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Concetti Chiave

  • Malala Yousafzai enfatizza il potere trasformativo della penna e dell'istruzione, contrapposto alla violenza degli estremisti che temono il cambiamento sociale.
  • L'attentato contro Malala ha generato una reazione globale, dimostrando che le idee di educazione e uguaglianza non possono essere spente dalla violenza.
  • Malala sottolinea che la pace è essenziale per l'educazione, poiché la guerra ostacola l'accesso dei bambini alla scuola e limita il loro sviluppo.
  • Problemi di istruzione colpiscono diversi paesi, come India, Afghanistan e Nigeria, dove i diritti dei bambini, in particolare delle ragazze, sono frequentemente violati.
  • I paesi occidentali hanno la responsabilità di affrontare le difficoltà educative nei paesi in guerra, riconoscendo nei bambini potenziali agenti di cambiamento.

Il potere della penna

Malala Yousafzai cita anche nel suo discorso il detto “La penna ferisce più di una spada”. Ho sempre fortemente creduto nella veridicità di questa frase, come ho sempre creduto che si racchiudano le soluzioni per le guerre presenti nel mondo. La correttezza di questa mia opinione è stata confermata dall’attentato alla vita di Malala il 9 settembre 2012. I talebani hanno sparato al lato sinistro della testa di Malala perché lei ha ragione, e loro avevano paura di lei. Se l’opinione che studiare è giusto si fosse sparsa, le persone avrebbero incominciato a saper ragionare autonomamente e ribellarsi. Infatti i talebani sono i primi a non avere una educazione. Temono che la società cambi e incominci a basarsi sull’uguaglianza. Gli estremisti hanno paura del potere del loro popolo, del potere delle donne e della loro voce. Per combattere questo, rispondono nell’unico modo che conoscono, uccidendo. Per questo ogni anno si sentono stragi di studentesse, maestre e bombardamenti di scuole.

La reazione del mondo

Volevano zittire Malala e spaventare il suo seguito, ma non avevano tenuto conto che un’idea non si uccide eliminando l’ideatore. Fortunatamente Malala è sopravvissuta, e l’attacco alla sua persona ha dato il via a delle reazioni opposte a quelle ipotizzate dai talebani. Il suo attentato ha richiamato l’attenzione di tutto il mondo, che si è unito alla voce di Malala. Malala ha compreso che la violenza non porterà l’uomo da nessuna parte, ma bensì lo farà l’educazione. Ammette che non si vendicherebbe con la violenza nemmeno contro il cecchino che le ha sparato, bensì si vendicherebbe con la scuola per ogni bambino. Facendo si che un giorno non ci siano più persone che comprendono l’opera dei talebani, ma che portano avanti un messaggio di amore e pace.

Qual è l'importanza dell'educazione?

Molte volte quando si era alle elementari, la maestra ci insegnava che un tempo non si era obbligati ad andare a scuola, e tutti gioivano dicendo che erano fortunati quei bambini a non essere obbligati a studiare. Dicevamo così perché eravamo piccoli e non avevamo mai conosciuto una realtà dove l’istruzione ci fosse negata. La realtà dove è cresciuta Malala e i suoi compagni. Dove al posto delle penne e dei libri c’erano le armi. La pace, ricorda Malala nel suo discorso, è necessaria per l’educazione, E’ la guerra che impedisce maggiormente ai bambini di frequentare la scuola. Le persone che non hanno una cultura si rifugiano senza capacità di giudizio nella religione, senza capire cosa realmente i testi sacri vogliono loro dire. I talebani sfruttano questo, abusando della parola di Dio per i loro scopi personali. Se gli estremisti non fossero presenti in Pakistan, esso sarebbe un paese democratico e in pace. I Pakistani desiderano l’istruzione per i loro figli e figlie e che l’Islam riconosce che l’educazione è sia un diritto dei bambini ma anche una responsabilità e un dovere.

Problemi globali di istruzione

Non solo in Pakistan c’è un problema di non istruzione ma anche in paesi come l’India, dove i bambini sono costretti al lavoro minorile, Afghanistan dove la guerra monopolizza qualunque cosa, la Nigeria dove le scuole vengono distrutte, dove ci sono bambini soldato e paesi dove le ragazze non possono nemmeno pronunciare la parola cultura se no vengono considerate impure e ribelli, sono obbligate ai lavori domestici e diventano spose-bambine. Paesi dove c’è una deprivazione dei diritti fondamentali.

Il ruolo dei paesi occidentali

L’educazione non è più un optional nel 2015, i paesi occidentali non possono più permettersi di dire ai paesi lacerati dalla guerra che è un problema loro. Bisogna smettere di vedere i bambini solo come vittime ma iniziare a concepirli come potenze che possono diventare Malala, che possono insegnare agli adulti del domani e di oggi a non piegarsi alla dittatura e alzare la voce rivendicando i loro diritto.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del detto "La penna ferisce più di una spada" nel contesto del discorso di Malala?
  2. Malala Yousafzai sottolinea che l'istruzione e le idee hanno un potere trasformativo maggiore della violenza, come dimostrato dal suo attentato da parte dei talebani, che temevano il suo messaggio di uguaglianza e libertà.

  3. Come ha reagito il mondo all'attentato contro Malala?
  4. L'attentato ha suscitato una reazione globale di solidarietà, dimostrando che le idee non possono essere eliminate con la violenza. Malala ha usato la sua esperienza per promuovere l'educazione come strumento di cambiamento.

  5. Qual è il legame tra pace e istruzione secondo Malala?
  6. Malala afferma che la pace è fondamentale per l'educazione, poiché la guerra impedisce ai bambini di andare a scuola e crea un ambiente in cui l'ignoranza prospera, favorendo l'estremismo.

  7. Quali sono alcuni dei problemi globali legati all'istruzione?
  8. Oltre al Pakistan, ci sono gravi problemi di istruzione in paesi come l'India, l'Afghanistan e la Nigeria, dove i bambini affrontano il lavoro minorile, la guerra e la negazione dei diritti fondamentali.

  9. Qual è il ruolo dei paesi occidentali nell'affrontare i problemi di istruzione nel mondo?
  10. Malala sostiene che i paesi occidentali devono smettere di considerare l'educazione come un problema esclusivo dei paesi in guerra e iniziare a vedere i bambini come potenziali agenti di cambiamento, promuovendo il diritto all'istruzione per tutti.

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