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Università degli Studi di Torino

Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne

Corso di Laurea in Scienze della Mediazione Linguistica

Dissertazione finale

L’umorismo e il nonsense: da Szymborska alla patria inglese

Candidata: Nadia Castellano

Relatrice: Prof.ssa Krystyna Jaworska

a.a. 2018-2019

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Indice

  • Indice p. 3
  • Introduzione p. 4
  • 1. Il senso dell’umorismo e i limerick di Szymborska p. 6
  • 1.1 Il collezionismo e i collage p. 6
  • 1.2 Il senso dell’umorismo e il senso dell’assurdo p. 9
  • 1.3 La poesia come gioco: i limerick p. 13
  • 2. I limerick oltre Szymborska e la Polonia p. 17
  • 2.1 Altri limerick in Polonia p. 17
  • 2.2 La culla inglese p. 23
  • 3. Traduzione dei limerick p. 26
  • 3.1 Le difficoltà di traduzione p. 26
  • 3.2 Proposte di traduzione p. 27
  • Conclusione p. 33
  • Bibliografia p. 34

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Introduzione

Preferisco il cinema.
Preferisco i gatti.
Preferisco le querce sul fiume Warta.
Preferisco Dickens a Dostoevskij.
Preferisco me che vuol bene alla gente
a me che ama l’umanità.
Preferisco avere sottomano ago e filo.
Preferisco il colore verde.
Preferisco non affermare
che l’intelletto ha la colpa di tutto.
Preferisco le eccezioni.
Preferisco uscire prima.
Preferisco parlare con i medici d’altro.
Preferisco le vecchie illustrazioni a tratteggio.
Preferisco il ridicolo di scrivere poesie
al ridicolo di non scriverne.
[…]
Preferisco i cassetti.
Preferisco molte cose che qui non ho menzionato
a molte pure qui non menzionate.
Preferisco gli zeri alla rinfusa
che non allineati in una cifra.
Preferisco il tempo degli insetti a quello siderale.
Preferisco toccare ferro.
Preferisco non chiedere per quanto ancora e quando.
Preferisco prendere in considerazione perfino
la possibilità
che l’essere abbia una sua ragione. 1

Possibilità è la poesia che meglio racchiude il senso di questa dissertazione. Durante i miei studi accademici ho sviluppato un profondo interesse per la poetessa Wisława Szymborska, e ancora più in particolare, per il suo modo di vivere la vita. L’aspetto che ho voluto analizzare è quello del senso dell’umorismo e della poesia nonsense, componimenti nati per gioco, alcune volte mai riportati per iscritto. Ho rovistato nei “cassetti” che tanto amava e trovato oggetti da collezione, cartoline, collages, “vecchie illustrazioni a tratteggio”, foto e biglietti di musei visitati a metà. Ho capito il motivo per Wisława Szymborska, La gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009), a cura di Pietro Marchesani, 1 Adelphi Edizioni, Milano, pag. 497.

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il quale preferiva Dickens a Dostoevskij, e quali ragioni ha preferito dare all’essere. Nel primo capitolo ho parlato di tutto questo evidenziando il filo che unisce collezionismo e collages, al senso dell’umorismo, e ai limerick, che sono stati divisi per genere e analizzati singolarmente.

Nel secondo capitolo mi sono mossa lungo le linee del tempo e dello spazio, percorrendo l’evoluzione dei limerick in Polonia a partire dalla prima apparizione nel XIX secolo. Per alcuni dei componimenti ho fornito una personale traduzione italiana. Successivamente ho portato l’attenzione sul suolo che ha accolto le prime apparizioni in assoluto dei limerick, l’Inghilterra, citando due dei più importanti scrittori nonsense: Edward Lear e Lewis Carroll.

In seguito ho preso in analisi due limerick di Edward Lear confrontando le traduzioni italiane di Carlo Izzo e Ottavio Fatica.

L’ultima parte dell’elaborato è costituita dalle mie proposte di traduzione di dieci limerick di Szymborska, tratti dal volume Rymowanki dla dużych dzieci il quale ad oggi non dispone di una traduzione integrale italiana, salvo che per alcune eccezioni.

