La mia motivazione
Molti miei amici, se potessero, erigerebbero un monumento o seguirebbero fino in capo al mondo il loro idolo, nella maggior parte dei casi un calciatore affascinante, un ballerino dai movimenti sinuosi o un cantante dalla voce soave.
Anch’io, come loro, ho il mio guru, per me un vero esempio da applicare nella vita di tutti i giorni.
È lui, Beppe Severgnini. Dai suoi libri e dagli articoli che scrive emerge il profilo di uno scrittore, ancora prima uomo, coerente con se stesso e con gli altri; per lui l’educazione e il rispetto sono valori importanti, aspetto da non sottovalutare nella nostra società. Non teme ciò che scrive e dice: chiamatela schiettezza, impavidità, per me è coraggio. È rimasto una persona modesta nonostante i suoi libri siano diventati bestseller in Italia e all’estero.
Un uomo di un’altra epoca come pochi ne esistono oggi, ma anche molto moderno.
Quale insegnamento, mantra oserei dire, firmato Severgnini cerco di portarmi sempre appresso? L’ironia. Il suo umorismo irresistibile si nutre di una visione del mondo resa da uno sguardo sia affettuoso sia implacabile, ma soprattutto ironico. È questo il formidabile strumento, o meglio, lente attraverso cui osservare la realtà e apprezzare ogni momento della giornata, negativo o positivo che sia.
Sono rimasta a lungo combattuta tra una tesina di stampo scientifico: mi appassionano le scienze, e una incentrata su un argomento più umanistico. La scelta è ricaduta su quest’ultima.
È un modo per salutare gli studi che ho fatto finora, il liceo che ho scelto e le materie sulle quali ho sudato, faticato e goduto. Il tempo da liceale non tornerà più indietro. Rivivrei volentieri molti momenti di questi ultimi cinque anni, ma sono anche felice e pronta a lanciarmi in una nuova avventura.
Voglio, così, dire un affettuoso arrivederci al tipo di scuola e di studi che ho fatto, un addio sembrerebbe troppo definitivo e nostalgico.
Mi auguro che questa tesina riesca come io la intendo nel cuore: un inno al mitico Beppe Severgnini e un felice Goodbye al mio liceo. 2
Un breve scambio “epistolare”
----Messaggio originale----
Da: st.roncaglia@alice.it
Data: 4-gen-2013 16.25
A: BSevergnini@rcs.it
Ogg: Beppe Severgnini
Dear Beppe Severgnini, mi presento, sono una studentessa del liceo linguistico europeo Collegio Bianconi di Monza.
Sarò schietta e diretta: Lei è per me un esempio da seguire, una specie di guru, direi anche un idolo, ma di questa parola spesso si abusa dandone la sfumatura sbagliata, perciò preferisco non usarla. Qualche anno fa mi aveva affascinato una sua intervista in tv, in particolare per il suo modo di parlare ironico, implacabile e diretto, sostenuto da originali ma brillanti metafore. Da quel momento mi sono tuffata nella lettura dei suoi libri. Frequento la classe quinta e quest’anno arriva inarrestabile, purtroppo, l’esame di maturità.
Ho scelto proprio Lei come oggetto della mia tesina di maturità. Mi sembrava giusto farglielo sapere.
La mia prima bozza si presenta strutturata in tre parti, che penso possano essere tre totem della sua scrittura di oggi: l’ironia e autoironia, l’“anglofilia” e le “8 T”. Per ognuno di questi elementi mi collegherò ad argomenti trattati a scuola. La ammiro molto per il suo modo di affrontare la vita a braccetto con l’ironia, a capodanno l’ho inserito nei miei buoni propositi per il 2013 contagiando i miei amici. Condivido molto una sua affermazione: “L’inglese è formidabile”. Anch’io, ahimè, sono affetta da acutissima anglofilia. Sono un’aspirante, molto determinata, studentessa di medicina, e quest’anno mi trovo molto combattuta nella scelta tra la facoltà di medicina e chirurgia in italiano o in inglese.
Spero di non averla annoiata troppo.
Qualsiasi Suo suggerimento o critica riguardo la mia tesina in the making sarebbe accolto con grande entusiasmo.
Dimenticavo, per il titolo della tesina avevo pensato a un termine che mi è stato sconsigliato a scuola perché appare un po’ irriverente. Sarebbe: “Severgnismo”.
Lei cosa ne pensa? Il mio intento è infatti quello di trattare il Suo modo di scrivere come qualcosa del tutto nuovo e innovativo, che può essere racchiuso solo in un termine altrettanto unico e originale.
La ringrazio per il tempo che mi ha dedicato e Le auguro una buona giornata.
Stefania Roncaglia
----Messaggio originale----
Da: BSevergnini@rcs.it
Data: 7-gen-2013 19.25
A: “st.roncaglia@alice.it” <st.roncaglia@alice.it>
Ogg: eccomi
Quale onore Stefania!
Se ti serve qualcosa, io sono qui
bsev
Sezione di un articolo
Taglio giornalistico
Ironia
Joseph
Anglofilia
Chi è Beppe?
