Poteri del datore di lavoro: direttivo, di controllo, disciplinare
Potere direttivo
Potere direttivo, art. 41 Cost.
Potere gerarchico: posizione di supremazia del datore di lavoro.
Potere conformativo: indica il potere di specificare l’attività da svolgere e la modalità.
Potere direttivo in senso stretto: dare ordini e organizzare l'attività lavorativa in modo diretto o mediante i propri collaboratori gerarchicamente superiori al lavoratore. Stabilisce cosa, come e quando il dipendente deve svolgere le proprie mansioni.
Potere di controllo e vigilanza
È il potere di verificare che il lavoratore stia effettivamente adempiendo ai propri doveri e rispettando le direttive impartite sulla base delle mansioni assegnate, ovvero che l’esecuzione dell’attività lavorativa sia svolta secondo le modalità stabilite dal datore di lavoro.
Controllare la presenza in servizio, l'esatto adempimento delle mansioni e la tutela del patrimonio aziendale contro eventuali furti e danni.
Potere disciplinare
Indica la facoltà del datore di lavoro di irrogare sanzioni al lavoratore che venga meno ai suoi doveri contrattuali, precisamente se viola i propri doveri di obbedienza, diligenza o fedeltà. Può applicare sanzioni proporzionali alla gravità dell'infrazione. Le sanzioni previste dalla legge e dai CCNL sono di tipo conservativo o espulsivo:
- Rimprovero verbale.
- Rimprovero scritto (censura).
- Multa (fino a un massimo di 4 ore di retribuzione).
- Sospensione dal lavoro e dalla retribuzione (fino a un massimo di 10 giorni) – sono di tipo conservativo.
- Licenziamento disciplinare (per giustificato motivo soggettivo o giusta causa) di tipo espulsivo.
Potere direttivo di modifica (Ius variandi)
Rappresenta la facoltà del datore di lavoro di modificare unilateralmente le mansioni del lavoratore durante il corso del rapporto di lavoro.
- In cosa consiste: Spostare il lavoratore a mansioni diverse, purché appartengano allo stesso livello e categoria legale di inquadramento delle ultime effettivamente svolte.
- Limiti: Il mutamento non può comportare una riduzione della retribuzione (irriducibilità della retribuzione), salvo accordi formali in sedi protette (es. per evitare il licenziamento).
Limiti
Divieto di discriminazione, art. 15 Statuto dei lavoratori, ove si dichiarano nulli tutti i patti e gli atti diretti a ledere la posizione del lavoratore per motivi: sindacali, politici, religiosi, di sesso, etnici, di lingua, di razza e handicap e di età e orientamento sessuale.
Rispetto dei principi di buona fede e correttezza nell’impartire le disposizioni di legge.
Limiti (Statuto dei Lavoratori - L. 300/1970): limitazioni sul potere di controllo prevedendo una serie di divieti diretti a salvaguardare la personalità fisica e morale del dipendente. Sorveglianza a distanza - Impianti audiovisivi: le telecamere non possono essere usate per il controllo a distanza dell'attività dei lavoratori, ma solo per esigenze organizzative, di sicurezza o tutela del patrimonio (previo accordo sindacale o autorizzazione dell'Ispettorato del Lavoro).
Art. 1 legge 300/70: Concedere ai dipendenti la possibilità di manifestare liberamente il proprio pensiero nei luoghi di lavoro.
Art. 8 legge 300/70 vieta al datore di lavoro di fare indagini sulle opinioni politiche, sindacali o religiose dei lavoratori sia ai fini dell’assunzione che nel corso del rapporto.
Divieto delle visite personali di controllo, perquisizioni o sulle sue immediate pertinenze (borse), salvo quelle che risultano indispensabili per la tutela del patrimonio aziendale.
Il datore di lavoro non può richiedere compiti che vadano contro la legge, la sicurezza del lavoratore o che dequalifichino professionalmente il dipendente (salvo rari casi di demansionamento previsti dall'art. 2103 c.c.).
Personale di vigilanza: le guardie giurate possono essere usate solo per tutelare il patrimonio aziendale, non per controllare il lavoro dei dipendenti.
Visite personali di controllo (perquisizioni): sono vietate, salvo casi eccezionali e con modalità
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