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1. Il senso dell’umorismo e i limerick di Szymborska

1.1 Il collezionismo e i collage

Wisława Szymborska amava i vecchi oggetti, anche antecedenti alla Grande Guerra, 2 quelli dal gusto kitsch, ripescati in mercatini dell’usato, o curiosi souvenir provenienti da viaggi all’estero e faceva molta fatica a gettare via quelli più datati e vissuti.

Andava spesso al mercatino dell’usato di Cieszyn con Kornel Filipowicz (suo secondo compagno) e si erano anche iscritti al Cieszyński Klub Hobbistów. Vi trovava spesso degli album di velluto per cartoline, di cui la poetessa era collezionista. Scelse proprio le cartoline come oggetto del suo collezionismo perché era più semplice coltivarlo in un appartamento piccolo come quello di via Krupnicza, denominato anche dagli amici “il 3 cassetto”. «Erano tutte kitsch, però con qualche ghiribizzo della fantasia. Doveva esserci 4 una collisione tra cose opposte, che so: ingenuità e pretenziosità, malinconia e ottusità.» Inviava spesso agli amici queste cartoline, che a loro volta rispondevano allo 5 stesso modo, perché solo così si comunicava con Wisława. La poetessa paragona il kitsch a una tigre, scrivendo: «finché è viva la si caccia brutalmente. Quando è ormai morta, la sua pelle conciata diventa ornamento del salone, tutti la ammirano estasiati - “che magnifica tigre!” - e le accarezzano la testa. […] il Kitsch è così: quanto più è pessimo, tanto più è migliore, vale a dire divertente.» L’appartamento della Szymborska esibiva 6 gli oggetti più strani, spesso oggetti ricevuti in dono da amici, perché solo chi non la conosceva poteva farle un regalo elegante. Dei regali di cui ad un certo punto si stancava ne faceva premi per le sue lotterie che si tenevano solitamente dopo cena.

Wisława Szymborska fu una poetessa e saggista. Nacque a Kórnik nel 1923 e morì a Cracovia nel 2012. 2 Dal 1953 al 1966 fu redattrice del settimanale letterario “Życie Literackie”; dal 1981 al 1983 del mensile “Pismo”. Negli anni ottanta collaborò con l’opposizione pubblicando in samizdat, e contribuì all’attività del sindacato Solidarność. Pubblicò inoltre sul quotidiano “Gazeta Wyborcza”. Ricevette il Nobel per la letteratura nel 1996. Tra le sue opere figurano: Dlatego żyjemy, Pytania zadowanie sobie, Sól, Wielka liczba, Ludzie na moście, Poczta literacka, Chwile.

Bikont A., Szczęsna J., Cianfrusaglie del passato, La vita di Wisława Szymborska, a cura di Andrea 3 Ceccherelli, Adelphi Editore, 2015, pp. 219-220-221.

ivi, p. 127. 4

ivi, p. 221. 5

ivi, p. 224. 6

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L’attenzione al particolare caratterizza l’intera vita, e di conseguenza l’opera, della poetessa si rifletteva in tutto, anche nel modo di visitare i musei: si lasciava affascinare da qualche oggetto e poi decideva di andare via; oppure nella mancanza di sistematicità in giro per una città nuova: Teresa Walas la paragonò a una farfalla, che si posa un po’ qua e un po’ là.

«A incuriosirla erano le cose stravaganti, le perle isolate - erano le sue personali illuminazioni artistiche» 7 Regalo di Natale da parte di M. Rusinek.

Alcuni oggetti appartenenti a Szymborska

Dopo la morte della poetessa è stato rinvenuto un quaderno risalente al periodo della guerra, in cui vi sono dei collages (ritagli di illustrazioni accompagnati da brevi commenti) realizzati insieme ai compagni di scuola. Questa passione si è conservata fino all’età adulta. Era difficile in quella Polonia comunista procurarsi dei biglietti di auguri e cartoline divertenti, così decise di crearli lei stessa. Tutti i collages erano ovviamente ideati ad hoc per un premeditato destinatario. Ne inviò uno anche a Woody Allen, per cui nutriva una grandissima stima: consisteva in scritte di auguri firmate da vari personaggi importanti, storici e viventi. Allen ne fu molto felice: «Ha un grande significato per me, molto più grande di tutte quelle statuette d’oro che danno nel cinema».

