Concetti Chiave
- Il 14 luglio 1789, con la presa della Bastiglia, inizia la rivoluzione francese, simbolo di opposizione alla monarchia assoluta e all'Ancien Régime.
- La borghesia, insoddisfatta della tassazione, abbandona l'assemblea e forma l'assemblea nazionale, che avvia il processo di creazione di una costituzione.
- La Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, emanata il 26 agosto 1789, sancisce diritti fondamentali come libertà, uguaglianza e proprietà.
- Nel 1795, la dichiarazione dell'anno III abolisce il suffragio universale maschile e introduce un parlamento bicamerale, limitando la democrazia.
- Con l'ascesa di Napoleone, la Francia diventa una potenza egemone in Europa, implementando riforme significative e centralizzando il potere.
Svolgimento
L'inizio della rivoluzione francese
Il 14 Luglio fu un giorno che cambiò radicalmente il mondo ma soprattutto Parigi. In questo giorno infatti scoppiò, con la presa della Bastiglia, la rivoluzione francese che durerà fino al triumvirato fatto da Napoleone. La Francia, prima di questa rivoluzione, si trovava in condizioni disastrose: la sconfitta nella guerra dei sette anni mise in crisi la figura francese in politica estera; la divisione dello stato in classi sociali (nobili, clero e borghesia - o terzo stato) provocò la disapprovazione del terzo stato che doveva pagare le tasse anche per clero e nobiltà, ed era in condizioni di estrema povertà. Inoltre prima di questo evento la Francia era basata sull'Ancien Regime che rappresentava il regime assolutistico di tipo monarchico dove il sovrano aveva il potere politico e l'aristocrazia un importante ruolo sociale. Inizialmente la rivoluzione fu una rivoluzione aristocratica, infatti Luigi XVI decise di tassare nobiltà e clero per risanare le pubbliche finanze ma ovviamente l'aristocrazia non era d'accordo, così decise di convocare gli stati generali, un'assemblea che si esprimeva su ogni nuova imposta. Nobili e clero trovarono però la disapprovazione della borghesia su come formare gli stati generali: la nobiltà proponeva un identico numero di rappresentanti per ogni ordine, la borghesia invece proponeva un elezione in base ai partecipanti alle classi sociali. Il re dovette accettare quest'ultima richiesta. I borghesi, anche se erano in maggioranza, avrebbero perso perchè il voto era per classi sociali e non per voto di ciascun rappresentante.
La nascita dell'assemblea nazionale
I rappresentanti della borghesia così decisero di abbandonare l'assemblea e diedero vita all'assemblea nazionale, alla quale dopo poco parteciparono anche nobiltà e clero, creando il 9 Luglio l'assemblea nazionale costituente che doveva creare una costituzione sul modello inglese. La presa della Bastiglia da parte dei borghesi fu un atto violento, un segno di opposizione alla monarchia assoluta, che era simbolo del vecchio regime. Infatti i borghesi liberarono alcuni prigionieri (dato che la Bastiglia era un carcere) e ne uccisero il proprietario.
La dichiarazione dei diritti dell'uomo
Il 26 agosto venne emanata la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino che sanciva i diritti naturali dell'uomo, come la libertà personale, l'uguaglianza politica, la garanzia della proprietà, la resistenza all'oppressione e il diritto alla felicità. Questa dichiarazione conteneva i fondamenti della democrazia e del liberalismo e doveva portare a una monarchia costituzionale alla quale il re era contrario. Per questo motivo ci furono manifestazioni popolari che costrinsero la famiglia del re ad abbandonare definitivamente Versailles. Una seconda dichiarazione arrivò nel 1793 (dopo la condanna del re per alto tradimento per complicità con lo straniero) con i montagnardi (piccoli borghesi che soffrivano le conseguenze della guerra) che in quel periodo erano al governo. Questa costituzione era basata sul suffragio universale maschile, si affermarono i valori della libertà, dell'uguaglianza e della fratellanza che erano già stati proclamati nella dichiarazione del 1789. Questa dichiarazione fu molto democratica ma non entrò mai in vigore perchè incominciò il terrore con Robespierre. Inoltre questa dichiarazione, in confronto alla precedente doveva dare maggiori diritti al popolo che così potevano modificare la loro Costituzione, formare le leggi e insorgere nel caso di violazione dei propri diritti.
Le conseguenze politiche della rivoluzione
Nel 1795 venne approvata un'altra dichiarazione, quella dell'anno III, che aboliva il suffragio universale maschile a favore dell'elezione da parte dei proprietari, eliminava la democrazia e assicurava ai ceti borghesi il possesso dello Stato (evitando il ritorno di monarchici e giacobini). Dal punto di vista politico il potere legislativo era affidato ad un parlamento bicamerale, quello esecutivo al direttorio.
L'ascesa di Napoleone
Come detto questa rivoluzione nacque come rivoluzione aristocratica e finì come rivoluzione borghese. Durante questo periodo si alternarono al governo partiti di ogni genere che fecero costituzioni più o meno democratiche. In ogni caso la Francia con l'arrivo di Napoleone divenne la potenza egemone in tutta Europa e ci furono anche delle nuove riforme, tra le quali quella della scuola e della centralizzazione del potere.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'evento scatenante della rivoluzione francese?
- Quali erano le condizioni sociali ed economiche della Francia prima della rivoluzione?
- Cosa ha portato alla formazione dell'assemblea nazionale?
- Quali diritti sono stati sanciti dalla Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino?
- Quali furono le conseguenze politiche della rivoluzione nel 1795?
L'evento scatenante della rivoluzione francese è stata la presa della Bastiglia il 14 luglio, che ha segnato l'inizio di un cambiamento radicale in Francia e a Parigi.
Prima della rivoluzione, la Francia era in condizioni disastrose, con una divisione in classi sociali che portava il terzo stato, composto da borghesia e contadini, a pagare tasse per nobiltà e clero, mentre viveva in povertà.
L'assemblea nazionale è stata formata dai rappresentanti della borghesia che, disapprovando la composizione degli stati generali proposta da nobiltà e clero, hanno deciso di abbandonare l'assemblea originale per creare un nuovo organismo.
La Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, emanata il 26 agosto, ha sancito diritti naturali come la libertà personale, l'uguaglianza politica, la garanzia della proprietà e il diritto alla felicità.
Nel 1795, la dichiarazione dell'anno III abolì il suffragio universale maschile, sostituendolo con l'elezione da parte dei proprietari, eliminando la democrazia e assicurando il controllo dello Stato ai ceti borghesi.