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Oltre la

Il contrasto tra apparenza e realtà: aspetti della propaganda politica e analisi di pagine letterarie

Tesina a cura di:

Busnè Alessia 5 A linguistico

a

I.I.S. Pasolini, Milano

Anno scolastico 2012/2013

Mappa concettuale

Oltre la maschera

Storia

Mussolini e gli strumenti della propaganda fascista.

Italiano

Analisi della novella “La signora Frola e il signor Ponza, suo genero” e adesione al fascismo di Pirandello.

Il tema della maschera e il volto. Il confronto con “Così è (se vi pare).

Tedesco

Kafka e analisi del racconto “La metamorfosi”.

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Premessa

Ho deciso di affrontare nella mia tesina un tema particolarmente caro alla storia e alla letteratura del Novecento, ovvero il contrasto fra realtà e apparenza.

L’idea è nata dalla visione di un documentario del programma “La Grande Storia” sulla propaganda fascista e in particolare sulla politica dell’immagine di Mussolini.

Riflettendo poi sul percorso letterario di diversi autori studiati nel corso dell’anno, ho pensato di poter trovare delle corrispondenze di questo tema anche nella letteratura italiana e straniera del ‘900.

Il binomio realtà apparenza percorre trasversalmente la cultura, fin dalle sue origini, penetrando nella letteratura sotto forma di personaggi che diventano i simboli di questo contrasto esistenziale, o caratterizzando la storia civile e politica in alcuni momenti straordinari e con figure che mirano a cambiare la storia indirizzandola verso grandiosi destini che alla fine si rivelano illusori.

Nelle pagine seguenti ho analizzato, infatti, l’importanza per un regime totalitario di creare intorno a sé il consenso, facendo apparire la realtà migliore di quanto fosse.

Dal punto di vista letterario, nonostante i rapporti con il fascismo siano stati ambigui, la visione critica sviluppata da Pirandello nei confronti delle istituzioni sociali e borghesi non risparmia il regime, che è per lui un esempio della falsità del meccanismo sociale.

Ed è proprio all’interno della società borghese che nasce la visione del mondo di Pirandello e il tema della maschera sociale.

Ho approfondito questo tema leggendo la novella “La signora Frola e il signor Ponza, suo genero”, poi divenuta anche opera teatrale con il titolo “Così è, se vi pare”. 3

Un altro ambito nel quale ho analizzato il contrasto realtà-apparenza è quello della letteratura tedesca, in particolare nell’autore Kafka e nel suo racconto “La metamorfosi”.

Il risveglio del protagonista Gregor Samsa, trasformato in un insetto gigantesco, è presentato dal narratore come un fatto del tutto naturale.

È questa la caratteristica essenziale di un procedimento che pone su uno stesso livello fatti impossibili, ossia evidentemente irreali, e fatti possibili, in quanto obbediscono invece ad una logica reale, attribuendo loro un identico statuto di verosimiglianza e di credibilità, sul piano della logica narrativa.

Il significato dell’operazione è evidente e, nonostante l’apparente conservazione delle forme della narrativa tradizionale, assume una portata rivoluzionaria: se l’assurdo e l’irreale penetrano così profondamente nella realtà, al punto da identificarsi con essa, la realtà stessa finisce per risultare come la dimensione più assurda e irreale dell’esistenza. 4

Il fascismo e il ruolo della propaganda

Il monopolio dell’informazione e l’importanza riconosciuta alle tecniche della propaganda furono aspetti tipici delle dittature fascista prima e di quella nazista poi: la propaganda su vasta scala, condotta con tecniche nuove, adatta alle caratteristiche della società moderna fu una delle armi vincenti di queste dittature.

In Italia Mussolini, essendo un giornalista, capì subito l’importanza fondamentale della stampa per affermare il suo potere.

Il Popolo d’Italia per esempio è stato un importante quotidiano politico italiano diretto da lui stesso fino al 30 ottobre 1922 e in seguito passato sotto la direzione prima di Arnaldo Mussolini e poi di Vito Mussolini, rispettivamente fratello e nipote di Benito.

Nei primi anni del regime la stampa fu sottoposta ad un controllo formale.

Mussolini mise sotto controllo i maggiori giornali italiani per portare avanti il suo progetto teso ad accrescere il consenso intorno al regime.

Dalla legge di disciplina della libertà di stampa al Ministero della Cultura Popolare

Con le “leggi fascistissime”, tra cui quella del 31 dicembre 1925 (Legge 2307-25), Mussolini dispose che ogni giornale avesse un direttore responsabile inserito nel Partito Fascista e che il giornale stesso, prima di essere pubblicato, fosse sottoposto ad un controllo.

Fu inoltre istituito l’“Ordine dei Giornalisti”, i cui membri dovevano far parte del partito.

Mussolini creò inoltre l’Ufficio Stampa, che nel 1937 venne trasformato in Ministero della Cultura Popolare.

Questo Ministero aveva l’incarico di controllare ogni pubblicazione sequestrando tutti quei documenti ritenuti pericolosi o contrari

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al regime e diffondendo i cosiddetti “ordini di stampa” (o “veline”), con i quali s’impartivano precise disposizioni circa il contenuto degli articoli, l’importanza dei titoli e la loro grandezza. 6

Ecco degli esempi di “veline”

  • Non si dica che la disgrazia al figlio di Agnelli avvenne allo scalo Mussolini, ma si dica che avvenne nel mare di Genova (18.7.1935);
  • Tutti i giornali debbono riprendere le fotografie Luce pubblicate stamane dal Popolo di Roma in prima pagina: il Duce si prepara a salire sulla trebbiatrice (5.7.1938);
  • Nella cronaca dell’inaugurazione della Camera notare che la Regina ha salutato col saluto romano e non inchinando la testa (23.3.1939).

