La storiografia greca
Storici greci e latini
Con storiografia greca si intende la storia degli storici greci, cioè di coloro che hanno raccontato e
interpretato la storia del mondo greco. E’ considerata fondamentale soprattutto per la storia
politico-militare, evenemenziale (degli avvenimenti).
In particolare, i principali punti di riferimento sono Erodoto (guerre persiane) e Tucidide (guerra
del Peloponneso).
Le categorie fondamentali del pensiero storiografico e la stessa nozione di storia derivano in larga
parte dalle opere di questi autori e rappresentano una delle loro eredità più importanti.
La nozione stessa di storia è infatti una nozione di origine greca: il termine historía, che significa
indagine, è utilizzato proprio da Erodoto.
Per i Greci la storia è quindi un’attività di ricerca rivolta agli uomini e alle loro azioni. A
differenza della tradizione mitica, non si basa sull’ispirazione divina o sul racconto degli eroi, ma
utilizza gli strumenti propri dell’uomo: i sensi e il pensiero.
Attraverso l’analisi delle fonti è possibile ricostruire gli eventi del passato, e questa ricostruzione
può essere realizzata anche da un singolo individuo che interpreta e organizza le testimonianze
disponibili.
Accanto a Erodoto e Tucidide, anche gli storici latini come Tacito e Tito Livio hanno avuto un ruolo
fondamentale nella formazione della coscienza storica dell’età moderna, diventando modelli di
riferimento per il modo di scrivere e interpretare la storia.
Attendibilità storica
I testi degli storici antichi costituiscono una guida importante, poiché molte delle grandi vicende del
mondo greco, come le guerre principali, ci sono state tramandate proprio da loro. La ricostruzione
storica, tuttavia, non è mai definitiva, ma è sempre il risultato di un processo di interpretazione.
Una parte della storiografia moderna ha sostenuto che gli storici antichi fossero fortemente influenzati
da esigenze letterarie e retoriche, e che questo elemento potesse ridurre il valore testimoniale
delle loro opere. Si tratta però di una posizione molto discussa.
Secondo altri studiosi, tra cui la docente del corso, gli storici antichi offrono comunque una lettura
della loro epoca che possiede un alto grado di attendibilità storica.
Va inoltre ricordato che gli storici antichi non disponevano degli strumenti documentari che
possediamo oggi. Non esistevano archivi organizzati, né dati demografici o statistici che permettessero
analisi quantitative. Mancavano quindi molte delle categorie documentarie che consentono alla
storiografia moderna di sviluppare narrazioni basate su dati seriali o statistici. Per questo motivo
le narrazioni letterarie rappresentavano la principale forma di trasmissione della memoria storica.
Periodizzazione della storia greca
Inizio e fine della storia greca
Stabilire l’inizio della storia greca è difficile e dipende dal criterio adottato.
Un primo criterio è quello linguistico.
❖ In questo caso la storia greca inizierebbe con i regni micenei nella metà del II
➢ millennio a.C., poiché le tavolette in Lineare B dimostrano che i Micenei parlavano
una forma di greco.
Un secondo criterio è quello politico e sociale, che individua l’inizio della storia greca nella
❖ nascita della polis.
L’emergere delle città-stato come comunità politiche autonome, visibile a partire dal
➢ IX secolo a.C., rappresentò infatti una novità fondamentale nella storia del
Mediterraneo.
Anche la fine della storia greca può essere individuata in diversi momenti, a seconda della prospettiva
adottata.
Tra le possibili cesure storiche si possono indicare:
529 d.C., quando l’imperatore Giustiniano I chiuse le scuole filosofiche di Atene
❖ (Bengtson).
338 a.C., battaglia di Cheronea, in cui Filippo II di Macedonia sconfisse la coalizione
❖ greca guidata da Atene e Tebe o 399 a. C., processo di Socrate (De Sanctis).
Gli storici vedono un nesso tra il concetto di libertà e progredire della storia,
➢ individuando nella perdita di autonomia delle polis o nel termine del periodo
glorioso di Atene (e quindi dell’intero mondo greco) la fine della storia greca.
217 a.C., pace di Naupatto (Beloch).
❖ Ultima vicenda che coinvolge unicamente protagonisti greci prima dell’affermarsi di
➢ Roma.
146 a.C., distruzione di Corinto da parte dei Romani.
❖ Conclusione dell’ultima rivolta greca al dominio romano e fine dell’autonomia politica
➢ del mondo greco;
31 a.C., battaglia di Azio, vittoria di Ottaviano Augusto su Marco Antonio e Cleopatra.
❖ Fine dell’ultimo regno ellenistico, quello d’Egitto, caduto anch’esso in mano romana.
➢
1453 d. C., caduta di Costantinopoli e fine dell’Impero romano d’Oriente (Droysen,
❖ 1833). Gustav Droysen valorizza il concetto di Ellenismo, definendolo come la serie di
➢ vicende politiche e culturali degli stati sorti dalle conquiste di Alessandro, dotati di
una matrice greca o greco-macedone. Così si giungeva a collegare le radici della civiltà
greca al Cristianesimo.
I regni ellenistici
Dopo la morte di Alessandro Magno i suoi vasti territori furono spartiti tra i generali. Nel giro di
pochi decenni nacquero i grandi regni ellenistici, tra cui:
il regno di Macedonia
● il regno tolemaico in Egitto
● il regno seleucidico
●
Le poleis continuarono a esistere, ma inserite all’interno di strutture monarchiche più ampie. Questi
regni divennero in seguito i principali avversari di Roma nell’espansione nel Mediterraneo. L’ultimo
grande regno ellenistico a cadere fu quello tolemaico d’Egitto con la battaglia di Azio.
Periodizzazione della storia greca
La suddivisione cronologica della storia greca è anch’essa convenzionale e comprende generalmente i
seguenti periodi:
Età de
-
Storiografia greca
-
Storiografia ellenistica
-
Storiografia ellenistica
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Riassunto esame Storia greca, Prof. Zizza Cesare, libro consigliato Introduzione alla storiografia greca, Bettalli