Concetti Chiave
- "L'aquilone" è un componimento di Pascoli che esplora la memoria e l'infanzia, esprimendo sentimenti di nostalgia e fragilità attraverso il simbolismo dell'aquilone.
- Il poeta utilizza il "presente psicologico" per evocare ricordi passati come se fossero eventi presenti, evidenziando l'intensità delle sue esperienze infantili.
- Il simbolo dell'aquilone rappresenta l'innocenza del bambino e l'incertezza del futuro, con il destino del gioco paragonato alla fragilità della vita.
- La tematica della morte infantile, esemplificata dalla figura del compagno Pirro Viviani, viene vista come una liberazione dalle complessità della vita adulta.
- Il componimento si distingue per la sua capacità di connettere il presente con il passato, facendo emergere emozioni profonde legate alla crescita e alla perdita.
Il componimento in terzine dantesche “L’aquilone” appartiene alla raccolta “Primi poemetti”, in particolare alla sezione “Il bordone – L’aquilone”, rappresenta uno dei componimenti più a cuore di Pascoli, infatti lui stesso lo descrisse nelle note della collezione “il prediletto di questi canti”. In realtà la sua presenza venne già anticipata nel 1900 con la pubblicazione sulla “Rivista d’Italia” come dedica a tutti i compagni che lo avevano accompagnato nel suo cammino di studi presso il collegio Raffaello dei padri scolopi di Urbino, infatti ricorda due episodi accaduti in questa fase della sua vita: il volo spensierato di aquiloni durante una tranquilla giornata primaverile di una gita scolastica, opposto poi alla cruenta e improvvisa morte di un suo compagno di classe.
Tematica della memoria e presente psicologico
La tematica della memoria pervade infatti tutta la raccolta e in questo caso viene esplicitata già nei primi dodici versi quando il poeta, vedendo il cielo sereno della primavera, viene portato immediatamente alla sua infanzia come una scossa potente che lo allontana anche dal suo presente, tanto che lui stesso afferma “io vivo altrove”. Non a caso dunque, vengono utilizzati dei tempi verbali coniugati al presente, si tratta di una tecnica che è conosciuta come il “presente psicologico” e che si riferisce al fenomeno di trattare il passato al presente in quanto vive ancora in noi come una luce che non si è mai spenta.
Simbolismo dell'aquilone e infanzia
Quindi, le immagini che lui propone si presentano come se stessero avvenendo direttamente davanti ai suoi occhi e non fossero in realtà ricordi di decenni precedenti, questo denota l’intensività con cui Pascoli stia rivivendo queste esperienze passate. Il ricordo del passato è in particolare orientato alla propria infanzia, età primaverile per eccellenza, fatta di rinascita continua, sogni e speranze, dunque la presenza dell’aquilone è fondamentale per stabilire un parallelismo con il bambino. Come infatti il destino di questo gioco appare completamente affidato ai rapidi e impulsivi movimenti del vento, al contempo il bambino si trova completamente ignaro rispetto al futuro che la vita gli preserverà, e la sua vita sarà tanto fragile quanto il filo di quell’aquilone. Di fronte a questa visione del disinganno, appare quindi giustificata l’aggiunta del tema della morte infantile, in questo caso del compagno Pirro Viviani, che viene considerata quasi migliore, o comunque preferibile. Nell’infanzia infatti non si vivono ancora tutte le incertezze della vita e le delusioni, e Pascoli descrive questa situazione dedicando tutta l’ultima parte del componimento a questa tematica, di particolare importanza sono le parole “felice te che al vento – non vedesti cader che gli aquiloni!”.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dell'aquilone nel componimento "L’aquilone" di Pascoli?
- Come si manifesta la tematica della memoria nel componimento?
- Qual è il legame tra l'infanzia e la morte nel testo?
- In che modo Pascoli utilizza il linguaggio per evocare emozioni nel lettore?
L'aquilone simboleggia l'infanzia e la fragilità della vita, rappresentando il destino del bambino, ignaro del futuro e influenzato dai movimenti del vento, come il gioco stesso. Pascoli utilizza questa immagine per stabilire un parallelismo tra l'infanzia e la vulnerabilità della vita.
La memoria è centrale nel componimento, con Pascoli che, attraverso il "presente psicologico", rivive esperienze passate come se fossero attuali. La visione del cielo primaverile lo riporta alla sua infanzia, evidenziando un forte distacco dal presente.
Pascoli esplora il tema della morte infantile attraverso il ricordo del compagno Pirro Viviani, suggerendo che l'infanzia, priva delle incertezze della vita adulta, possa apparire quasi preferibile. La morte viene vista come una liberazione da delusioni future.
Pascoli impiega un linguaggio evocativo e immagini vivide per far rivivere al lettore le esperienze della sua infanzia. L'uso di tempi verbali al presente crea un immediato coinvolgimento emotivo, rendendo i ricordi intensamente reali e palpabili.