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Concetti Chiave

  • Il rapporto tra Chiesa e potere è stato segnato da conflitti e accordi inefficaci, con i papi e gli imperatori che cercavano di trarre vantaggio l'uno dall'altro.
  • Gregorio Magno tentò di riformare la Chiesa, ma i suoi sforzi furono seguiti da Urbano II, che adottò una strategia più conciliatoria con l'imperatore.
  • Le crociate furono sostenute dalla Chiesa non solo per motivi religiosi, ma anche per l'opportunità di acquisire nuovi territori e ricchezze.
  • Nel '700, la Chiesa iniziò a perdere potere a causa dell'illuminismo, mentre stati come Prussia e Austria attuarono riforme religiose significative.
  • Giuseppe II d'Austria introdusse riforme per distaccare la Chiesa dal controllo di Roma, abolendo le decime e promuovendo la pluralità confessionale.

Il rapporto tra Chiesa e potere

Il rapporto tra Chiesa e potere religioso fu sempre molto travagliato, in particolar modo per il fatto che entrambe le cariche d'imperatore e di Papa, detentori dei due poteri, ebbero spesso interessi comuni da cui ognuno voleva trar vantaggio ai danni dell'altro.

Il rapporto tra Chiesa e potere laico fu inoltre spesso segnato da dure lotte e da numerosi accordi che però portarono la maggior parte delle volte ad un nulla di fatto, lasciando sempre aperto il problema. Il primo papa che mirò a risanare la Chiesa, che ormai era estremamente corrotta, fu Gregorio Magno, che riuscì a far approvare una serie di riforme che contribuirono a riportare in minima parte la chiesa alla spiritualità di un tempo. Gregorio porta delle soluzioni su una delle questioni chiave come l'elezione dei vescovi da parte del solo papa, in cui non poteva quindi interferire l'imperatore. L'amministrazione di Gregorio non ebbe però molto successo ed il suo successore, Urbano secondo, comprese che doveva adottare una linea più docile e meno rigida per riuscire ad ottenere i propri scopi. Il nuovo papa riesce ad accordarsi con l'imperatore nel 1122 a Worms, accordo che però non avrà poi effetti davvero significativi.

Le crociate e il potere

Le crociate furono poi un altro esempio dello stretto rapporto tra potere laico e potere cristiano - religioso. Chi infatti andava in crociata non lo faceva per una profonda fede religiosa e con l'idea di andare a liberare il Sacro Sepolcro, ma con il desiderio di riuscire a conquistare nuovi territori e quindi di riuscire ad arricchirsi. Rapporto tra i potere religioso e quello laico articoloEd è per questo che la Chiesa fu così forte sostenitrice delle crociate, vedendo in queste una possibilità di arricchirsi.

Divisione tra Chiesa cattolica e protestante

Anche alla base della divisione tra Chiesa cattolica e Chiesa protestante troviamo dei motivi per lo più di vantaggio politico che per reali convinzioni religiose. La lotta tra Chiesa ed impero era infatti molto forte e una proposta come quella di Lutero, sicuramente nata come idea di riforma, ma poi manovrata per scopi politici, permetteva ai principi tedeschi di separarsi definitivamente dalla Chiesa romana creando una chiesa con le proprie regole, che si potesse utilizzare per controllare il proprio territorio.

La Chiesa nel settecento

Durante il settecento però la Chiesa andò via via perdendo potere, soprattutto per il sopraggiungere dei nuovi ideali illuministici. Si afferma infatti l'idea di una religione ormai superata dalla ragione e quindi limitata ad un puro ruolo di contorno. Inoltre alcuni estremisti teorizzavano inoltre che un buon ateismo era molto meglio di una religione corrotta, portando avanti una forte critica alla religione, che ormai diventava anche un fatto di moda. Significativa è comunque la nascita di un filone filosofico - teologico che tentava di dare un'interpretazione razionale della religione, chiamato "deismo" e che trovò tra i suoi maggiori esponenti anche Jean Jack Rousseau.

Durante il settecento rimase comunque notevole l'interesse politico per la religione in numerosi stati europei ed in particolar modo in Prussia, Austria, Francia ed Inghilterra.

Federico secondo e la Prussia

La Prussia trovò infatti in Federico secondo, salito al trono nel 1740, un sovrano "illuminato" (secondo Voltaire), proprio perché rappresentante delle idee illuministe in senso pieno, anche se ciò non è del tutto vero se non nel campo religioso. Federico secondo fu infatti un acceso deista e questo permise il fiorire in Prussia di numerose correnti religiose che trovavano spazi e libertà garantiti. I Gesuiti per esempio riuscirono a mantenere vivo l'ordine, abolito dalla Chiesa, trasferendosi in Prussia.

