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Alice in Wonderland: sogni da incubo

2015/2016 Alice incubo

Bertuccelli

A.S. da

sogni

Wonderland

In

Alice

One day Alice came to a fork in the road and

saw a Cheshire cat in a tree. “Which road do

I take?” she asked. His response was a

question: “Where do you want to go?” “I

don't know”, Alice answered. “Then, - said the

Bertuccelli Alice cat - “it doesn't matter.”

I.I.S. A.F. Formiggini

Liceo linguistico

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In copertina

“Sogno causato dal volo di un'ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio”

opera dell’artista Salvador Dalì.

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Italiano

La Scapigliatura e

Dino Buzzati

Tedesco e inglese

Schnitzler e La Victorian Age e

Traumnovelle Lewis Carroll

Filosofia

Freud e

L'interpretazione

dei sogni

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Come nasce la mia idea

Il sogno viene generalmente vissuto durante il sonno. Si tratta di una produzione psichica, che presenta al sognatore una serie di emozioni e percezioni, ma anche di persone o animali legati alla sua vita reale. Generalmente vengono vissuti come se fossero concreti, ma può anche accadere che il sognatore sia consapevole della loro irrealtà e che addirittura, egli sia in grado di agire razionalmente al loro interno. Spazio e tempo perdono ogni logicità e le esperienze quotidiane possono assumere conformazioni sconcertanti. Il soggetto può trovarsi in posti diversi nello stesso momento, può essere attore e spettatore della medesima scena.

Sono queste particolarità che rendono i sogni così difficili da tradurre nel linguaggio del reale, tanto da richiedere un’elaborazione secondaria, con la quale Freud intende definire un processo di ristrutturazione del sogno in forma comprensibile e consequenziale.

Sognare è un’attività notturna, ma spesso si sente parlare addirittura di sogni ad occhi aperti, caratterizzati dalla tendenza a lasciarsi trasportare dai propri pensieri in un mondo di immaginazione e fantasia. Nel passaggio dalla veglia al sonno, il mondo reale ci culla accompagnandoci nel nostro mondo interiore. Ed è nel dolce transito tra l’uno e l’altro, che le percezioni interne si amplificano e che le catene associative entrano in funzione.

La mente è ora libera di volteggiare nella fantasia e di vivere esperienze fantastiche in un mondo tanto meraviglioso quanto sconosciuto.

Da sempre associata alla figura di Alice, vista la nostra omonimia, sembra che i nostri animi siano quelli tipici di due sognatrici. Il lavoro che mi accingo a presentarvi è dunque nato da un pensiero rivolto a qualcosa di puramente astratto, un tutto e un niente.

Pensiamoci: parlando di sogno, di assurdo, che tipo di immagine plasma il nostro cervello? Agli occhi di un bambino potrebbe apparire un drago sputa fuoco di infiniti colori, una bambina potrebbe pensare a quella principessa dai mille boccoli d’oro che aspetta per tutta una vita il suo principe. Un adulto? Un adulto probabilmente faticherebbe a creare un’immagine del genere, esattamente come ho faticato io nella prima lettura del celebre romanzo di Lewis Carroll Alice’s adventures in Wonderland.

Proprio così, nell’immergermi in quel mondo fatto di assurdo e irrazionale, è come se quell’enorme secchiata di informazioni, colori e sensazioni nate dalla fantasia di una semplice bambina della seconda metà dell’ottocento -Alice Liddell-, mi avesse colta alle spalle. Perciò, per riuscire a stare al passo con quella giovane mente, ho dovuto leggere quella favola tuffandomi nell’Alice di dieci anni fa e facendo rinascere quell’anima ancora libera dai canoni del noioso mondo adulto. Torniamo dunque a questo mondo, il presente mondo, come si mostra ai nostri occhi, e analizziamo da un punto di vista totalmente differente l’autore e quest’opera nata per una piccola lettrice, ma divenuta oggetto di studio per critici letterari e psicanalisti, che vi hanno trovato allusioni e significati nascosti di ogni genere.

