza da cioccolato e possibili conseguenze
  • Il sistema nervoso
  • Gabriele D’Annunzio e “Il Piacere”

Metodologia di lavoro

Il materiale è stato ricavato da fonti diverse: internet e libri scolastici. Il tutto è stato rivisto, analizzato, sintetizzato e rielaborato.

Il tutto verrà presentato tramite una presentazione in Power Point, con approfondimenti.

Bibliografia

http://sesorengo.educanet2.ch/rivista/cioccolato.html

http://it.paperblog.com/razione-d-e-tropical-bar-il-cioccolato-della-seconda-guerra-mondiale-1366477/

http://www.universonline.it/_sessoesalute/salute/01_08_30_a.php

http://www.sanihelp.it/news/1482/donne-cioccolato-amore-prima-vista/1.html

http://cioccolatomania.wordpress.com/2009/03/21/dipendere-dal-cioccolato-si-puo/

http://amoredipendente.wordpress.com/2012/09/06/cioccolatomia/#

http://www.opsonline.it/printable-20074-cioccolato-sesso.html 2

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http://win.psyreview.org/articoli1999-2000/19991020-baranello01.htm

http://www.mediazionefamiliaremilano.it/psicologia/bioenergetica_piacere.shtml

http://www.dicarlostefano.it/contenuti/disturbi-alimentari.html

https://vitosideb.wordpress.com/tag/psicologia-del-cibo/

http://www.sanihelp.it/forum/psicologia-tutti/32652-cioccolismo-dolce-dipendenza.html

http://www.repubblica.it/online/sessi_stili/ciocco/ciocco1/ciocco1.html

http://www.redacon.it/2012/09/19/la-cioccolata-che-bonta-cioccomania-ovvero-la-dipendenza-dal-cioccolato/

http://www.scuoladicounselingtorino.it/counseling-in-psicologia-della-salute-la-ricerca-del-piacere/

http://www.oilproject.org/lezione/d-annunzio-romanzo-5554.html

http://www.atuttascuola.it/relazioni/piacere.htm

http://web.tiscalinet.it/appuntiericerche/Relaz.librinoti/piacere.HTML

Gabriele D’Annunzio “Il Piacere”, Einaudi

Libro di italiano: “La letteratura” volume 5 di Guido Baldi, Silvia Giusso, Mario Razetti, Giuseppe Zaccaria

Libro di scienze: “Invito alla biologia: Cellula, Genetica, Evoluzione, Fisiologia umana” casa editrice Zanichelli, sesta edizione a cura di Laura Gandola e Roberto Odone

“La società è composta da due grandi classi: quelli che hanno più roba da mangiare che appetito, e quelli che han più appetito che roba da mangiare” N. De Chamfort 3

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“Nove persone su dieci amano il cioccolato; la decima mente” John Tullius

Breve storia del cioccolato

I Maya utilizzavano le fave di cacao come monete di scambio e per ottenere la “xocolatl”. Essi coltivavano il cacao per volontà del loro terzo re Hunahpu.

1500 Hernán Cortés era attirato dal fatto di “poter seminare soldi” e fu lui ad introdurre la “xocolatl”, che trovava utile per rinvigorire le sue truppe, alla corte spagnola.

Fino ad allora rimase solo una bevanda, successivamente fu disponibile una versione in pasta.

Durante questo secolo fu anche utilizzato come medicinale.

1615 in Francia spopolò grazie alla principessa Anna d’Austria che andò in sposa a re Luigi XIII, che lo introdusse alla corte francese ma solamente 4

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per i più benestanti.

1800 con la rivoluzione industriale il cioccolato diventa ciò che oggi conosciamo.

1937 nuova versione: il cioccolato militare, denominato Razione D. Era prodotto dall’azienda Hershey’s Company, sotto la richiesta del colonnello Paul Logan.

Essa aveva principalmente due scopi:

  • Portava incoraggiamento per il morale delle truppe;
  • Era una razione di emergenza altamente energetica e di formato tascabile, che doveva essere efficiente in qualsiasi scenario bellico del pianeta.

Questa razione D veniva preparata con cioccolato liquido e farina d’avena, e veniva impastata, pestata e pressata a mano in uno stampo.

Ogni singolo soldato possedeva tre barrette che fornivano 1800 calorie (una tavoletta aveva 600 calorie). La barretta, quindi, si distingueva per quattro caratteristiche:

  • Doveva pesare 4 once (112 gr);
  • Aveva un alto valore nutritivo;
  • Resisteva ad alte temperature (49 °C);
  • Possedeva un sapore negativo.

