Concetti Chiave
- La famiglia e la scuola sono istituzioni chiave nella socializzazione, con la famiglia che ha un ruolo cruciale nella formazione psicologica dell'individuo.
- Nel corso del tempo, la famiglia è passata da una struttura allargata con funzioni economico-produttive a una forma nucleare, perdendo molte responsabilità pubbliche.
- La scuola, inizialmente elitario, si è democratizzata attraverso l'esplosione scolastica, estendendo l'istruzione a tutta la popolazione nel XIX e XX secolo.
- Durante l'adolescenza, il gruppo di coetanei diventa centrale, influenzando comportamenti e scelte, mentre il giovane cerca sostegno e identificazione.
- Genitori e scuola devono collaborare per sostenere gli adolescenti, facilitando la comunicazione e fornendo valori stabili in un periodo di confusione.
L'evoluzione della famiglia
La famiglia e la scuola sono due fondamentali istituzioni di socializzazione di un individuo.
Mentre la famiglia è un’istituzione da sempre presente nel mondo, per l’avvento dell’alfabetizzazione, e successivamente della scuola come la conosciamo oggi, si è dovuto attendere fino al XIX secolo circa. Entrambe queste agenzie di socializzazione si sono evolute e sono mutate enormemente nel tempo, adattandosi alla società e modificandola a loro volta.
La famiglia è la prima realtà sociale in cui il bambino si trova immerso, ed essa riveste un ruolo fondamentale, al giorno d’oggi, nella formazione psichica dell’individuo. Questa sua funzione, così importante perché dota la persona di un carattere adatto alla vita nella società attuale, in passato era meno rilevante, e la famiglia si faceva carico soprattutto di compiti sociali diversi.
Qual è il ruolo della famiglia moderna?
Innanzitutto, la famiglia è mutata numericamente, ma anche e soprattutto in ambito funzionale. Nelle società statali tradizionali era, infatti, molto più allargata, comprendeva più generazioni, e in alcuni casi, come in India Antica, persino parenti, affini, servi, e clienti. Le funzioni principali erano economico-produttive, in quanto la famiglia costituiva un’unità produttiva oltre che riproduttiva, sociali, politiche (seppure ristrette)ed infine di sicurezza sociale.
Con la nascita delle società moderne, invece, la famiglia diviene sempre più ristretta, fino a ridursi a nucleare, e le sue responsabilità e compiti sociali mutano radicalmente.
In primo luogo, essa perde completamente ogni funzione economico-produttiva e politica. Diminuiscono le responsabilità di sicurezza sociale, di cui si fa sempre più carico lo Stato, e anche la maggior parte delle funzioni di formazione, che vengono delegate alla scuola. Al contempo la famiglia acquista, però, nuovi compiti sociali.
Innanzitutto, come già sottolineato, accompagna l’individuo nella sua formazione psicologica, inoltre, mantiene il suo ruolo di sicurezza sociale, ma con funzione di supplenza alle istituzioni. Infine, è in essa che vengono prese le decisioni fondamentali di ogni individuo, e aiuta quest’ultimo nell’affrontare l’infinità di stimoli che riceve.
La famiglia, dunque, perde le sue funzioni pubbliche, e, nel contempo, acquista o rafforza quelle private, trasformandosi così da realtà pubblica a privata.
La trasformazione della scuola
Seconda istituzione di socializzazione per un individuo, la scuola compare già nelle società statali tradizionali, legata alle esigenze della scrittura e della tradizione scritta, ma si caratterizza per il suo carattere fortemente elitario. Perché essa venga estesa a tutta la popolazione bisogna attendere la nascita delle società moderne, quindi circa il 1800.
Il processo che diffuse l’istruzione su vasta scala viene detto esplosione scolastica, a sua volta suddiviso in due fasi. La prima, detta fase di alfabetizzazione, in cui si estese la scolarizzazione di base alle masse, avvenne durante il XIX secolo, e ridusse così sempre più l’analfabetismo. Successivamente, nel XX secolo, la seconda fase, la scolarizzazione di massa, elevò il grado di istruzione della popolazione.
La scolarizzazione si espanse soprattutto in relazione alla richiesta di titoli più elevati da parte delle industrie, ma non fu collegata solo a questo fenomeno, e spesso, addirittura, lo precedette.
La sua espansione, infatti, dipese anche da altri fattori. Innanzitutto, fu fondamentale lo sforzo fatto per cercare di offrire istruzione anche alle fasce meno abbienti, nel tentativo di riscattarle e nobilitarle. Inoltre, anche le esigenze della vita politica sospinsero la vela della scolarizzazione. Crebbe, infatti, la necessità che i cittadini, coinvolti direttamente nella politica, venissero messi a conoscenza delle basi minime di diritto e funzionamento dell’apparato statale. I governi si convinsero poi dell’utilità dell’istruzione come strumento di dominio delle masse, ma anche come mezzo con cui aumentare benessere e produttività. Infine, anche la pressione dal basso, con l’aumento quindi della domanda di istruzione, indispensabile per lavorare e nuovo simbolo di status, favorì l’espansione della scolarizzazione.
