Agricoltura conservativa
Prove tecniche di laboratorio e in pieno campo
Di miscuglio di erbe foraggere poliannuali
Realizzato da: Corradi Matteo
A.S. 2014/2015
Indice
Parte prima
- 1. Introduzione e scopo del progetto……………………………………..3
- 2. Individuazione progetto……………………………………………………..4
- 3. Descrizione botanica delle essenze presenti nel miscuglio poliannuale polifita…………………………………………………………..5
Parte seconda: prove di laboratorio
- 4. Prove di germinabilità ed elaborazione dati…………………………..14
- 5. Analisi quanti-qualitative................................23
- 6. Comparazione dati ipotizzati e dati ottenuti…………………………..24
Parte terza: prove in pieno campo
- 7. Caratteristiche pedologiche (triangolo di Thompson)………………………………………………………………………………….24
- 8. Tecnica colturale…………………………………………………………..26
- 9. Evoluzione della coltura…………………………………………………..29
- 10. Costi colturali…………………………………………………………….48
- 11. Prelievo e relative procedure (tecniche di campionamento)……………………………………………………………………..50
Parte quarta
- 12. Conclusioni………………………………………………………………..52
- 13. Bibliografia………………………………………………………………..52
- 14. Ringraziamenti……………………………………………………………52
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Parte prima
1. Introduzione e scopo del progetto
Lo studente Corradi, assieme a due compagni della classe 5^A e a due professori coordinatori del progetto si sono resi disponibili per la realizzazione del progetto “Agricoltura conservativa” commissionato dall’azienda Nutri1, il cui scopo è:
- Effettuare prove relative alla germinabilità;
- Determinare la qualità del fieno prodotto;
- Produzione del miscuglio preso in esame.
Le procedure di attuazione sono iniziate con i sopralluoghi dei professori nell’azienda dell’istituto per identificare il sito più adatto al progetto. In seguito è stata effettuata la programmazione delle lavorazioni atte a consentire la preparazione di un corretto letto di semina. Dopo le lavorazioni sono stati effettuati i calcoli inerenti la quantità di concime (calcoli presenti nella parte ottava, inerente la tecnica colturale) da fornire alla coltura. Gli alunni hanno successivamente realizzato le operazioni di squadratura del campo e successiva collocazione delle tre tesi in cui verranno eseguite le prove del miscuglio. Gli studenti hanno programmato sopralluoghi in campo ogni due giorni, al fine di seguire al meglio l’andamento della coltura e verificarne eventuali criticità.
Lo scopo del progetto è iniziare un regime di agricoltura conservativa, che attui le tecniche tipiche di questa tipologia di agricoltura sostenibile. Queste tecniche sono:
- Lavorazione ridotta;
- Minima lavorazione;
- Vertical tillage, per rompere croste e compattamenti superficiali;
- Strip tillage, cioè lavorazione a strisce;
- No tillage;
- Decompattamento;
- Cover crop.
I benefici ambientali dell’agricoltura conservativa sono:
- Sequestro di CO dall’atmosfera;
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- Mitigazione dei gas climalteranti (legati al fatto che si utilizzano meno le macchine agricole per le operazioni colturali, andando a sfruttare l’azione naturale delle colture utilizzate nel creare un terreno il più idoneo possibile alle successive colture);
- Risparmio di combustibili fossili;
- Controllo dell’erosione;
- Maggiore biodiversità;
- Migliore regolazione dei cicli idrologici e dei nutrienti (miglior filtrazione dell’acqua);
- Miglioramento della fertilità.
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2. Individuazione della particella di terreno per l’effettuazione della prova in pieno campo
Il progetto è stato realizzato all’interno della parcella A dell’azienda agraria dello Zanelli, situata in via F.lli Rosselli 41\1, a Sud-Ovest di Reggio Emilia.
