Concetti Chiave

  • Il romanzo "I Promessi Sposi" è attraversato da sette temi fondamentali, ripetuti cinque volte, con il tema della minaccia che funge da motore centrale.
  • La vocazione nel romanzo varia da quella utilitaristica di don Abbondio a quella sublime di Ludovico, enfatizzando diverse motivazioni e conseguenze.
  • La notte è un elemento ricorrente che accompagna momenti di fuga, riflessione e cambiamento per i personaggi principali.
  • Il tema della salvezza è strettamente legato alla Provvidenza e alla crescita personale, come dimostrato dalle trasformazioni di Renzo, Lucia e l'Innominato.
  • Il perdono emerge come un tema centrale, con personaggi che ottengono o cercano redenzione, mentre altri, come don Rodrigo, non riescono a ottenerlo.

Indice

  1. Introduzione
  2. Conclusione

Introduzione

Secondo alcuni critici, nel romanzo si trovano sette temi fondamentali, ripetuti cinque volte. Il “cinque” domina ne “I Promessi Sposi” come nella “Divina Commedia” predomina il numero “tre”.
Essi sono:
1. La minaccia
a. Il tema della minaccia è il motore di tutto il romanzo. Il primo e più significativo esempio si ha in occasione dell’incontro di don Abbondio con i bravi i quali intimano al curato di non celebrare il matrimonio di Renzo e Lucia
b. Renzo, nel suo impeto giovanile, minaccia di vendicarsi di don Rodrigo e nel suo intento, viene fermato da padre Cristoforo
c. Anche padre Cristoforo, in un certo senso, minaccia don Rodrigo che non vede ragione, lanciando il celebre anatema “Verrà un giorno…..”, ricordando cis’ al signorotto il giudizio divino.
d. La minaccia che il Conte Zio lascia trasparire al Padre Provinciale è molto sottile e diplomatica, ma reale. Se padre Cristoforo non sarà allontanato da Pescarenico ci saranno ritorsioni contro l’Ordine dei Cappuccini
e. Un altro caso di minaccia concreta e ben visibile è quella della folla di Milano che minaccia di linciare don Gonzalo de Cordoba, ritenuto responsabile della diffusione della carestia.

2. La vocazione
a. La vocazione di don Abbondio non è frutto di una convinzione religiosa, ma di un calcolo utilitaristico
b. La vocazione di Gertrude è forzata, fatto frequente nel Seicento per salvaguardare il patrimonio che così passava interamente asl primogenito. Questa vocazione forzata avrà conseguenze negative sulla psicologia della suora che a poco a poco scivolerà verso il crimine.
c. La forma più sublime di vocazione è quella di Ludovico, che accettata la vita monastica diventa padre Cristoforo. La sua vita sarà dedicata continuamente alla ricerca della giustizia.
d. Il Cardinale Federigo rappresenta la vocazione pastorale perfetta. Benché provenga da una famiglia agiata, rinuncia ad ogni ricchezza e privilegio e si sente soprattutto chiamato ad aiutare i poveri
e. Renzo e Lucia danno prova di una vera e propria vocazione al matrimonio, in un secolo in cui i matrimoni rivestivano il carattere di un contratto di tipo economico

3. La notte
a. La celebre pagina “addio ai monti” vede tre personaggi che attraversano l’Adda di notte, per evitare di essere visti
b. Renzo si dirige verso il bergamasco e dopo essersi brevemente rifocillato all’osteria di Gorgonzola, di notte attraverso un bosco e un terreno ricoperto di sterpaglia e trova rifugio in una capanna abbandonata, non lontano dal fiume.
c. Quando Renzo e Lucia irrompono nella canonica per celebrare il matrimonio, nonostante don Abbondio non voglia, è notte
d. Il tema della notte ci fa passare alla notte insonne di don Abbondio e a quelle di don Rodrigo che si accorge dei primi sintomi della peste: in entrambi i casi i protagonisti hanno degli incubi.
e. E’ nella notte che l’Innominato matura la decisione di convertirsi

4. La fuga
a. Per sfuggire alle minacce di don Rodrigo, Renzo, Lucia e Agnese, di notte, attraversano il lago per dirigersi verso Monza, le donne, e verso Milano, il giovane
b. Renzo riesce a sfuggire agli sbirri e fugge in direzione del bergamasco per trovare rifugio dal cugino Bortolo
c. Agnese, don Abbondio e Perpetua fuggono dal paese e dalla calata dei Lanzichenecchi per trovare rifugio nel castello dell’Innominato che ormai si è convertito
d. Avuto notizia che il cardinale Borromeo arriverà in visita pastorale al paese, don Rodrigo fugge, temendo l’ostilità del prelato e si dirige verso Milano
e. Una fuga rimasta celebre è quella di don Gonzalo Fernández de Córdoba da Milano sotto i fischi e le sassate dei milanesi. Il popolo lo ritiene responsabile diretto della carestia poiché si è preoccupato maggiormente della guerra del Monferrato. Probabilmente egli si sente offeso del fatto che l’uomo ricercato dalla giustizia (= Renzo) è riuscito a sfuggire alla giustizia, mentre lui è costretto a fuggire dalla sua città, scortato dalle guardie per evitare che il popolo lo linci.

