Concetti Chiave
- Il passaggio dall'Ottocento al Novecento in Italia segna un cambiamento culturale con il declino del Positivismo e l'influsso del Decadentismo, influenzato dallo sviluppo industriale.
- La contrapposizione tra "campagna" e "città" genera due movimenti antagonisti: Stracità, che cerca modernità, e Strapaese, focalizzato sulla difesa dei valori tradizionali.
- Cesare Pavese critica la società industriale, evidenziando il contrasto tra realtà urbana e rurale, e confronta l'Italia con l'America, sottolineando la sua inferiorità in termini di vitalità.
- Il mondo cittadino, pur evolvendo, mantiene caratteristiche arcaiche, mentre lo sviluppo industriale in Italia risulta lento e faticoso, senza modificare radicalmente le abitudini.
- Il romanzo emerge come genere letterario capace di analizzare criticamente i problemi sociali e le contraddizioni della modernità italiana.
Qual è la transizione culturale tra due secoli?
Il modificarsi del gusto e degli orientamenti culturali che si verifica nel passaggio dall'Ottocento al Novecento, fra tramonto del Positivismo e influssi del Decadentismo, è dovuto anche alle accelerazioni che, pur registrando il ritardo dell'Italia rispetto ai più avanzati paesi europei, subiscono i processi dello sviluppo industriale. Sarà soprattutto il romanzo, genere letterario che si caratterizza per le sue capacità analitiche e per la possibilità di stabilire un confronto critico più diretto con la realtà, a farsi carico dei problemi sociale, sia cogliendo le spinte della "modernità", sia individuando le persistenti sacche di "arretratezza" (perdura il grave fenomeno dell'emigrazione, soprattutto verso le Americhe, di cui parlerà ancora, nel secondo dopoguerra, il pittore-scrittore Carlo Levi, in Cristo si è fermato a Eboli).
Contrapposizione tra campagna e città
A queste forme di sviluppo economico, contadino-artigianale e industriale, corrisponde la contrapposizione fra "campagna" e "città" che, ancora viva nel corso del secolo, dà luogo a due movimenti antagonisti: Stracità, promosso da Massimo Bontempelli, che cerca di aprirsi ad una dimensione più modernamente europea ( di qui il termine "novecentismo", dal titolo della rivista "900"); Strapaese, che si propone invece la difesa ad oltranza dei presunti valori di una tradizione nazionale, se non nazionalistica (come risulta sin dal titolo delle riviste a cui fa capo, "L'italiano" e "Il selvaggio").
Critica di Cesare Pavese
Riflettendo su questa situazione, e confrontandola con un'esperienza analoga maturata negli Stati Uniti, Cesare Pavese, nel saggio del 1931 su Sherwood Anderson scrittore statunitense che nelle sue opere dà voce al disagio crescente degli individui nella società industriale - ne individuerà i limiti, dandone un giudizio particolarmente duro e severo: "Per Anderson, tutto il mondo moderno è contrasto di città e di campagna, di schiettezza e di vuota finzione, di natura e di piccoli uomini. Quanto tocchi anche noi quest'idea, credo inutile dire. E di quanto noi siamo inferiori in potenza vitale alla giovane America, possiamo vedere da questo: un problema che ha dato all'America opere come quelle stracità e strpaese".
Contrasto economico e sociale
Il problema va quindi ricondotto a condizioni diverse di sviluppo economico: il grande tema del "contrasto di città e di campagna", in Italia, vede prevalere nettamente la rappresentazione del mondo cittadino, che conserva spesso le caratteristiche di una società arcaica; al contrario, lo sviluppo industriale appare ancora piuttosto lento e faticoso, e non tale da modificare radicalmente le abitudini del paese.
Domande da interrogazione
- Quali sono i principali cambiamenti culturali che si verificano nel passaggio dall'Ottocento al Novecento in Italia?
- Qual è la contrapposizione principale che si sviluppa nel corso del Novecento in Italia?
- Come Cesare Pavese critica la situazione culturale e sociale dell'Italia rispetto agli Stati Uniti?
- Qual è il tema centrale del contrasto economico e sociale in Italia durante il Novecento?
Il passaggio dall'Ottocento al Novecento in Italia è caratterizzato da un cambiamento nei gusti e negli orientamenti culturali, influenzato dal tramonto del Positivismo e dal Decadentismo, nonostante il ritardo dell'Italia rispetto ad altri paesi europei. Il romanzo emerge come genere letterario capace di affrontare i problemi sociali e le contraddizioni della modernità (testo).
La contrapposizione principale è quella tra "campagna" e "città", che dà vita a due movimenti antagonisti: Stracità, che cerca di modernizzarsi, e Strapaese, che difende i valori tradizionali e nazionalistici (testo).
Cesare Pavese, nel suo saggio su Sherwood Anderson, critica aspramente la situazione italiana, evidenziando il contrasto tra città e campagna e sottolineando l'inferiorità dell'Italia rispetto alla "potenza vitale" della giovane America, che ha prodotto opere significative in risposta a simili problematiche (testo).
Il tema centrale è il "contrasto di città e di campagna", dove la rappresentazione del mondo cittadino prevale, mostrando caratteristiche di una società arcaica, mentre lo sviluppo industriale è lento e non riesce a modificare radicalmente le abitudini del paese (testo).