«E se ci chiudono la porta dei sogni, siamo già morti.» Roberto Benigni

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And what is the use of

“

a book," thought Alice,

"without pictures or

conversation?”i

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« In tutte le grandi e ricche città del mondo incivilito esiste una certa quantità di individui d'ambo i sessi v'è chi direbbe una certa razza di gente - fra i venti e i trentacinque anni non più; pieni d'ingegno quasi sempre, più avanzati del loro secolo; indipendenti come l'aquila delle Alpi, pronti al bene quanto al male, inquieti, travagliati, turbolenti - i quali - e per certe contraddizioni terribili dall'immagine ideale che era stata fra la loro condizione e il loro stato, coltivata durante gli anni eroici delle vale a dire fra ciò che hanno in battaglie risorgimentali. Più che un vero e testa, e ciò che hanno in tasca, e proprio movimento letterario, la per una loro maniera eccentrica e Scapigliatura rappresenta una somma di disordinata di vivere, e per … mille e esperienze individuali, unitesi in una mille altre cause e mille altri effetti il reazione contro uno spirito borghese cui studio formerà appunto lo scopo utilitaristico ormai privo di qualsiasi morale. e la morale del mio romanzo - La Scapigliatura non ha avuto una meritano di essere classificati in una diffusione omogenea, ma è rimasta nuova e particolare suddivisione concentrata in zone circoscritte del Nord della grande famiglia civile, come Italia (Piemonte e Lombardia), in coloro che vi formano una casta sui particolare Milano. Il termine scapigliatura generis distinta da tutte quante le viene utilizzato, già a partire dagli anni altre. Questa casta o classe - che sessanta dell'Ottocento, per indicare un sarà meglio detto- vero pandemonio tipo di vita sregolata e disordinata. Essa del secolo, personificazione della accomuna gruppi di letterati legati da un storditaggine e della follia, serbatoio atteggiamento anticonformistico e ribelle: i del disordine, dello spirito bohémien. Essi avevano l’abitudine di d'indipendenza e di opposizione agli condurre una vita zingaresca, una vita per ordini stabiliti, questa classe, ripeto, molti scandalosa, ma che per questi che a Milano ha più che altrove una maestri si rivela la via verso una libertà ragione e una scusa di esistere, io, lontana da vincoli opprimenti. Gli con una bella e pretta parola scapigliati rappresentano i margini della italiana, l'ho battezzata appunto: la società, vi sono confinati, ma nonostante "Scapigliatura Milanese"» ciò non compiono alcuno sforzo per riuscire Cletto Arrighi, La Scapigliatura e il 6 ad abbandonare tale situazione. La libertà febbraio (1862) – Coniazione del termine e l’indipendenza, che contraddistinguono scapigliatura questo stile di vita, permettono infatti all'artista di rimanere estraneo alle logiche La Scapigliatura indica quello stato di del profitto, conservando valori artistici puri crisi e sfiducia che coglie i letterati che gli consentono di trattenersi in una all'indomani della formazione della dimensione del tutto ideale. Il disagio nuova Italia. L’Unità d’Italia si è infatti legato all’ipocrisia della società colpì rivelata estremamente lontana maggiormente gli intellettuali delle nuove

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generazioni, che lanciarono una sfida al non è più apprezzato, la società, ormai conformismo che si stava insinuando nella proiettata verso un futuro di fabbricazione società. Coloro che seguivano questo in serie e alienazione, non ha più bisogno movimento avevano maturato un certo dell’intellettuale inteso in senso tradizionale. interesse per poeti maledetti francesi come Ed ecco che l’artista, inutile, non possiede Charles Baudelaire e, successivamente, più il ruolo di guida morale e perde così la Arthur Rimbaud. propria identità.

L’artista maledetto predilige i valori dello Ciò che guida questo fenomeno evasivo è spirito a quelli materiali. È un individuo che il fantastico, l’irrazionale. È la ricerca di ciò tratta anche il tema della malattia, che che sta al di là della ragione. Perché se spesso si riflette tragicamente sulla sua vita - ragionare, essere razionali, legati alla tendenzialmente breve -. Egli è un soggetto realtà, significa entrare a far parte del considerato superfluo, emarginato da una nuovo mondo alienato, artisti come nuova società ormai basata sul progresso Hoffman e Heine - modelli tipicamente economico, scientifico e tecnico. Egli entra romantici tedeschi - si rifiutano di farlo. dunque in conflitto con essa, conflitto i cui Ecco allora che essi avanzano alla ricerca aspetti vengono indagati dal nuovo di un mondo fantastico, che li faccia movimento della Scapigliatura. evadere da una vita ormai canonizzata e Nasce pertanto una polemica che va industrializzata. Dunque questi due artisti, contro la società nel suo insieme, una senza dimenticare Baudelaire, ricercano società costruita sull’ipocrisia borghese, una propria realtà nel sogno. Un sogno che una società che, non volendo accettare la manifesta un totale rifiuto della tradizione realtà inquietante del mondo moderno, letteraria, nella denuncia del bisogno di preferisce chiudere gli occhi avvicinandosi un’arte che sia diretta espressione della sempre più a una condizione di vita. Si avverte la tensione a contestare alienazione. opere prive di originalità, prediligendo, ad Milano, capitale della scapigliatura, è la esempio, il tema del doppio. Esso prima città ad avvertire i cambiamenti di contraddistingue un’attrazione verso la una nuova società in fermento, che si stava contrapposizione e l’inconciliabilità. Si sta trasformando secondo le regole di una dunque parlando delle contraddizioni della modernità mai incontrata prima. L’artista moderna società industrializzata (bene –