1. Localizzazione dell’area utilizzata all’interno dell’azienda
3. Descrizione botanica delle essenze presenti nel miscuglio poliannuale polifita
Il miscuglio utilizzato, chiamato “Super G”, comprende sia foraggere che graminacee, con le seguenti percentuali (L=leguminosa; G=graminacea). La purezza indica quanti semi non appartenenti al miscuglio si possono riscontrare all’interno del miscuglio stesso (in questo caso, al massimo 3 su 100), la germinabilità indica quanti semi, una volta piantati, andranno incontro a germinazione (in questo caso, almeno 80 su 100).
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| Specie | Percentuale | Purezza | Germinabilità |
|---|---|---|---|
| Lolium Multiflorum (G) | 5% | 97% | 80% |
| Lolium Perenne (G) | 12% | ||
| Dactilis Glomerata (G) | 10% | ||
| Festulolium (G) | 8% | ||
| Festuca Arundinacea (G) | 18% | ||
| Festuca Arundinacea (G) | 18% | ||
| Trifolium Pratense (L) | 14% | ||
| Trifolium Repens (L) | 5% | ||
| Avena Sativa (G) | 6% | ||
| Veccia Sativa (L) | 4% |
Di seguito verranno descritte le principali caratteristiche delle essenze presenti nel miscuglio.
Festuca arundinacea
- Famiglia: Graminaceae o Poaceae
- Origine e diffusione: recentemente introdotta in Italia, venne utilizzata inizialmente in America settentrionale e meridionale. Spontanea la si può trovare in Asia, Nord Africa ed Europa. L’origine è incerta.
- Caratteri botanici: raggiunge gli 80-170 cm di altezza, composta da steli di circonferenza ristretta. Le foglie sono ruvide e coriacee, con una nervatura mediana ben in evidenza, accentuata. Le ligule sono corte. L’infiorescenza è costituita da un pannicolo portante delle spighette composte da 3-10 fiori. I semi sono piuttosto piccoli, infatti 1000 semi pesano 2,5 grammi. Ha un apparato radicale ben sviluppato, molto profondo, che ben si presta ad una utilizzazione nell’ambito dell’agricoltura conservativa, infatti permette di rompere il terreno anche in profondità.
2. Infiorescenze di Festuca arundinacea
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- Esigenze ambientali e tecnica colturale: questa pianta si adatta a climi sia freddi che siccitosi, e a molteplici tipologie di terreni, anche se molto umidi. È quindi dotata di grande rusticità. Viene annoverata tra le foraggere più produttive e longeve, è in grado infatti di garantire buone rese fino al sesto-decimo anno di impianto. Purtroppo questa essenza presenta due difetti: un lento insediamento, che la rende praticamente improduttiva al primo anno; e la scarsa appetibilità del foraggio prodotto, il quale viene rifiutato dagli animali oltre lo stadio di spigatura, nonostante presenti una buona composizione chimica (quindi dal punto di vista nutrizionale è ottimo).
3. Festuca arundinacea
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- Varietà e utilizzazione: l’elevata velocità di accrescimento (dopo l’insediamento) e la taglia elevata la rendono più adatta allo sfalcio che al pascolamento, il quale deve essere condotto razionalmente.
La si può utilizzare in coltura pura, in consociazione, o in miscugli polifiti. Al fine di migliorarne l’appetibilità e l’elasticità di utilizzazione, attraverso il miglioramento genetico si sta cercando di migliorare questa essenza.
Trifolium repens
- Famiglia: Leguminose
- Origine e diffusione: oggigiorno è disponibile in ogni dove venga praticata attività agricola, è infatti una tra le leguminose da foraggio più diffuse. La zona di origine non è ancora stata individuata con certezza.
