Estratto del documento

Biodiversità

Millenni di evoluzione a rischio

Gloria Negri

5° LA – Liceo Scientifico N. Copernico (Pavia)

Esame di Stato anno scolastico 2010/2011

“Vorrei essere reincarnato in un animale la cui specie è in via di estinzione.

Quale sarebbe il suo sentimento verso la specie umana che gli sta negando di esistere?

Devo confessarlo, sarei tentato di essere reincarnato in un virus particolarmente mortale”

“If I were an animal” (1986)

Filippo di Moutbatten, Duca di Edimburgo

Presidente Emerito del WWF

1

Indice

INDICE ….......pag. 1

Lo slancio vitale che porta alla differenziazione

 (H. Bergson)

Cause della perdita di biodiversità......pag. 2

  • Distruzione di habitat
  • Introduzione di specie invasive
  • Inquinamento
  • Riscaldamento globale

L’effetto serra, una delle cause................................pag. 4

 Imperialismo:

 quando l’Europa seguiva ed esportava cattive abitudini ambientali................................pag. 5

L’intérêt pour la nature exotique................................pag. 6

 1. « Une idylle dans la savane » tiré de ‘Atala’ de François-René de Chateaubriand

2. XXe siècle: la critique à l’exotisme

Sviluppo e sostenibilità non sono incompatibili................................pag. 7

L’importanza della biodiversità................................pag. 8

1. Per la stabilità del Pianeta

2. Per il benessere fisico e psichico dell’uomo

La ricerca della natura in città:

 “Marcovaldo, ovvero le stagioni in città” di Italo Calvino................................pag. 8

Costruire un’armonia tra uomo e natura................................pag. 10

 1. L’architettura organica di Frank Lloyd Wright

2. “La casa sulla cascata”

« L’homme qui plantait des arbres »................................pag. 11

 (Jean Giono) 2

Premessa

Biodiversità

Come argomento della mia tesina ho scelto la varietà delle specie viventi – animali, vegetali, unicellulari – e degli habitat a cui queste appartengono perché è un aspetto che ha sempre attirato il mio interesse e la mia preoccupazione. In particolare, penso che la natura non occupi sempre il ruolo che dovrebbe nella scala di valori dell’uomo, anche se comunque, in generale, nel corso della storia c’è stato un aumento di consapevolezza nell’opinione pubblica: siamo sempre più al corrente dei danni che specialmente l’attività umana sta provocando al Pianeta e alla biodiversità che lo popola e di cui noi stessi facciamo parte.

La varietà di specie che ci circonda ha un ruolo fondamentale, è da proteggere perché solo grazie ad essa la sopravvivenza, l’adattamento, l’equilibrio e la stabilità dell’ecosistema Terra sono garantiti, ma anche e soprattutto perché ha valore in quanto “vita”.

Da una parte ho voluto prendere in considerazione le cause che ci stanno portando alla perdita irreversibile di questa ricchezza, grazie anche a una breve analisi storica della distruzione di habitat incontaminati, dall’altra ho voluto sottolineare perché è tanto importante e vantaggioso per l’uomo vivere a contatto con la natura, e quindi rispettarla.

La conclusione del percorso, affrontata grazie al racconto di J. Giono “L’uomo che piantava gli alberi”, vuole appositamente sottolineare una visione ottimistica e positiva dell’atteggiamento con cui l’uomo sta affrontando il problema.

L’impegno-attivo che ognuno di noi può mettere a disposizione è fondamentale per riuscire effettivamente a salvaguardare le specie viventi a rischio d’estinzione e a proteggere la Terra.

“Gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio, in altri campi oltre la distruzione” (cit.) 3

Introduzione

Innanzitutto si può dire che è grazie alla biodiversità se oggi sappiamo come funziona l’evoluzione.

Charles Darwin, infatti, nel 1858 formulò una teoria convincente sull’origine e il cambiamento delle specie viventi proprio osservando l’incredibile varietà di forme che incontrò nel corso del suo viaggio in Sud America a bordo del Beagle.

