Estratto del documento

Istituto di Istruzione Secondaria Superiore

“Egidio Lanoce” di Maglie

Manuela Greco

V AA

Anno scolastico

2014/2015

Quale immagine vi evoco pronunciando la parola “India”?

Il fascino delle donne, dallo sguardo profondo, nei loro sari?

Le cerimonie colorate? La cucina speziata e misteriosa?

Il Buddhismo? Le coreografie di Bollywood?

Cosa sapete dell’India d’oggi?

Cosa sapete della sua storia?

Indice

  • Introduzione pag. 1
  • 1. Il colonialismo europeo pag. 2
  • 1.1 L’indipendenza dell’India pag. 4
  • 2. Mahatma Gandhi pag. 7
  • 3. Guido Gozzano pag. 8
  • 3.1 Verso la cuna del mondo: lettere dall’India pag. 8
  • 4. Il fascino della moda tradizionale indiana pag. 11
  • 4.1 Il costume maschile pag. 11
  • 4.2 Il costume femminile pag. 12
  • 5. Tintura con prodotti naturali pag. 14
  • 6. La globalizzazione e l’influsso dell’India pag. 16

Introduzione

«Chi ama l’India lo sa: non si sa esattamente perché la si ama. È sporca, è povera, è infetta; a volte è ladra e bugiarda, spesso maleodorante, corrotta, impietosa e indifferente. Eppure, una volta incontrata non se ne può fare a meno. Si soffre a starne lontani. Ma così è l’amore: istintivo, inspiegabile, disinteressato. In India si pensano altri pensieri.» Tiziano Terzani

Ho sempre pensato che ogni paese fosse caratterizzato da un colore: penso alla Cina e vedo il rosso, alla Grecia e vedo il blu.

E poi penso all’India. Non vi è altro luogo dove è sufficiente guardarsi intorno per vedere moltitudini di colori in continuo movimento che si rincorrono in perfetta armonia, dove il colore rappresenti tanto, dove sia così essenziale nella vita di un popolo dalla nascita alla morte, al punto di diventare un linguaggio vero e proprio.

Dove, il loro pensiero, la loro filosofia di vita ricorda tanto l’aforisma dell’ “originale” maestro di saggezza e di felicità Omar Falworth, il quale scrisse:

“Ruba tutti i colori del mondo e dipingi la tela della tua vita eliminando il grigio delle paure e delle ansie. Abbandona i tuoi vecchi abiti mentali e vestiti di allegria.”

E vestiti di allegria.

Entra nella loro vita, nel loro spirito e scoprirai ciò che di grande c’è. 1

“Svestirai” pace, serenità e voglia di vita. E li sentirai, li vedrai come rosso, arancione, giallo, verde, blu; un arco che formerà quell’arcobaleno: il passaggio sicuro per un mondo

dove sarà facile ritrovare trasparenza e calma.

1. Il colonialismo europeo

Dopo il 1880 gli stati europei, sull’esempio di quanto già avevano fatto Inghilterra e Francia, piantarono le loro bandiere in ogni parte del mondo (Africa, Asia, Oceania), dando vita a un nuovo colonialismo.

Al contrario del precedente, quest’ultimo è caratterizzato dal fatto che prima interviene lo stato europeo a conquistare militarmente la colonia e poi gli industriali e i commercianti di questo stato sfruttano le materie prime della colonia e vi vendono i loro prodotti.

