Concetti Chiave
- Digitale purpurea esplora temi di misticismo, sensualità e morte, incarnando il decadentismo di Pascoli e l'impossibilità di trovare un rifugio sicuro.
- Il gelsomino notturno è un inno alla sensualità e alla fecondazione, ma presenta un tono malinconico che riflette l'estraneità del poeta alla scena.
- L'alienazione del poeta emerge dalla sua estraneità alle nozze dell'amico, causata dalla perdita della stabilità familiare e dalla mancanza di un "nido" personale.
- Il simbolismo floreale è centrale nelle opere, con il gelsomino notturno che rappresenta fecondità e vita, mentre la digitale purpurea simboleggia sensualità proibita e morte.
- Le immagini botaniche nelle poesie esprimono profondi significati emotivi, collegando la bellezza dei fiori a temi di vita e di morte.
Le poesie di Pascoli
Appartenenti a due raccolte di componimenti diversi, pur mantenendo un rapporto di stretta continuità, Digitale purpurea ed Il gelsomino notturno, sono due tra le più celebri poesie di Pascoli.
Temi di Digitale purpurea
La prima, tratta dalle Myricae, si snoda intorno al tema del misticismo e della trasgressione che porta alla sensualità ed alla morte. Il componimento dunque, vertendo sul senso di mistero in cui l’uomo brancola senza trovare una vera e propria via di scampo nonché sullo stretto legame sensualità e morte e sull’impossibilità di riuscire a crearsi un nido proprio, tocca tutti i punti su cui il decadentismo pascoliano si fonda.
Il gelsomino notturno
Il gelsomino notturno, al contrario, composto in occasione delle nozze di un amico di Pascoli, risulta essere un inno alla sensualità e alla fecondazione. Il canto dell’autore però, non è da intendersi come lieto, a testimoniarlo vi sono le immagini di fertilità della donna e la sensualità della scena in sé, narrati da un punto di vista metaforico ed estremamente malinconico.
Alienazione del poeta
L’autore infatti, pur essendo felice per le nozze dell’amico e, nonostante stia descrivendo il momento in cui l’amore tra i due sposi assume concretezza, contempla la scena da lontano, sottolineando frequentemente la sua estraneità alla scena ed alla situazione.
Tale alienazione del poeta è dovuta alla perdita precoce della stabilità che il suo “nido” familiare garantiva ed alla conseguente convinzione di non poterne più ricreare uno proprio. Pascoli è “l’ape tardiva” che è stata esclusa dall’alveare e, nonostante i fiori notturni gli si presentino davanti esortandolo ad amare, il poeta non riesce a colmare la mancanza della sensazione di serenità ed appagamento tanto desiderata.
Simbolismo floreale
Il Gelsomino Notturno, così come Digitale Purpurea, è ricco di allusioni sensuali narrate in chiave botanica: se il fiore notturno emana un profumo travolgente e piacevole quando, durante la notte, apre i petali perché possa essere impollinato ed alla fine chiudersi, portando felicità; la digitale purpurea di Rachele e Maria è un fiore estremamente pericoloso, il cui solo tocco è stato vietato perché nocivo e mortale. Da questa concezione ne deriva che, il primo fiore ha un accezione positivista ed è interpretabile come simbolo di fecondità e vita ; il secondo rappresenta invece la sensualità proibita e l’inevitabile morte che seguirà il compimento dell’atto vietato.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale della poesia "Digitale purpurea" di Pascoli?
- Come viene descritto il tono della poesia "Il gelsomino notturno"?
- Qual è il significato simbolico dei fiori nelle poesie di Pascoli?
"Digitale purpurea" affronta il tema del misticismo e della trasgressione, esplorando il legame tra sensualità e morte, e l'impossibilità di trovare un vero rifugio, elementi fondamentali del decadentismo pascoliano.
"Il gelsomino notturno" è un inno alla sensualità e alla fecondazione, ma il suo tono è malinconico, poiché l'autore, pur celebrando l'amore, si sente estraneo alla scena, evidenziando la sua alienazione.
I fiori rappresentano concetti opposti: il gelsomino notturno simboleggia la fecondità e la vita, mentre la digitale purpurea rappresenta la sensualità proibita e la morte, evidenziando il dualismo tra piacere e pericolo.