Erika Molla III A
Indice
- Mappa concettuale Pag. 3
- Belle Epoque e scoperte scientifiche Pag. 4
- Economia e innovazioni tecnologiche Pag. 6
- Musica, teatro, editoria Pag. 8
- Astronomia Pag. 10
- Industrializzazione e pubblicità Pag. 11
- Charles Dickens Pag. 12
- Paul Verlaine e il decadentismo francese Pag. 13
- Giovanni Pascoli e il decadentismo in Italia Pag. 15
- Razzismo, colonialismo, Triplice Alleanza e Triplice Intesa Pag. 17
- Giappone Pag. 19
- Energia, centrali nucleari e mutazioni Pag. 21
- Marie Curie Pag. 24
- Emigrazione Pag. 26
- Futurismo e Cubismo Pag. 27
- Liberty Pag. 29
- Pierre de Cubertin Pag. 31
- Titanic Pag. 33
- Conclusione e fonti Pag. 34
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Mappa concettuale
Arte Inglese
Futurismo
Cubismo Charles Dickens
Liberty Italiano
Giovanni Pascoli
Storia Francese
Periodo storico
Dal 1870 al 1914 Paul Verlaine
La Belle Epoque
Musica Educazione fisica
Gustave Mahler
Richard Strauss Pierre de Cubertin
Scienze
Scoperte scientifiche e mutazioni
Geografia Tecnica
Radioattività e centrali nucleari
Giappone
La Belle Epoque e le scoperte scientifiche
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Il periodo della storia europea compreso tra il 1870 e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale è stato definito Belle Epoque, in quanto la Francia era al centro di questo movimento.
Nonostante la sconfitta contro la Prussia e uno sviluppo industriale inferiore a quello di Gran Bretagna, Germania e USA, la Francia diventò il principale centro bancario d’Europa e divenne anche il centro della vita intellettuale, non solo europea.
In questo Paese si svilupparono forme di spettacolo e divertimento come il circo, l’operetta, i café-chantant, che rispecchiavano la gioia di vivere di questa società. Dalla Francia lo stile Belle Epoque si diffuse in tutta Europa, soprattutto in Germania, Austria, Ungheria e anche Italia.
Divertimenti della borghesia francese
È stata veramente “un’Epoca Bella” per l’eccezionalità dello sviluppo civile, economico e culturale.
Durante la Belle Epoque la tecnologia liberò tutte le sue potenzialità, esercitando una straordinaria forza di attrazione culturale e psicologica. All’interno delle grandi città si determinò un sostanziale miglioramento della vita materiale, garantito da una serie di servizi totalmente nuovi. Basti pensare all’energia elettrica e alle sue numerose applicazioni, al sistema fognario, alle strade asfaltate, ai centri di prevenzione sanitaria.
Anche i progressi nella medicina furono importantissimi: vennero individuati microbi e bacilli di gravi malattie, quali la malaria, la tubercolosi, il colera e la peste, responsabili di innumerevoli morti. Laveran, un allievo del chimico biologo francese Pasteur, scoprì l’agente eziologico della malaria cui diede il nome di “oscillatorium malariae” (fu poi chiamato “Plasmodio” dai due malariologi italiani Marchiafava e Celli).
In realtà chi diede il contributo più importante per capire il ciclo biologico del Plasmodio nell’uomo fu lo scienziato italiano Giovanni Battista Grassi, che identificò il vettore nelle zanzare del genere Anopheles. Il colera invece era una malattia a carattere epidemico, molto meno grave della peste, anche se con una mortalità elevata.
Proveniva dall’Oriente e penetrò in Europa perché non erano state adottate misure efficaci per prevenire il contagio. Colpì per primo la Francia, poi passò in Italia.
Nel 1895 il fisico tedesco Roentgen scoprì casualmente che i raggi emanati da un tubo catodico potevano attraversare lo scheletro e impressionare una lastra fotografica: in questo modo nacque la radiologia. La prima radiografia da lui fatta alla mano della moglie fece il giro del mondo.
Naturalmente l’uso smodato dei raggi X senza nessuna protezione ebbe gravi conseguenze nei medici che li adoperarono senza conoscerne gli effetti lesivi: morivano di radiodermite o di tumore.
Un grande progresso nella radiografia si ottenne successivamente grazie all’americano Canon, che introdusse l’uso dei mezzi di contrasto, i quali permettevano di visualizzare organi altrimenti invisibili.
Nel 1903, Einthoven, fisiologo olandese, inventò l’elettrocardiografia, ECG, ossia la registrazione dell’attività elettrica del cuore, che viene rappresentata sotto forma di un tracciato elettrocardiografico. Oggi è un esame immancabile nei check-up di routine.
