Concetti Chiave
- Il termine "homo" era utilizzato dai Latini per indicare un individuo della specie umana, con humanitas che rappresentava le qualità tipiche umane.
- Per il maschio, "mas" indicava un maschio generico, "vir" un uomo adulto o marito, e "puer" un bambino o ragazzo.
- Per la femmina, "femina" indicava una femmina generica, "mulier" una donna adulta, e "puella" una bambina, con "virgo" riferito a ragazze in età da matrimonio.
- Il termine "mulier" ha evoluto il suo significato da donna generica a "moglie", portando all'uso di "domina" per indicare una donna in generale.
- Termini come "muliercula" e "puer" potevano avere connotazioni dispregiative o indicare ruoli specifici come schiavi giovani.
Per indicare un individuo della specie umana i Latini utilizzavano il sostantivo homo da cui deriva humanitas che indica le qualità tipiche della specie umana. Per indicare l'uomo e la donna venivano adoperati i seguenti sostantivi:
Per il maschio
- Mas, maris indica il maschio di qualsiasi specie animale. Molto utilizzato era anche il suo diminutivo masculus,i.
- Vir, viris indica l'uomo adulto o anche il marito. In contesti particolari può indicare anche l'eroe e l'uomo valoroso.
- Puer, pueri indica il bambino e il ragazzo mentre adulescens,entis corrisponde al nostro "giovane".
Per la femmina
- Femina, ae indica la femmina di qualsiasi specie animale. Il vocabolo riferito a una persona era poco utilizzato e aveva un'accezione negativa.
- Mulier, eris indica la femmina della specie umana, quindi la donna; di conseguenza è sempre riferito a individui adulti.
- Puella, ae (diminutivo puellula, ae) indica la bambina; virgo, virginis e innupta, ae, invece, indicano la ragazza in età da matrimonio, abitualmente collocata dopo i 14 anni. Con il matrimonio la donna sposata (nupta, ae) passava al ruolo di moglie (uxor, uxoris) e, soprattutto, di madre (mater, matris; materfamilias). È opportuno osservare che se la donna apparteneva ad un ceto elevato veniva indicata con il termine matrona, ae.
Curiosità
- Puer, eris indicava anche un giovane schiavo.
- Muliercula, ae (diminutivo di mulier, eris) veniva impiegato con valore dispregiativo.
- Mulier, eris ha, successivamente, assunto il significato di "moglie" per cui, per indicare genericamente la donna, è stato individuato il nuovo termine domina, ae, che in latino significava "padrona", sia in senso proprio ("padrona di casa") che figurato ("padrona del cuore dell'uomo").
Domande da interrogazione
- Quali termini latini venivano utilizzati per indicare il maschio e la femmina della specie umana?
- Quali erano i termini latini per indicare le diverse fasi della vita di una donna?
- Come è cambiato nel tempo il significato del termine "mulier, eris"?
Per il maschio, i Latini usavano "mas, maris" per indicare il maschio di qualsiasi specie animale, "vir, viris" per l'uomo adulto o il marito, e "puer, pueri" per il bambino o ragazzo. Per la femmina, usavano "femina, ae" per la femmina di qualsiasi specie, "mulier, eris" per la donna adulta, e "puella, ae" per la bambina.
I Latini usavano "puella, ae" per la bambina, "virgo, virginis" e "innupta, ae" per la ragazza in età da matrimonio, "nupta, ae" per la donna sposata, "uxor, uxoris" per la moglie, e "mater, matris" per la madre. Le donne di ceto elevato erano chiamate "matrona, ae".
Inizialmente "mulier, eris" indicava la donna adulta, ma successivamente ha assunto il significato di "moglie". Per indicare genericamente la donna, è stato introdotto il termine "domina, ae", che significava "padrona".