Concetti Chiave

  • Il capitolo II esplora il binomio inganno-violenza, evidenziando come Don Abbondio utilizzi l'astuzia e la complicità per affermarsi contro Renzo.
  • Il contrasto tra realtà e apparente si manifesta attraverso Renzo, che adotta un comportamento violento come difesa, mentre la sua vera natura è quella dell'innocente oppresso.
  • Renzo evolve dal desiderio di vendetta verso una riscoperta della sua indole cristiana, sotto l'influenza di Lucia, che rappresenta una guida morale.
  • La riunione dei protagonisti segna un momento di presa di coscienza comune dell'offesa subita, avviando il loro percorso verso la ricostruzione della "festa interrotta".
  • Il capitolo si conclude con un colpo di scena ironico, legando le sorti dei personaggi alla vita di paese e ai suoi caratteri distintivi.

Indice

  1. Inganno e violenza
  2. Realtà e apparenza
  3. Superamento del desiderio di vendetta
  4. Riunione dei protagonisti
  5. Conclusione e ironia

Inganno e violenza

Il capitolo II è incentrato sui seguenti aspetti:

1. Binomio inganno-violenza

2. Divario realtà-apparenza

3. Superamento del desiderio di vendetta

4. Riunione dei protagonisti

Nel primo incontro con Renzo, Don Abbondio mette in atto il suo piano che è fondato sulla capacità di inganno della cultura e della parola. L’unica risorsa che gli si offre è la complicità con la violenza di don Rodrigo: don Abbondio, infatti, non si limita a chinare la testa passivamente davanti ai bravi, ma usa attivamente la ragione, le sue conoscenze ed il linguaggio stesso della Chiesa e della legge, per rafforzare il torto inflitto a Renzo. Pertanto riemerge il tema dell’alleanza fra violenza ed astuzia, preannunciato nel capitolo I, nella descrizione del comportamento dei bravi che attendono don Abbondio accanto al tabernacolo.

Realtà e apparenza

Il tema del dissidio fra realtà e apparenza, presente in tutto il romanza, appare per la prima volta nel II capitolo ed acquista un topo particolarmente drammatico negli equivoci di cui Renzo è vittima. Ora è Renzo che con successo, assume il ruolo di personaggio astuto e violento in una scena che, addirittura ci potrebbe far pensare all’incontro con i bravi. Tuttavia il suo atteggiamento è solo uno strumento di difesa, assunto per forza di cose e il gioco delle apparenze allude in modo ironico ad una realtà opposta, cioè a quella dell’innocenza e del torto subito. Dopo i brevi dati biografici che collocano Renzo nella categoria allora comune dei filatori di seta, viene tracciato un ritratto fisico e morale del giovane che conserva un’eco di quello dei bravi. Egli si presenta davanti a curato “con una cert’aria di festa e nello stesso tempo di braveria”. A questo proposito è utile ricordare l’etimologia di “braveria” che significa “spavalderia”, un termine derivato da “bravo”, col significato di “sicuro di sé, coraggioso”, proprio come si sono dimostrati gli sbirri di don Rodrigo.

Superamento del desiderio di vendetta

Dopo le due scene complementari con don Abbondio, il cammino di Renzo ci porta dal luogo dell’inganno (= la canonica) allo spazio e al motivo dal significato opposto (la casa di Lucia). Parallelamente, si ha un’ evoluzione, almeno provvisoria, del personaggio che dallo spirito di vendetta passa a recuperare la sua vera indole ispirata agli insegnamenti cristiani. Questa vittoria sull’odio è un tema ricorrente nella figura di Renzo ed è da collocare al vertice di tutta la sua avventura. Al raggiungimento di questo valore, egli giunge tramite la mediazione di Lucia, che per il momento non è ancora in scena.

Riunione dei protagonisti

Alla fine del capitolo i protagonisti, dopo lo sconvolgimento della consueta quiete di don Abbondio e l’alterazione del comportamento di Renzo, i due protagonisti si ritrovano accomunati nella presa di coscienza dell’offesa subita. D’ora in poi, la loro vicenda si raccoglierà intorno al tentativo di ricostruire “la festa interrotta”. Intorno a loro è presente tutto il paese, nella sua coralità

Nel capitolo, compaiono per la prima volta i due protagonisti. Entrambi sono introdotti senza indugi e descritti nei rispettivi abiti da festa con qualche tocco che ci rimanda al carattere e con qualche contrasto appena accennato (Per lucia si parla di “modesta bellezza” e di “placido accoramento”) Entrambi sono prima osservati in movimento, poi l’immagine si ferma e vengono analizzati alcuni aspetti. A questo punto, possiamo notare alcune differenze profonde fra i due ritratti, ricavate dall’immagine tradizionale dei ruoli dell’uomo e della donna: quello di Renzo è definito subito dal lavoro e dall’aria spavalda, mentre quello di Lucia è fatto di grazia e soprattutto di modestia, un termine assai ricorrente

Conclusione e ironia

Il capitolo termina con l’immagine delle donne a cui Renzo riferisce che il matrimonio non potrà essere celebrato perché il curato è ammalato. Alcune decidono di andare a verificare di persone, mentre altre se ne vanno e Perpetua, dalla finestra, conferma la notizia che don Abbondio è affetto da una forte febbre. Le donne con Perpetua riportano nell’amara conclusione l’ironia e le caratteristiche della vita di paese e nel contempo, collegano circolarmente il capitolo a personaggi e luoghi delle battute iniziali.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo dell'inganno nella dinamica tra Don Abbondio e Renzo?
  2. Don Abbondio utilizza l'inganno come strumento per giustificare la sua complicità con la violenza di don Rodrigo, dimostrando come la cultura e la parola possano essere manipolate per rafforzare il torto inflitto a Renzo.

  3. Come si manifesta il divario tra realtà e apparenza nel capitolo II?
  4. Il divario tra realtà e apparenza emerge attraverso gli equivoci che coinvolgono Renzo, il quale, pur apparendo astuto e violento, agisce per difesa, rivelando la sua vera innocenza e il torto subito.

  5. In che modo Renzo supera il desiderio di vendetta?
  6. Renzo evolve da un atteggiamento di vendetta a una riscoperta della sua indole cristiana, grazie all'influenza di Lucia, che lo guida verso una vittoria sull'odio, un tema centrale della sua avventura.

  7. Qual è il significato della riunione dei protagonisti alla fine del capitolo?
  8. La riunione di Renzo e Lucia segna un momento di consapevolezza condivisa riguardo all'offesa subita, avviando la loro vicenda verso il tentativo di ricostruire "la festa interrotta", con il supporto della comunità.

  9. Come si conclude il capitolo e quale ironia emerge dalla situazione?
  10. Il capitolo si chiude con l'amara notizia che il matrimonio non potrà essere celebrato a causa della malattia di Don Abbondio, evidenziando l'ironia della vita di paese e collegando il finale ai personaggi e luoghi introdotti all'inizio.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community