5. La salvezza
Per il Manzoni la salvezza non coincide con una soluzione positiva a tante sventure che hanno colpito i protagonisti. La salvezza coincide con la maturazione personale ed è strettamente legata alla Provvidenza e alla fede in Dio.
a. Renzo Lucia, modificano il concetto di Provvidenza. Alla fine del romanzo essa non è più la forza divina che punisce i cattivi e premia i buoni. Essi arrivano a comprendere che la salvezza consiste nell’aver fiducia in Dio, soprattutto nei momenti più difficili (Lucia ne ha avuto un esempio personale durante la reclusione nel castello dell’Innominato
b. La salvezza può trasformare un oppressore in un vero aiuto dei più umili che prima erano oppressi. E questo è il caso dell’Innominato
c. Anche la figura di padre Cristoforo è legata al concetto di salvezza. Esso riesce a salvarsi dall’orgoglio della casta e dal peccato dell’omicidio, sacrificandosi e abbracciando l’ordine monastico. Concretamente questa salvezza si perfezione nel servizio agli altri (cfr. ruolo tenuto dal padre nel lazzaretto)
d. Anche per Renzo si può parlare di salvezza. Grazie alla sollecitazione di padre Cristoforo, nel lazzaretto, concede il perdono a don Rodrigo, salvando così se stesso dall’odio e dalla violenza derivata dal farsi giustizia da solo
e. Esiste anche una sorta di salvezza corale: quella del popolo. La popolazione viene decimata dalla carestia e dalla pestilenza. Di fronte alla pesta l’egoismo umano viene cancellato e sostituito dalla solidarietà e dalla carità cristiana, come si trattassi di una catarsi generalizzata. (cfr. ruolo della ricca vedova e del popolo che si stringe intorno alla figura del Cardinale)

6. La conversione
a. L’innominato cambia vita e abbandona l’ “uomo vecchio” per l’ “uomo nuovo”
b. Don Abbondio, dopo il colloquio col cardinale, cambia la sua egoistica visione del mondo
c. Renzo, grazie all’intervento di padre Cristoforo, abbandona il desiderio dui vendetta quando si trova davanti a don Rodrigo morente
d. Anche a proposito del Cardinale Federico si parla di vocazione, una chiama alla carità cristiana molto profonda. Per il senso di umiltà, di dedizione e del dovere, esso si colloca agli antipodi di don Abbondio
e. Si può parlare di vocazione (in questo caso laica) di Lucia. Essa è sorretta da una fede molto solida , da una sottomissione incondizionata alla Provvidenza e al concetto di carità cristiana. Potrebbe essere definita un’eroina cristiana della vita quotidiana

7. Il perdono
a. Ludovico porta sempre con sé il pane del perdono che gli ha concesso la famiglia del nobile ucciso in duello
b. Renzo, perdona don Rodrigo, orma morente e giacente nel Lazzaretto
c. L’Innominato, pentito delle sue malefatte, si getta ai piedi del Cardinale Borromeo che lo perdona
d. Schiacciata dalla colpa dei suoi delitti e dalla complicità con Egidio, la Monaca di Monza trovare la pace e solo accettando una durissima penitenza volontaria sotto la guida del Cardinale Borromeo. Perdonata, essa rinasce spiritualmente
e. Esiste anche il perdono richiesto non concesso, come il caso di don Rodrigo che non accetta l’aiuto di fra’ Cristoforo per uscire dal tunnel della violenza o il perdono di don Abbondio mai concesso a Renzo a Lucia che considera sempre causa di tanti guai.

Conclusione

Nel romanzo si possono anche extrapolare tanti altri temi: la violenza, l’onore del casato, l’onore della scienza inutile, la cultura dell’epoca, la ribellione alle ingiustizie sociali.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema principale che guida la trama de "I Promessi Sposi"?
  2. Il tema della minaccia è il motore di tutto il romanzo, come evidenziato dall'incontro di don Abbondio con i bravi e dalle varie minacce che si susseguono, come quella di Renzo contro don Rodrigo e quella di padre Cristoforo verso lo stesso signorotto.

  3. Come viene rappresentata la vocazione nel romanzo?
  4. La vocazione è rappresentata in diverse forme, dalla vocazione utilitaristica di don Abbondio, alla vocazione forzata di Gertrude, fino alla vocazione sublime di Ludovico, che diventa padre Cristoforo, e quella pastorale del Cardinale Federigo.

  5. Qual è il significato della notte nel romanzo?
  6. La notte è un tema ricorrente che accompagna momenti cruciali, come l'addio ai monti, le fughe dei protagonisti e le notti insonni di don Abbondio e don Rodrigo, simbolizzando momenti di riflessione e cambiamento.

  7. In che modo il tema della salvezza si manifesta nel romanzo?
  8. La salvezza è legata alla maturazione personale e alla Provvidenza, come dimostrato da Renzo e Lucia che comprendono il vero significato della fede, e dall'Innominato che si trasforma da oppressore a benefattore.

  9. Qual è il ruolo del perdono nella storia?
  10. Il perdono è un tema centrale, con esempi come Ludovico che porta con sé il pane del perdono, Renzo che perdona don Rodrigo, e l'Innominato che cerca il perdono del Cardinale Borromeo, mentre alcuni personaggi, come don Rodrigo, non riescono a riceverlo.

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