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Concetti Chiave

  • Il Verismo è un movimento letterario nato nell'Ottocento a Milano, in reazione al sentimentalismo romantico, con l'intento di rappresentare la realtà in modo fedele e oggettivo.
  • Le influenze principali del Verismo derivano dal realismo inglese e russo, e in particolare dal naturalismo francese, con Emile Zola come massimo esponente.
  • Giovanni Verga è considerato il principale esponente del Verismo in Italia, caratterizzato da una visione antiumanistica e dall'adozione del positivismo.
  • La poetica verista si distingue per l'oggettività narrativa, l'assenza di intrusioni personali e l'uso di un linguaggio che riflette le voci autentiche dei personaggi.
  • Il periodo verista di Verga include opere significative come "Nedda", "Il ciclo dei vinti" e "Il marito di Elena", che esplorano temi di lotta e sofferenza umana.

Origini del Verismo

Nella seconda metà dell’Ottocento prendeva forma nell’ambiente milanese, per poi espandersi in tutta Italia e in Europa, un movimento culturale letterario di reazione al falso sentimentalismo romantico, in nome della realtà rappresentata con assoluta obbedienza alla verità, al dato di fatto, alla ricerca di un linguaggio che si adeguasse in ogni punto allo studio del vero e che facesse parlare i personaggi con la loro lingua e non quella astratta dell’autore. Questo movimento letterario è conosciuto con il nome di “Verismo”.

Influenze e Correnti Culturali

Sulla poetica del verismo, influì il grande “realismo” inglese e russo, e più di ogni altro si accosta al romanzo d’osservazione il “naturalismo” francese, dove il massimo esponente fu Emile Zola.

Per i romantici la letteratura rappresentava uno strumento di conoscenza e diffusione del vero proponendosi in un modo popolare, ma rappresentando una materia priva di sentimenti e di istinti, portando all’esasperazione situazioni umane indescrivibili. Fra le varie correnti culturali ed artistiche nate con il tramonto del romanticismo, alcune consistevano in un esasperato individualismo e in una sterile anarchia, altre si rifacevano alla nostalgia delle vecchie forme, viste come un luminoso e perduto paradiso di pace e armonia estetica.

Il naturalismo era quella che meglio di tutte aderiva allo slancio vitale e al ritmo progressivo della storia, quella cioè che raccoglieva la parte più positiva dell’eredità romantica per trasmetterla alle generazioni future.

Giovanni Verga e il Verismo

In Italia l’esponente più autorevole del Verismo fu Giovanni Verga, che captando la mutata atmosfera in cui si svolgeva l’esperienza verista in Italia e fuori acquistò quindi quell’aspetto di antiletteratura, con tendenza antiumanistica, rispetto al romanticismo. Si deve tener conto di due aspetti importanti: da un lato c’era la nuova concezione filosofica conosciuta come “positivismo”, il culto della scienza, che penetrava anche nella letteratura, e dall’altro lato l’urgenza con cui si imponeva dappertutto, nella lotta economica, politica e culturale. Il verista italiano rimaneva in sostanza un gentiluomo che si piegava a contemplare con pietà sincera, ma un tantino condiscendente, la misera morale e materiale in cui le persone sembravano immerse senza speranza di salvezza; il verista europeo ritraeva invece un mondo che era anche il suo mondo, con il quale aveva in comune una volontà positiva d’azione e di progresso, trovava intorno a sé il suo linguaggio.

Caratteristiche della Poetica Verista

La poetica dei veristi italiani si denota nelle opere del Verga e del Capuana. Uno dei canoni essenziali è anzitutto l’oggettività narrativa e drammatica, senza intrusioni liriche o autobiografiche. Il romanzo è la più completa opera d’arte nella quale si escludeva ogni intervento personale dell’autore, lasciando spazio agli elementi figurativi, dialogo – paesaggio.