Bikont A., Szczęsna J., op. cit., p. 159. 7

7

Utilizzava dei cartoncini colorati su cui incollava frammenti di giornali, rotocalchi etichette, illustrazioni di moda, i manuali, e una scritta realizzata a mano o ritagliata. Li definiva karteczki o wyklejanki. 8

A Gavoi, in Sardegna nel 2014 è stata allestita una mostra al museo comunale con una cinquantina di collage provenienti dai cassetti della Szymborska. A questo evento è dedicato un articolo sul sito web “La Nuova Sardegna”. Durante la rassegna Rusinek racconta il volto ironico della poetessa, la sua abilità nel far nascere da una frase enigmatica un mondo surreale. Si parla di un divertissement ideato negli anni Sessanta. Era un periodo di crisi e Wisława riceveva da amici il cartoncino dalla Svezia e la colla dalla Germania. Oltre a quella appena menzionata, altre mostre dei collages sono state 9 allestite in Italia, come quella a Roma nel giugno del 2013, ospitata dal Goethe-Institut; 10 e ancora a Bologna, durante il Festival a lei dedicato dal 12 al 14 maggio 2016, a cura di Sebastian Cudas. 11

Il periodo della creazione del collage coincide con l’apparire di traduzioni in Polonia del Manifesto del Surrealismo di André Breton pubblicato nel 1924. In altri suoi scritti Breton, parlando dell’espressione dell’oggetto surrealista spiega di intendere l’oggetto nel suo senso filosofico più esteso. Tali realizzazioni non possono essere incluse nell’ambito dell’artigianato o in quello della creazione plastica; appartengono, bensì, a uno spazio singolare, ai luoghi eccentrici del surrealismo. Si tratta di oggetti trovati o fabbricati che si differenziano per il tipo di rapporto che esiste con l’artista. Tale oggetto può essere usato sia singolarmente, sia insieme ad altri in una composizione, collage o assemblage. 12

Inoltre Breton, prendendo ispirazione dal Dadaismo e dai collages di Picasso e Braque, definiva poema un testo formato da frammenti ritagliati da giornali. Questo stimolo surrealista venne percepito dai poeti polacchi. I collages della poetessa non si discostano molto da quelli surrealisti; ma questa è solo un’ipotesi sulla possibile influenza culturale

I collage di Wisława Szymborska, Giovanna Tommasucci, Aprile 2018, “Nuova Techne”, 8 http://www.nuovatechne.it/WSTomassucci.html.

I collages della Szymborska La vita come in un teatrino, 6 luglio 2014, “La Nuova Sardegna”, 9 http://www.lanuovasardegna.it/regione/2014/07/06/news/i-collages-della-szymborska-la-vita-come-in-un-teatrino-1.9551487?ref=search.

I collages di Wisława Szymborska in mostra al Goethe fino al 27 giugno, Sandra Fratticci, 9 giugno 10 2013, “Romafree”, https://romafree.wordpress.com/2013/06/09/i-collages-di-wislawa-szymborska-in-mostra-al-goethe-fino-al-27-giugno/.

Festival internazionale Wisława Szymborska, Anastasia, 4 maggio 2016, 11 “BolognaToday”, http://www.bolognatoday.it/eventi/festival-internazionale-wislawa-szymborska.html.

Oggetto Surrealista, Wikipedia, https://it.wikipedia.org/wiki/Oggetto_surrealista. 12

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che spinse Szymborska alla creazione delle karteczki. Altri possibili ispiratori potrebbero essere stati René Magritte, Jacques Prévert. 13

Ryszard Kryniczki in un’intervista spiega che in un certo senso i collages corrispondono alle poesie. Uno dei collages.

Fonte: Wisława Szymborska, a Gizela Szancerowa, 1984, Archiwum MOCAK-u https://www.mocak.pl/kolaze.

Si trattava di un gioco che voleva rimanesse intimo, non aveva alcuna intenzione di rendere pubbliche queste sue creazioni; in generale desiderò sempre che la sua vita privata rimanesse tale, di fatti era spesso riluttante nei confronti delle interviste.