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male, luce - ombra), ma anche dell’essenza della vita degli uomini contemporanei condannati a vivere sospesi tra angoscia e disperazione.

Nella ricerca di una radicale ed esasperata opposizione al bello, l’artista tende ad approdare ad un’analisi del brutto. L’arte diviene dunque un’attività totale, che mette in contatto musica e teatro, pittura e parola, in una generale volontà di sperimentare nuovi metodi espressivi. I macabri aspetti della nuova realtà urbana divengono i protagonisti di racconti dedicati alla rappresentazione realistica della società. Modelli che utilizzano questi toni misteriosi e allucinati ai quali non 1970 La letteratura fantastica di Todorov, manca l’allusione al fantastico sono noto saggista del ‘900, che compie un Hoffmann e E. A. Poe. approfondito studio sul fantastico. L’autore, In quest'ottica, nel 1864 sulla rivista “Figaro”, a partire da una classificazione dei generi Emilio Praga espone per la prima volta, il letterari proposta da Frye, ne propone una suo programma e la sua visione artistica, sua definizione indagandone i diversi criticando le tendenze letterarie italiane aspetti. Muovendo da testi esemplari del dell’epoca: fantastico – come ad esempio quelli dei già citati Poe e Hoffmann – Todorov «Un beato branco di pecore propone una vasta gamma di risuscitava il poema epico, l’idillio sottoclassificazioni, affermando che, per degli arcadi e l’inno dei profeti, esistere, questa tipologia di racconto deve galvanizzandosi il cuore, soddisfare tre condizioni. È infatti necessario adulterando la storia e brutalizzando che: il vangelo.» «il testo obblighi il lettore a In opposizione a questo tipo di letteratura considerare il mondo dei personaggi gli scapigliati si propongono di come un mondo di persone viventi e rappresentare: ad esitare tra una spiegazione naturale e una spiegazione «un’arte malata, vaneggiante, al soprannaturale In secondo […]». dire di molti, un’arte di decadenza, luogo, anche un personaggio può di barocchismo, di razionalismo, di provare la stessa esitazione. In terzo realismo.» luogo, il lettore deve rifiutare sia l’interpretazione allegorica, sia Tale proposito tuttavia è interpretato dagli quella poetica.» stessi autori come una lotta fallimentare Il fantastico è un permanere nell’incertezza, contro gli ideali della cultura borghese, nasce da una condizione di inspiegabilità mercificante dell'arte e dell'espressione dei fatti. Quando si verifica un fenomeno intellettuale. inspiegabile e non si è in grado di dare una Questa volontà di proiezione in nuovi spiegazione plausibile di tale avvenimento, mondi, si può concretizzare nell’opera del

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spiegazione plausibile di tale avvenimento, È dunque in questi anni che la letteratura è possibile agire secondo due diverse italiana si avvicina al Surrealismo e ad una metodiche. Si può supporre che si tratti di narrativa fantastica che si sposta sempre un’illusione dei sensi per cui le leggi del più in direzione dell’assurdo. Si parla di una mondo rimarrebbero inalterate, oppure letteratura popolare basata che l’evento sia effettivamente accaduto sull’immaginazione e sull’invenzione, una e quindi che la realtà sia retta da leggi a linea che viene definita anche come noi ignote. La conclusione di Todorov a “realismo magico”. Tra i principali proposito dello scopo del fantastico è che: esponenti di tale corrente artistica troviamo Dino Buzzati.

