Concetti Chiave
- Il Presidente della Repubblica ha evidenziato l'aumento preoccupante degli incidenti sul lavoro in Italia, con un numero crescente di morti rispetto ai decenni precedenti.
- Ogni anno, tra 900 e 1000 lavoratori perdono la vita, mentre gli incidenti denunciati all'INAIL superano i 950 mila, evidenziando una crisi della sicurezza sul lavoro.
- Incidenti significativi, come quelli avvenuti nelle acciaierie Thyssen-Krupp e a Molfetta, hanno suscitato forte cordoglio e proteste pubbliche per una maggiore sicurezza lavorativa.
- Il lavoro è un diritto fondamentale e un valore sociale, riconosciuto dalla Costituzione italiana, che sottolinea l'importanza della sicurezza e della dignità nel contesto lavorativo.
- La diffusione del lavoro nero e la mancanza di norme di sicurezza sono tra le principali cause degli incidenti, aumentando il rischio per i lavoratori e le loro condizioni di lavoro.
Indice
L'allarme del presidente
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha richiamato l’attenzione, fin dall’inizio del suo mandato istituzionale, sul grave problema degli incidenti sul lavoro che, con preoccupante frequenza, avvengono nel nostro Paese.
Ad allarmare il capo dello Stato è l’impennata fatta registrare negli ultimi anni dal numero di morto sul lavoro (le cosiddette “morti bianche”), dopo che nei decenni scorsi era gradualmente diminuito.
Incidenti sul lavoro in Italia?
In media, ogni anno, tra i novecento e i mille lavoratori perdono la vita nello svolgimento della loro professione, mentre gli incidenti sul lavoro complessivamente denunciati ogni anno all’INAIL (l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) si attestano in media intorno ai 950 mila.
Particolare impressione ha suscitato nell’opinione pubblica italiana il grave incidente avvenuto il 6 dicembre del 2007 nelle acciaierie Thyssen-Krupp di Torino: per un improvviso rogo divampato all’interno degli stabilimenti sono morti ben sette operai, alcuni subito, gli altri nelle settimane successive.
Questi stabilimenti un tempo appartenevano alla Fiat ed erano una delle industrie siderurgiche più note in Italia anche per la coscienza sindacale degli operai che vi lavoravano. Poi la crisi del settore siderurgico determinò passaggio di proprietà e le antiche acciaierie torinesi furono acquistate da una grande azienda siderurgica tedesca.
Un altro gravissimo incidente nel lavoro, dopo quello di Torino, ha scosso l’opinione pubblica italiana ed il mondo del lavoro in particolare: la morte di cinque operai di Molfetta, in Puglia, all’inizio di marzo 2008, mentre pulivano l’interno di un’autocisterna, uccisi da esalazioni nocive.
Cordoglio e proteste
In entrambi i casi non si è fatto attendere l’unanime cordoglio delle istituzioni, del mondo politico e di quello sindacale, ma anche e soprattutto della gente comune, dei cittadini di Torino e di Molfetta, che si sono stretti intorno alle famiglie colpite ed hanno più volte manifestato, scendendo in piazza ed anche in occasione dei funerali delle vittime, la loro protesta, condivisa dai lavoratori di tutto il Paese, per delle tragedie che potevano, anzi, dovevano essere evitate.
Il valore del lavoro
Non si può morire nello svolgimento del proprio lavoro, mentre si è impegnati, corpo e mente, a procurare i mezzi di sostentamento alla propria famiglia! Ma il lavoro non è soltanto qualcosa di materiale, legato ad una retribuzione; esso è anche un valore sociale, che dà prestigio ad un Paese e conferisce dignità a chi lo svolge, tanto che è un diritto fondamentale riconosciuto dalla Costituzione italiana. In particolare, l’articolo 41 afferma che l’iniziativa economica privata “non può svolgersi in contrasto con l’unità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. In pratica, non si può lavorare senza alcuna norma di sicurezza.
La realtà delle morti bianche
Dell’incidente alla Thyssen-Krupp e poi di quello di Molfetta si è parlato per molte settimane, poiché hanno avuto un notevole risalto sui mass media ed hanno scosso l’opinione pubblica, ma c’è uno stillicidio di ”morti bianche” nel nostro Paese pressoché quotidiano, di cui si dice poco o nulla. Quanto accaduto prima a Torino e poi a Molfetta non è quindi una tragica fatalità, bensì alcuni dei tanti incidenti mortali che avvengono ogni giorno in una fabbrica, su una nave, in un cantiere, sulle impalcature di un palazzo in costruzione o in ristrutturazione: in media, secondo i dati forniti dall’INAIL, ben tre al giorno, ovvero un morto nel lavoro ogni sette-otto ore.
Sicurezza e lavoro nero
L’invito del Presidente della Repubblica deve essere raccolto da chi opera nell’ambito della sicurezza sul lavoro, affinché vengano prese le giuste precauzioni in ogni luogo di lavoro: alle volte basta un semplice casco a protezione della testa per salvare la vita ad un operaio. Ma è importante anche risaltare alle cause del fenomeno, tra le quali gioca un ruolo preponderante la diffusione del cosiddetto “lavoro nero”, cioè senza le dovute garanzie contrattuali ed a volte con orari di lavoro che, comprendendo gli straordinari, si trascinano anche per dodici-tredici ore consecutive, con il rischio evidente di un calo dell’attenzione, e del precariato, per cui tante persone si piegano ad accettare lavori non sicuri pur di portare un po’ di euro a casa.
Domande da interrogazione
- Qual è l'allerta principale del Presidente della Repubblica riguardo agli incidenti sul lavoro in Italia?
- Quanti incidenti sul lavoro vengono registrati annualmente in Italia?
- Qual è la reazione della società agli incidenti sul lavoro?
- Qual è il valore sociale del lavoro secondo la Costituzione italiana?
- Quali sono le cause principali degli incidenti sul lavoro in Italia?
Il Presidente Giorgio Napolitano ha evidenziato l'aumento preoccupante delle "morti bianche" negli ultimi anni, dopo un periodo di diminuzione, sottolineando la gravità del problema.
Ogni anno, tra i novecento e i mille lavoratori perdono la vita sul lavoro, mentre gli incidenti denunciati all'INAIL si aggirano intorno ai 950 mila.
Dopo gravi incidenti, come quelli di Thyssen-Krupp e Molfetta, c'è stata una forte manifestazione di cordoglio e proteste da parte delle istituzioni e dei cittadini, che chiedono maggiore sicurezza.
Il lavoro è considerato un diritto fondamentale che conferisce dignità e prestigio, e non può avvenire senza rispettare norme di sicurezza, come stabilito dall'articolo 41 della Costituzione.
Oltre alla mancanza di sicurezza, il lavoro nero gioca un ruolo cruciale, poiché spesso comporta condizioni di lavoro precarie e orari eccessivi, aumentando il rischio di incidenti.