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Concetti Chiave

  • Boccaccio nasce a Certaldo nel 1313 e cresce a Firenze, dove incontra Dante, influenzando la sua formazione letteraria.
  • Il periodo a Napoli (1327-1340) è cruciale per la sua vocazione letteraria e segna l'inizio della sua attività di scrittore con opere influenzate dall'amore per Fiammetta.
  • La peste nera del 1348 funge da catalizzatore per la scrittura del Decameron, un'opera che riflette la complessità della società borghese del tempo.
  • Il Decameron è strutturato in dieci giornate, ognuna con temi specifici, e presenta una simmetria nei narratori, equilibrando voci maschili e femminili.
  • Nel Decameron, Boccaccio rappresenta le donne come muse e interlocutrici privilegiate, sottolineando il loro ruolo nell'ispirare virtù e poesia.

Infanzia e formazione di Boccaccio

Nasce nel giugno o luglio del 1313 a Certaldo, è figlio illegittimo riconosciuto da Boccaccino di Chellino (banchiere, mercante). Trascorre a Firenze gli anni dell’infanzia e della scuola, proprio a questi anni risale l’incontro con Dante che scompare di lì a poco, nel 1321.

Esperienze a Napoli e ritorno a Firenze

Intorno al 1327-28 viene mandato a Napoli dove è introdotto alla pratica mercantesca e bancaria, trova facile accesso alla corte del re Roberto d’Angiò; tra il 1330-31 e il 1334 viene avviato agli studi di diritto canonico. Il periodo napoletano, fino al 1340, rappresenta una fase cruciale nello sviluppo della vocazione letteraria di Boccaccio. A questo periodo risale anche la prima produzione letteraria, sotto il segno di Fiammetta, nome fittizio di una donna amata dal poeta. Nell’inverno del 1340-41 deve rientrare a Firenze passando dai fasti di una corte regale alla vita del Comune. Boccaccio si muoveva tra Firenze e la Romagna nel 1348, però quando la peste nera giunge in Toscana lui si trova certamente a Firenze. Questa devastante epidemia di peste rappresenta per Boccaccio uno spartiacque, sono gli anni in cui lavora al Decameron, che prende forma definitiva tra il 1349 e il 1351. In essa confluiscono figure, simboli e temi dell’esperienza di Boccaccio, ma rielaborati. Vi confluisce anche la realtà urbana fiorentina attraversata da una crisi economica. È chiamato ambasciatore per il Comune di Firenze: tra il 1350 e il 1365 lo ritroviamo a Forlì, Ravenna, Padova e in due occasione ad Avignone.

Incontri con Petrarca e ritiro a Certaldo

Al 1350 risale un incontro con Petrarca e l’anno seguente Boccaccio è ospite a Padova di Petrarca che gli fa conoscere le sue opere. Nel 1359 si incontrano a Milano a casa di Petrarca. Nel 1362 Petrarca ospita a Venezia Boccaccio e si vedono per l’ultima volta a Padova nel ’68. Nel 1362 Boccaccio si ritira nella sua casa a Certaldo. Nel 1360 era diventato chierico e a Certaldo matura un impegno religioso e morale. Le sue prospettive culturali si fanno ampie, egli è addirittura spinto ad apprendere il greco. Nel 1373 si dedica alle esposizioni sulla Comèdia di Dante, ma le interrompe per motivi di salute. Muore a Certaldo il 21 dicembre 1375.

Qual è il legame tra Il Decameron e la peste nera?

Il Decameron esprime la complessità e la forza della società e della cultura borghese comunale. Boccaccio incarna un modello di intellettuale che in sé contiene tre modelli culturali: aristocratico-cortese, borghese-comunale e umanistico. All’arte del racconto sono improntate esperienze letterarie di Boccaccio. Nell’ambiente culturale napoletano Boccaccio matura l’interesse per una prosa narrativa.

