Concetti Chiave
- Il desiderio è definito come un impulso volitivo verso un oggetto esterno, legato alla contemplazione o al possesso.
- La filosofia e la Chiesa hanno visioni contrastanti sul desiderio, con la filosofia che riconosce la sua ammissibilità mentre la Chiesa tende a negare il desiderio illecito.
- I filosofi considerano l'uomo imperfetto, giustificando così sia i desideri leciti che quelli illeciti e le loro conseguenze emotive.
- Il desiderio può portare a sensazioni positive e negative, e l'uomo deve convivere con queste emozioni contrastanti.
- La Chiesa è criticata per cercare di controllare la mente umana, ignorando la naturale inclinazione verso il desiderio.
Qual è il ruolo del desiderio nella filosofia?
Secondo la filosofia il desiderio è uno stato di affezione consistente in un impulso volitivo diretto a un oggetto esterno, di cui si desidera la contemplazione o più facilmente, il possesso.
Ogni giorno ad almeno una persona sull'intero globo terrestre, si produce questo tipo di impulso; ciò sta a significare che l'uomo è fatto per provare sensazioni specifiche al desiderio provato. Da sempre Chiesa e Filosofia hanno sempre contrapposto la loro natura, rispettivamente spirituale e pragmatica: è proprio da questo che si è iniziato a distinguere il desiderio e la sua ammissibilità. La corretta interpretazione è da attribuire alla Filosofia, poiché coloro che, per così dire, la "praticano", hanno la reale concezione della natura umana. Considerando l'uomo un essere imperfetto, i filosofi giustificano la possibilità del desiderio lecito e non lecito e così le sue conseguenze emozionali piacevoli o dolorose che siano. Bisogna far notare che l'uomo ha capito di dover iniziare a convivere con ciò che è più doloroso, nonostante sia lui stesso la causa di tutti i mali: quando un uomo è innamorato di una donna, fa tutto ciò che è in suo potere per dare motivo alla probabile compagna di dare reciprocità al sentimento; nello stesso momento l'uomo accetta una condizione intrinseca: la certezza di provare sensazioni positive alternate a quelle negative e inaspettate.
Interpretazioni del desiderio
La Filosofia prevedendo il caso illecito fa il medesimo esempio, con le medesime condizioni, nel caso in cui la donna stia già con un altro uomo. Proprio perciò alla Chiesa è da attribuire la erronea interpretazione poiché, seppur prevedendo il caso lecito, non ammette quello illecito. In sostanza nella propria concezione spirituale, la Chiesa già da per scontato che l'uomo non debba seguire la propria natura e a sua volta i desideri, neanche ammettendo la loro esistenza. La Filosofia non dice che il desiderio illecito sia da seguire, ma il fatto che accetti la sua ammissibilità, le dà ragione. Possiamo concludere dicendo che fin da troppo tempo la Chiesa sta cercando di entrare nelle menti dell'uomo, il quale si trova ad essere guidato con i paraocchi da un'istituzione che di desideri illeciti ha già mostrato abbastanza, nonostante i suoi rappresentanti dichiarassero l'esatto contrario.
Domande da interrogazione
- Qual è la definizione di desiderio secondo la filosofia?
- Come si differenziano le interpretazioni del desiderio tra filosofia e Chiesa?
- Qual è la posizione della filosofia riguardo al desiderio illecito?
Secondo la filosofia, il desiderio è un impulso volitivo diretto a un oggetto esterno, che si desidera contemplare o possedere, evidenziando la natura umana di provare sensazioni specifiche legate al desiderio (testo).
La filosofia giustifica la possibilità di desideri leciti e illeciti, accettando le loro conseguenze emozionali, mentre la Chiesa tende a negare l'esistenza dei desideri illeciti, imponendo una visione più rigida e spirituale (testo).
La filosofia non sostiene che il desiderio illecito debba essere seguito, ma riconosce la sua ammissibilità, contrariamente alla Chiesa che non accetta nemmeno la sua esistenza, cercando di controllare la natura umana (testo).