Riforme religiose in Austria

Altro stato molto attivo dal punto di vista religioso fu senza dubbio l'Austria. Inizialmente fu Maria Teresa d'Aragona ad introdurre sostanziali modifiche in campo religioso, tassando anche gli ecclesiastici introducendo un regime fiscale basato sul reddito pro capite del terreno posseduto, ma successivamente fu Giuseppe Secondo a rappresentare il vero riformatore religioso per l'Austria, convinto sostenitore di una Chiesa nazionale. Per la prima volta nella storia Giuseppe Secondo fece abolire le decime, creando così una sorta di sostentamento per la Chiesa da parte dello stato. Giuseppe secondo inoltre introdusse numerose altre riforme, mirate tutte a staccare la Chiesa asburgica dal controllo di Roma secondo quella che era la corrente religiosa giansenistica. Innanzi tutto concesse la pluralità confessionale abolendo però gli ordini religiosi contemplativi. Fissò inoltre dei limiti di ricchezza per gli ecclesiastici che si trovavano costretti a restituire allo stato ciò che era in eccesso. Fece inoltre chiudere i seminari diocesani e ne aprì di nuovi con insegnanti di nomina regia, anche se pur sempre preti. Inoltre applicò nuovamente il diritto di eleggere i vescovi. La politica religiosa di Giuseppe secondo arrivò fino a stabilire gli orari per le funzioni religiose e come queste dovevano essere svolte, perfino decidendo il numero di candele necessarie per l'illuminazione delle Chiese.

Francia e Inghilterra nel settecento

La Francia e l'Inghilterra furono invece meno febbrili durante il settecento per quanto riguarda le riforme religiose. La Francia infatti si trovava in uno stato di profonda crisi, cui Luigi XV non riusciva a porre rimedio. La situazione politica ed economica continuava ad aggravarsi d'anno in anno e questo contribuì anche al nascere di una spaccatura tra i vertici della chiesa e la parte bassa del clero, in cui si svilupparono forme di protesta contro l'assolutismo di Roma e da cui quindi nacque la corrente religiosa giansenista. In Inghilterra invece la situazione era molto migliore ed il parlamento fu in grado di approvare nel 1689 la "legge dei diritti" che portava anche numerose riforme in campo religioso. Tra queste vanno ricordati in particolar modo la libertà di parola e di pensiero di qualunque cittadino inglese, permettendo così la libertà confessionale, naturalmente però escludendo la religione cattolica, che era rappresentata dalla vicina, e nemica, Francia. Infatti, sempre con la legge dei diritti si stabilì anche che nessun re Inglese poteva essere cattolico.

Conclusione sulla lotta tra poteri

La storia della lotta tra "le due spade" (potere religioso e politico) rimane pur sempre abbastanza travagliata e bisognerà aspettare il nostro secolo per trovare una soluzione definitiva. Infatti, la Chiesa continuò a coltivare interessi territoriali e politici ancora per molto tempo prima di dedicarsi esclusivamente all'aspetto spirituale dell'uomo, come teorizzava già Dante nel "de Monarchia", voce che però non fu ascoltata e che costò all'Alighieri l'esilio dalla propria patria.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il ruolo di Gregorio Magno nel risanamento della Chiesa?
  2. Gregorio Magno è stato il primo papa a cercare di risanare una Chiesa corrotta, approvando riforme che miravano a riportare la spiritualità, come l'elezione dei vescovi da parte del solo papa, senza interferenze imperiali.

  3. Come si sono intrecciati gli interessi della Chiesa e dei poteri laici durante le crociate?
  4. Le crociate rappresentarono un esempio di collaborazione tra potere laico e religioso, poiché molti partecipanti cercavano territori e ricchezze piuttosto che una vera fede, e la Chiesa sostenne queste campagne per i propri vantaggi economici.

  5. Quali furono le motivazioni politiche dietro la divisione tra Chiesa cattolica e protestante?
  6. La divisione tra Chiesa cattolica e protestante fu alimentata da motivi politici, con la proposta di Lutero che, pur nascendo come riforma, venne strumentalizzata dai principi tedeschi per separarsi dalla Chiesa romana e controllare i propri territori.

  7. In che modo Giuseppe II ha riformato la Chiesa in Austria?
  8. Giuseppe II ha introdotto riforme significative, abolendo le decime e concedendo la pluralità confessionale, mirando a staccare la Chiesa asburgica dal controllo di Roma e stabilendo regole per le funzioni religiose.

  9. Qual è stata la situazione della Chiesa in Francia e Inghilterra nel settecento?
  10. In Francia, la Chiesa affrontava una crisi profonda e proteste contro l'assolutismo, mentre in Inghilterra, il parlamento approvò la "legge dei diritti" nel 1689, che garantiva libertà di parola e pensiero, escludendo però la religione cattolica.

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