A capo del Ministero della Cultura Popolare c’era Galeazzo Ciano, che poi diventò Ministro degli Esteri e che s’interessò anche dei mezzi di comunicazione di massa, cioè la radio e il cinema.

Il Ministero della Cultura Popolare, oltre a controllare le pubblicazioni, si pose come obiettivo quello di suscitare entusiasmo intorno alla guerra d’Etiopia e di esaltare il mito del Duce.

Va sottolineato però come molte adesioni da parte dei giovani intellettuali al Ministero della Cultura Popolare derivassero spesso dalla frustrazione, dalla miseria, dall’assenza di prospettive professionali e dallo scetticismo politico che condizionava l’animo di coloro che erano costretti a dimostrare una falsa adesione al fascismo per potere procacciarsi da vivere.

Il Ministero della Cultura Popolare, infatti, era diventato un centro di smistamento e collocamento di forza lavoro intellettuale, favorendo con essa la diffusione della cultura fascista.

I “cavalli di battaglia” della stampa di quegli anni riguardavano temi ed argomenti cari al regime, come il mito della “romanità”, quello del giovanilismo dello Stato fascista, il corporativismo, il dopolavoro, le bonifiche, le colonie, il progresso

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tecnologico, il ritorno alla terra, il turismo, i modelli urbanistici degli anni Trenta, la maternità o la famiglia. 8

Fino al 1926 la politica culturale del regime era stata indirizzata soprattutto al controllo dell’alta cultura e degli intellettuali, attraverso la creazione di nuovi istituti culturali o la fascistizzazione di quelli già esistenti ma, proprio a partire da questa data, Mussolini cominciò a capire che la politica culturale poteva anche essere utilizzata dal fascismo per radicarsi nella vita culturale del paese e per modellare la coscienza morale e sociale del popolo, delle masse, per attuare, in sostanza, quello che fu lo scopo fondamentale della politica culturale del regime negli anni trenta, cioè “andare verso il popolo”.

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Sintesi

Introduzione apparenza e realtà - Tesina

Ho deciso di affrontare nella mia tesina un tema particolarmente caro alla storia e alla letteratura del Novecento, ovvero il contrasto fra realtà e apparenza.

L’idea è nata dalla visione di un documentario del programma “La Grande Storia” sulla propaganda fascista e in particolare sulla politica dell’immagine di Mussolini. Riflettendo poi sul percorso letterario di diversi autori studiati nel corso dell’anno, ho pensato di poter trovare delle corrispondenze di questo tema anche nella letteratura italiana e straniera del 1900.

Il binomio realtà apparenza percorre trasversalmente la cultura, fin dalle sue origini, penetrando nella letteratura sotto forma di personaggi che diventano i simboli di questo contrasto esistenziale, o caratterizzando la storia civile e politica in alcuni momenti straordinari e con figure che mirano a cambiare la storia indirizzandola verso grandiosi destini che alla fine si rivelano illusori.

Nelle pagine della tesina di maturità ho analizzato, infatti, l’importanza per un regime totalitario di creare intorno a sé il consenso, facendo apparire la realtà migliore di quanto fosse. Dal punto di vista letterario, nonostante i rapporti con il fascismo siano stati ambigui, la visione critica sviluppata da Pirandello nei confronti delle istituzioni sociali e borghesi non risparmia il regime, che è per lui un esempio della falsità del meccanismo sociale. Ed è proprio all’interno della società borghese che nasce la visione del mondo di Pirandello e il tema della maschera sociale. Ho approfondito questo tema leggendo la novella “La signora Frola e il signor Ponza, suo genero”, poi divenuta anche opera teatrale con il titolo “Così è, se vi pare”.

Un altro ambito nel quale ho analizzato il contrasto realtà-apparenza è quello della letteratura tedesca, in particolare nell’autore Kafka e nel suo racconto “La metamorfosi”. Il risveglio del protagonista Gregor Samsa, trasformato in un insetto gigantesco, è presentato dal narratore come un fatto del tutto naturale. È questa la caratteristica essenziale di un procedimento che pone su uno stesso livello fatti impossibili, ossia evidentemente irreali, e fatti possibili, in quanto obbediscono invece ad una logica reale, attribuendo loro un identico statuto di verosimiglianza e di credibilità, sul piano della logica narrativa. Il significato dell’operazione è evidente e, nonostante l’apparente conservazione delle forme della narrativa tradizionale, assume una portata rivoluzionaria: se l’assurdo e l’irreale penetrano così profondamente nella realtà, al punto da identificarsi con essa, la realtà stessa finisce per risultare come la dimensione più assurda e irreale dell’esistenza. La tesina quindi mira a descrivere in sintesi cosa vi è oltre la maschera.

Collegamenti

Apparenza e realtà - Tesina

  • Storia - Mussolini e la propaganda fascista.
  • Italiano - Pirandello e il tema della “maschera e il volto”.
  • Tedesco - Il romanzo di Kafka, “La metamorfosi”.
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