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Concetti Chiave

  • La cultura medioevale era fortemente influenzata dalla fede cristiana, con una visione negativa del corpo femminile, considerato fonte di peccato e perdizione.
  • Nel XII secolo si verifica una laicizzazione della cultura, portando alla diffusione di valori come la cortesia e l'adorazione della donna nell'amore cortese.
  • La poesia cortese e lo Stilnovo trasformano la percezione della donna, rappresentandola come un essere superiore che contribuisce al perfezionamento morale dell'uomo.
  • Andre Cappellano, nel suo "De amore", sostiene che l'amore autentico si manifesta al di fuori del matrimonio, visto come vincolante e privo di libertà.
  • Le trasformazioni culturali hanno progressivamente cambiato la concezione dell'amore e il ruolo della donna, passando da una visione negativa a una più idealizzata e positiva.

La cultura medioevale e la fede

La cultura medioevale era dominata dal soprannaturale e dalla fede cristiana per cui i credenti pensavano e reagivano avendo come misura di riferimento una verità già rivelata. La vita e la storia erano dominate dal peccato commesso dai progenitori, Adamo ed Eva, peccato che continuava a macchiare la vita della società. Da esso ci si salvava solo attraverso la fede, puntando sulla vera vita che era quella dell’anima e non del corpo. Per questo motivo la sfera corporea e materiale era considerata impregnata di colpa e il corpo della donna era visto come luogo diabolico e come dice J. Le Goff - la peggiore incarnazione del male -. In questo mondo dove tutto ruota attorno alla religione l’unica donna non peccatrice è Maria, madre e vergine, che viene però considerata sempre in una dimensione trascendente ed esclusivamente per la sua funzione religiosa. Il corpo femminile veniva considerato negativamente come fonte di attrazione e come via di perdizione per l’uomo.

La rivoluzione del XII secolo

Nel XII secolo si assiste ad una vera e propria rivoluzione nella mentalità con il processo di laicizzazione della cultura, che inizia a staccarsi dalla visione religiosa. Con la nascita delle corti feudali si diffondono nuovi valori legati alla liberalità alla lealtà, gusto dell’eleganza e alla cortesia. Quest’ultima si esprime anche nei confronti della donna, che viene ricoperta di adorazione e di devozione quasi religiosa. La cultura signorile è infatti legata alla ideologia dell’amore cortese, che riprende i temi provenzali legati all’amore e alla donna entrambi idealizzati. L’amore è quasi sempre una passione insoddisfatta che porta a sofferenza, ma cui il poeta non vuole rinunciare. Spesso viene personificato e considerato come una forza capace di legare, di accecare, di far bruciare il cuore al punto che l’uomo possa sentirsi, come si legge ne “Canzone di primavera” di Bernard de Ventadorn, - distrutto dal desio -. Molte volte la donna amata è moglie del signore della corte, quindi il poeta – amante -, sapendo di vivere un’esperienza adulterina, soffre ed è costretto a nascondere la sua passione da lontano. Cantore delle sue sofferenze che la lontananza reca gli amanti è anche Jaufré Rudel, che nella sua poesia “Amore di lontano”, in cui descrive il suo cuore che non può vivere la gioia di un amore vissuto, ma solo un ricordo di un amore lontano.

Che cos'è l'amore cortese e la poesia?

Passando attraverso l’esperienza della poesia di cortese di Toscana e fino ad arrivare alla poetica dello Stilnovo si assiste ad un ulteriore cambiamento di considerazione che riguarda il corpo della donna. Quest'ultimo viene considerata come un essere superiore per bellezza e moralità. La donna assomiglia ad un angelo, ma non solo per il suo apparire ma anche per la sua funzione. L’uomo innamorato, attraverso la donna amata, in particolare anche solo con un suo saluto che dona salvezza, ottiene un perfezionamento morale che lo porta ad innalzarsi e avvicinarsi a Dio. Dante, massimo esponente dello stilnovismo, descrive infatti la donna come – una cosa venuta \ da cielo in terra a miracol mostrare -.

Andre Cappellano e il "De amore"

Andre Cappellano è stato autore dell’opera “De amore” un trattato in cui dichiara che nell’ottica del XII secolo la disposizione ad amore era sinonimo proprio di nobiltà dell’individuo e che la donna non era più rappresentazione del demonio ma fonte di salvezza. Lo stesso afferma anche che l’amore possa esistere solo al di fuori del matrimonio: - con certezza dico che amore non può affermare il suo potere tra due coniugi, perché gli amanti si scambiano gratis ogni piacere senza nessun tipo di costrizione, mentre i coniugi sono per legge tenuti a obbedire l’uno alla volontà dell’altro senza potersi rifiutare -. Questo concetto viene ripreso anche da Lewis, il quale riporta che nella società feudale il matrimonio solo raramente veniva effettuato per amore, ma spesso per ragioni di interesse perlopiù politico ed economico. La moglie in oltre era considerata solo come un oggetto di proprietà del marito e, se lo scopo del matrimonio falliva, la donna veniva spesso allontanata senza alcuno scrupolo o sentimento.

Conclusioni sulle trasformazioni culturali

In conclusione la concezione dell’amore e il ruolo e la considerazione della donna sono stati oggetto di grandi trasformazioni che sono poi continuate e che forse sono ancora in corso oggi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo della fede nella cultura medioevale?
  2. La cultura medioevale era dominata dalla fede cristiana, con la vita e la storia influenzate dal peccato originale. La salvezza si otteneva solo attraverso la fede, mentre il corpo e la materia erano visti come impregnati di colpa.

  3. Come si è evoluta la percezione della donna nel XII secolo?
  4. Nel XII secolo, la donna comincia a essere idealizzata nell'ambito dell'amore cortese, ricevendo adorazione e devozione. Questo segna un cambiamento rispetto alla visione negativa del corpo femminile, considerato in precedenza come fonte di perdizione.

  5. Cosa rappresenta l'amore cortese nella poesia medievale?
  6. L'amore cortese è una passione insoddisfatta che porta sofferenza, spesso personificata come una forza potente. I poeti esprimono il dolore dell'amore non corrisposto, come evidenziato nelle opere di autori come Bernard de Ventadorn e Jaufré Rudel.

  7. Qual è la visione di Andre Cappellano sull'amore e il matrimonio?
  8. Andre Cappellano, nel suo "De amore", sostiene che l'amore è sinonimo di nobiltà e può esistere solo al di fuori del matrimonio, poiché i coniugi sono vincolati da obblighi legali, mentre gli amanti si scambiano piaceri liberamente.

  9. Quali trasformazioni culturali si osservano nella concezione dell'amore e della donna?
  10. La concezione dell'amore e il ruolo della donna hanno subito grandi trasformazioni nel tempo, passando da una visione negativa a una più positiva e idealizzata, un cambiamento che continua a influenzare la società contemporanea.

Domande e risposte

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