Il punto di partenza dello scrittore era il vero, lo studio di esso, procedendo alla narrazione reale dei fatti, non visti dall’esterno, ma aderendo intimamente alle reazioni naturali di esso; ed infine il linguaggio lasciava parlare in prima persona i personaggi con la loro lingua e non quella astratta dell’autore.

Periodi Letterari di Verga

L’attività letteraria del Verga si può distinguere in tre periodi: il periodo romantico – patriottico; il periodo romantico – passionale e il periodo verista.

• Nel primo periodo rientrano i “Romanzi giovanili”, dove il più famoso e conosciuto è “I carbonari della montagna” (1861), seguito da “Sulle lagune” (1863), “Amore e Patria”, che restò incompiuto, tutti ispirati alla storia del risorgimento e a motivi patriottici e amorosi.

• Nel secondo periodo, cioè quello legato alla composizione de “Romanzi romantico – passionali”, appartengono i romanzi scritti durante la sua permanenza a Firenze e Milano, nel (1866) compose “Una peccatrice”, (1871) “Storia di una capinera”, “Eva” (1873), “Eros” (1874), “Tigre Reale” (1875), romanzi contenti storie d’amore e di morte negli ambienti aristocratici borghesi, tra i quali quello di maggior successo fu “Storia di una capinera”, un romanzo sotto forma epistolare, dove la protagonista, una ragazza, viene costretta a monacarsi.

Opere del Periodo Verista

• Nel periodo verista: con la scoperta del naturalismo francese di Zola, grazie all’amicizia italiana con Capuana e alla letteratura distaccata dalle solite regole, compone “Nedda” (1874), ritraendo con quest’opera le passioni, gli stenti e le fatiche degli umili.

In seguito troviamo “il ciclo dei vinti”, dove c’e’ il culmine del verismo e quindi un arricchimento letterario da parte del Verga; dove i protagonisti sono dei “vinti” vittime di un destino avverso, e da questi personaggi l’autore riesce a ritrarre perfettamente il mondo contadino, che risale all’infanzia del Verga, quando a causa dell’epidemia di colera, lui e la sua famiglia furono costretti a rifugiarsi nelle campagne di Vizzini, mescolandosi così con la vita dei contadini.

Altre opere importanti sono “Il marito di Elena” (1882) e la raccolta di novelle “Per le vie” (1883), “Vagabondaggio” (1887), e i “Ricordi del Capitano d’Arce” (1891).

Fanno infine parte delle sue opere da drammaturgo “Novelle rusticane” e “Dal tuo al mio”.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine del movimento verista e quali sono le sue caratteristiche principali?
  2. Il verismo si sviluppò nella seconda metà dell’Ottocento come reazione al sentimentalismo romantico, puntando sulla rappresentazione della realtà con obiettività e un linguaggio autentico. I personaggi parlano con la loro lingua, senza l'interferenza dell'autore, come evidenziato nel testo.

  3. Chi è l'esponente più significativo del Verismo in Italia e quali influenze ha subito?
  4. Giovanni Verga è l'esponente più autorevole del Verismo in Italia, influenzato dal realismo inglese e russo e dal naturalismo francese, in particolare da Emile Zola, come indicato nel testo.

  5. Quali sono i tre periodi distintivi dell'attività letteraria di Giovanni Verga?
  6. L'attività di Verga si divide in tre periodi: il periodo romantico-patriottico, il periodo romantico-passionale e il periodo verista, ognuno caratterizzato da opere e temi specifici, come descritto nel testo.

  7. Quali opere rappresentano il culmine del verismo e quali temi affrontano?
  8. Il culmine del verismo si trova nel "ciclo dei vinti", dove Verga ritrae i "vinti" e il mondo contadino, esplorando temi di destino avverso e sofferenza, come evidenziato nel testo.

  9. Quali sono le caratteristiche della poetica verista secondo Verga e Capuana?
  10. La poetica verista si distingue per l'oggettività narrativa, l'assenza di intrusioni liriche e l'adesione al vero, con un linguaggio che permette ai personaggi di esprimersi autenticamente, come sottolineato nel testo.

Domande e risposte

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