L'adolescenza e il gruppo di coetanei
La famiglia si pone, quindi, come la prima agenzia di socializzazione dell’individuo, seguita poi dalla scuola. Quando il soggetto cresce, e da bambino diventa adolescente, si inserisce in un’ulteriore realtà sociale, il gruppo di coetanei.
La fase transitoria dalla condizione di fanciullo a quella di adulto, infatti, matte l’adolescente in uno stato di incertezza di comportamento, ansia, inadeguatezza, timore per il futuro e del mondo circostante, ricerca della propria individualità. Il giovane, quindi, cerca rifugio nel gruppo dei propri “pari”, con cui confrontarsi, in cui trovare sostegno, amicizia, comprensione.
Il rapporto, in piena adolescenza basato sul conformismo reciproco e sull’accettazione più o meno tacita di regole e valori condivisi, si trasforma con lo scorrere del tempo, di pari passo con la maturazione dell’individuo, consolidandosi su fondamenta più solide.
In questa fase, però, l’influenza del gruppo sull’adolescente è ai suoi massimi livelli, e agisce su di esso, particolarmente sensibile alle pressioni dei coetanei, dettandone abitudini, tempo libero, giudizi e opinioni, gusti nell’abbigliamento, nella musica, nei modi di parlare, di salutare, di rapportarsi con gli altri. Superato questo periodo, probabilmente quello in cui l’adolescente è più vulnerabile ed esposto anche a rischi, l’individuo inizia a maturare, fin circa dai sedici, diciassette anni, sviluppando la capacità di ragionare in modo più autonomo e astratto, e rinsaldando, così, le amicizie su fondamenta più valide, serie, consistenti.
Il ruolo dei genitori e della scuola
I rischi a cui l’adolescente è esposto, in quanto molto vulnerabile e pronto a seguire i coetanei indiscriminatamente, possono essere quantomeno ridotti, se non completamente evitati. Questo grazie ad un precedente intervento dei genitori, in fase preadolescenziale, volto a produrre nell’individuo la piena consapevolezza di ciò che può nuocergli, e di cosa, al contrario, lo può aiutare.
Oltre a ciò, però, la famiglia e la scuola, nella fase adolescenziale del giovane, hanno il compito di collaborare allo scopo di agevolare la comunicazione genitore-figlio, e con l’obiettivo di continuare a fornire al giovane punti fermi, saldi valori e principi, a cui poter fare riferimento in un momento di tale confusione. Il primo obiettivo è raggiungibile, ad esempio, favorendo incontri rivolti ai genitori, con i quali dotarli delle conoscenze psicologiche di base con cui approcciarsi al mondo degli adolescenti, da cui perennemente si sentono preparati fino al momento in cui non si accorgono di essere già in balia della tempesta.
Infine, anche tenendo conto della mia esperienza personale, ritengo che, in ogni caso, non si possa pensare di superare la fase adolescenziale senza qualche travaglio, senza aver prima superato qualche sofferenza, disillusione, delusione, disagio. A mio parere, infatti, per superare l’adolescenza bisogna innanzitutto crescere, maturare, indipendentemente dall’età.
È perciò fondamentale, in un percorso mirato alla crescita individuale, conoscere non solo l’innocenza e la beatitudine dell’infanzia, ma anche il turbinio di emozioni adolescenziale, il senso di ricerca della propria individualità, il timore per il futuro, il desiderio di indipendenza, per poter con certezza affermare di essere davvero diventati adulti, e non solo dei Peter Pan con qualche ruga.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo fondamentale della famiglia nella formazione dell'individuo?
- Come è cambiata la struttura e le funzioni della famiglia nel tempo?
- Quali sono le fasi dell'espansione della scolarizzazione?
- Qual è l'importanza del gruppo di coetanei durante l'adolescenza?
- In che modo possono genitori e scuola collaborare per supportare gli adolescenti?
La famiglia è la prima realtà sociale in cui il bambino si immerge, rivestendo un ruolo cruciale nella sua formazione psichica, adattandosi alle esigenze della società moderna (testo).
La famiglia si è ristretta da una struttura allargata a una nucleare, perdendo funzioni economico-produttive e politiche, mentre ha acquisito nuovi compiti sociali, come la formazione psicologica e il supporto alle decisioni individuali (testo).
L'espansione della scolarizzazione si divide in due fasi: la fase di alfabetizzazione nel XIX secolo, che ha ridotto l'analfabetismo, e la scolarizzazione di massa nel XX secolo, che ha elevato il grado di istruzione della popolazione (testo).
Durante l'adolescenza, il gruppo di coetanei diventa fondamentale per il giovane, offrendo sostegno e confronto, ma esercitando anche una forte influenza sulle sue abitudini e comportamenti (testo).
Genitori e scuola devono collaborare per facilitare la comunicazione e fornire ai giovani punti fermi e valori, aiutandoli a navigare le incertezze dell'adolescenza e a sviluppare una consapevolezza critica (testo).