Prima radiografia
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Il francese Louis Pasteur realizzò il siero contro la rabbia, infezione trasmessa all’uomo dal morso di cani ammalati. Pasteur scoprì anche che la fermentazione di molte sostanze di cui sono composti alcuni prodotti alimentari è provocata dai germi; egli ideò un procedimento che permetteva di conservare, mediante il calore (80 °C), prodotti alimentari come il latte, evitando la fermentazione.
Da lui il procedimento prese il nome di pastorizzazione.
Utilizzate in chirurgia a partire dalla metà dell’Ottocento.
Scipione Riva Rocci, nel 1896, inventò l’apparecchio per monitorare i pazienti nelle sale operatorie, utilizzando semplici oggetti, un calamaio, del mercurio, una camera d’aria di bicicletta.
Lo strumento di Riva Rocci incuriosì un famoso neurochirurgo americano, che venne in Italia appositamente per vederlo e poterlo introdurre nelle sale operatorie, lo portò in America e da lì si diffuse in tutto il mondo.
Alla combinazione fra chimica e medicina si deve anche la nascita dell’aspirina e la scoperta di sostanze anestetizzanti. Di fondamentale importanza fu anche l’introduzione dell’antisepsi: grazie all’uso di nuovi disinfettanti, di strumenti sterili, privati cioè dei batteri, e all’uso dei guanti in gomma per operare, si eliminò il rischio delle infezioni, causa di numerosi decessi.
In seguito a ciò si ridusse sensibilmente la mortalità e, in modo particolare, diminuì il numero di donne morte di parto.
Un’altra grande scoperta di inizio secolo, importante per la medicina e la chirurgia, fu quella dei gruppi sanguigni ad opera del medico e fisiologo austriaco Karl Landsteiner, nel 1909.
Grazie a questi si capì finalmente il meccanismo che rendeva incompatibile il sangue di soggetti diversi e la trasfusione fu praticata su vasta scala nel corso della Prima Guerra Mondiale, salvando un gran numero di feriti. Questa scoperta gli valse il premio Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1930.
Sono di questo periodo anche fondamentali scoperte in campo fisico, che avrebbero rivoluzionato la scienza futura e la visione dell’universo. Le ricerche seguirono due piste, che finirono per coincidere: quella che studiava l’estremamente piccolo, la struttura della materia e dell’energia, e quella dell’estremamente grande dello spazio senza confini, delle galassie.
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Fu il fisico neozelandese Ernest Rutherford a proporre il primo modello di struttura dell’atomo. Diversamente da quanto si era creduto fino a quel momento, l’atomo non è la più piccola parte di materia: esso è costituito da “particelle” ancora più piccole e fu rappresentato da Rutherford come un sistema planetario in miniatura, con un nucleo centrale di particelle chiamate protoni e neutroni attorno a cui “ruotano” gli elettroni.
Modello di struttura dell’atomo di Rutherford
A partire dal 1905 Albert Einstein, il più grande fisico del 1900, mise a punto la teoria della relatività, la quale non considerava i concetti di spazio e di tempo come valori assoluti, ma relativi; ossia essi possono variare a seconda della situazione in cui sono osservati e misurati. La teoria della relatività segnò la nascita della fisica moderna.
Le nuove scoperte scientifiche non riguardavano solo un piccolo numero di studiosi chiusi nei loro laboratori, ma offrivano in campo pratico applicazioni così rivoluzionarie da interessare anche l’industria, disposta a investire capitali nella ricerca.
Molti scienziati inoltre, come Edison e Nobel, si trasformarono in imprenditori, ricavando enormi fortune dalle loro scoperte.
Albert Einstein
Tutto questo permise alla popolazione di vivere più a lungo e anche la mortalità infantile diminuì molto. Vennero istituite scuole per l’infanzia, scuole elementari, trasporti pubblici e controlli medici sugli alimenti.
Tutte cose che, nel giro di pochi anni, rivoluzionarono radicalmente la vita di milioni di persone. Le conquiste della tecnica, l’incremento della produzione industriale, l’affermazione della moderna civiltà delle macchine, il progresso, la prosperità, la felicità materiale, diventavano ora traguardi che parevano raggiungibili a un vasto numero di persone.
Anche il telefono conobbe una rapida diffusione. Nel 1895 la scoperta fatta da Guglielmo Marconi inaugurò l’era della telegrafia senza fili e aprì la strada all’invenzione della radio.
