Concetti Chiave
- Il pensiero illuminista, sviluppatosi tra il 600 e il 700, sostiene che l'uomo possa migliorare le proprie condizioni materiali e conoscitive dominando la natura.
- Nel XIX secolo, il positivismo afferma che il continuo miglioramento dell'umanità non è più una speranza, ma una certezza grazie alle innovazioni scientifiche e tecnologiche.
- La consapevolezza di vivere in un'epoca superiore porta a un ottimismo diffuso, con la scienza vista come fonte di benessere e progresso per tutti.
- Le conquiste industriali e scientifiche sono seguite da conseguenze gravi legate all'imperialismo e alle guerre mondiali, rivelando l'ingenuità di ritenere che la tecnologia potesse risolvere tutti i problemi umani.
- L'idea di progresso razionale, centrale nel pensiero illuminista, evolve in un contesto di speranze e delusioni, mostrando la complessità della storia umana.
Qual è la nascita del pensiero illuminista?
Tra il 600 e il 700 inizia a diffondersi la convinzione che l'uomo dominando la natura tenda ad un continuo miglioramento delle proprie condizioni sia materiali che conoscitive.
Questo pensiero non era estraneo agli illuministi, secondo i quali gli uomini si trovavano a seguire un cammino di emancipazione verso la conoscenza e la libertà.
L'idea di progresso razionale diventerà in seguito il fulcro della dottrina positivistica.
Il positivismo e il progresso
Nell'Ottocento il pensiero di un continuo miglioramento non è più una vana speranza di filosofi impegnati a capire quale sia il destino dell'uomo, ma diventa una certezza dell'uomo.
Grazie ai risultati apportati dalle innovazioni scientifiche e tecnologiche anche gli uomini comuni si convinsero del fatto che coniugando scienze naturali e sociali, tecnologia e industria, l'uomo fosse in grado di raggiungere un miglioramento dal punto di vista sia materiale che spirituale.
L'ottimismo del progresso scientifico
Adesso la consapevolezza di vivere in un'epoca superiore rispetto a quelle passate non era più gravata dal timore di una catastrofe o di una decadenza, ma al contrario era accresciuta dalla fede che veniva riposta nelle illimitate risorse della scienza.
Ora l'avvenire è visto in un'ottica ottimistica.
L'insieme di tutti i miglioramenti materiali ottenuti conseguiti grazie alla scienza, lasciavano presagire l'arrivo di un éra di benessere di cui avrebbero potuto godere tutti: un éra senza guerre, malattie, discriminazioni, insomma senza alcun tipo di sofferenza.
Le conseguenze dell'imperialismo
Intanto non molto tempo dopo questi trionfi dell'industria moderna, si verificarono le terribili conseguenze dell'imperialismo e delle guerre mondiali che mostrarono l'ingenuità nascosta nel ritenere che il solo avanzamento della tecnologia bastasse a risolvere i problemi dell'umanità.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del pensiero illuminista?
- Come si evolve il concetto di progresso nel XIX secolo?
- Quali sono le conseguenze dell'ottimismo scientifico e dell'imperialismo?
Il pensiero illuminista nasce tra il 600 e il 700, con la convinzione che l'uomo, dominando la natura, possa migliorare continuamente le proprie condizioni materiali e conoscitive, seguendo un cammino di emancipazione verso la conoscenza e la libertà.
Nell'Ottocento, il concetto di progresso diventa una certezza, grazie alle innovazioni scientifiche e tecnologiche, portando anche gli uomini comuni a credere che l'unione di scienze naturali e sociali possa garantire un miglioramento materiale e spirituale.
L'ottimismo scientifico porta a una visione positiva del futuro, ma le conseguenze dell'imperialismo e delle guerre mondiali rivelano l'ingenuità di pensare che il solo progresso tecnologico potesse risolvere i problemi dell'umanità.