Concetti Chiave

  • La Canzone è composta da cinque strofe di 14 versi con endecasillabi e settenari, seguendo un modello classico di poesia.
  • Il tramonto simboleggia la malinconia e la fugacità della vita, mentre il poeta non trova la stessa serenità che altri sperimentano in questo momento.
  • Il dolore del poeta si intensifica con l'arrivo della notte, trasformando la sua malinconia in un persistente "mal di vivere".
  • Il contrasto tra luce e oscurità è evidente, con il sole che rappresenta la vita e la notte che porta tristezza e solitudine.
  • L'amore è descritto come una forza che consuma il poeta, rendendolo prigioniero di un desiderio insoddisfatto e di un dolore crescente.

Indice

  1. Influenze letterarie e ispirazioni
  2. Struttura e temi della Canzone
  3. Il tramonto e la malinconia
  4. Dolore e malinconia del poeta
  5. Contrasti tra luce e oscurità
  6. Il contadino e l'età dell'oro
  7. Il pastore e la serenità
  8. Amore e sofferenza del poeta
  9. Riflessioni sulla sofferenza e l'amore

Influenze letterarie e ispirazioni

Il componimento, una Canzone composta di cinque strofe di 14 versi ciascuna (endecasillabi e settenari) a cui si aggiunge una ripresa o congedo) trova un modello nella Canzone di Dante “Io son venuto al punto della rota”. A sua volta, alla Canzone del Petrarca si è ispirato Giacomo Leopardi nel “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”. Tutti noi, nel tramonto troviamo un momento di pace e di serenità, ma non il poeta a cui il dolore provocato dalla passione per Laura non concede alcuna sosta e continua a farlo soffrire.

Struttura e temi della Canzone

Ogni strofa è organizzata nello stesso modo: indicazione temporale, rappresentazione della realtà, condizione interiore del poeta.

Ecco la parafrasi divisa per strofe.

Il tramonto e la malinconia

Nell’ora del tramonto, quando il cielo (= sole si volge rapidamente verso l’occidente,

e che la nostra vita vola via

verso altre persone che forse lo stanno aspettando,

vedendosi tutta sola in un luogo lontano,

la stanca vecchietta in viaggio

raddoppia i passi e si affretta sempre più;

e poi così sola,

alla fine della sua giornata,

a volte trova consolazione

in un breve momento di riposo in cui dimentica

la noia e le sofferenze degli anni passati.

[In apertura, Petrarca si riferisce alla concezione geocentrica del sistema tolomaico-aristotelico e perciò sono i cieli a ruotare intorno alla terra. Nei due versi iniziali, però, non c’è soltanto un richiamo astronomico, ma anche il rammarico per la luce che sta scomparendo; in esso, è implicito il sentimento della fugacità di ogni cosa e del continuo fluire del tempo che è uno dei motivi fondamentali e più ricorrenti nella poesia del Petrarca. Tale sentimento appare al lettore legato all’immagine e non in modo immediato. L’immagine di altre persone che forse stanno aspettando è vaga e indeterminata. Forse si tratta di coloro che abitano nell’emisfero australe che attendo che il nostro tramonto si trasformi per loro in alba e quindi in un nuovo giorno. La figura della vecchierella ricorda il sonetto XVI “Movesi il vecchierel canuto e bianco”; all’iniziale movimento e affanno legati ad un viaggio, espressi dagli endecasillabi dei versi 4, 5 e 6, si sostituisce un momento di quiete, resa dall’uso di tre settenari e ripresi dall’endecasillabo del verso 10. Tutte le stanze presentano questa contrapposizione della pace altrui che si contrappone al tormento intimo del poeta quando sopraggiunge il tramonto. Tuttavia, tutte le varie scene di quiete sono sempre avvolte da un velo di malinconia].

Dolore e malinconia del poeta

Ma ahimè, ogni dolore che porta con sé il giorno,

aumenta, quando la luce scompare

per andarsene da noi.

[La giornata del poeta è misurata in funzione di un dolore che la notte, invece di attenuare, inasprisce. Il senso di malinconia e di tristezza è indeterminato e si potrebbe qualificare come un generico “mal di vivere”.]

Contrasti tra luce e oscurità

Come il sole gira i suoi raggi infiammati

per far posto alla notte, per cui dagli alti monti

si fa avanti una grande oscurità

[In questi versi viene ripresa l’iniziale immagine del sole, insistendo però maggiormente sulla sua luminosità – i raggi sono infuocati - , per cui si nota un forte contrasto con il tramonto]

Il contadino e l'età dell'oro

il frugale contadino riprende i suoi attrezzi agricoli

e con parole e con un canto rustico

si libera il cuore da tutto ciò che lo preoccupa,

poi apparecchia senza ordine la sua mensa

con delle vivande povere

simili a quelle ghiande che tutti lodano a parole, ma che tutti rifiutano

[Si tratta di un accenno all’età dell’oro - le ghiande era il cibo mitico dell’età dell’oro - da cui emerge un certo tono polemico, forse non proprio opportuno, tenuto conto del tono complessivo del componimento.]

