Università degli studi di Milano-Bicocca
Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”
Corso di laurea magistrale in Formazione e sviluppo delle risorse umane
Un progetto di Media Education nella Scuola Primaria. Educare alla rappresentazione del sé.
Relatore: Prof. Andrea Garavaglia
Correlatore: Dott.ssa Livia Petti
Tesi di Laurea di: Elena Mazzetto
Matricola n. 784486
Anno Accademico 2017/2018 1
Indice
- Indice .............................................................................................................................. 2
- Introduzione .................................................................................................................... 4
- 1. Media Education ......................................................................................................... 7
- 1.1 Principi teorici ...................................................................................................... 8
- 1.1.1 Media Education: una definizione ............................................................... 8
- 1.1.2 Gli approcci ................................................................................................ 10
- 1.1.3 Le tradizioni di ricerca ............................................................................... 12
- 1.1.4 Gli strumenti della Media Education ......................................................... 13
- 1.1.5 I metodi ...................................................................................................... 17
- 1.1.6 Strategie e tecniche didattiche .................................................................... 19
- 1.2 La New Media Education: elementi di cambiamento ........................................ 21
- 1.2.1 Le sfide educative alla NME ...................................................................... 25
- 1.2.2 Gli scenari della New Media Education..................................................... 27
- 1.3 Dalla Peer Education alla Peer&Media Education ............................................ 29
- 1.3.1 La prevenzione tra pari............................................................................... 30
- 1.3.2 Fasi di sviluppo verso la Peer&Media Education ...................................... 33
- 2. La competenza digitale: panorama europeo e italiano ............................................. 37
- 2.1 Il concetto di competenza .................................................................................. 37
- 2.2 La competenza digitale ...................................................................................... 39
- 2.3 Il contesto europeo: DigComp2.1 ...................................................................... 41
- 2.4 Il contesto italiano .............................................................................................. 46
- 2.4.1 Piano Nazionale Scuola Digitale ................................................................ 46
- 2.4.2 Dieci punti per l’uso dei dispositivi mobili a scuola .................................. 51
- 2.4.3 Curriculum di Educazione Civica Digitale ................................................ 53
- 2.4.4 Legge 71/2017 per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo ............................................................................................ 56
- 3. L’identità nei social network .................................................................................... 59
- 3.1 I Social Network: origini, significati e caratteristiche ....................................... 59
- 3.1.1 Le social network literacies ........................................................................ 64
- 3.2 La cultura giovanile in una nuova scena sociale: .............................................. 65
- 3.2.1 Il gruppo dei pari ........................................................................................ 65
- 3.2.2 Il rapporto con gli adulti ............................................................................. 66 2
- 3.2.3 La sessualità e l’affettività ......................................................................... 67
- 3.2.4 L’identità .................................................................................................... 70
- 3.3 La rappresentazione del sé online ...................................................................... 71
- 3.3.1 Il processo di formazione dell’identità ....................................................... 71
- 3.3.2 Il sé estroflesso e il sé confezionato ........................................................... 72
- 3.3.3 Specificità dell’estroflessione del sé .......................................................... 76
- 3.3.4 Problematiche legate all’esposizione dell’identità nel digitale .................. 78
- 4. Progetto di Media Education alla Scuola Primaria ................................................... 82
- 4.1 Area di ricerca, contesto di riferimento e indagine sulla disponibilità di tecnologie .......................................................................................................... 82
- 4.2 Gruppo target e tempistiche ............................................................................... 84
- 4.3 Obiettivi e traguardi di sviluppo della sperimentazione .................................... 86
- 4.3.1 Obiettivi dalle Competenze chiave europee e dal Digcomp2.1 ................. 86
- 4.3.2 Traguardi di competenza dalle Indicazioni Nazionali ............................... 88
- 4.4 Strategie didattiche e metodologie utilizzate ..................................................... 90
- 4.5 La sperimentazione ............................................................................................ 92
- 4.5.1 Fasi del percorso, risultati e prodotti realizzati .......................................... 92
- Conclusioni ................................................................................................................. 108
- Bibliografia e sitografia .............................................................................................. 111 3
Introduzione
Diversi sono stati negli ultimi anni i casi di cronaca legati ad un uso improprio dei mezzi digitali, inclusi i social network; in quest’ultimi, numerosi sono stati gli atti di cyberbullismo, in cui contenuti personali ed intimi sono stati pubblicati senza il consenso di chi veniva ripreso, fenomeni che hanno portato il nostro Paese a riflettere sulla necessità di trovare una risposta a queste problematiche sempre più frequenti.