E un’opera organica, propone di ricercare un’armonia nel caos della peste. Tre sono i momenti significativi: il dibattito nella prima giornata affrontato dalle donne novellatrici; la dichiarazione di poetica in difesa della poesia e del proprio pubblico femminile, nell’introduzione alla 4° giornata; la conclusione dell’autore, in cui Boccaccio difende la propria scrittura. Nel 1348 la peste nera si diffuse a Firenze, motivo per cui Boccaccio decide di scrivere. Diventerà il primo grande libro della narrativa occidentale moderna. Inizia a scriverle dopo il suo arrivo a Firenze da Napoli, tra il 1340 e il 1341, ma si dedica con intensità tra il 1346 e il 1348. Tappe della composizione: Dal 1340-41  scrittura singole novelle, raggruppamento per tema; Tra il 1342 e il 1349  costituzione delle 10 giornate; Tra il 1349 e il 1351-53  scrittura singole novelle, invenzione cornice, composizione del libro. Venne identificato a metà del 900 un autografo (manoscritto redatto dall’autore). Avevano fatto sì che a trascriverla non fossero gli amanuensi, ma i mercanti che si improvvisavano copisti. Ha come precedente il Novellino. Esiste un precedente di novelle inserite in una cornice nel libro dei 7 savi. La suggestione del raccontar novelle per neutralizzare un ostacolo mortale è riconducibile in particolare alle Mille e una notte. Boccaccio utilizza fonti scritte diverse che vanno dall’exemplum alla leggenda, dalla vida provenzale al miracolo. Non manca l’apporto dei testi medici e scientifici. Il vero movente è l’epidemia di peste del 1348 e viene indicata come un orrido cominciamento. La vicenda si apre su uno scenario di morte collettiva, riconducibile a un evento storico documentato. Il racconto della peste è un topos della tradizione occidentale. Boccaccio conosce il De rerum natura che si chiude sullo scenario inquietante e terribile della peste ad Atene. L’esperienza offre a Boccaccio l’occasione per riflettere sulla disgregazione e il disordine profondo causati dalla malattia e dalla paura del contagio. Il termine cornice è in realtà improprio perché sembra alludere a qualcosa di accessorio, è invece una vera e propria storia portante. La vicenda ha come protagonisti 10 nobili giovani fiorentini (7 ragazze e 3 ragazzi), che per sfuggire al contagio, stabiliscono di ritirarsi nel contado: lì organizzano le loro giornate (10 in tutto). Un’esperienza all’insegna dell’intrattenimento piacevole, perché ordinato e regolato. Un posto tra le attività delle giornate è riservato al racconto di novelle. La peste stessa, causa ed effetto di disordine portatore di distruzione e di morte è per i novellatori un’occasione educativa. È emblema di una crisi profonda. Il libro si chiude con la rassegnata constatazione che nulla è cambiato. Se il caos è la peste e il cosmo il novellare, la norma resterà alla fine quella caotica. È questo l’aspetto più inquietante del libro.

Struttura e temi del Decameron

Il Decameron è organizzato in una architettura interna, essa si articola intorno ai numeri-simbolo 10 (e 100), 7 e 3 (numero complessivo dei ragazzi 10, 7 ragazze e 3 ragazzi, numero delle giornate, 10). Come dichiara il titolo il libro si divide in 10 parti, corrispondenti alle 10 giornate. Le giornate prevedono un tema specifico, mentre la 1° e la 9° giornata sono a tema libero. Ogni giornata si apre con una introduzione breve e prevede una conclusione articolata. L’attività del novellare inizia il mercoledì tra l’ora nona e l’ora di cena. La narrazione viene sospesa di venerdì, sabato e domenica. C’è simmetria per chi racconta: 3 donne e un uomo, 2 donne e 1 uomo, 2 donne e 1 uomo. Sono seduti in cerchio, il primo e l’ultimo a narrare sono maschi. La simbologia diventa linguaggio quotidiano. Le singole giornate sono introdotte da una rubrica: breve testo che indica il tema della novella. La 1° giornata è a tema libero.

La 2° ha il tema della fortuna.

La 3° è dedicata all’industria (intesa come capacità d’iniziativa), è assente il senso di sofferenza psicologico-esistenziale.

La 4° amore tragico (tormentato dalla gelosia, fonte di sofferenza e angoscia)

La 5° amore a lieto fine (al registro tragico si sostituisce quello comico)

La 6° è dedicata ai motti, battute di spirito. (considerato come arte della parola)  uso del linguaggio: esperienza su cui si basa la conoscenza della vita.

La 7°/8° torna il tema dell’amore (conquistati tramite beffe) per accentuare la comicità sono presenti personaggi come: il prete che verrà punito, il marito geloso e sciocco, la donna con istinto sessuale.

9° tema libero

10° difficile definire il tema. I novellatori entrano in gara.

È importante il ruolo assegnato nel libro alla donna viste come interlocutrici privilegiate. È simbolo di un ideale di letteratura e di poesia. Sono muse in quanto la loro capacità di ispirare poesia è concreta. Sono le donne a privilegiare la virtù nell’uomo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza del periodo napoletano nella vita di Boccaccio?
  2. Il periodo trascorso a Napoli è cruciale per lo sviluppo della vocazione letteraria di Boccaccio, dove inizia la sua prima produzione letteraria e si avvicina alla corte del re Roberto d’Angiò, influenzando profondamente la sua scrittura (si veda il testo).

  3. Come la peste nera ha influenzato la scrittura del Decameron?
  4. La peste nera del 1348 funge da catalizzatore per Boccaccio, spingendolo a scrivere il Decameron, un'opera che riflette la complessità della società e della cultura borghese comunale in un contesto di crisi e disordine (come indicato nel testo).

  5. Quali sono i temi principali delle giornate del Decameron?
  6. Il Decameron è strutturato in dieci giornate, ognuna con temi specifici come la fortuna, l'amore tragico e comico, e l'industria, con un'attenzione particolare al ruolo delle donne come interlocutrici privilegiate (come descritto nel testo).

  7. In che modo Boccaccio si distingue come intellettuale nel suo tempo?
  8. Boccaccio incarna un modello di intellettuale che combina elementi aristocratici, borghesi e umanistici, riflettendo una vasta gamma di influenze culturali e letterarie nel suo lavoro (secondo quanto riportato nel testo).

  9. Qual è la struttura narrativa del Decameron?
  10. Il Decameron è organizzato in dieci giornate, ognuna con un tema specifico, e presenta una simmetria nei racconti, con un equilibrio tra narratori maschili e femminili, evidenziando l'importanza della voce femminile nella letteratura (come evidenziato nel testo).

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