Ma alla sua teoria scientificamente dimostrata se ne oppose un’altra, filosofica.

Lo slancio vitale che porta alla differenziazione

H. Bergson

Henri Bergson è il filosofo che nella prima metà del Novecento si è occupato delle strategie evolutive, degli impulsi vitali degli organismi viventi, e della loro tendenza allo sviluppo e alla differenziazione; tendenza che avrebbe portato alla creazione di quella che oggi è definita con il termine di biodiversità. Nell’Evoluzione creatrice Bergson estende il concetto del tempo come “durata” a tutto l’universo. La vita appare in continua evoluzione, non come frutto di cause meccaniche, ma come il manifestarsi dell’energia vitale – élan vital – che esplode nell’universo formando progressivamente organismi più o meno complessi, le specie viventi.

Nel mondo organico il singolo individuo non è più, come appare almeno esteriormente nel corpo inorganico, una realtà immobile, statica ed immutabile, ma un essere dinamico, che cresce, si trasforma e invecchia, vivendo un processo di sviluppo continuo molto simile a quello della coscienza. Ed ecco che il principio della durata sembra proprio estendibile all’intera realtà, considerata come un unico Tutto.

Proprio come la singola coscienza, anche l’universo “dura”. Questo permette a Bergson di considerare in una chiave non per forza deterministica e meccanicistica, ma espressamente spiritualistica, lo stesso pilastro fondamentale del positivismo contemporaneo: il principio dell’evoluzione.

Alla base del Tutto vi è infatti uno slancio vitale che spinge in avanti la materia verso realizzazioni più complesse.

Esiste un’unica energia vitale.

Un’energia che crea di continuo e in modo imprevedibile (cioè non necessariamente, ma contingentemente) una grandissima varietà di forme. Si tratta di un’energia spirituale e invisibile che costituisce il fondamento del continuo fluire della vita. La vita dell’universo è libero impulso creativo. A mano a mano che si realizza, tale impulso si biforca e dà origine a tutti gli esseri viventi: dai vegetali agli animali e tra gli animali all’uomo. La vita all’origine è “possibilità di divenire tutte le cose” che gradualmente si attualizza e si specifica.

Questo slancio si espande a raggiera - Bergson paragona la vita dell’universo all’esplosione di un proiettile in mille frammenti che a loro volta esplodono in mille altri pezzi - sviluppandosi in una miriade di direzioni, anche se non in tutte con la medesima forza e con la medesima abilità creatrice. Ed è proprio così che si spiega la diversità tra mondo vegetale e mondo animale: all’interno di quest’ultimo una diramazione meno forte dello slancio vitale ha portato alle specie degli echinodermi e dei molluschi, ancora chiusi in una sorta di corazza che limita i loro movimenti e la loro espansione vitale, mentre un’altra più potente ha condotto alla formazione degli artropodi e dei vertebrati, in cui la vita universale si realizza in modo diverso, più articolato e complesso.

Le diverse specie animali corrispondono così a diverse diramazioni dell’unica vita che sorregge l’universo. La vita che sta alla base dell’evoluzione è una sola: anche le più complesse realizzazioni del mondo animale sono determinate da quest’unica vita. L’evoluzione per Bergson è, insieme, soggetto e oggetto di se stessa; è evoluzione che dà a se stessa la propria materia; è appunto evoluzione creatrice.

