Dipartimento di studi aziendali e giuridici
Scuola di economia e management
Corso di laurea in economia e commercio
Una breve analisi del gioco d'azzardo in Italia
Relatore: Prof.ssa Stefania Naddeo
Tesi di laurea di Diego Di Dia
Correlatore: Prof.ssa Marzia Marcheselli
Anno Accademico 2018/19
Introduzione
Con il presente elaborato ho voluto trattare uno dei temi che affligge l’uomo fin da sempre: il gioco d’azzardo. La tesi è suddivisa in due parti: nella prima parte ho voluto raccontare le origini del gioco d’azzardo e le sue evoluzioni, successivamente ho studiato le entrate che ne derivano allo Stato italiano, e infine mi sono soffermato sulle conseguenze che il gioco d’azzardo provoca e sui rimedi proposti dai nostri legislatori per contrastare il problema della ludopatia.
Data la vastità e complessità del tema trattato, mi sono limitato ad analizzare le varie sfaccettature dell’argomento in oggetto in maniera concisa, ma sufficiente per evidenziare gli aspetti più rilevanti.
Nella seconda parte, invece, ho voluto mettere in evidenza come sia praticamente impossibile riuscire ad arricchirsi con i giochi d’azzardo come il comune “gratta e vinci”.
Per concludere, infine, ho cercato di dare risposta a una delle domande che ci poniamo quando si parla del gioco d’azzardo: “Perché giochiamo?”
Indice
- Capitolo 1: Il gioco d’azzardo: nascita ed evoluzione
- 1.1. Pag. 4
- 1.2. I giochi più diffusi in Italia pag. 5
- 1.3. Spesa, gestione ed introiti pag. 6
- Evoluzione della regolamentazione del gioco d’azzardo pag. 7
- 1.4. Le conseguenze: il gioco patologico (Ludopatia) pag. 8
- 1.5. I rimedi adottati dallo Stato italiano pag. 9
- Curiosità: il gioco d’azzardo nei videogames pag. 10
- Capitolo 2
- 2.1. Definizione generale di probabilità pag. 11
- Probabilità di vittoria nel Gratta e Vinci “Tutto x Tutto” pag. 12
- Brevi cenni alla teoria dei giochi pag. 12
- 2.2. Speranza matematica pag. 13
- Il gioco è equo? pag. 13
- 2.3. Teorema della rovina del giocatore pag. 14
- Conclusione: Ma allora, perché giochiamo? pag. 15
- Sitografia pag. 16
Capitolo 1: Il gioco d’azzardo: nascita ed evoluzione
1.1. Origini del gioco d'azzardo
L’uomo fin da sempre ha avuto a che fare con il “Caso” soprattutto per quello che riguarda la sua vita e gli eventi ad essa collegati come il quando e il perché della morte. Il primo gioco d’azzardo per eccellenza, fu il lancio dei dadi, nato presumibilmente in Cina, ben 5.000 anni fa, in base ai ritrovamenti dei primi dadi. Questo gioco veniva impiegato soprattutto nella magia e nei rituali religiosi per predire il volere divino e il futuro (Fato) in quanto caratterizzati da aleatorietà.
Sempre in Cina si presume che nel X secolo nacquero le prime forme di carte da gioco, le quali si diffusero in Europa molti anni dopo (XIV secolo circa), grazie al viaggio di Marco Polo in Asia e dei contatti con i Mamelucchi egiziani.
In epoca romana il gioco fu limitato in alcuni suoi aspetti e in alcune sue forme per motivi di ordine pubblico anche se nelle ore tarde i romani vi giocavano ugualmente senza alcuna restrizione nelle taverne; il loro gioco prediletto restava comunque la scommessa sulle corse delle bighe e soprattutto sui gladiatori che lottavano nel Colosseo, opera monumentale fatta realizzare dall’imperatore Vespasiano per incrementare i favori del popolo e dare un’immagine imponente di Roma.
Nel Medioevo prima dell’avvento delle carte, i giochi si basavano sempre sui dadi e il più diffuso era la Zara, tanto che Dante ne parla nel VI canto del Purgatorio nella sua Divina Commedia. Il gioco si basava sulla presenza di tre dadi e di due giocatori, di cui uno assumeva la figura di banco. I numeri da 3 a 6 (cioè quelli più bassi) e quelli da 15 a 18 (i più alti) venivano chiamati Azar mentre i restanti dal 7 al 14 erano chiamati Sorti.
Il gioco iniziava con il lancio dei tre dadi da parte del banco e se il risultato era un Azar il gioco finiva perché il banco aveva vinto, se invece usciva un Sorti il numero uscito veniva assegnato al secondo giocatore e il banco ritirava i dadi. Nel secondo tiro effettuato dal banco, i risultati potevano essere tre:
- Uscita di un Azar: il banco perdeva;
- Uscita dello stesso Sorti attribuito al secondo giocatore: il gioco iniziava da capo;
- Uscita di un Sorti diverso: questo veniva attribuito al banco.
