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Concetti Chiave

  • Gli ecologi sono preoccupati per l'ignoranza dell'uomo tecnologico riguardo agli effetti disastrosi delle sue azioni sull'ambiente, come la distruzione dei boschi per nuove strade.
  • La consapevolezza pubblica sta crescendo e si stanno affrontando le forme più evidenti di inquinamento, ma le soluzioni definitive rimangono complesse e costose.
  • I governi devono stabilire e far rispettare criteri di conservazione ambientale, mentre l'industria deve ridurre l'inquinamento e promuovere il riciclo dei rifiuti.
  • Il riciclo è un processo remunerativo che può alleviare l'inquinamento, recuperando materiali come carta, vetro e rame, ed è essenziale per la salvaguardia dell'ambiente.
  • L'illusione dell'uomo tecnologico di una crescita illimitata su un pianeta limitato potrebbe portare a catastrofi, ma alcuni ecologi rimangono ottimisti sulla capacità di trovare soluzioni.

Ignoranza degli effetti tecnologici

La cosa che più sgomenta gli ecologi è che l’uomo tecnologico ignora i disastrosi effetti da lui provocati. Certamente né gli uomini politici, né gli scienziati che costruirono la prima bomba atomica, si rendevano pienamente conto delle conseguenze dei residui radioattivi. Gli uomini che progettarono l’automobile non prevedevano che il suo successo avrebbe trasformato le città in immensi parcheggi, che avrebbe portato in tutto il mondo alla distruzione del verde per far posto alle autostrade. Ogni anno, solo negli Stati Uniti, ben 400.000 ettari di bosco, vengono distrutti per far posto a nuove strade.

Soluzioni e consapevolezza ambientale

Non mancano certo idee promettenti sul modo di riportare l’equilibrio nel nostro ambiente naturale, e il fatto più importante avvenuto finora è la presa di coscienza generale da parte dell’opinione pubblica. Se non altro, abbiamo cominciato a combattere le forme più evidenti di inquinamento, ma le soluzioni definitive saranno molto difficili e costose. L’ideale sarebbe sottoporre l’intero ambiente terrestre all’analisi di calcolatori elettronici e al controllo dei sistemi ecologici. Intere città e industrie potrebbero misurare tutto ciò che assorbono e scaricano attraverso l’aria, la terra e l’acqua. Per mezzo di scelte basate sul rapporto fra costi e benefici, si potrebbe decidere, per esempio, fra l’opportunità di costruire nuovi impianti industriali e quella di lasciare intatte vecchie paludi allo scopo di mantenere il sistema in equilibrio. Ma questo è ancora un sogno remoto.

Ruolo dell'industria e conservazione

Nel frattempo i governi dovrebbero per prima cosa stabilire criteri di conservazione ambientale e farli osservare rigorosamente. L’industria ha una par¬te vitale da svolgere: prima di tutto ridurre al minimo l'inquinamento, poi cercare di conseguire lo scopo fondamentale, che è quello di rimettere in ciclo tutti i rifiuti. È un processo remunerativo. Da molto tempo si riutilizzano rifiuti di carta, vetro e rame. Le ceneri altrimenti disperse nell’aria possono essere recuperate e pressate in blocchi da usare come materiale da costruzione; l’anidride solforosa recuperata dai rifiuti potrebbe alleviare la penuria mondiale di zolfo. L’industria dell’imballaggio farebbe certo un enorme favore a tutti noi usando materiali rapidamente deperibili. Questi necessari cambiamenti tecnici potrebbero far salire i prezzi al consumo e ridurre i profitti. Ma il profitto più grande consiste nel salvare il nostro ambiente naturale.

Illusione di crescita illimitata

L’uomo tecnologico si culla nella pericolosa illusione di poter costruire società industriali sempre più grandi senza curarsi delle ferree leggi della natura. Egli vorrebbe una crescita illimitata su un pianeta limitato. I pessimisti sostengono che solo una catastrofe potrebbe modificare, forse troppo tardi, questo atteggiamento. Per contro gli ecologi ottimisti nutrono fiducia nella capacità dell’uomo di trovare rimedio a tutto, quando vi è costretto.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale preoccupazione degli ecologi riguardo all'ignoranza degli effetti tecnologici?
  2. Gli ecologi sono sgomenti dall'ignoranza dell'uomo tecnologico riguardo ai disastrosi effetti delle sue invenzioni, come dimostrato dalla mancanza di consapevolezza sulle conseguenze dei residui radioattivi della bomba atomica e sull'impatto dell'automobile sulle città e sull'ambiente (testo).

  3. Quali sono le soluzioni proposte per riportare l'equilibrio nell'ambiente naturale?
  4. Le soluzioni includono l'analisi dell'ambiente tramite calcolatori elettronici e il controllo dei sistemi ecologici, oltre a scelte basate su costi e benefici per decidere tra nuove costruzioni industriali e la conservazione di ecosistemi vitali, anche se queste rimangono sogni remoti (testo).

  5. Qual è il ruolo dell'industria nella conservazione ambientale?
  6. L'industria deve ridurre al minimo l'inquinamento e rimettere in ciclo i rifiuti, utilizzando materiali deperibili e recuperando risorse come ceneri e anidride solforosa, anche se questi cambiamenti potrebbero aumentare i costi e ridurre i profitti (testo).

  7. Qual è l'illusione pericolosa che l'uomo tecnologico si crea riguardo alla crescita?
  8. L'uomo tecnologico si illude di poter costruire società industriali sempre più grandi senza considerare le leggi della natura, desiderando una crescita illimitata su un pianeta limitato, mentre i pessimisti avvertono che solo una catastrofe potrebbe cambiare questo atteggiamento (testo).

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