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Concetti Chiave

  • Lo sbarco sulla Luna è un evento iconico, ma esistono teorie complottiste che sostengono sia stato un allestimento cinematografico per dimostrare la supremazia degli USA sulla URSS.
  • I complottisti citano presunti errori nelle foto, ma le modifiche fatte dalla NASA erano solo per migliorarne l'estetica e le immagini originali sono ancora disponibili online.
  • Contrariamente alle affermazioni, la bandiera americana non si muove per il vento, ma è rimasta in posizione dopo essere stata rilasciata dagli astronauti.
  • Le attrezzature della NASA erano le più avanzate del tempo e i complottisti non considerano l'impossibilità economica di realizzare una simulazione così complessa senza essere scoperti.
  • Negare lo sbarco lunare implica sminuire il lavoro e il sacrificio di migliaia di professionisti che hanno contribuito alla missione Apollo e alla storia dell'esplorazione spaziale.

Il dibattito sullo sbarco lunare

Lo sbarco sulla Luna è stato un avvenimento epocale, sognato e ricordato da milioni di persone, eppure c’è chi sostiene che sia stato organizzato in un set cinematografico, con il semplice scopo di superare l’URSS e confermare la supremazia degli USA in campo geo-politico e tecnologico. Secondo le cosiddette teorie “complottiste” l’allunaggio sarebbe stato una delle prime “fake news” su scala globale, anche se tutte le prove a favore di tali tesi sono state accuratamente smontate con razionalità.

Le teorie complottiste e le foto

I complottisti hanno fondato le loro supposizioni su dei presunti “errori” nelle fotografie, di cui gli ingegneri della NASA non si sarebbero accorti, mentre altri ritengono che le foto siano state modificate in laboratorio. Emergono chiaramente delle contraddizioni, infatti se le foto fossero state scattate in appositi set cinematografici non vi sarebbe stato alcun bisogno di ritoccarle in seguito, ma sarebbe stato sufficiente farne altre. La verità è che le foto, una volta giunte sulla Terra, sono state modificate, ma con il semplice scopo di migliorarne l’estetica per il grande pubblico e le originali non sono andate perdute, ma sono ancora tutte conservate e visibili anche online; questo smonta anche la teoria che gli astronauti non avrebbero avuto il tempo sufficiente per scattare tutte le foto con cura e precisione, in quanto la maggior parte furono scartate, proprio perché sfocate, sovraesposte o non abbastanza nitide.

La bandiera e le ombre

Sempre dalle foto, si nota la bandiera sventolare, ma è impossibile, in quanto sulla Luna non vi è vento; nessuno tra scienziati, ingegneri e astronauti ha mai sostenuto che quella bandiera si stesse muovendo, semplicemente quando è stata scattata la foto, il panno a stelle e strisce non era stato completamente disteso, ma rimane immobile dopo che l’astronauta rilascia la mano. Un altro fatto che ha alimentato l’immaginazione dei complottisti è che le ombre di Armstrong e di Aldrin non sono parallele, testimonianza che nello studio vi erano più fonti di luce artificiali, ma i sostenitori di questa tesi non devono mai essersi accorti che il fenomeno avviene anche sulla Terra, quando vi è il sole basso, inoltre l’effetto potrebbe essere stato incrementato da una distorsione dell’immagine, a causa della tecnologia non elevata come quella attuale.

