Concetti Chiave
- "Myricae", la prima raccolta di poesie di Pascoli, è dedicata al padre e riflette un tema di umiltà, evocando la semplicità della vita agreste.
- Il tema centrale è la campagna, descritta nei suoi aspetti più nostalgici e malinconici, con un focus particolare sull'autunno.
- Pascoli mette in risalto la quotidianità della vita rurale, utilizzando un linguaggio semplice che richiama il verismo attraverso termini popolari e tecnici.
- Nonostante l'apparenza verista, l'influenza del verismo nella raccolta è solo superficiale, simile a quanto avviene nelle opere di D'Annunzio.
- La poetica di Pascoli si distingue per la sua vicinanza alla terra e per l'assenza di temi elevati, in contrasto con la tradizione romantica rappresentata da Carducci.
La prima raccolta di poesie del Pascoli, scritta nel 1891, è dedicata al padre ed ha come titolo “Myricae”, termine tratto dalle bucoliche di Virgilio: esso è posto infatti nella parte iniziale della quarta bucolica: “humiles myricae”. Il termine “umile” deriva da umus, che vuol dire terra. La parola Myricae, accostata all’aggettivo humiles, evidenzia il motivo georgico e costituisce una dichiarazione di umiltà da parte dell’autore, che all’interno della raccolta propone una poetica che si eleva poco da terra (che non tratti quindi argomenti elevati), diversa da quella del Carducci, l’ultimo dei romantici.
Tema rurale e linguaggio
Il tema dominante della raccolta è quello rurale: la campagna è contemplata e descritta nei suoi momenti più suggestivi e malinconici; essa viene principalmente ritratta durante l’autunno, stagione caratterizzata dalla nostalgia per l’estate e dall’attesa dell’inverno.
Nelle liriche che compongono la raccolta Pascoli sottolinea la modestia, l’umiltà e la quotidianità tipici della vita agreste, caratteristiche evidenziate dall’avvicendarsi delle stagioni, dal succedersi delle ore e dagli aspetti quotidiani, umili e dimessi del lavoro dei campi. La semplicità dei temi trattati si accompagna ad un atteggiamento linguistico caro al verismo, che consiste nel ricorso a termini popolari e gergali e tecnici.
Verismo apparente
Ad una prima e veloce lettura della raccolta, si potrebbe avere l’impressione di trovarsi di fronte a testi di impronta verista, ma ad uno studio più accurato questa impressione viene meno, in quanto all’interno della raccolta l’influenza del verismo è soltanto esteriore ed apparente. Infatti, la raccolta pascoliana può essere paragonata alle “Novelle della Pescara” di D’Annunzio, opera di impronta verista, in cui il verismo, proprio come in Myricae, è solo apparente. Con D’Annunzio e Pascoli si assiste dunque al trascolorare del verismo.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del titolo "Myricae" nella raccolta di poesie di Pascoli?
- Qual è il tema principale della raccolta "Myricae"?
- In che modo il verismo si manifesta nella raccolta di Pascoli?
Il titolo "Myricae" è tratto dalle bucoliche di Virgilio e rappresenta una dichiarazione di umiltà da parte dell'autore, evidenziando un tema georgico e una poetica che si mantiene vicina alla terra, lontana da argomenti elevati (testo).
Il tema dominante è quello rurale, con la campagna descritta nei suoi momenti più suggestivi e malinconici, soprattutto durante l'autunno, che evoca nostalgia e attesa (testo).
Sebbene a una prima lettura si possa percepire un'impronta verista, l'influenza del verismo nella raccolta è solo apparente, simile a quanto avviene nelle "Novelle della Pescara" di D’Annunzio, dove il verismo è presente ma non sostanziale (testo).