Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • La critica di Benedetto Croce a Pirandello si concentra sull'impostazione filosofica de "L'umorismo", ritenuta come un allontanamento dalla vera letteratura.
  • Leonardo Sciascia, insieme ad altri critici, contribuisce a una rivalutazione di Pirandello, evidenziando la sua abilità nella critica delle convenzioni borghesi.
  • Il vitalismo pirandelliano è interpretato come un democraticismo assoluto, contrariamente al dionisiaco dannunziano, permettendo una vita autentica e istintuale.
  • Lo straniamento in Pirandello si realizza tramite un distacco critico, rappresentato dai modelli di Mattia Pascal e Enrico IV.
  • Pirandello promuove la relatività, rifiutando sistemi codificati e sostenendo l'assenza di certezze etiche nella vita umana.

Critiche e rivalutazioni di Pirandello

Nel 1919 dopo l’uscita de “L’umorismo”(1908) Pirandello riceva la stroncatura di Benedetto Croce, che critica soprattutto l’impostazione metodologica di carattere filosofico, che fa venir meno la vena del letterato vero e proprio, una critica che Croce riproporrà anche dopo l’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura nel 1934.

Altro testo critico decisivo è “Pirandello e la Sicilia” di Leonardo Sciascia, che si inserisce in un filone rivalutativo già rappresentato da Sapegno e Petronio. In particolare, Giuseppe Petronio (critico marxista) inverte la posizione crociana ritenendo Pirandello particolarmente abile nella critica corrosiva nei confronti delle convenzioni borghesi. In questo senso, la contrada del Caos di Agrigento è una costante non solo biografica, ma anche narrativa, e soprattutto non è mai indizio di provincialismo. Filosoficamente è possibile operare una distinzione dialettica fra “vita” e forma”, già presa in considerazione dal critico Adriano Tilgher negli anni Venti del Novecento.

Vitalismo e democraticismo pirandelliano

Il vitalismo pirandelliano è solo parzialmente assimilabile al dionisiaco dannunziano, in quanto lo scrittore siciliano non intende più il vitalismo come il privilegio di alcuni uomini ben selezionati, bensì come forma di democraticismo assoluto, nonché unico rimedio per dire di aver vissuto veramente (l’uomo infatti può tornare alla visceralità e all’istintualità, abbandonando ogni codificazione). Un personaggio come Mattia Pascal o come Vitangelo Moscarda diventa quindi un “forestiere della vita”, ovvero un uomo che vive l’esistenza in maniera straniata, ma senza alcuna accezione poetica.

Straniamento e relatività in Pirandello

Altro dato importante è la “filofosia del lontano”, in quanto lo straniamento può essere raggiunto attraverso un distacco critico che ha due differenti modalità: il guardarsi vivere (modello Mattia Pascal) oppure la scelta della lucida follia (modello Enrico IV).

Infine, con Pirandello si ha anche l’apoteosi della relatività: egli non si propone più in un sistema codificato come avevano fatto o tentato di fare i suoi predecessori, ma ritiene che non esista alcuna univocità etica e perciò la vita dell’uomo non possa essere spesa nella ricerca delle certezze (esse non esistono e sembra rianimarsi la tendenza al “dubito ergo sum”). Nino Borsellino mostra infatti che in Pirandello c è un’analisi che almeno metodologicamente è tanto rigorosa da schiacciare tutto il resto.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la reazione di Benedetto Croce nei confronti di Pirandello?
  2. Benedetto Croce ha stroncato "L'umorismo" di Pirandello nel 1919, criticando l'impostazione metodologica filosofica che, secondo lui, allontanava l'autore dalla vera vena letteraria. Questa critica è stata riproposta anche dopo che Pirandello ha ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1934.

  3. Come viene rivalutato Pirandello da critici come Giuseppe Petronio?
  4. Giuseppe Petronio, critico marxista, inverte la posizione di Croce, sostenendo che Pirandello è abile nella critica delle convenzioni borghesi. La contrada del Caos di Agrigento è vista come un elemento narrativo significativo, non provinciale, ma piuttosto come un punto di riferimento per la sua opera.

  5. Qual è il concetto di relatività in Pirandello e come si differenzia dai suoi predecessori?
  6. Pirandello abbraccia l'apoteosi della relatività, rifiutando un sistema etico codificato e affermando che non esistono certezze nella vita. La sua analisi rigorosa porta a una visione in cui l'uomo non può spendere la propria esistenza nella ricerca di verità univoche, rianimando la tendenza al "dubito ergo sum".

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community