«al di là del piacere, della curiosità e Buzzati, nato a Belluno all’inizio del ‘900, di tutte le emozioni che suscitano conduce una vita che può essere definita questi racconti lo scopo reale del “classica”. Egli infatti studia, è chiamato viaggio meraviglioso e fantastico è alle armi e lavora come giornalista per il l’esplorazione più completa della Corriere della Sera, conducendo realtà universale.» parallelamente a ciò la sua carriera di scrittore. Ma non solo. In quanto artista Si può dunque notare che il panorama che eclettico, egli è appassionato anche di accompagna la produzione buzzatiana è pittura, come testimoniano molti dei suoi quello di un primo ‘900 che si muove racconti da lui stesso illustrati. Avvenimento ancora su una linea legata al realismo, ma che segna profondamente la sua esistenza

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Sintesi

Introduzione Alice in Wonderland e sogno, tesina

La tesina di maturità descrive il tema del sogno. Il sogno viene generalmente vissuto durante il sonno. Si tratta di una produzione psichica, che presenta al sognatore una serie di emozioni e percezioni, ma anche di persone o animali legati alla sua vita reale. Generalmente vengono vissuti come se fossero concreti, ma può anche accadere che il sognatore sia consapevole della loro irrealtà e che addirittura, egli sia in grado di agire razionalmente al loro interno. Spazio e tempo perdono ogni logicità e le esperienze quotidiane possono assumere conformazioni sconcertanti. Il soggetto può trovarsi in posti diversi nello stesso momento, può essere attore e spettatore della medesima scena. Sono queste particolarità che rendono i sogni così difficili da tradurre nel linguaggio del reale, tanto da richiedere un’elaborazione secondaria, con la quale Freud intende definire un processo di ristrutturazione del sogno in forma comprensibile e consequenziale.

Sognare è un’attività notturna, ma spesso si sente parlare addirittura di sogni ad occhi aperti, caratterizzati dalla tendenza a lasciarsi trasportare dai propri pensieri in un mondo di immaginazione e fantasia. Nel passaggio dalla veglia al sonno, il mondo reale ci culla accompagnandoci nel nostro mondo interiore. Ed è nel dolce transito tra l’uno e l’altro, che le percezioni interne si amplificano e che le catene associative entrano in funzione. La mente è ora libera di volteggiare nella fantasia e di vivere esperienze fantastiche in un mondo tanto meraviglioso quanto sconosciuto.

Da sempre associata alla figura di Alice, vista la nostra omonimia, sembra che i nostri animi siano quelli tipici di due sognatrici. Il lavoro che mi accingo a presentarvi è dunque nato da un pensiero rivolto a qualcosa di puramente astratto, un tutto e un niente. Pensiamoci: parlando di sogno, di assurdo, che tipo di immagine plasma il nostro cervello? Agli occhi di un bambino potrebbe apparire un drago sputa fuoco di infiniti colori, una bambina potrebbe pensare a quella principessa dai mille boccoli d’oro che aspetta per tutta una vita il suo principe. Un adulto? Un adulto probabilmente faticherebbe a creare un’immagine del genere, esattamente come ho faticato io nella prima lettura del celebre romanzo di Lewis Carroll Alice’s adventures in Wonderland.

Proprio così, nell’immergermi in quel mondo fatto di assurdo e irrazionale, è come se quell’enorme secchiata di informazioni, colori e sensazioni nate dalla fantasia di una semplice bambina della seconda metà dell’Ottocento - Alice Liddell -, mi avesse colta alle spalle. Perciò, per riuscire a stare al passo con quella giovane mente, ho dovuto leggere quella favola tuffandomi nell’Alice di dieci anni fa e facendo rinascere quell’anima ancora libera dai canoni del noioso mondo adulto. Torniamo dunque a questo mondo, il presente mondo, come si mostra ai nostri occhi, e analizziamo da un punto di vista totalmente differente l’autore e quest’opera nata per una piccola lettrice, ma divenuta oggetto di studio per critici letterari e psicanalisti, che vi hanno trovato allusioni e significati nascosti di ogni genere. La tesina permette vari collegamenti con le materie scolastiche.

Collegamenti

Alice in Wonderland e sogno, tesina

  • Italiano - La scapigliatura e Buzzati.
  • Inglese - Carroll e la Victorian Age.
  • Filosofia - Freud e l'interpretazione dei sogni.
  • Tedesco - Schnitzler e Traumnovelle.
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