Economia e innovazioni tecnologiche
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L’automobile e l’aeroplano intanto facevano la loro apparizione. L’applicazione del motore elettrico ai treni permise di costruire le prime metropolitane e le lunghissime gallerie ferroviarie del Gottardo (1886) e del Sempione (1906), ancora oggi in uso.
Due costruttori di biciclette, i fratelli Wright, davano forma al sogno di Icaro; si poteva volare, era il 1903. I nuovi mezzi e le conoscenze tecniche spinsero i nuovi esploratori nelle regioni del globo che fino a quel momento erano rimaste sconosciute.
Peary nel 1909 dice di aver scoperto il Polo Nord e due anni dopo tocca ad Amundsen conquistare il Polo Sud.
Primo volo dei Fratelli Wright
Il ciclo economico, grazie a un forte incremento produttivo, influì non solo negli ambienti finanziari, ma anche sulla platea dei consumatori, al punto che in questi anni viene collocata la nascita della moderna società dei consumi. Lo sviluppo fu così imponente da essere definito una seconda rivoluzione industriale. Con essa si affermò un nuovo tipo di società di massa che avrebbe caratterizzato tutto il Novecento.
Mentre la prima rivoluzione industriale era sotto il predominio dell’industria tessile e della tecnologia del carbone, la seconda si svolse sotto il segno dell’acciaio, dell’elettricità e della chimica e coincise con l’affermarsi delle grandi concentrazioni industriali e finanziarie.
La crescita della produzione industriale rappresentò una gigantesca fase di ristrutturazione del sistema capitalistico, che determinò il collasso delle piccole e medie imprese, soppiantate da realtà produttive di proporzioni sempre più ampie.
Le imprese più forti cominciavano ad assorbire le più deboli all’interno di vaste concentrazioni industriali, oppure imprese che operavano nello stesso ramo produttivo si mettevano d’accordo per eliminare gli effetti negativi della concorrenza, mentre le industrie più grandi avevano il monopolio in diversi settori.
La popolazione creava molta domanda, quindi le imprese dovevano accelerare la produzione avviando appunto la “produzione di massa”, mettendo a punto un nuovo metodo scientifico di lavoro.
In America, con l’uso di macchinari sempre più sofisticati, si erano ridotti i costi dei beni primari. I paesi europei, meno industrializzati, misero delle tasse doganali in modo da rialzare il prezzo delle merci importate e reindirizzare il consumatore alle merci interne.
Questa trasformazione economica si ripercosse anche nel campo sociale, perché si iniziarono ad urbanizzare anche le grandi città. Un esempio: nel 1800 le città con centomila abitanti erano solo diciassette, mentre nel 1893 sono passate a centotre.
Quando iniziò il nuovo secolo, Parigi volle celebrarlo con un’incredibile mostra nella quale venivano esposte tutte le innovazioni più recenti: l’Esposizione Universale.
Per assistere a questa gigantesca fiera, nel 1900 persone da tutto il mondo sbarcavano in Francia per prendervi parte. La gente la visitava e ne ammirava tutti gli aspetti: scale mobili dette “Tapis roulant”, tram elettrici, e si assaggiavano le cento varietà di tè importato dall’India.
Uno dei primi tram elettrici
Musica, teatro ed editoria
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Ci furono scoperte innovative come la fotografia che fece il suo ingresso dalla fine dell’Ottocento. I giornali, ancora illustrati dai disegnatori, via via riuscirono a stampare le fotografie che accompagnavano le notizie.
Gli uomini politici e i divi erano riconosciuti dalla gente, non più attraverso ritratti di pittori, ma attraverso l’obiettivo della macchina fotografica.
Nacque la professione del fotografo, che riuscì ad avere una vasta clientela, grazie ai bassi costi.
Nacque anche il cinema, inventato nel 1898 da August Lumiere usando una serie di fotografie in movimento. Pochi anni dopo Torino divenne capitale del cinema europeo, precursore di Hollywood, con i suoi grandi colossal storici.
Il cinema fu un’invenzione destinata a rivoluzionare la cultura, l’industria dello spettacolo e i sogni dell’intera società del XX secolo.
Manifesto ispirato al cinema
Con la capacità di registrare e riprodurre i suoni, anche il sonoro diventa documento. Il megafono, l’altoparlante, il grammofono, i dischi e la radio permisero non solo ai politici di farsi sentire da platee molto più vaste, ma soprattutto alla musica di diffondersi tra la gente e diventare popolare.
Anche musicalmente il mondo europeo era animato da numerose correnti culturali. Alcune erano più legate alla tradizione, altre più orientate verso la sperimentazione di novità, ma tutte erano accomunate dalla ricerca di un nuovo linguaggio che dava espressione alla condizione dell’uomo contemporaneo.
