Bioetica tra sacralità e qualità della vita
Nel nostro tempo si sta assistendo a una vera e propria «rivoluzione medico-biologica» che, sulla base degli sviluppi della medicina e delle più avanzate ricerche di genetica e di biologia, sta mettendo in discussione la tradizionale concezione della vita.
La bioetica è la disciplina filosofica che esamina le questioni legate alle scelte che le istituzioni e che gli individui possono oggi compiere in merito agli aspetti più critici della vita, quali trapianti, inseminazione artificiale e aborto.
Il pensiero femminista ha contribuito in maniera significativa ad alimentare il dibattito bioetico, in particolare per quanto riguarda aborto e fecondazione assistita.
L'aborto è una piaga sociale fin dalla notte dei tempi, fin dall'antichità, e ci si è posto il problema della vita intrauterina e del rispetto che si deve eventualmente attribuirle.
Nell'antichissimo codice etico che va sotto il nome di «Giuramento di Ippocrate» si trova, ad esempio, un divieto per i medici di somministrare farmaci abortivi.
In Tommaso d'Aquino, in epoca medievale, troviamo il problema di quando l'anima immortale si unisca al corpo del feto nel ventre materno.
Si tratta della questione dell'animazione, che secondo i filosofi medievali poteva essere o immediata, o ritardata e collocata in una fase di sviluppo del feto più avanzata rispetto al concepimento iniziale.
Del resto, nell'antichità, anche nelle fasi immediatamente successive alla nascita, la vita umana non godeva di una protezione morale assoluta.
Si pensi alla pratica dell'infanticidio per i neonati deformi.
Solo nel Novecento si è diffusa la tesi che lo Stato debba garantire alle donne che si trovano in questa situazione di poter decidere, da sole, se interrompere la gravidanza, generando così un conflitto fra l'ipotetico diritto alla vita dell'embrione e l'effettivo diritto all'autonomia di una persona adulta, la donna.
A privilegiare i diritti dell'embrione vi sono la bioetica della sacralità della vita e la posizione rigida del cattolicesimo, per cui l'aborto è sempre vietato.
Questa posizione era condivisa da Giovanni Paolo II, che accusava le democrazie odierne di cadere in contraddizione poiché, pur difendendo i diritti umani, esse arrivano a trasformare in un diritto quello che invece è un vero e proprio delitto alla vita.
I laici rispondono attraverso la bioetica della qualità della vita, affermando che l'aborto è un diritto legittimo e che esso, almeno nei primi mesi di vita, non può essere ritenuto un omicidio, in quanto l'embrione non può essere considerato una persona.
A favore dei laici vi sono, ad esempio, Margaret Sanger e Judith Thomson, le quali furono anche le punte più avanzate della rivoluzione femminile.
Judith Thomson, nel suo saggio «Una difesa dell'aborto», pur ammettendo, per ragioni dialettiche, il diritto dell'embrione alla vita, si sforza di mostrare il diritto della donna all'autonomia attraverso la sua «parabola» laica:
Percorso bioetica tra sacralità e qualità della vita, tesina
- Italiano: Oriana Fallaci, lettera ad un bambino mai nato; Leopardi, canto notturno di un pastore errante dell'Asia.
- Filosofia: la controversia sull'aborto, Margaret Sanger e Judith Thomson.
- Scienze: fecondazione assistita.
- Inglese: Frankenstein.