Per questa ragione, non solo risulta necessaria una legge che tuteli le vittime di questi atti, ma soprattutto un’educazione che miri a rendere i soggetti più critici e consapevoli, in grado di proteggersi autonomamente e capaci di riflettere sulle proprie azioni online prima di postare qualsiasi forma di contenuto, specialmente per quanto riguarda i soggetti più a rischio, ossia i più giovani.
I dati rilevati dall’ultimo rapporto del 2017 dell’OCSE infatti, mostrano come già all’età 1 di 6 anni o prima, il 17% degli studenti (dei paesi dell’OCSE) abbia già effettuato un accesso ad Internet ed ai suoi contenuti, in Danimarca la percentuale arriva al 30%. Questi dati portano a riflettere sulla necessità di pensare ad un’educazione mediale che inizi fin dalla scuola dell’infanzia, poiché sempre più diffusi sono i dispositivi elettronici tra bambini dai 3 ai 5 anni, e dal momento che la prevenzione ad usi eccessivi comincia già in questo periodo, età in cui il bambino è più sensibile ai modelli da imitare (Tisseron, 2013).
L’Osservatorio Nazionale Adolescenza ha riscontrato inoltre come dall’età di dieci anni, il 98% dei ragazzini possieda uno smartphone personale, il quale viene utilizzato dalle 3 alle 6 ore dal 50% degli adolescenti, dalle 7 alle 10 ore dal 16%, mentre la percentuale rimanente supera abbondantemente le 10 ore di consumo.
Altri dati relativi più specificatamente ai social network evidenziano invece come il 77% dei preadolescenti (e il 95% degli adolescenti), possieda almeno un profilo social, arrivando a gestirne fino a 5-6 in parallelo; una rilevazione allarmante si riferisce tuttavia alla percentuale di ragazzi (14%) che ha anche un profilo finto, conosciuto solo da pochi 2 e non controllabile dai genitori, nel contempo facilmente a rischio di grooming, fenomeno in rilevante aumento rispetto all’11% del 2016.
Un altro fenomeno a cui si sta assistendo è quello del vamping, ossia il trascorrere numerose ore notturne sulle piattaforme social, per cui 6 adolescenti su 10 affermano di rimanere spesso svegli fino all’alba per chattare e parlare con gli amici (mentre il dato per quanto riguarda i preadolescenti è di un 40%). Infine, da sottolineare è la tendenza dei giovani d’oggi a scattarsi selfie con lo scopo di condividere il più possibile di sé per accrescere la propria reputazione online, al punto di arrivare nei casi più estremi a farsi questi “autoscatti” in 3 situazioni pericolose per la propria vita, accettando sfide proposte sui social.
Cfr. Quadro di valutazione dell’OCSE su Scienza, Tecnologia e Industria 2017: The digital 1 transformation/La trasformazione digitale, all’indirizzo: https://read.oecd-ilibrary.org/science-and-technology/oecd-science-technology-and-industry-scoreboard-2017/summary/italian_0d0fd579-it#page1
2 Adescamento di minori online 4
Questo quadro mostra come la trasformazione digitale abbia un impatto non solo sulla scienza e sull’innovazione, ma anche nel modo di vivere della popolazione. Le conseguenze derivanti da atti di cyberbullismo online ad esempio, esercitano la propria influenza anche nella vita reale, provocandone gli stessi effetti, come dimostrato dai diversi casi di cronaca nera degli ultimi anni.
