Concetti Chiave
- Nell’ultima parte della produzione di Pirandello si esplorano tre miti: sociale, religioso ed estetico, attraverso i romanzi “La nuova colonia”, “Lazzaro” e “Il gigante della montagna”.
- Il mito sociale, presente in “La nuova colonia”, sottolinea la solidarietà umana e la punizione della terra madre, la Sicilia, per coloro che tradiscono i valori naturali.
- In “Lazzaro”, il mito religioso presenta un "doppio miracolo" in cui un sacerdote laico guarisce la sorella paralizzata e redime un malfattore, simbolizzando l'esaltazione della vita.
- Il romanzo incompiuto “Il gigante della montagna” esalta il valore dell’arte contro la rozzezza della civiltà industrializzata, con allusioni al fascismo dell'epoca.
- Attraverso favole e superstizioni contadine, Pirandello evidenzia l'importanza della natura e propone una palingenesi morale, mostrando come il ritorno alla naturalità possa portare gioia e riconciliazione.
I Miti Pirandelliani
Nell’ultima parte della produzione pirandelliana sono contenuti diversi lavori teatrali in cui vengono discussi tre miti: il mito sociale; il mito religioso e il mito estetico. Il mito sociale è descritto nel romanzo “La nuova colonia” e rappresenta la solidarietà umana; il mito religioso è espresso nel romanzo “Lazzaro”, che rappresenta il miracolo; e il mito estetico, descritto nel romanzo incompiuto “Il gigante della montagna”, rappresenta i valori dell’arte, contrapposti alla rozzezza del mondo. Servendosi di questi tre miti, Pirandello si propone di offrire una sua soluzione personale alle esigenze politiche ed esistenziali dell’umanità. Egli critica la società borghese ed esalta i valori naturali.
La Nuova Colonia e la Sicilia
Nel romanzo “La nuova colonia”, la terra madre in cui l’autore vuole tornare (la Sicilia) punisce con un terremoto coloro che non sanno vivere all’altezza dei valori naturali e invece salva coloro che vi rimangono fedeli.
Lazzaro e il Doppio Miracolo
Il mito religioso esalta una religione materialistica e immanente, rappresentata dall’esaltazione della vita: nel romanzo “Lazzaro”, un sacerdote laico, Lucio, riesce ad ottenere il miracolo di far camminare la sorella paralizzata e quello di far ritornare alla vita naturale e sana della campagna un certo malfattore di nome Arcadipane. In riferimento a questo romanzo si parla di “doppio miracolo”: quello reale (la guarigione della sorella del sacerdote) e quello persuasivo (la redenzione di Arcadipane).
Il Gigante della Montagna
“Il gigante della montagna”, romanzo rimasto incompiuto, presenta il mito estetico e in esso Pirandello esalta il valore dell’arte, contrapposto alla rozzezza della civiltà industrializzata; inoltre l’opera contiene diverse allusioni al fascismo allora imperante. Pare che l’autore abbia svelato al figlio Stefano la conclusione ma essa non fu mai messa per iscritto.
Favole e Superstizioni Contadine
Nel ricordo delle favole ascoltate da bambino, Pirandello rintraccia motivi di grande umanità mescolata ad antiche superstizioni contadine.
Durante la notte, le streghe scambiano i figli nelle culle. A una madre esse sostituiscono il sano e paffuto figlioletto con uno malaticcio e deforme. La donna, disperata, viene a sapere da una maga che il figlio trafugato potrà essere allevato e cresciuto tra il lusso e gli agi se lei si prenderà cura con affetto del bimbo deforme. Nonostante abbia un trattamento regale, il figlio cambiato si sente infelice e malato nell'anima e decide quindi di tornare al paese dove incontra la madre. Ritrovata la gioia di vivere, il ragazzo si riavvicina alla natura e decide di rimanere con la madre. Tramite questo racconto Pirandello vuole attuare una sorta di palingenesi morale e mettere in risalto l’importanza della natura.
Domande da interrogazione
- Quali sono i tre miti discussi nell'ultima parte della produzione pirandelliana?
- Come viene rappresentata la Sicilia nel romanzo "La nuova colonia"?
- Che significato ha il "doppio miracolo" nel romanzo "Lazzaro"?
- Qual è il messaggio principale del racconto sulle favole e superstizioni contadine?
Pirandello esplora tre miti: il mito sociale, rappresentato in "La nuova colonia"; il mito religioso, espresso in "Lazzaro"; e il mito estetico, descritto in "Il gigante della montagna". Questi miti offrono una soluzione personale alle esigenze politiche ed esistenziali dell'umanità.
Nel romanzo, la Sicilia punisce con un terremoto coloro che non vivono secondo i valori naturali, mentre salva quelli che vi rimangono fedeli, sottolineando l'importanza della solidarietà umana.
Il "doppio miracolo" si riferisce alla guarigione della sorella del sacerdote Lucio e alla redenzione del malfattore Arcadipane, evidenziando una religione materialistica e immanente che esalta la vita.
Pirandello utilizza il racconto per evidenziare l'importanza della natura e la palingenesi morale, mostrando come il ritorno alle radici e alla semplicità possa portare alla vera felicità.