Sosteneva che parlare di sé stessi porta inevitabilmente a un impoverimento interiore: «Confidarsi in pubblico è come perdere l’anima. Qualcosa bisogna pur tenere per sé. Non si può disseminare tutto così». 14

1.2 Senso dell’umorismo e dell’assurdo

La vita e l’opera della Szymborska sono quindi tutte tra loro legate dal senso dell’umorismo e dell’assurdo. La stessa autrice spesso ne parla nei suoi testi e tratta questa tematica come particolarmente importante. Scrive «l’umorismo è un nesso organico di tristezza e ilarità», «l’arte di far ridere è un talento incredibilmente serio», e ancora «nell’accezione corrente, sbagliata, l’umorismo sta a indicare l’invenzione di barzellette,

I collage di Wisława Szymborska, Giovanna Tommasucci, Aprile 2018, “Nuova Techne”, 13 http://www.nuovatechne.it/WSTomassucci.html.

Bikont A., Szczęsna J., op. cit., p. 11. 14

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oppure una giocondità un po’ ottusa. In realtà l’umorismo è una grande tristezza che riesce a cogliere il ridicolo delle cose». 15

In Letture facoltative rivendica l’importante ruolo dell’umorismo e lo paragona al 16 fratellino minore della serietà. Continua spiegando che tra fratelli esiste una sorta di rivalità in cui solitamente il primogenito guarda con superiorità il secondogenito, che di conseguenza soffrirebbe del complesso di inferiorità. Si parla esattamente di questo rapporto: un continuo voler imitare (non riuscendoci, ovviamente e fortunatamente) la serietà da parte dell’umorismo. Inoltre sono molti i romanzi e drammi accantonati nel dimenticatoio, ma nei casi di testi umoristici questo accade molto raramente. Segue poi un vivo appello ai critici che classificano in modi diversi l’umorismo, essendo caratterizzato da infinite sfumature, contrariamente al suo fratello maggiore.

«Autoironia e humour vanno spesso a braccetto nella sua opera. Sono i luoghi comuni sulla poesia e i rituali ad essa legati, gli attributi cui un immaginario diffuso associa la figura del poeta, che Szymborska ama mettere in ridicolo.» 17

Tra le letture della poetessa, oltre a saggi e manuali di vasto assortimento dal punto di vista contenutistico, vi è anche Miles Gloriosus di Plauto, ritenuto interessante al fine di indagare su cosa si rideva duemila anni fa, poiché «l’umorismo è l’emanazione più delicata del costume di un’epoca, e al tempo stesso la meno durevole». Leggendo quindi Komizm w polskiej sztuce gotyckiej scopriva ad esempio che nel Medioevo si deridevano gli storpi, gli idioti e i nani. 18

Per Szymborska l’ironia è l’unica forma di difesa contro un mondo dolorosamente brutto e stupido. Un mondo che la poetessa ha sempre osservato con una lente d’ingrandimento e un animo particolarmente sensibile.

«Fin dall’infanzia mi è sempre piaciuto accumulare nozioni superflue. D’altra parte come si fa a sapere in anticipo che cosa sia necessario e che cosa no?». E più sono le 19 conoscenze accumulate, più sorgono le domande; più sono le scoperte, più aumenta il

ivi., p. 143 15

Szymborska W., Letture Facoltative, a cura di Luca Berdardini, Traduzione di Valentina Parisi, Adelphi 16 Editore, 2006, pp. 48-49-50.

Ceccherelli A., L. Marinelli, M. Piacentini, Szymborska, Un Alfabeto del mondo, Donzelli Editore, 17 2016, p. 85.

Bikont A., Szczęsna J., Cianfrusaglie del passato, cit., p. 144. 18

Szymborska W., cit., p. 39. 19

10

numero degli enigmi. Ad esempio in un capitolo di Letture Facoltative si discute il 20 21 problema dell’esistenza della vita fuori dalla Terra, ipotesi che la poetessa preferisce escludere per sentirsi unica nel sistema solare, «un capriccio della natura».

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Notes2.0 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura polacca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Jaworska Krystyna.
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