Sono state queste numerose notizie a suscitare nella sottoscritta una riflessione rispetto alle misure che si potrebbero attuare per arginare questo problema sociale, pensando ad un’educazione che permetta di rendere i soggetti critici e consapevoli, in un’ottica di prevenzione del rischio. Questa motivazione ha portato ad approfondire la pedagogia educativa della Media Education, approccio volto a favorire lo sviluppo di competenza digitale, attraverso un lavoro integrale sui media, con i media, per i media e ai media, in tutte le sue dimensioni.
La sfida infatti, è quella di dare ai ragazzi gli strumenti per poter navigare nel mondo della Rete sapendo gestirne i rischi; eliminare il problema secondo un’ottica protezionista, non risulta la scelta più adatta a superare queste problematiche, dal momento che non permette al soggetto di affrontarle e promuove solo l’illusione di aver rimosso il rischio, che in realtà sostanzialmente continua a persistere.
Rispetto infatti alle questioni legate al digitale, frequente è l’emergere di moral panic, termine coniato nel 1972 per descrivere il panico collettivo che colpisce la collettività rispetto alle minacce alle tradizioni e ai valori della società (Thompson, 2013); l’avvento dei primi media, come la radio o la televisione, aveva provocato posizioni di rifiuto, favorendo lo sviluppo di approcci inoculatori con cui difendere i bambini attraverso un intervento di tutela dell’adulto.
Al di là di questo “panico morale”, importante è invece favorire un’educazione mediale che sviluppi competenza digitale, che non si limiti all’acquisizione di capacità tecniche d’utilizzo del mezzo tecnologico, ma che si rivolga anche ad altre dimensioni quali la sicurezza, il pensiero critico, il problem solving, la 3 Cfr. http://www.adolescienza.it/social-web-tecnologia/adolescenti-iperconnessi-like-addiction-vamping-e-challenge-sono-le-nuove-patologie/ 5 creazione e la comunicazione di contenuti digitali, come specificamente analizzato dal DigComp, il framework europeo che ha delineato nel dettaglio le digital skills.
Anche all’interno del panorama italiano sono stati diversi i passi in questa direzione, attraverso ad esempio il Piano Nazionale Scuola Digitale, il Curriculum di Educazione Civica Digitale, e la recente legge 71/2017 contro il cyberbullismo, atto di posizione importante per la tutela delle vittime, necessaria di fronte ai diversi gesti estremi attuati negli ultimi anni, specialmente dagli adolescenti.
Come affermato anche nelle Indicazioni Nazionali per il curricolo, importante è favorire questo tipo di educazione anche all’interno della scuola, in un contesto formale d’apprendimento, sviluppando competenza digitale; è auspicabile iniziare questo percorso formativo ponendone le basi già alla scuola dell’infanzia, attraverso il confronto con i nuovi media, come spettatore e come attore, familiarizzando con l’esperienza della multimedialità (Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, 2012).
In quest’ottica la maggior parte degli autori è concorde nel favorire la costituzione di un curricolo trasversale di Media Education, una trasversalità che consenta ai media di non essere limitati ad una sola disciplina «ma di abitarle tutte» (Rivoltella, 2017).
Di fronte a questo scenario, è risultato importante per la sottoscritta progettare una sperimentazione che nell’ambito della Media Education potesse far riflettere, su alcuni di questi temi, una classe quinta di scuola primaria. La proposta ha riguardato un percorso educativo rispetto alla rappresentazione del sé online e alle problematiche a questa connesse, per rendere i soggetti più autonomi nella fruizione dei contenuti della Rete. 6
1. Media Education
Di fronte alla sempre più vasta diffusione dei dispositivi digitali, la loro presenza nella 4 vita quotidiana (specialmente nelle pratiche dei più giovani), e le problematiche a questo connesse (Livingstone & Haddon, 2009; Rivoltella, 2017), è importante pensare ad un’educazione ai media che promuova lo sviluppo di competenza digitale e che sia orientata all’educazione alla cittadinanza.