- Caratteri botanici: si tratta di una pianta vivace, ovvero in grado di ricacciare. Presenta degli steli (anche detti catene) che sono prostrati e striscianti sul terreno. In certi punti, detti nodi, sono in grado di emettere radici avventizie. Si compone di foglie trifogliate, senza peli (glabre), sostenute da un lungo picciolo eretto. Le foglioline componenti la foglia trifogliata sono leggermente ovali, dentate lungo tutto il margine, che presentano forti nervature e una macchia verde chiaro. I fiori sono di colore bianco, con frequenti sfumature rosee, e sono composti a formare delle strutture dette capolini, i quali, come le foglie, sono portati da un lungo peduncolo eretto che permette loro di raggiungere un livello superiore a quello delle foglie. I semi sono piccolissimi, di colore giallo dorato che con l’invecchiamento vira al giallo-rosso (peso di 1000 semi=0,6-0,7 grammi).
4. Trifolium repens
- Esigenze ambientali e tecnica colturale: essenza adatta a climi umidi e temperati, per quanto riguarda il terreno questo deve essere sciolto, leggero, non necessariamente profondo purché ricco di calce ed irrigato. L’irrigazione deve essere abbondante e frequente, applicata con il metodo irriguo a spianata, risulta quindi necessaria. L’unico momento in cui questa pratica viene interrotta è quello più prossimo alla raccolta. Si vuole infatti evitare che il foraggio troppo acquoso possa nuocere agli animali e che ci siano eccessivi calpestii del terreno. Il fieno ha buone caratteristiche, e presenta la seguente composizione: s.s. 84%, protidi grezzi 18-19%, U.F. 0,6
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Introduzione agricoltura conservativa, tesina
Questa tesina di maturità per istituto tecnico agrario descrive un progetto relativo all'agricoltura conservativa. La realizzazione del progetto “Agricoltura conservativa” commissionato dall’azienda Nutri1, il cui scopo è: effettuare prove relative alla germinabilità.
Gli obiettivi del progetto sono: determinare la qualità del fieno prodotto, la produzione del miscuglio preso in esame. Le procedure di attuazione sono iniziate con i sopralluoghi dei professori nell’azienda dell’istituto per identificare il sito più adatto al progetto. In seguito è stata effettuata la programmazione delle lavorazioni atte a consentire la preparazione di un corretto letto di semina. Dopo le lavorazioni sono stati effettuati i calcoli inerenti la quantità di concime (calcoli presenti nella parte ottava, inerente la tecnica colturale) da fornire alla coltura. Gli alunni hanno successivamente realizzato le operazioni di squadratura del campo e successiva collocazione delle tre tesi in cui verranno eseguite le prove del miscuglio. Gli studenti hanno programmato sopralluoghi in campo ogni due giorni, al fine di seguire al meglio l’andamento della coltura e verificarne eventuali criticità. Lo scopo del progetto è iniziare un regime di agricoltura conservativa, che attui le tecniche tipiche di questa tipologia di agricoltura sostenibile. Queste tecniche sono:
- Lavorazione ridotta
- Minima lavorazione
- Vertical tillage, per rompere croste e compattamenti superficiali
- Strip tillage, cioè lavorazione a strisce
- No tillage
- Decompattamento
- Cover crop
I benefici ambientali dell’agricoltura conservativa sono:
- Sequestro di CO2 dall’atmosfera
- Mitigazione dei gas climalteranti (legati al fatto che si utilizzano meno le macchine agricole per le operazioni colturali, andando a sfruttare l’azione naturale delle colture utilizzate nel creare un terreno il più idoneo possibile alle successive colture)
- Risparmio di combustibili fossili
- Controllo dell’erosione
- Maggiore biodiversità
- Migliore regolazione dei cicli idrologici e dei nutrienti (miglior filtrazione dell’acqua)
- Miglioramento della fertilità
Collegamenti
Agricoltura conservativa, tesina
Storia - La seconda rivoluzione industriale e nuove tecniche in agricoltura.
Italiano - Verga.
Inglese - Farming techniques.
Produzioni animali - La nutrizione animale (il foraggio).
Produzioni vegetali - Le foraggere.
Genio rurale - Geolocalizzazione di stabili agricoli e campi agricoli.
Estimo - Creazione di un business plan (costi colturali).
Gestione dell'ambiente e del territorio - L'agricoltura conservativa.
Biotecnologie agrarie - La biodiversità in agricoltura.