Concetti Chiave
- La tragedia "Adelchi" si svolge nella seconda metà dell'VIII secolo, focalizzandosi sul conflitto tra il re Desiderio dei Longobardi e Carlo Magno, con tematiche di fedeltà e giustizia.
- Il "Conte di Carmagnola" narra la storia di un capitano di ventura il cui destino tragico rappresenta il conflitto tra nobiltà d'animo e intrighi politici, culminando nella sua condanna a morte.
- Il coro nelle tragedie di Manzoni funge da spazio lirico per esprimere le emozioni dell'autore, permettendo una riflessione morale senza interferire direttamente con la trama.
- Manzoni rigetta le unità aristoteliche di tempo e luogo per garantire maggiore libertà creativa, mantenendo solo l'unità di azione, che rappresenta eventi storici complessi e significativi.
- Il coro dell'atto III delle tragedie manzoniane veicola un messaggio politico, incoraggiando il popolo a risorgere e posizionando Manzoni come guida delle aspirazioni collettive.
Il contesto storico di Adelchi
Il titolo di questa tragedia porta il nome del re dei Longobardi assunto al trono del padre re Desiderio. La vicenda è ambientata nella seconda metà del VIII secolo quando l’ Italia era dominata dai Longobardi che avevano creato un loro regno con capitale Pavia. I Longobardi avevano ampliato il loro potere dando vita a due ducati indipendenti – ducato di Spoleto e ducato di Benevento – situati geograficamente nel mezzo dello Stato Pontificio.
Il dramma di Ermengarda
Il re dei Franchi Carlo Magno ha sposato Ermengarda figlia del re Desiderio, che però, per calcolo politico, ripudia. Per questo motivo e per vendicarsi, il re Desiderio intraprende delle ostilità contro il Papa di cui Carlo Magno è protettore, nonostante il figlio Adelchi nutra qualche perplessità. Adelchi è combattuto fra la fedeltà ai suoi doveri familiari e il sentimento religioso che gli fa considerare la guerra contro il Papa ingiusta. La guerra termina la vittoria dei Franchi e Ermengarda muore in un convento consumata dal dolore causatole dall’abbandono di Carlo.In Adelchi troviamo un eroe elegiaco cioè un eroe che si ripiega su se stesso ed accetta il destino che gli è stato riservato
Il conte di Carmagnola
Il Conte di Carmagnola ha come protagonista un capitano di ventura, al servizio di militari italiani. Nel 1414, egli erra a servizio dei Visconti e in seguito passò al servizio dei Veneziani. Conduce la battaglia Maclodio che vede i Veneziani combattere conto l’esercito milanese. Dopo la vittoria dei Veneziani, il Conte di Carmagnola libera numerosi prigionieri milanesi e sorge il dubbio che il conte si sia alleato con il suo vecchio signore e per questo viene condannato a morte. Con questa tragedia, Manzoni ha voluto rappresentare lo scontro fra un animo generoso e puro e la perfidia e le gelosie dell’ambiente politico.
Il coro nelle tragedie manzoniane
Nelle tragedie manzoniane troviamo il coro che egli riprende dalla tragedia greca , mutandone però la funzione. Mentre negli esempi classici al coro era affidato il compito di commentare lo sviluppo dell’azione drammatica, ma anche di agire nel dialogo come un vero e proprio personaggio, nella tragedia manzoniana esso rappresenta uno spazio che l’autore riserva a sé, per esprimere le emozioni e riflessioni che la storia narrata suggerisce senza modificare le vicende; il coro diventa così uno spazio lirico. Si può quindi affermare che il coro è come se fosse il "cantuccio" dell'autore, cioè un espediente per esprimere le proprie opinioni,soprattutto morali e politiche, senza essere giudicato poiché è come se parlasse un personaggio (cfr. “….riservando al poeta un cantuccio….”. In pratica, il coro con cui Manzoni si cautela contro il rischio della soggettività e dell’intromissione indebita dell’autore nella vicenda rappresentata. D’altra l’arte deve avere come oggetto la verità storica e ciò non può prevedere che l’autore intervenga con il proprio pensiero nell’opera. Però Manzoni sostiene anche l’opera d’arte debba trasmettere un messaggio morale e questo avviene tramite il coro.
Il messaggio politico del coro
In questo coro, particolarmente importante, Manzoni trova uno spazio per far parlare gli umili, cioè coloro che non fanno la storia. Ma la subiscono. Si tratta di una storia alternativa rispetto agi altri cori in cui lo scrittore fa parlare i potenti. Infatti nella prima parte del coro si parla dei Franchi e si rievoca la presenza dei Latini e questa è un’occasione per il Manzoni per insistere sugli aspetti negativi della guerra. Il coro dell’atto III è anche un esempio di poesia politica: il messaggio politico è esplicito. Il popolo deve trovare da solo la capacità e la determinazione per risorgere. Ecco perché si può affermare che Manzoni è come una guida: è l’intellettuale che si fa interprete delle aspirazioni più alte del popolo e che cerca di guidarlo
Le unità aristoteliche in Manzoni
Nelle tragedie non viene rispettata l’unità di tempo: nel Carmagnola tra la prima e l’ultima scena intercorrono sette anni (1425-1432); la trama dell’Adelchi si svolge in tre anni (762-764). Inoltre non viene rispettata nemmeno l’unità di luogo, perché sia ne Il Conte di Carmagnola che nell’Adelchi l’azione si svolge in luoghi diversi, con frequenti mutamenti di scena. Manzoni rifiuta queste due unità perché le considera come uno ostacolo alla libertà creativa dello scrittore e non ci conciliano con il concetto di vero somiglianza. Delle tre unità aristoteliche Manzoni rispettò l’unità di azione, ma la intende non nel senso di “unicità”, ossia di rappresentazione di un fatto unico e isolato, ma nel senso di rappresentazione di un complesso organico di avvenimenti, di un pezzo di storia, in sé concluso: nel Carmagnola è la tragedia della lotta fratricida tra Italiani; nell’Adelchi è il passaggio in Italia dalla dominazione longobarda a quella dei Franchi.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto storico in cui si svolge la tragedia "Adelchi"?
- Qual è il conflitto principale che coinvolge il re Desiderio e Carlo Magno?
- Come viene rappresentato il personaggio di Adelchi nella tragedia?
- Qual è la funzione del coro nelle tragedie di Manzoni?
- In che modo Manzoni utilizza il coro per trasmettere un messaggio politico?
"Adelchi" è ambientato nella seconda metà dell'VIII secolo, durante la dominazione longobarda in Italia, con Pavia come capitale del regno longobardo e la presenza di ducati indipendenti nel territorio dello Stato Pontificio.
Il re Desiderio, dopo il ripudio della figlia Ermengarda da parte di Carlo Magno, intraprende ostilità contro il Papa, protettore di Carlo, mentre il figlio Adelchi si trova in conflitto tra doveri familiari e sentimenti religiosi.
Adelchi è descritto come un eroe elegiaco, che accetta il suo destino e si confronta con il conflitto tra le sue responsabilità familiari e la sua coscienza morale riguardo alla guerra contro il Papa.
Il coro nelle tragedie manzoniane serve come uno spazio lirico per l'autore, permettendo di esprimere emozioni e riflessioni senza alterare l'azione drammatica, fungendo da "cantuccio" per le opinioni morali e politiche dell'autore.
Manzoni fa parlare gli umili nel coro, offrendo una storia alternativa e sottolineando gli aspetti negativi della guerra, con un messaggio che invita il popolo a trovare la determinazione per risorgere, posizionandosi come guida intellettuale delle aspirazioni popolari.