In questa prospettiva si colloca il lavoro educativo della Media Education (ME), che tradizionalmente pone l’attenzione su due aspetti: da un lato la capacità di interpretare criticamente i messaggi mediali, dall’altro il sapersi esprimere con i linguaggi propri dei media (Rivoltella, 2017).
L’importanza e la ragione per cui educare ai media (non solo in ambito educativo ma anche in contesti formali), deriva dal fatto che essi svolgono nella società di oggi una funzione strutturale, ovvero di mediazione rispetto a tre diverse dimensioni (relazioni, realtà e storia) (Rivoltella, 2014).
I media digitali infatti costituiscono un tessuto connettivo tra gli individui e i gruppi e ne mediano le relazioni, poiché permettono di mantenere un contatto costante con le persone appartenenti alla propria rete sociale, rendendole disponibili sempre e ovunque, in quello che McLuhan (1964) definisce essere un villaggio globale.
I media mediano inoltre la realtà, dal momento che, se è possibile conoscere quanto accade nel mondo accendendo la televisione, questa tuttavia riporta una deformazione dell’informazione, che viene filtrata secondo un particolare punto di vista.
Come ultimo aspetto, mediano anche la storia; le ricostruzioni storiche possono essere riportate in base a diverse interpretazioni e risentono dei punti di vista di chi le produce, ma ciò che è importante è che svolgano una funzione di testimonianza, di memoria del passato.
Di fronte a tali ragioni, che motivano la fondamentale importanza di costruire un curriculo sui media a scuola, in questo capitolo s’intende fornire un quadro riguardo: i principi teorici della Media Education, presentandone la definizione, gli approcci e le tradizioni di ricerca, nonché i suoi strumenti, metodi, strategie didattiche; il costrutto di New Media Education, dal momento che i nuovi media hanno portato alla necessità di riflettere sui punti fermi della Media Education tradizionale; l’evoluzione dalla Peer Education alla
Tale affermazione è sostenuta nell’articolo di P.C. 4 Rivoltella, A. Carenzio, S. Ferrari, UCSC Milano La Peer&Media Education. Lavorare con i media nella prevenzione per sviluppare le life skills, p. 1 (URL: http://www.traiettorienonlineari.com/bologna/wp-content/uploads/2015/07/rivoltella-ferrari-carenzio.pdf), in riferimento ai volumi di boyd 2014, Rivoltella - Ferrari 2010, McGrath 2009, Rivoltella 2006. 7
Peer&Media Education, osservando i punti di convergenza tra i due approcci educativi; infine, verrà approfondito il concetto di competenza digitale, alla base degli interventi media-educativi, osservando come essa venga concepita e declinata nella pratica, sia a livello europeo che, più approfonditamente, all’interno del panorama italiano.
1.1 Principi teorici
1.1.1 Media Education: una definizione
La determinazione della definizione di Media Education è stata al centro dell’attenzione della ricerca internazionale dagli anni ’70, periodo che ha contribuito a mettere in luce l’importanza e la necessità di interventi in ottica media-educativa.
Negli anni infatti, se ne sono susseguite diverse, ma fu nel 1973 che venne formulata da parte del CICT (Conseil Interntional du Cinéma et de la Télévision), un’organizzazione legata all’UNESCO, 5 la prima definizione ufficiale di Media Education, la quale ne evidenzia il carattere scolastico, dunque la sua collocazione in ambito formale, contrapponendola tuttavia a qualsiasi forma di approccio che ricorra ai media come strumenti didattici (e per tale ragione non considerabile Media Education).
Dopo sei anni, il CICT modificò la definizione estendendo la visione dei media anche al contesto sociale e culturale nei quali 6 essi sono collocati. In questa nuova formulazione del 1979, i media digitali vengono considerati come prodotti, e la Media Education diviene un ambito di formazione per l’educazione continua l’istruzione primaria, per quella post-secondaria e per (Rivo
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