Conrad
Le 8T
Incontrando Beppe...
André Gide 4
Chi è Beppe?
Una delle penne più brillanti e seguite del giornalismo
Giuseppe Severgnini, classe 1956, è stato, come molti bambini nell’Italia del boom economico, cresciuto tra intense lezioni di inglese e di francese, scuole di musica, catechismo, corsi di minibasket e di pittura, scuole di sci di ogni ordine e grado. Diplomatosi presso il Liceo Classico Alessandro Racchetti nel 1975, sceglie la facoltà di giurisprudenza a Pavia. Conseguita la laurea svolge un tirocinio a Bruxelles alla CEE. Innata e spiccata predisposizione alla scrittura lo porta a incrociarsi con Indro Montanelli, per il quale lavora come corrispondente a Londra. Scrive per Il Giornale e viaggia in Europa, Cina, Russia e America. Approda presto al Corriere della Sera come editorialista. Prolifico scrittore è autore di numerosi best-seller, tra cui il titolo più recente “Italiani di domani”.
“Sono nato un mercoledì di fine dicembre, nella camera d’angolo di una clinica di Crema. Mamma e papà erano arrivati un’ora prima, a bordo di una Topolino blu. [...] Secondo l’agenda su cui la mamma segnava le spese di casa la ricetta del giorno era “ragôut di cappone”. Nessuno che sia venuto al mondo quando ragù si scriveva ragoût può sostenere di essere giovane. Se poi è andato verso la vita in Topolino, non parliamone.”
Corrispondente dall’Italia per The economist (1996-2003); ha collaborato con La Gazzetta dello Sport, BBC Radio 4, BBC World Service, Radio Monte Carlo e Sky TG 24. Ha insegnato all’Università di Parma (1998), all’Università di Pavia (2002) e alla Bocconi di Milano (2003 e 2006).
A Londra riceve il titolo di Officer (of the Order) of British Empire (2001), nel 2011 viene insignito del titolo di Commendatore della Repubblica Italiana. È consigliere del Touring Club Italiano. Ospite in svariate trasmissioni televisive. 5
Taglio giornalistico
“Il destino dei libri dipende dall’accoglienza dei lettori”
Terenzio Mauro
Sezione di un articolo firmato B. sev
Attento osservatore
La bellezza della quotidianità
Sagace ironia
Appassionato coinvolgimento: il lettore è trattenuto
Logica, fantasia e intuizione
Evidenti tracce di anglofilia
Periodi brevi, chiari, diretti, accattivanti
Grintosa dialettica
Lettura dell’attualità libera e avvincente
Spassosa autoironia
Immancabili riferimenti anglofoni
Prevalenza paratassi
La lettura dell’attualità
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Introduzione tesina su Beppe Severgnini
Molti miei amici, se potessero, erigerebbero un monumento o seguirebbero fino in capo al mondo il loro idolo, nella maggior parte dei casi un calciatore affascinante, un ballerino dai movimenti sinuosi o un cantante dalla voce soave.
Anch’io, come loro, ho il mio guru, per me un vero esempio da applicare nella vita di tutti i giorni. È lui, Beppe Severgnini. Dai suoi libri e dagli articoli che scrive emerge il profilo di uno scrittore, ancora prima uomo, coerente con sé stesso e con gli altri; per lui l’educazione e il rispetto sono valori importanti, aspetto da non sottovalutare nella nostra società. Non teme ciò che scrive e dice: chiamatela schiettezza, impavidità, per me è coraggio. È rimasto una persona modesta nonostante i suoi libri siano diventati bestseller in Italia e all’estero.
Per questo motivo ho deciso di scrivere una tesina di maturità su di lui. Un uomo di un’altra epoca come pochi ne esistono oggi, ma anche molto moderno. Quale insegnamento, mantra oserei dire, firmato Severgnini cerco di portarmi sempre appresso? L’ironia. Il suo umorismo irresistibile si nutre di una visione del mondo resa da uno sguardo sia affettuoso sia implacabile, ma soprattutto ironico. È questo il formidabile strumento, o meglio, lente attraverso cui osservare la realtà e apprezzare ogni momento della giornata, negativo o positivo che sia.
Sono rimasta a lungo combattuta tra una tesina di stampo scientifico: mi appassionano le scienze, e una incentrata su un argomento più umanistico.
La scelta è ricaduta su quest’ultima. È un modo per salutare gli studi che ho fatto finora, il liceo che ho scelto e le materie sulle quali ho sudato, faticato e goduto. Il tempo da liceale non tornerà più indietro. Rivivrei volentieri molti momenti di questi ultimi cinque anni, ma sono anche felice e pronta a lanciarmi in una nuova avventura.
Voglio, così, dire un affettuoso arrivederci al tipo di scuola e di studi che ho fatto, un addio sembrerebbe troppo definitivo e nostalgico. Inoltre nella mia tesina ho voluto analizzare anche altri personaggi, come Italo Svevo, Joseph Conrad e André Gide.
Collegamenti
Tesina su Beppe Severgnini
- Italiano - Italo Svevo.
- Inglese - Joseph Conrad.
- Francese - André Gide.