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Concetti Chiave

  • La gita a Pertosa offre un'esperienza unica con lo spettacolo sull'inferno dantesco, immerso nelle suggestive grotte.
  • Il percorso include incontri con personaggi iconici come Beatrice e Minosse, con rappresentazioni multimediali che arricchiscono la narrazione.
  • La rappresentazione visiva di Cerbero e della città di Dite crea un'atmosfera intensa, grazie alla cura registica e alla colonna sonora evocativa.
  • Il viaggio nell'Inferno tocca temi profondi, come le pene dei dannati, tra cui Ulisse e il conte Ugolino, rendendo l'esperienza intensa e coinvolgente.
  • Lo spettacolo riesce a coinvolgere il pubblico, evitando la staticità di una semplice tragedia teatrale e creando un legame diretto con gli spettatori.

Una gita a Pertosa?

L’anno scorso io e la mia famiglia abbiamo fatto una gita a Pertosa, località a 70 chilometri da Salerno, in particolare alle sue famose grotte. Lì siamo stati partecipi di un’esperienza indimenticabile, ovvero lo spettacolo sull'inferno dantesco. Dante “in persona” ci ha accolto all'ingresso delle grotte e, dopo una breve introduzione, ci ha accompagnati sulla barca di Caronte, attraversando l'Acheronte (Alburno è il vero nome del fiume della grotta), il fiume infernale che porta al Limbo. Ci siamo inoltrati per quasi un chilometro, attraversando immense gallerie e cunicoli pieni di stalattiti e stalagmiti dove gli attori si esibivano, accompagnati da un suggestivo sottofondo musicale, da immagini multimediali e giochi di luci.

Incontro con Beatrice e Minosse

Sbarcati nel Limbo abbiamo incontrato Beatrice Portinari, la donna idealizzata dal poeta come l'icona dell'amore. Accanto a Beatrice stava l'immagine multimediale di Minosse, il giudice delle anime dannate: i peccatori giungono davanti a lui, gli raccontano i loro peccati e il mostro indica loro in quale girone devono andare a seconda delle volte che attorciglia intorno a sé la sua coda. Dopo Minosse siamo arrivati a vedere i due dannati Paolo e Francesca, nel girone dei lussuriosi: in vita sono stati travolti dal vento della passione, e ora, per la legge del contrappasso sono destinati ad essere travolti da un violentissimo vento che li fa sbattere a rocce appuntite.

Cerbero e la città di Dite

Poi abbiamo attraversato il terzo cerchio e abbiamo visto Cerbero, il famelico cane a tre teste; in seguito siamo arrivati nel quarto cerchio dove abbiamo visto l'immagine multimediale degli iracondi e gli accidiosi. In seguito siamo arrivati alla città di Dite, dove Tesifon, Megera ed Aletto, i diavoli che rappresentano la vendetta, tentano di impedirci di proseguire il nostro viaggio. Ma ecco che arriva il Messo del Signore a mandare via con la sua spada le creature demoniache e a incoraggiarci a proseguire il nostro viaggio. Mi è piaciuta molto questa parte dell'Inferno: la rappresentazione dei diavoli è stata molto curata dal regista, e la musica accompagna pienamente la scena in corso. Attraversata la città di Dite siamo arrivati al sesto cerchio, disseminato di tombe aperte, vuote ed illuminate da centinaia di fiammelle, dove avviene l'incontro tra Dante e Farinata degli Uberti.

Il bosco pietrificato

Incamminandoci abbiamo visto il bosco pietrificato dove risiedono i violenti contro il prossimo, contro se stessi e contro Dio. Sono tramutati in alberi e tra essi Dante scorge Pier delle Vigne, un uomo accusato di alto tradimento e imprigionato, che si suicidò nelle prigioni. Dopo la vista della pena riservata ai Simoniaci, i cui piedi sono arsi da fiamme eterne, Dante incontra Ulisse, che convinse suoi compagni ad attraversare le Colonne d’Ercole con un famoso discorso. In seguito abbiamo visto il conte Ugolino, che fu rinchiuso in una torre con i suoi due figli e nipoti, e lì fu fatto morire di fame. Ora nell'Inferno è condannato a rodere la testa dell'arcivescovo Ruggieri, il quale condannò Ugolino a quell'atroce destino. Infine abbiamo visto Lucifero, che non va inteso come un attore travestito, ma come il male assoluto di tutti gli uomini. Nel suo girone c'erano tanti quadri rappresentanti elementi di discordia, tra i quali la bomba atomica, i soldi, le armi.

Conclusione dello spettacolo

Devo dire che lo spettacolo mi è piaciuto molto da tutti i punti di vista: la compagnia di attori locale, molto brava nella recitazione delle creature dantesche; la posizione delle luci, che conferivano un’aria inquietante all'atmosfera, riuscendo allo stesso tempo a illuminare l’enorme grotta; ma la cosa che mi ha fatto più piacere è stata che lo spettacolo non assumeva i caratteri di una noiosa tragedia teatrale, ma coinvolgeva direttamente il pubblico.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata l'esperienza principale durante la gita a Pertosa?
  2. Durante la gita a Pertosa, la famiglia ha partecipato a uno spettacolo sull'inferno dantesco, dove Dante ha accolto i visitatori e li ha guidati attraverso le grotte, creando un'esperienza immersiva con attori, musica e immagini multimediali.

  3. Chi sono i personaggi principali incontrati nel Limbo?
  4. Nel Limbo, i visitatori hanno incontrato Beatrice Portinari, simbolo dell'amore, e Minosse, il giudice delle anime, che indirizza i peccatori verso il loro girone di punizione.

  5. Quali scene significative sono state rappresentate nel terzo cerchio e nella città di Dite?
  6. Nel terzo cerchio, i visitatori hanno visto Cerbero e nel quarto cerchio gli iracondi e gli accidiosi. Nella città di Dite, i diavoli Tesifon, Megera e Aletto hanno tentato di ostacolare il viaggio, ma sono stati scacciati da un Messo del Signore.

  7. Che cosa rappresenta il bosco pietrificato e quali personaggi vi si trovano?
  8. Il bosco pietrificato rappresenta i violenti, trasformati in alberi. Tra di essi, Dante incontra Pier delle Vigne, Ulisse e il conte Ugolino, ognuno con la propria tragica storia di punizione.

  9. Quali aspetti dello spettacolo hanno colpito di più il narratore?
  10. Il narratore è rimasto colpito dalla bravura degli attori, dalla cura nella rappresentazione delle scene e dall'atmosfera inquietante creata dalle luci, apprezzando che lo spettacolo coinvolgesse attivamente il pubblico senza risultare noioso.

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