I prelievi ematici
Per indagine di laboratorio si intende un procedimento analitico che serve per evidenziare la presenza, misurare la quantità e definire le caratteristiche morfologiche di un costituente biochimico o di una cellula presente in materiale biologico.
Servizi e dipartimenti di laboratorio
Le tipologie di indagini:
- Patologia clinica - Analisi singole o raggruppamenti
- Microbiologia - Prove funzionali
- Immunoematologia e servizio trasfusionale - Esami urgenti o di routine
- Anatomia patologica - Point of care testing, POCT (es. test della glicemia)
Le tipologie di prelievo ematico sono: venoso, capillare e arterioso. Il sangue è il materiale biologico di elezione per le indagini di laboratorio. Per “prelievo di sangue” si intende la puntura di una vena (flebotomia), di un capillare o di un’arteria al fine di raccogliere un quantitativo di sangue sufficiente allo scopo. Si tratta di un passaggio indispensabile per ottenere una matrice biologica da analizzare.
Gli esami ematici possono essere eseguiti su sangue intero, plasma o siero.
Gli esami ematici possono essere eseguiti in routine o in urgenza.
Prelievo ematico venoso
Obiettivo: garantire la validità del campione, tramite:
- Accuratezza nella raccolta
- Adeguata gestione dei campioni
- Controllo delle variabili preanalitiche
- Variabili legate a stile di vita e stato di salute/malattia: dieta e digiuno prolungato, esercizio muscolare, postura, fumo di sigaretta, caffeina, alcool, farmaci
- Variabili biologiche: età, genere e stato di gravidanza, ritmo circadiano
- Variabili legate alla tecnica e ai dispositivi
Tra le variabili legate alla tecnica e ai dispositivi ci sono:
Calibro dell’ago
Raccomandazione CdS 2019: utilizzare aghi di calibro fra 19 – 21 gauge; riservare gli aghi di calibro inferiore (23 gauge) e aghi butterfly per vene particolarmente difficili o fragili, nei neonati e bambini.
- Prelievo con ago retto
- Prelievo con ago butterfly
- Utilizzo di routine
- Calibro si misura in gauge (20/21 G)
NB → La prima provetta inserita richiama l’aria contenuta nel catetere di raccordo (circa 0,3 / 0,5 ml): è quindi essenziale che tale provetta non sia quella dedicata alle indagini emocoagulative e/o determinazione della VES (rapporto sangue/additivo critico).
Effetti del laccio emostatico
Limitare l’uso di lacci emostatici, se possibile. Se il laccio è necessario, tenerlo stretto per meno di 1 minuto, così da ridurre il rischio di emolisi e di inaccuratezza dei valori di laboratorio, potenzialmente secondaria alle modificazioni dell’endotelio venoso indotte dall’aumento della pressione venosa e dall’ipossia. Rilasciare immediatamente il laccio non appena il sangue inizia a fluire nella provetta di raccolta (forza delle evidenze IV). – Linee guida JIN 2016 –
- Sede venipuntura
- Modalità di conservazione del campione
- Tempo trascorso tra il prelievo ed analisi dello stesso
- Rapporto sangue anticoagulante
- Ordine di riempimento delle provette
Le provette utilizzate per la raccolta di campioni ematici non devono attivare la coagulazione. Le provette sono identificate con codici colore (norme ISO 9000) e possono contenere additivi, come sostanze anticoagulanti (litio – eparina, EDTA o sodio citrato), oppure attivatori della coagulazione.
Le provette necessitano di essere etichettate sulla base della prescrizione, prima di eseguire il prelievo, mai dopo. L’etichetta barcode deve essere applicata sulla linea apposita sotto il logo.
Sequenza di riempimento delle provette
- Emocultura
- Coagulazione (sodio citrato &nda
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Procedure
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Procedure amministrative
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Procedure di laboratorio
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Procedure concorsuali, Diritto commerciale