Presentazione
Alunno: Luca Delizia
Scuola: I.T.I.S. Euclide
Caltagirone
Classe: 5 D Abacus
Anno scolastico: 2013-2014
I meccanismi della costituzione democratica sono costruiti per essere adoperati non dal gregge dei sudditi inerti, ma dal popolo dei cittadini responsabili: e trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere.
Sistemi
Livello di trasporto del modello
Storia TCP/IP
Luigi Sturzo e Partito Popolare Italiano
Statistica
Verifica di ipotesi
Matematica
Derivate
Italiano
Affetti e roba nel cuore della sicilianità
Elettronica
Filtro passa alto del 2° ordine passivo
Inglese
Database
Affetti e roba nel cuore della sicilianità
“Rosso Malpelo, Ciaula scopre la luna”
“La sicilitudine è l’insieme delle consuetudini, della mentalità e degli atteggiamenti tradizionalmente attribuiti ai siciliani” Leonardo Sciascia.
“Sicilianitudine” è quel senso di appartenenza alla terra e alla cultura che ci rende così uguali, noi siciliani nel mondo! Ecco perché ho scelto questo profondo tema, perché il mio cuore pompa passione verso la mia terra proprio come Rosso Malpelo e Ciaula scopre la luna.
Giovanni Verga
Rosso Malpelo
Narra la storia allucinante di un piccolo sterratore, Rosso Malpelo, vittima giovanissima di una società crudele nella quale sopravvive chi è in grado di dominare, anche con la violenza fisica, gli altri esseri umani, gli animali e perfino le cose.
Malpelo vive come una bestia in un ambiente spietato che lo rende ogni giorno più selvatico: lavora quattordici ore al giorno estraendo sabbia da una cava alla periferia di Catania, a volte dorme per terra stremato dalla fatica, mangia come può, non conosce l’affetto di nessuno, se non qualche carezza delle mani callose del padre, che fa la sua stessa vita.
Un giorno, però, proprio l’unico essere che si era mostrato veramente umano con lui nella cava, viene schiacciato da una montagna di sabbia.
Luigi Pirandello
Ciaula scopre la luna
Una sera i picconieri volevano smettere di lavorare senza aver finito il carico predefinito d’ogni giornata.
Il capo “Cacciagallina” li richiamò ma non riuscì ad imporsi su nessuno di loro, riuscì però ad agguantare “Zi’ Scarda” e il suo caruso.
Minacciateli, li fece lavorare tutta la notte per portare a termine il lavoro.
Finito il lavoro “Zi’ Scarda” fece portare il carico fuori dalla cava da “Ciaula” il suo caruso.
“Ciaula”, chiamato così perché emetteva dei suoni simili al verso di una cornacchia, era un uomo sui trent’anni con dei seri problemi mentali.