Concetti Chiave
- Nel XV secolo, i sovrani europei, come Enrico il Navigatore e Isabella di Castiglia, iniziarono a esplorare verso Ovest per trovare nuove rotte commerciali e terre ricche di risorse.
- I portoghesi introdussero innovazioni nella navigazione, come la caravella, e svilupparono studi sulle carte nautiche e i venti atlantici per migliorare le esplorazioni marittime.
- Le prime conquiste portoghesi furono gli arcipelaghi di Madera e delle Azzorre, dove avviarono la coltivazione della vite e della canna da zucchero, aumentando la necessità di manodopera schiavile.
- I contrasti tra Spagna e Portogallo riguardo le scoperte furono risolti con il Trattato di Tordesillas nel 1494, che definì le rispettive zone di influenza per le due potenze iberiche.
- Un obiettivo ambizioso dei portoghesi era circumnavigare l'Africa per accedere alle ricchezze dell'India; Bartolomeo Diaz raggiunse il Capo di Buona Speranza nel 1488, avvicinandosi a questo traguardo.
Le spedizioni verso ovest
Nella seconda metà del XV secolo, Enrico il Navigatore re di Portogallo, seguito immediatamente da altri sovrani come Giovanni II e la Regina spagnola Isabella di Castiglia, costretti dalla delicata situazione in cui si trovava l’Europa Orientale decisero di indirizzare le proprie spedizioni verso Ovest. Questa decisione si basava sulla ricerca di una nuova rete commerciale, che permettesse anche lo sfruttamento di terre inesplorate ricche d’oro, sale, zucchero e spezie. I mercanti europei sapevano da secoli che la fonte principale dell’oro che circolava in Occidente si trovava nella parte meridionale dell’Africa e che esso veniva portato attraverso il deserto dai mercanti arabi che a loro volta scambiavano i tessuti e il sale con oro e schiavi; i portoghesi cercavano dunque di saltare questi intermediari e di entrare in contatto direttamente con le fonti dell’oro. Questo si poteva realizzare solo navigando lungo le coste dell’Africa.
Innovazioni nella navigazione
Nell’affrontare l’Atlantico, i portoghesi si resero conto delle grandi difficoltà di navigazione finora sconosciute. Vennero così introdotte delle innovazioni atte a rendere più agevoli le esplorazioni: fondamentale fu quindi l’introduzione di un nuovo tipo di vascello, la caravella, più manovrabile, di non grande stazza e dotata di due o tre alberi con vele quadrate per viaggiare a velocità elevate; inoltre subirono un importante sviluppo gli studi delle carte nautiche, nei quali s’impegnò in prima persona Enrico il Navigatore, che s’interessò delle correnti Atlantiche.
Un’altra conoscenza di fondamentale importanza era quella dei venti atlantici: gli alisei, venti costanti prodotti dalla rotazione della Terra che soffiavano sempre nella stessa direzione. Questo era un vantaggio all’andata ma, al ritorno, diventava un grosso svantaggio.
Conquiste e colonizzazione portoghese
Le prime conquiste dei portoghesi furono l’arcipelago di Madera e quello delle Azzorre. Qui Enrico il Navigatore promosse la coltivazione della vite e della canna da zucchero che aveva bisogno di una gran quantità di manodopera fornita dagli schiavi. I portoghesi furono perciò spinti all’esplorazione dell’Africa anche da una nuova motivazione: la ricerca di manodopera schiavile.
Ma appena le scoperte divennero più frequenti sorsero nuovi contrasti tra le due grandi potenze Iberiche che giunse ad un accordo nel Giugno del 1494 con il Trattato di Tordesillas che consisteva nello stabilire una linea di demarcazione, la raya, a 370 miglia a dalI’isola di Capo Verde, permettendo così d’individuare una zona ad influenza spagnola (a ovest) ed una destinata ai portoghesi (a est). Consisteva quindi in una “suddivisione della terra in due parti”.
Obiettivi economici e circumnavigazione
Durante l’opera di colonizzazione i portoghesi svilupparono un nuovo modello organizzativo per gestire le nuove terre, infatti, sfruttarono le colonie per trarne esclusivamente un beneficio economico: il re decise di suddividere le zone costiere in poche piazze forti, le quali avevano come unico scopo quello di far “fruttare” economicamente il territorio ricco di canna da zucchero, oro e spezie. L’obiettivo principale quindi di queste conquiste era di costruire sulle coste una rete che consentiva uno sviluppo economico e un punto di rifornimento di spezie.
I portoghesi si posero poi l’obiettivo più ambizioso di circumnavigare il continente africano e arrivare alle ricchezze dell’India togliendo ai Veneziani il monopolio delle spezie in Europa. Soltanto nel 1488, dopo molti tentativi, una spedizione guidata da Bartolomeo Diaz raggiunse il capo di Buona Speranza (il punto più meridionale dell’Africa).
Il progetto di Colombo
Un progetto per arrivare alle Indie alternativo a quello portoghese (raggiungere l’Oriente attraversando l’oceano verso Occidente) era stato ideato dal genovese Cristoforo Colombo, che lo aveva presentato al re del Portogallo, ma era stato respinto. Si concretizzò dopo la caduta dell’ultimo stato musulmano esistente in Spagna (Granata), nel 1492. La regina di Castiglia Isabella, superando varie perplessità, autorizzò il viaggio.
Domande da interrogazione
- Quali furono le motivazioni principali delle spedizioni portoghesi verso ovest?
- Quali innovazioni nella navigazione furono introdotte dai portoghesi?
- Come influenzò il Trattato di Tordesillas le esplorazioni portoghesi e spagnole?
- Qual era l'obiettivo economico delle colonie portoghesi?
- Quale progetto alternativo a quello portoghese fu proposto da Cristoforo Colombo?
Le spedizioni portoghesi verso ovest furono motivate dalla ricerca di una nuova rete commerciale e dallo sfruttamento di terre inesplorate ricche di risorse come oro, sale, zucchero e spezie, cercando di evitare gli intermediari arabi (testo).
I portoghesi introdussero la caravella, un vascello più manovrabile, e svilupparono studi sulle carte nautiche e la conoscenza dei venti atlantici, fondamentali per affrontare l'Atlantico (testo).
Il Trattato di Tordesillas stabilì una linea di demarcazione che suddivideva le terre tra Spagna e Portogallo, creando zone di influenza e regolando le scoperte territoriali (testo).
L'obiettivo economico delle colonie portoghesi era sfruttare le risorse locali, come canna da zucchero, oro e spezie, attraverso la creazione di piazze forti per massimizzare i profitti (testo).
Cristoforo Colombo propose un progetto per raggiungere le Indie attraversando l'oceano verso Occidente, che fu inizialmente respinto dal re del Portogallo e successivamente autorizzato dalla regina di Castiglia nel 1492 (testo).