“La vita tutta, sia animale che vegetale, in quel che ha di essenziale, appare, pertanto, come uno sforzo per accumulare energia e per sprigionarla poi in canali flessibili, deformabili, all’estremità dei quali essa effettuerà lavori infinitamente vari. Tale risultato, lo slancio vitale, che attraversa la materia, tende a conseguirlo tutto in un colpo; e ci riuscirebbe certamente, se la sua potenza fosse illimitata o se potesse ricevere qualche aiuto dall’esterno. Invece, esso è finito, ed è stato dato una volta per tutte: non può superare tutti gli ostacoli. Il movimento a cui esso dà impulso ora è deviato, ora diviso, sempre contrariato, e l’evoluzione del mondo organico è lo svolgimento di questa lotta. Bisogna tener conto dei regressi, degli arresti, degli accidenti di ogni genere; e, soprattutto, non dimenticare che ogni specie si comporta come se il movimento generale della vita si arrestasse a essa, invece di attraversarla: ciascuna pensa solo a se stessa, vive solo per sé. […]”

1

0F L’evoluzione creatrice, H. Bergson

1 Lo slancio vitale non è illimitato: esso è stato dato solo all’inizio dell’evoluzione creatrice e, quindi, si depotenzia e degrada a mano a mano che si attua. Il tratto caratteristico dell’evoluzione creatrice è l’assoluta libertà, la “contingenza”. Nell’universo nulla è preordinato, ma la formazione della vita è totalmente affidata al caso. Si parte dall’energia originaria che esplode in mille e mille frammenti di vita.

Ma la biodiversità è in pericolo

Allo stato attuale abbiamo perso porzioni rilevanti di biodiversità. Se si continua così una gran parte di ciò che resta scomparirà entro i prossimi 50 anni. L’estinzione delle specie animali e vegetali ha già avuto e avrà delle ripercussioni molto importanti sull’ambiente e sulla nostra vita, poiché la natura ci fornisce gratuitamente dei servizi che altrimenti per noi sarebbero troppo costosi o che addirittura non potremmo proprio avere. È importante quindi conservare tutti gli esseri viventi, dai più grandi e visibili, ai più piccoli e difficili da vedere.

Ogni organismo svolge infatti un ruolo fondamentale per la salute e il benessere del Pianeta. Alcune piante e batteri ci aiutano a mantenere l’ambiente pulito grazie alla loro capacità di degradare i nostri rifiuti. I lombrichi mantengono il terreno fertile; grazie agli insetti impollinatori le piante continuano a fiorire, a riprodursi e a produrre frutti; i funghi svolgono un ruolo insostituibile nei cicli di decomposizione; i grandi predatori mantengono bilanciata la catena alimentare.

Ma nonostante la consapevolezza di ciò l’uomo non si è ancora totalmente convertito a un atteggiamento di salvaguardia della biodiversità e a una prospettiva di sviluppo completamente ecosostenibile. L’estinzione (non naturale) delle specie viventi e dei loro habitat è infatti un grave problema che mette a rischio la vita stessa dell’uomo, ma che, soprattutto, individua le sue cause proprio tra le attività umane.

La perdita della biodiversità infatti è dovuta principalmente all’alterazione e distruzione degli habitat, alle colture eccessive, all’immissione di specie “aliene”, all’inquinamento e ai cambiamenti climatici.

1) La distruzione degli habitat: principale minaccia

La perdita degli habitat è oggi forse la maggiore minaccia alla varietà della vita del nostro Pianeta: nell’85% dei casi è la maggiore minaccia delle specie animali e vegetali.

L’uomo sta distruggendo gli habitat naturali a un ritmo sempre più crescente.

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Sintesi

Filosofia:

Henri Bergson (lo slancio vitale che porta alla differenziazione delle specie)

Scienze:

Le cause della perdita di biodiversità (l'effetto serra maligno)

Storia:

L'imperialismo, quando l'Europa seguiva ed esportava cattive abitudini ambientali

Francese:

François René de Chateaubriand (Atala)

Attualità:

Sviluppo e sostenibilità; il decennio dell'ambiente; importanza della biodiversità sulla salute dell'uomo

Italiano:

Italo Calvino (Marcovaldo)

Storia dell'arte:

Frank Lloyd Wright (la casa sulla cascata come esempio di rapporto equilibrato e di rispetto tra architettura e ambiente)

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