Successivamente il sapore ebbe un miglioramento e diventò molto più resistente a temperature elevatissime (60 °C), prendendo il nome di razione K o “barretta tropicale” (Tropical bar) e diventò perfetto come spuntino rapido sul

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campo o come merce di scambio con gli abitanti delle zone allo scopo di ottenere cibo migliore.

Con il coinvolgimento americano alla seconda Guerra Mondiale, fu dato ordine di confezionare barrette resistenti ai gas venefici.

Con la fine della seconda Guerra Mondiale la produzione di queste barrette fu interrotta, fino alla fine degli anni ’60 in cui diventa completamente obsoleta.

Dipendenza da cioccolato

Alcuni studi affermano che il cioccolato crei una dipendenza da assuefazione.

Uno studio ha notato che il grado di piacere nel gustare l’alimento risulta nell’attività delle aree cerebrali interessate, le stesse della dipendenza da droghe.

Una ricerca americana fatta sul cervello e in particolare sulla zona frontale e orbitale del mesencefalo ha confermato la possibile esistenza di “cioccolatomani”.

I centri di controllo dell’alimentazione sono localizzati nell’ipotalamo, dove i neurotrasmettitori elaborano tali attività:

  • La noradrenalina stimola l’assunzione del cibo;
  • La serotonina induce senso di sazietà;
  • La dopamina crea l’equilibrio tra soddisfazione e desiderio del cibo.

Nella classifica mondiale dei maggiori consumatori, in testa ci sono gli svizzeri. Seguiti da tedeschi, irlandesi, italiani, spagnoli e americani. 6

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In Italia le principali consumatrici sono le donne, esse ne condividono la poliedricità.

Un’intervista ha riscontrato che nel mangiare cioccolato ci ritrovano:

  • Il 97% un miglioramento all’umore;
  • Il 50% un favorire l’eccitazione;
  • Il 33% un alleviare i fastidi e i dolori premestruali.

In ogni caso vengono individuate quattro generali tipologie delle principali consumatrici:

  1. Le sportive → esse nel cioccolato ricercano la carica energetica e ne attribuiscono una funzione socializzante;
  2. Le compensative (bilanciano) → che ricorrono a quest’alimento per ricaricarsi psicologicamente e per migliorare l’umore;
  3. Le ablative (causa) → vivono principalmente l’aspetto del piacere e della socializzazione legato al cioccolato;
  4. Le passionali → esse creano un rapporto individuale e quasi amoroso con il cioccolato, e molte volte se lo concedono come piccolo momento di piacere privato che le crea soddisfazione.

Tutto ciò ha una spiegazione neurofisiologica, il cioccolato contiene importanti mediatori del sistema nervoso che sono:

  • Gli zuccheri semplici contenuti innalzano la serotonina determinando il buonumore e sono i primi a dare energia;
  • L’anandamide che provoca benessere ed euforia;
  • Il magnesio migliora le capacità di reazione dell’organismo aiutandolo a reagire a particolari situazioni stressanti;
  • La teobromina (è un alcaloide con molecola simile a quella della caffeina che viene digerita dallo stomaco in 6/10 ore) stimola l’endorfina, cioè il cosiddetto ormone della felicità;
  • I cannabinoidi che permettono di fissare nella memoria il benessere provocato dal mangiarlo in un momento preciso.

Quella del cioccolato non è una dipendenza che nasce solo da fattori puramente chimici ma è di tipo psicologico, scatenata dal fatto che:

  • Ha in sé qualcosa legato all’erotismo e per alcuni può sostituire il piacere sessuale (spesso nelle donne che non riescono a raggiungere l’orgasmo);
  • Prende significati materni di protezione ma anche impulsi atavici (mordere = soddisfazione), esso coinvolge sfere sensoriali inconsce;
  • Viene associato ad un momento di gratificazione, cioè riproduce la sensazione data da momenti positivi.
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Sintesi

Collegamenti: cioccolato, tesina

  • Storia - scoperta fave di cacao e i suoi utilizzi
  • Scienze Sociali - dipendenza da cioccolato e possibili conseguenze (malattie come bulimia e obesità)
  • Scienze - il sistema nervoso
  • Italiano - Gabriele D’Annunzio e “Il Piacere”
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