La dittatura di Quinto Fabio Massimo
Sommario
- 1 Introduzione alla dittatura …………………………………………………………………… 2
- 2 Periodo storico a Roma ………………………………………………………………………. 4
- 3 Quinto Fabio Massimo ………………………………………………………………………... 4
- 4 Carriera politica di Q.F. Massimo …….……………………………………………………... 5
- 4.1 Racconto delle fonti …………………………………………………………………….... 5
- 4.2 Modalità di nomina …………………………………………………………………….…. 5
- 4.3 Assunzione della carica …..………………………….………………………………..…. 7
- 4.4 Deposizione della carica ……………………….…………………………………….…. 7
- 5 La dittatura di Quinto Fabio Massimo …………………………………….……………….. 7
- 5.1 Primo atto solenne della dittatura di Fabio …………………….………………………… 7
- 5.2 Provvedimenti di Fabio Massimo ………………………………………………………… 8
- 5.3 Tattica militare del “Cunctator” ……………………………………………………………. 8
- 5.4 Vicenda del riscatto dei prigionieri ……………………………………………………….. 8
- 5.5 La Lex Metilia ………………………….……………………………………………………. 9
- 5.6 L’esito della guerra ………………………………………………………………………… 10
- Fonti ……………………………………………………………………………………………….. 12
1 Introduzione alla dittatura
Con il termine dittatura, nel corso dei secoli sono state assegnate realtà politiche estremamente differenti a seconda del contesto storico. In età moderna, la dittatura ha assunto un significato completamente diverso rispetto alla dittatura romana, si tratta di una forma di governo autoritario caratterizzata dal concentramento di tutti i poteri in un solo soggetto.
In epoca romana, la dittatura (derivante dal latino dictare) consisteva nella successione ordinata delle diverse magistrature e cariche politiche ricoperte da personalità di rilievo dell’epoca, era intesa come il “lato oscuro” del consolato, perché veniva attribuita alla figura del dictator un potere comparabile a quello del re.
La dittatura dell’epoca Repubblicana romana è una magistratura maggiore ma straordinaria, nella quale opera un dictator dotato di summum imperium e summa potestas, cui i romani ricorrevano solo in circostanze eccezionalmente e estremamente gravi di pericolo interno o esterno della civitas della res publica, quali gravi contingenze belliche o sedizioni interne, che richiedevano unità e rapidità di comando.
Il termine dittatura, fin dagli albori fu usato per identificare una carica che incuteva obbedienza e rispetto, le cui origini rimangono tuttavia oscure, a seguito di fonti incerte. La prima datazione oscilla tra l’anno 501 a.C. primo dittatore nominato durante le lotte succedute alla cacciata del re Tarquinio da Roma o l’anno 494 a.C. durante la secessione dell’Aventino, collocandosi in entrambi i casi in uno dei periodi più difficoltosi e confusi della storia della civitas dell’antica Roma.
Infatti, in tale periodo storico si passa da un regime monarchico con il potere nelle mani di un solo soggetto ad un sistema diarchico, attraverso l’elezione di due consoli da parte del Senato che restano in carica per un anno e che coadiuvavano la gestione del potere congiuntamente. Successivamente per casi straordinari, i consoli su richiesta fatta dal senato, con il Senatus consultum, nominavano il dittatore la cui carica sospendeva tutte le altre magistrature assumendo tutti i poteri della Repubblica.
Dal punto di vista istituzionale, la dittatura garantiva elevato potere a colui che ricopriva la carica di dittatore e si suddivideva in due categorie:
Dictatores optimo iure
Dictatores optimo iure: è una figura che è dotata di poteri illimitati e indefiniti, così ampi in quanto lo stesso doveva essere funzionale ad affrontare problemi molto gravi e poteva essere nominato per fronteggiare situazioni di emergenza:
- A) Rei gerundae causae quando si verifica una situazione di stallo politico dovuta ad una mancato accordo tra i due consoli (che esercitano il potere collegialmente) è necessario insignire di tale potere una terza persona (il dittatore), affinché possa risolvere il conflitto interno creatosi (nei primi due secoli buona parte dei conflitti tra patrizi e plebei hanno richiesto la nomina di un dittatore rei gerundae causae);
- B) Belli gerundi causa per affrontare pericoli esterni che minacciano la civitas;
- C) Seditionis sedandae causa per sedare un moto di rivolta interno.
Dictatores imminuto iure
Dictatores imminuto iure: è una figura nominata occasionalmente per motivi specifici e contingenti di carattere amministrativo e sacrale:
- A) Comitiorum habendorum causa per convocare i comizi elettorali;
- B) Clavi figendi causa utile ai fini del computo calendariale dei vari anni;
- C) Feriarum constituendarum causa per determinare le festività;
- D) Ludorum faciendorum causa per officiare i giochi pubblici;
- E) Legendo senàtui per nominare nuovi senatori al fine di occupare i posti vacanti nel Senato.
Caratteristiche principali della dittatura
Le caratteristiche principali della dittatura erano tre:
- 1) La temporaneità: il dittatore restava in carica per 6 mesi, fino al raggiungimento degli obiettivi per cui era stato insignito;
- 2) La pienezza dei poteri: summum imperium e summa potestas (il dittatore ha potere unico, assoluto e insindacabile e unisce in sé il potere dei due consoli, possiede tutti i poteri che un magistrato può avere ma in misura massima. Non subisce alcun controllo dagli organi di Governo, ha facoltà di sospendere i magistrati forniti di imperium o può anche subordinarli al proprio volere);
- 3) Procedimento di designazione del dittatore: inizialmente solo con dictio consolare.
Designazione del dittatore
Il dittatore veniva nominato a seguito di circostanze straordinarie di carattere militare, amministrativo o sacrale, di grave pericolo interno o esterno della civitas.
La nomina del dittatore avveniva a seguito di un decreto senatorio il quale attestava la necessità di ricorrere a tale magistratura. Successivamente uno dei due consoli in carica, senza alcuna votazione, attraverso atto simbolico e cerimonia specifica che avveniva nel silentium noctis designava il dittatore (fino al 266 a.C. senza alcun intervento da parte dei comizi e dell’assemblea popolare), ciò identificava la dictio (cioè indicato, detto) come un rito magico-religioso di natura giuridica.
A sua volta il neo nominato, il quale ricopriva una carica istituzionale della civitas e rivestiva il ruolo di comandante della fanteria in campo militare, doveva scegliere il suo aiutante: magister equitium ovvero il comandante della cavalleria. Originariamente il dittatore era scelto tra i patrizi, a partire dal 356 a.C. poteva essere scelto anche tra i plebei.
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