La tecnologia degli anni sessanta

Quest’ultimo potrebbe essere uno dei principali punti a favore della teoria del complotto, infatti alla fine degli anni sessanta non si poteva certo contare su macchine sviluppate come quelle attuali, ma è necessario non scordare che le attrezzature impiegate dalla NASA erano comunque le più sofisticate dell’epoca ed erano -e sono- sufficienti per portare l’uomo sulla Luna, inoltre a terra, prima della partenza, non solo i tre astronauti, ma tutto il team di ingegneri, fu sottoposto ad un duro addestramento e se a bordo del razzo vi erano solo tre uomini, quelli sulla Terra erano migliaia e monitoravano continuamente ogni dato o segnale proveniente dal modulo. I complottisti però hanno cercato ogni minimo dettaglio che potesse mostrare l’origine antropica dei paesaggi e sono arrivati sino a sostenere la presenza di una lettera “C” su uno dei massi in laboratorio. Utilizzare tale codice di identificazione, composto da soli ventisei segni sarebbe risultato particolarmente scomodo, inoltre non vi sarebbe stata alcuna necessità di numerare ogni singolo reperto, considerata la vastità di campioni indistinguibili presenti sul set. In realtà quella “C” è probabilmente un detrito depositatosi durante la copia, infatti non compare alcuna lettera sulla foto originale. Tutte le riprese sono state effettuate nel vuoto, infatti non sono evidenti fenomeni di rifrazione o intorpidimento come sulla Terra e la polvere, all’avvicinamento del rover, schizza in tutte le direzioni formando delle circonferenze non delle nubi come sarebbe accaduto sulla Terra e la tecnologia del 1969 non permetteva di modificare con tali effetti foto e video, perciò l’unica spiegazione è che i video siano stati davvero girati sulla Luna, anche considerando che ricreare il vuoto sulla Terra in un ambiente così vasto e addestrare anche i membri del set ad operare in simili situazioni, sarebbe stato comunque molto dispendioso, sia dal punto divista economico che da quello temporale.

Il regista del falso allunaggio

I complottisti hanno anche identificato il regista del falso allunaggio, che avrebbe anche “virtualmente” ammesso la propria consapevolezza; in molti considerano Stanley Kubrick l’autore del complotto, ipoteticamente contattato del governo degli Stati Uniti, considerata la sua esperienza nelle riprese con effetti fantascientifici, acquisita con “2001: Odissea nello spazio”, girato l’anno prima, nel 1969. Il regista è noto proprio per la sua cura per i dettagli, dunque sembra strano che abbia commesso errori tanto grossolani nelle riprese lunari, se non che l’abbia fatto volontariamente infatti sono stati identificati dei “messaggi nascosti” nel film The Shining, sempre di Stanley, con cui l’uomo avrebbe voluto comunicare al mondo la falsità dell’allunaggio, non potendo parlare chiaramente. É importante ricordare che il film è molto ambiguo ed è facile reinterpretarlo e trovare significati nascosti e adattarli ai propri scopi o a sostegno delle proprie tesi.

Le foto e gli sfondi riciclati

Un’altra tesi è che, poiché diverse foto hanno lo stesso sfondo, ma in alcune compare il rover mentre in altre non è presente, gli scienziati della NASA avrebbero utilizzato più volte le medesime ambientazioni. In realtà sulla Luna non vi sono elementi a noi familiari, come alberi o costruzioni umane, perciò il paesaggio pare monotono e ripetitivo, inoltre la Luna è molto meno estesa rispetto alla Terra, perciò anche il suo orizzonte è più breve, ma soprattutto, avrebbero esperti e studiosi dovuto “riciclare” gli sfondi, quando avevamo a disposizione ventotto miliardi di dollari (ovvero il costo del programma Apollo)?

Le croci nere e le antenne

In alcune foto, le croci nere sull’obiettivo sono coperte da diversi oggetti, in apparenza un chiaro segno di manomissione, ma si tratta semplicemente di un fenomeno per cui oggetti colore scuro su sfondo chiaro sembrano sparire. Un particolare in grado di scatenare l’immaginazione dei complottisti è la presenza solo in alcune foto dell’antenna sugli zaini degli astronauti, che però è dovuto al fatto che il dispositivo è da un lato di colore nero e bianco da quello opposto.