Due dei più importanti musicisti furono Gustav Mahler e Richard Strauss.
Gustav Mahler
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Fin da bambino Mahler (1860-1911) dimostra grandi doti musicali e raggiunge ben presto grande celebrità come direttore d’orchestra, soprattutto di opere liriche; stenta invece ad affermarsi come compositore.
Egli scrive soprattutto Lieder e musica sinfonica: nove sono le sue sinfonie, come quelle di Beethoven; della decima rimane solo un abbozzo.
La sua musica non viene compresa dai contemporanei, perché si allontana dalla tradizione, è “un’anticipazione del futuro”. Egli infatti amplia l’orchestra, fino a comprendere quasi duecento elementi, non per ottenere sonorità possenti, ma per costruire nuovi impasti timbrici, fatti per lo più da piccoli gruppi che suonano alternandosi.
Gustav Mahler
Dilata inoltre enormemente la durata della sinfonia. Tutto questo perché per Mahler “una sinfonia deve essere un mondo e contenere tutto”. Inoltre, in alcuni casi, utilizza la voce umana, perché gli strumenti non gli bastano per tradurre in musica se stesso ed il suo ideale musicale.
Mahler è probabilmente il musicista che ha utilizzato nelle sue sinfonie le orchestre più gigantesche: la sua ottava sinfonia è detta “Sinfonia dei Mille” per il gran numero di esecutori richiesti dalla partitura.
Una delle sue più famose sinfonie è la n. 1, composta tra il 1884 e il 1888, e viene intitolata dall’autore “Il Titano”, in riferimento al mito greco del Titano Prometeo.
Disobbedendo agli ordini di Zeus, Prometeo aveva donato agli uomini il fuoco per rendere meno dura la loro vita e per questo era stato punito ferocemente da Zeus: legato a un’alta roccia del Caucaso, veniva ogni giorno attaccato da un’aquila che gli divorava il fegato.
In questa sinfonia Mahler intende rappresentare la ribellione e la sconfitta degli uomini di fronte a un’autorità tirannica e prepotente.
Quando il compositore la dirige per la prima volta, suscita grande scandalo. Viene particolarmente criticato il terzo movimento, la “Marcia Funebre”, per il fatto che utilizza in un contesto serio degli elementi popolari, tradizionalmente considerati allegri e gioiosi.
Richard Strauss
Strauss ha invece grande fortuna in vita, sia come direttore sia come compositore. Nasce a Monaco di Baviera nel 1864; suo padre è Primo Corno all’Opera, poi professore di Conservatorio e Direttore di un’Orchestra privata.
Strauss cresce quindi in un ambiente musicale eccellente e conosce in maniera approfondita la tradizione musicale tedesca e straniera.
La sua prima composizione, la Polka del Sarto per pianoforte, risale al 1870, quando aveva solo sei anni. Nel 1885, all’età di 21 anni, affianca il direttore Hans von Bülow alla guida di un’importante orchestra tedesca.
Era dai tempi di Mozart che nessun compositore si dedicava a quasi tutti i generi musicali come lui: opera lirica, musica sinfonica e da camera, musica corale.
Richard Strauss
All’inizio si rivolge per lo più al poema sinfonico e nascono capolavori come Don Giovanni, Don Chisciotte, Vita d’eroe, Morte e trasfigurazione e Also sprach Zarathustra.
In seguito “scopre” il teatro musicale e, grazie anche alla collaborazione e alla perfetta sintonia con grandi poeti del suo tempo, porta a nuovo splendore l’opera lirica con Salomè, Elettra, La donna senz’ombra, Il borghese gentiluomo e Il cavaliere della rosa.
Teatro ed editoria
I caffè letterari erano sempre pieni di giovani autori dalla vita sociale molto brillante, i teatri erano colmi per gli spettacoli delle grandi dive come Eleonora Duse e Sarah Bernhardt.
Le rotative dei giornali ora sfornavano decine di riviste a colori e quotidiani, sui quali, a puntate, comparivano gli ultimi romanzi di Conan Doyle, Sherlock Holmes.
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Materie e argomenti
Italiano: Giovanni Pascoli
Storia: Periodo tra il 1870 e il 1914
Geografia: Giappone
Inglese: Charles Dickens
Francese: Paul Verlaine
Scienze: Scoperte scientifiche
Tecnica: Energia nucleare
Educazione motoria: Pierre de Coubertin
Musica: Richard Strauss e Gustav Mahler