Le cause fondamentali dello sviluppo coloniale europeo nel XIX secolo furono tre:

  1. Lo spirito imperialista: gli stati europei, animati da un forte spirito di conquista, non potendo allargare i propri territori nel vecchio continente si espansero in Africa e in Asia; 2
  2. Lo sviluppo economico europeo: le industrie, anche quelle in via di sviluppo, avevano bisogno di materie prime (carbone, petrolio, cotone, ecc.) che sia nel continente asiatico, che in quello africano erano molto abbondanti. Inoltre le industrie man mano sfornavano sempre più prodotti che non riuscivano a essere assorbiti dai mercati interni. Le colonie quindi servivano per l’acquisto dei prodotti e per allargare i profitti delle ditte europee;
  3. Il forte aumento della popolazione: il popolo europeo dopo la metà dell’800 era aumentato moltissimo. Era quindi sempre più difficile per chi costituiva la manodopera trovare possibilità di lavoro e materie prime sufficienti, tanto che molti emigrarono nelle colonie per avviare lì una nuova attività.

Tutte queste cause diedero origine a un nuovo colonialismo.

Nella maggior parte dei casi questo processo fu esasperato e aggressivo perché dominato solo dalla sete di ricchezza e di potere dei coloni.

Avvenne, infatti, una spartizione del mondo, spesso con conflitti armati, tra i grandi e potenti stati europei.

Alcune nazioni, su tutte l’Inghilterra, imposero alle loro colonie anche la propria cultura e il proprio modo di vita. 3

Questa situazione diede origine alla formazione di nuovi ceti borghesi "indigeni" che più tardi, come in India avrebbero preso nelle proprie mani il governo del loro paese, e quindi l’indipendenza.

L’India fu l’orgoglio dell’Impero britannico, un subcontinente che per più di 150 anni fu un vasto mercato per i prodotti britannici e un inesauribile fornitore di materie prime, a vantaggio del potente sistema commerciale e industriale della madre patria.

Il primo passo verso la trasformazione in colonia fu l’approvazione, nel 1784, dell’Indian Act, che concedeva ai governatori generali della Compagnia Inglese delle Indie Orientali la facoltà di agire in nome del governo di Londra.

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Sintesi

Introduzione Abitare il colore e India, tesina

«Chi ama l’India lo sa: non si sa esattamente perché la si ama. E’ sporca, è povera, è infetta; a volte è ladra e bugiarda, spesso maleodorante, corrotta, impietosa e indifferente. Eppure, una volta incontrata non se ne può fare a meno. Si soffre a starne lontani. Ma così è l’amore: istintivo, inspiegabile, disinteressato. In India si pensano altri pensieri.» Tiziano Terzani

Nella mia tesina di maturità ho deciso di descrivere l’India. Ho sempre pensato che ogni paese fosse caratterizzato da un colore: penso alla Cina e vedo il rosso, alla Grecia e vedo il blu. E poi penso all’India. Non vi è altro luogo dove è sufficiente guardarsi intorno per vedere moltitudini di colori in continuo movimento che si rincorrono in perfetta armonia, dove il colore rappresenti tanto, dove sia così essenziale nella vita di un popolo dalla nascita alla morte, al punto di diventare un linguaggio vero e proprio.</p>

Dove, il loro pensiero, la loro filosofia di vita ricorda tanto l’aforisma dell’ “originale” maestro di saggezza e di felicità Omar Falworth, il quale scrisse: “Ruba tutti i colori del mondo e dipingi la tela della tua vita eliminando il grigio delle paure e delle ansie. Abbandona i tuoi vecchi abiti mentali e vestiti di allegria.” E vestiti di allegria. Entra nella loro vita, nel loro spirito e scoprirai ciò che di grande c’è. “Svestirai” pace, serenità e voglia di vita. E li sentirai, li vedrai come rosso, arancione, giallo, verde, blu; un arco che formerà quell’arcobaleno: il passaggio sicuro per un mondo dove sarà facile ritrovare trasparenza e calma.</p>

Collegamenti

  • Storia: Il colonialismo europeo / l'indipendenza dell'India.
  • Inglese: Mahatma Gandhi.
  • Italiano: Guido Gozzano / Verso la cuna del mondo.
  • Storia del costume: La moda tradizionale indiana.
  • Tecnologia tessile: Tintura con prodotti naturali.
  • Marketing: L'outsourcing.
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