Le temperature e le orme

Alcuni inesperti ritengono che la differenza di temperatura tra la parte illuminata della Luna e quella perennemente al Sole sia così alta da impedire il funzionamento delle telecamere, ma gli ingegneri della NASA avevano logicamente previsto anche l’escursione termica; innanzitutto l’aumento o la diminuzione di temperatura è graduale e si raggiungono temperature estreme solo dopo ventotto giorni di completo buio o luce, mentre la cosiddetta “passeggiata lunare” durò solo due ore e mezza, un tempo troppo limitato anche per esporre i due uomini ad eventuali radiazioni di entità considerevole. Nelle foto, a differenza di quanto si potrebbe pensare non vi sono evidenti tracce delle orme degli astronauti o delle ruote del rover, ma solo perché sulla Luna vi è un sottile strato di polvere, che non permette di lasciare solchi profondi, inoltre il veicolo era molto leggero e spesso per curvare era parzialmente sollevato dagli astronauti stessi.

I campioni lunari e il costo

Con le missioni Apollo inoltre è stato possibile raccogliere diversi campioni lunari, per un peso superiore ai trecento chilogrammi e la cui provenienza non è mai stata discussa; è chiaro che una simile tipologia di materiale poteva essere reperita solo sul nostro satellite. Il più grande interrogativo che rimane è come ipoteticamente la NASA avrebbe potuto organizzare un progetto dal costo esorbitante che ha coinvolto migliaia di persone semplicemente per un set cinematografico e come avrebbe potuto assicurarsi che nessuno avrebbe mai denunciato la falsità dell’accaduto e soprattutto, considerata l’enorme mole di uomini e donne che hanno partecipato ad Apollo XI, come è possibile che nessuno di loro si sia accorto delle “prove falsificate”, mentre sono bastati pochi complottisti, senza particolari riconoscimenti in campo scientifico, per smascherare un’intera truffa a danno dell’umanità? Non si dimentichi che l’uomo è stato sulla Luna in diverse occasioni, considerando il primo allunaggio, dodici uomini hanno camminato sul suolo lunare e pare strano che sia stata stanziata un ingente quantità di denaro solo per dei set cinematografici. Negare l’allunaggio non significa solo porre in discussione una tappa epocale della storia umana, ma soprattutto sminuire il lavoro di decine di migliaia di tecnici, scienziati, ingegneri che hanno dedicato tutte le loro energie alla corsa allo spazio e vuol dire ritenere inutile il sacrificio di coloro che hanno perso la vita, come i membri di Apollo I, morti a causa di un incendio scoppiato all’interno del modulo di comando.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali teorie complottiste riguardo allo sbarco sulla Luna?
  2. Alcuni sostengono che lo sbarco sia stato simulato in un set cinematografico per affermare la supremazia degli USA sull'URSS. Tuttavia, queste teorie sono state smontate con razionalità, evidenziando che le prove a favore di tali tesi non reggono.

  3. Come vengono spiegati gli "errori" nelle fotografie dell'allunaggio?
  4. I complottisti affermano che ci siano errori nelle foto, ma in realtà le immagini sono state modificate solo per migliorarne l'estetica. Le originali sono conservate e visibili online, e molte foto scattate furono scartate per scarsa qualità.

  5. Perché la bandiera americana sembra sventolare sulla Luna?
  6. La bandiera non si muove a causa del vento, ma appare così perché non era completamente distesa al momento dello scatto. Gli scienziati non hanno mai affermato che fosse in movimento.

  7. Qual è la verità sulle ombre nelle foto dell'allunaggio?
  8. Le ombre non sono parallele a causa della distorsione dell'immagine e dell'angolo del sole, un fenomeno che si verifica anche sulla Terra. Non è prova di più fonti di luce artificiali.

  9. Come si spiega la raccolta di campioni lunari durante le missioni Apollo?
  10. I campioni lunari, superiori ai trecento chilogrammi, sono stati raccolti durante le missioni e la loro provenienza non è mai stata messa in discussione, dimostrando che solo sulla Luna potevano essere reperiti.

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