In questo terzo caso il banco continuava a tirare i dadi finché non usciva uno dei due Sorti determinati in precedenza e se fosse uscito quello del banco, esso avrebbe vinto, altrimenti vinceva il secondo giocatore. Il meccanismo di questo gioco, essendo molto complesso, ha avuto molte interpretazioni, in quanto diversi studiosi sostengono che i giocatori prima del lancio dei dadi chiamavano un numero da 3 a 18 e vinceva chi otteneva il numero chiamato e allo stesso tempo fosse il più alto tra i numeri chiamati usciti.
Nel Far West, con la diffusione delle carte e dei saloon (antenato del casinò), uno dei giochi più praticati era quello del poker, in cui si era soliti scommettere ingenti somme di denaro e per questo motivo molti giocatori per evitare di perdere sempre, iniziarono a truccare il gioco, dando così vita alla figura del baro. Chi veniva accusato di essere un baro nella maggior parte dei casi veniva ucciso, anche se questo sistema poco ortodosso portava ad uccidere anche chi era semplicemente molto fortunato. Barare è tuttora illegale (per esempio è vietato contare le carte nei casinò e chi viene sorpreso a imbrogliare può rischiare sia pene amministrative e in casi particolari anche penali).
In generale si poteva e si può scommettere con tutto, incluso con la vita, come nel caso della roulette russa in cui due persone si sfidano a spararsi con una pistola contenente un solo proiettile e attorno a loro c’è del pubblico che scommette su chi resta vivo. Il gioco d’azzardo odierno ricalca in maniera speculare i giochi del passato apportando solamente alcune modifiche a livello tecnologico, come ad esempio la creazione dei giochi online, delle slot-machine e delle lotterie istantanee e ha subito delle restrizioni in quanto è possibile giocare solamente in luoghi prestabiliti dalla legge come i casinò, le sale gioco e le tabaccherie autorizzate. Tutti i posti in cui è possibile giocare d’azzardo devono essere situati lontano dai luoghi sensibili, come le scuole e le chiese, in modo tale da non arrecare danno alle fasce più deboli come gli anziani e i bambini.
Il gioco nel corso degli anni ha pure cambiato il suo ruolo sociale, passando da essere un semplice strumento per il divertimento ad essere anche uno strumento di leva fiscale con cui lo Stato reperisce parte delle proprie risorse finanziarie.
1.2. I giochi più diffusi in Italia
- Lotterie, introdotte in Italia a metà 1400. La probabilità di vittoria varia a seconda del numero di premi disponibili e dal numero di biglietti venduti.
- Roulette, introdotta in Francia nel XVIII secolo, ha dato inizio alla diffusione dei casinò. La Roulette è nata dell’unione di diversi giochi fino ad allora conosciuti, come il biribisso. Il biribisso era in voga in Italia tra il XVII e il XVIII secolo ed era una specie di tombola, in quanto era costituito da palline che al loro interno contenevano un biglietto con un numero e un tappetino numerato su cui i giocatori potevano puntare i loro soldi. Il biribisso fu abolito in Italia a fine 1700 e si diffuse in Francia con il nome di Biribì e i meccanismi furono ripresi per creare il gioco della Roulette.
- Slot machine, introdotte a fine XIX secolo in America e arrivate in Italia negli anni ’90 del secolo scorso; con questo strumento, l’amore per il gioco poteva essere inculcato fin da ragazzini in quanto venivano realizzate slot che anziché distribuire soldi a fronte di soldi distribuivano caramelle oppure gettoni che potevano essere usati per continuare a giocare o acquistare merce. Il sistema dei gettoni è ancora molto diffuso nei Luna Park e ciò va a scapito dei più piccoli che, inconsapevoli, sono spinti a credere che il gioco d’azzardo sia un qualcosa di bello invece i giochi di questo genere spingono i bambini a giocare oltre misura, allo scopo di ottenere un premio che ha un valore molto inferiore alla spesa sostenuta.
- Gratta e vinci, introdotti in Italia nel 1994 con la legge finanziaria del governo Ciampi per sovvenzionare il Piano Salva-Lavoro. Il primo biglietto realizzato si chiamava “La Fontana della Fortuna” e prevedeva la vittoria se si riusciva trovare 1 o più Fontane di Trevi. Il prezzo di vendita del biglietto era di 2.000 lire e la vincita massima di 100.000.000 (che si otteneva se si riusciva a trovare 9 fontane). I premi fino a 50.000 lire erano ritirabili immediatamente presso il rivenditore. La vincita era garantita da Lottomatica.
1.3. Spesa, gestione ed introiti
Il settore Giochi conta ben 6.600 imprese con circa 100.000 dipendenti sia diretti, ossia coloro che lavorano direttamente alla produzione dei giochi, sia indiretti, ossia coloro i quali vendono questi giochi o permettono di usarli nei propri locali; questo è uno di quei settori che non risente mai della crisi perché ci sarà sempre qualcuno che andrà a giocare al solo scopo di sfidare la sorte e tentare il “botto” diventando ricco subito solo grazie alla fortuna. La gestione del gioco d’azzardo in Italia era affidata ad AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato che nel 2012 è stata incorporata nell’Agenzia delle Dogane, assumendo così la nuova denominazione di Agenzia delle Dogane e dei Monopoli). AAMS è stato un organo del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) nato nel 1927 con il Decreto n. 2258, che deteneva il controllo delle lotterie dal 1988 e delle lotterie istantanee (gratta e vinci) dal 1994.
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