Ma chi vuole si rallegri di tempo in tempo;

ma non io che non ho mai conosciuto, non voglio dire felice,

ma un’ora di riposo,

né a seguito della rotazione del cielo, né della terra

[L’ultimo verso ripropone l’ampiezza del ciel0, la sua rotazione e il moto degli astri, con cui si è aperto il componimento]

Il pastore e la serenità

Quando il pastore vede il calare dei raggi

del grande pianeta (=sole) verso la sua reggia,

e imbrunire i luoghi posti ad oriente,

si alza in piedi, , e con la verga logora,

lasciando l’erba, le fontane e i faggi,

con serena dolcezza guida il gregge;

poi in un luogo isolato

che sia una piccola capanna o una grotta

sparge a terra le fronde di giunco (per farsene un giaciglio);

in tal luogo, sgombro da pensieri si corica e si addormenta.

[Intorno alla figura del pastore si stende l’ampio spettacolo del tramonto. Come nelle altre stanze, la descrizione del crepuscolo e del pastore e fatta tramite endecasillabi finché è presente il movimento; quando si avvicina la quiete finale si passa ai settenari, con un ritmo disteso, tranquillo e a sottolineare la quiete finale subentra, nuovamente, un endecasillabo. L’immagine del sole che si colloca nella sua reggia è ripresa dall’Antichità: secondo gli antichi il sole, dopo il tramonto si ritirava nella sua reggia. Nell’insieme, la stanza diffonde un sentimento di pace unito a smarrimento e ad un velo di malinconia ].

Amore e sofferenza del poeta

Oh crudo Amore, ma allora tu mi sproni

A seguire la voce, i passi e le orme

di un animale feroce che mi consuma,

e non riesci ad incalzare lei perché si appiattisce e fugge.

E i naviganti si riposano

in una riparata insenatura della costa,

dopo la calata del sole,

sul duro ponte e sotto le ruvide coperte.

Ma io, non metto fine al mio implacabile dolore

per il fatto che [il sole] si tuffi in mezzo alle onde,

o lasci dietro le spalle la Spagna,

Granada, il Marocco e le Colonne d’Ercole,

e [per il fatto che] gli uomini, le donne

il mondo e gli animali

trovino conforto ai loro mali;

e mi dolgo che ogni giorno aggiunge gravità al [mio] dolore

dato che sono passati dieci anni dall’inizio dell’amore

[da questa informazione si può dedurre che siamo circa nel 1337]

sempre aumentando in questo desiderio,

né posso indovinare chi me ne potrà liberare. [non vedo alcuna via d’uscita a questa mia situazione]

Riflessioni sulla sofferenza e l'amore

E visto che continuando a parlare trovo uno sfogo al mio affanno,

la sera vedo i buoi senza giogo rientrare

dalla campagna e dai colli arati:

perché a me i sospiri non sono tolti

una volta o l’altra? Perché non mi è tolto il pesante giogo [quello imposto dall’amore]

perché giorno e notte ho gli occhi pieni di lacrime

[questi versi costituiscono una sorta di parentesi con cui il poeta, secondo una diffusa tradizione letteraria trova uno sfogo nel parlare della propria situazione]

Povero me che sono stato, quando ho voluto,

per la prima volta, tenere gli occhi fissi

nel bel viso [di Laura]

per scolpirlo nella mia immaginazione, in un luogo [il cuore del poeta]

dal quale né forza, né arte alcuna

non lo potrà mai cancellare finché non sia dato in pasto

a chi tutto separa [= la Morte].

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il modello letterario che ha ispirato il componimento?
  2. Il componimento si ispira alla Canzone di Dante “Io son venuto al punto della rota” e alla Canzone del Petrarca, da cui Giacomo Leopardi ha tratto spunto per il “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”.

  3. Come è strutturata ogni strofa della Canzone?
  4. Ogni strofa è organizzata in tre parti: indicazione temporale, rappresentazione della realtà e condizione interiore del poeta.

  5. Qual è il tema centrale del tramonto nel componimento?
  6. Il tramonto evoca un momento di malinconia e riflessione, evidenziando la fugacità della vita e il dolore del poeta, che non trova pace nonostante il momento di quiete.

  7. Qual è il contrasto principale presente nel testo?
  8. Il contrasto principale è tra la luce del sole e l'oscurità della notte, simboleggiando il passaggio dal giorno alla malinconia e al dolore del poeta.

  9. Come si manifesta il tema dell'amore e della sofferenza nel componimento?
  10. L'amore è descritto come una fonte di sofferenza per il poeta, che si sente consumato e incapace di trovare conforto, nonostante gli altri trovino sollievo nei loro mali.

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